Nasce il “Manifesto Europeo per una governance dei ghiacciai”: l’iniziativa, firmata da 60 enti e centri di ricerca, è la prima di questo genere in Europa, regione dove i ghiacciai, negli ultimi 23 anni, hanno perso il 39% della loro massa, e dove si stanno fondendo molto più velocemente rispetto al resto del mondo.
Scienziati americani hanno creato in laboratorio una nuova specie: il topo lanoso. L’obiettivo finale è far rivivere il mammut e per questo la società biotecnologica statunitense Colossal Biosciences ha in programma di “de-estinguere” i pachidermi preistorici modificando geneticamente gli elefanti asiatici per conferire loro tratti del mammut lanoso. La speranza è che il primo cucciolo nasca entro la fine del 2028.
Ben Lamm, co-fondatore e amministratore delegato di Colossal, ha detto che il team ha studiato gli antichi genomi dei mammut e li ha confrontati con quelli degli elefanti asiatici per capire in che modo differiscono e ha già iniziato a modificare il genoma delle cellule di questi ultimi.
Ora il team afferma di avere un nuovo supporto per il loro approccio dopo aver creato topi sani e geneticamente modificati che hanno tratti orientati alla tolleranza al freddo, tra cui il pelo lanoso. Nella ricerca, che non è ancora stata sottoposta a revisione, il team ha utilizzato una serie di tecniche di modifica del genoma per modificare le uova di topo fecondate o le cellule staminali embrionali e iniettarle negli embrioni prima di impiantarle in madri surrogate.
Il team si è concentrato sull’interruzione di nove geni associati al colore, alla consistenza, alla lunghezza o al modello del pelo o ai follicoli piliferi. La maggior parte di questi geni è stata selezionata perché era già noto che influenzassero il mantello dei topi, con le interruzioni indotte che si prevede avrebbero prodotto tratti fisici simili a quelli osservati nei mammut. Tuttavia, due dei geni presi di mira nei topi sono stati trovati anche nei mammut. Il team ha anche interrotto un gene associato al modo in cui i grassi vengono metabolizzati nei topi e che suggerisce possa svolgere un ruolo nell’adattamento al freddo. I ricercatori hanno modificato diverse combinazioni di questi geni, utilizzando una tecnica che ha permesso loro di apportare fino a otto modifiche in sette geni diversi contemporaneamente.
Il 2 marzo, Blue Ghost ha toccato il suolo lunare nel bacino del Mare Crisium diventando il primo veicolo spaziale commerciale a riuscire nell’impresa.
Firefly Aerospace ha pubblicato questa settimana un video emozionante che mostra la sequenza finale della discesa sulla Luna, con immagini straordinarie del lander che si posa sulla superficie del nostro satellite.
Blue Ghost, partito dalla Terra il 15 gennaio, è l’ultima collaborazione tra l’agenzia spaziale statunitense Nasa e imprese private nel campo dell’esplorazione spaziale.
Eutelsat, che gestisce la terza rete satellitare mondiale ed è un competitor di Starlink, sta avendo “colloqui molto positivi” con il governo italiano per l’ipotesi di fornire comunicazioni satellitari sicure in un’operazione che potrebbe soppiantare l’offerta di servizi da parte della rete satellitare di Elon Musk. Lo dice la ceo di Eutelsat, Eva Berneke, in un’intervista a Bloomberg Television. “Stiamo avendo colloqui molto positivi con l’Italia e abbiamo sempre avuto un buon rapporto e certamente speriamo che continui” ha detto Berneke in risposta alla domanda se si stia avvicinando un accordo con Roma.
“I contatti che abbiamo avuto con il governo indicano che l’Italia ha necessità di una costellazione di satelliti, e che sta valutando le sue opzioni” ha detto la ceo ricordando che “abbiamo una collaborazione di lunga data con Telespazio e gli italiani e stiamo approfondendo questo legame”. Tuttavia – ha precisato la ceo del gruppo francese sull’ipotesi di una rete satellitare solo per l’Italia – “le costellazioni satellitari non hanno senso per un singolo Paese. Orbitano attorno al globo e serve un investimento iniziale almeno fra i sei e gli otto miliardi. Farlo per un singolo Paese non ha senso, quello che ha senso è una collaborazione e come è noto abbiamo Iris 2, in cui l’Italia è un partner chiave”.
Eva Berneke, amministratore delegato di Eutelsat Communications SA (GettyImages/archivio)
06/03/2025
Intanto, l’aula della Camera ha approvato il disegno di legge sulle disposizioni in materia di economia dello spazio. I sì sono stati 133, i no 89 e gli astenuti 2. Il provvedimento, proposto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, passa ora all’esame del Senato. Cosa prevede il ddl Spazio? Anzitutto, un fondo da 35 milioni per il 2025 per promuovere la Space Economy, obbligo di autorizzazione per le attività svolte sul territorio italiano, una “riserva di capacità trasmissiva nazionale” da utilizzare in caso di emergenza, vigilanza in capo all’Asi, l’Agenzia spaziale italiana.
Il provvedimento, collegato alla manovra 2024, colma un vuoto normativo, promuove investimenti nella Space Economy per accrescere la competitività nazionale, incentiva la ricerca e lo sviluppo di competenze e per valorizzare le tecnologie per l’osservazione della Terra, utili nella prevenzione dei rischi naturali e antropici.
La protesta alla Camera con i volantini “Giù la Musk” (Camera dei Deputati)
06/03/2025
Per le attività spaziali svolte sul territorio italiano e per gli operatori nazionali attivi all’estero, è stato introdotto l’obbligo di ottenere un’autorizzazione, subordinata al rispetto di requisiti riguardanti la sicurezza, la resilienza e la sostenibilità delle attività. Per il lancio di satelliti appartenenti alla stessa costellazione, è prevista un’unica autorizzazione. L’ASI vigilerà sugli operatori e potrà revocare l’autorizzazione in caso di violazioni. Gestirà inoltre l’iscrizione nel Registro nazionale degli oggetti lanciati nello spazio per cui l’Italia è Stato di lancio. Il disegno di legge disciplina inoltre la responsabilità in caso di danni derivanti da attività spaziale, imponendo agli operatori un’assicurazione con massimale di 100 milioni di euro per episodio. Massimali gradatamente inferiori potranno essere stabiliti in base alla dimensione dell’attività spaziale, alle esperienze pregresse dell’operatore o con particolare attenzione nel caso di operatori qualificati come start-up innovative o con finalità esclusiva di ricerca.
Un razzo Starship di SpaceX è esploso poco dopo il lancio dalla base di Boca Chica in Texas, bloccando i voli a terra in Florida e innescando l’allarme per la caduta di detriti.
Il live stream ha mostrato lo stadio superiore della Starship che ruotava fuori controllo nello spazio, prima che la compagnia confermasse di aver perso il contatto con il veicolo dopo lo spegnimento di diversi motori.
La navicella è decollata alle 18:30 ora locale di giovedì e il suo primo stadio Super Heavy è riuscito a tornare con successo alla rampa di lancio.
La Federal Aviation Administration ha disposto lo stop a terra degli aeroporti di Miami, Fort Lauderdale, Palm Beach e Orlando a causa di “detriti di lancio spaziali”.
Non sono stati segnalati danni o feriti, ma le immagini pubblicate sui social media dal sud della Florida e dalle nazioni insulari del Mar dei Caraibi mostrano i detriti infuocati che piovono dal cielo dopo l’esplosione.
Si tratta del secondo test fallito consecutivo di Starship per la compagnia aerospaziale di Elon Musk quest’anno.
Un razzo Starship di SpaceX è esploso nello spazio giovedì pochi minuti dopo il lancio dalla base di Boca Chica in Texas.
L’incidente ha indotto la Federal Aviation Administration americana a bloccare il traffico aereo in alcune zone della Florida a causa della caduta dei detriti, come si vede in molti video pubblicati sui social media.
Si tratta del secondo test consecutivo fallito di quest’anno per il programma spaziale della compagnia di Elon Musk che punta a realizzare un veicolo capace di raggiungere Marte.
Le immagini satellitari di giovedì hanno mostrato il lancio e l’esplosione visti dallo spazio.
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