L’IA di Google si trasforma in “personal shopper”: dalla ricerca dei prodotti agli sconti su misura

L’IA di Google si trasforma in “personal shopper”: dalla ricerca dei prodotti agli sconti su misura

Google ha annunciato l’espansione delle funzioni shopping del suo chatbot di intelligenza artificiale, stringendo accordi con Walmart, Shopify, Wayfair e altri grandi retailer per trasformare l’app Gemini in una sorta di “commerciante virtuale”, oltre che in un assistente quotidiano per gli utenti. 

Secondo Walmart e Google, una funzione di checkout immediato consentirà ai clienti di completare acquisti da alcune aziende e tramite diversi provider di pagamento senza uscire dalla chat di Gemini utilizzata per cercare i prodotti. L’annuncio è arrivato nel primo giorno della convention annuale della National Retail Federation a New York a circa 40.000 partecipanti tra aziende retail e tecnologiche, con l’intelligenza artificiale nell’e-commerce al centro del dibattito.

“Il passaggio dalla ricerca tradizionale su web o app al commercio guidato da agenti rappresenta la prossima grande evoluzione del retail”, ha dichiarato John Furner, presidente e CEO incoming di Walmart, in una nota congiunta con Google e il CEO di Alphabet, Sundar Pichai. 

Come funzionerà

Se un utente chiede, per esempio, quale attrezzatura acquistare per una settimana bianca, Gemini restituisce una selezione di articoli presenti negli inventari dei rivenditori aderenti. Nel caso di Walmart, chi collega i propri account Walmart e Google riceverà suggerimenti anche in base agli acquisti passati. I prodotti scelti via chatbot potranno inoltre essere aggiunti e combinati con il carrello online già attivo su Walmart o Sam’s Club, secondo quanto si legge nella nota.

Google si inserisce così nella corsa all'”AI shopping” che vede impegnate anche OpenAI e Amazon, con l’obiettivo di portare l’utente dal browsing all’acquisto nello stesso ambiente, senza passare dal sito del retailer. OpenAI e Walmart avevano annunciato un’intesa simile in ottobre, indicando che la partnership avrebbe permesso agli abbonati di ChatGPT di usare un checkout immediato per acquistare quasi tutto il catalogo online, esclusi i prodotti freschi. 

Google ha precisato che le funzioni di shopping assistito in Gemini saranno inizialmente disponibili solo negli Stati Uniti, con estensione internazionale prevista nei prossimi mesi. Nella fase iniziale i pagamenti saranno possibili tramite le carte collegate all’account Google; in seguito sarà abilitato anche PayPal.

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L’alba e la Via Lattea sopra la Terra: l’ultimo spettacolare timelapse dell’astronauta giapponese

L’alba e la Via Lattea sopra la Terra: l’ultimo spettacolare timelapse dell’astronauta giapponese

L’astronauta giapponese Kimiya Yui ha pubblicato il suo ultimo timelapse realizzato dalla Stazione Spaziale Internazionale, prima del rientro sulla Terra. 

Nel video accelerato, Astro_Kimiya mostra una notte terrestre ricca di dettagli: aurora, Nord America, America Centrale, Sud America, sorgere della Luna, Via Lattea, satelliti in movimento e infine l’alba.

Durante la sua permanenza sulla ISS, l’astronauta originario di Nagano ha regalato altre immagini suggestive come il filmato in cui si vede la zona artica del pianeta avvolta da una aurora boreale particolarmente intensa.

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Astronauta malato rientra in anticipo sulla Terra nella prima evacuazione medica della NASA

Astronauta malato rientra in anticipo sulla Terra nella prima evacuazione medica della NASA

La missione Crew 11 è rientrata con un ammaraggio al largo della California. E’ la prima volta, nei 25 anni di storia della Stazione Spaziale Internazionale, che un equipaggio rientra in anticipo per un problema di salute a uno dei suoi membri. Dopo 167 giorni in orbita, sono tornati a Terra con la navetta Crew Dragon Endeavour gli astronauti Zena Cardman e Mike Fincke, entrambi della Nasa, Kimiya Yui dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa e Oleg Platonov dell’agenzia spaziale russa Roscosmos.

 

L’ammaraggio è avvenuto puntualmente al largo di San Diego, come era previsto, quando era ancora piena notte. La navetta Crew Dragon Endeavour è stata accompagnata dalle squadre di recupero e issata sulla nave dove, non appena aperto il portello i quattro membri dell’equipaggio hanno avuto un primo rapido controllo medico, come di routine.

 

Il primo a uscire dalla navetta è stato il più anziano dell’equipaggio della missione Crew 11, Mike Fincke (58 anni) della Nasa. Ha salutato sorridente e quindi si è accomodato sul lettino, come accade sempre per gli astronauti che rientrano dopo lunghe missioni in assenza di peso.

La seconda a lasciare la navetta è stata Zena Cardman, anche lei sorridente e anche lei accompagnata sul lettino, come gli altri due membri dell’equipaggio: Kimiya Yui, dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa, e Oleg Platonov dell’agenzia spaziale russa Roscosmos.

Tutti e quattro adesso dovranno sottoporsi ai controlli medici, sempre necessari al rientro di una missione spaziale di lunga durata. Per motivi di privacy, la Nasa non ha mai dato dettagli sull’identità dell’astronauta le cui condizioni di salute hanno reso necessario il rientro anticipato della missione.

La navetta Crew Dragon Endeavour si era sganciata dalla Iss intorno alle 23,00 italiane del 14 gennaio e durante il viaggio di rientro, durato oltre dieci ore, non ci sono stati problemi.

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La Crew-11 rientra dallo Spazio e ammara nel Pacifico, l’equipaggio lascia la capsula

La Crew-11 rientra dallo Spazio e ammara nel Pacifico, l’equipaggio lascia la capsula

La missione Crew 11 è rientrata con un ammaraggio al largo della California. È la prima volta, nei 25 anni di storia della Stazione Spaziale Internazionale, che un equipaggio rientra in anticipo per un problema di salute a uno dei suoi membri. Dopo 167 giorni in orbita, sono tornati a Terra con la navetta Crew Dragon Endeavour gli astronauti Zena Cardman e Mike Fincke, entrambi della Nasa, Kimiya Yui dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa e Oleg Platonov dell’agenzia spaziale russa Roscosmos.

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Monitor e cellulari al lavoro, dentro le fabbriche del live-commerce

Monitor e cellulari al lavoro, dentro le fabbriche del live-commerce

Dietro la vetrina scintillante di un’app di shopping, dove un influencer sorridente presenta l’ultimo gadget tecnologico o un prodotto di bellezza, si nasconde spesso una realtà molto diversa da quella di un semplice studio televisivo. In questo video vediamo una “Streaming Farm”, una fabbrica di streaming. File ordinate di monitor verticali, cavi intrecciati e software di automazione rivelano il cuore pulsante del Live Commerce, un mercato che muove ormai miliardi di dollari.

Una catena di montaggio digitale

Se un tempo la vendita per corrispondenza passava per i cataloghi cartacei ed in seguito sui siti web di e-commerce, oggi il consumatore cerca l’interazione. Tuttavia, gestire questa interazione su scala globale richiede una struttura industriale. Le cosiddette “Streaming Farm” funzionano come vere e proprie catene di montaggio del contenuto che hanno caratteristiche del tutto peculiari:

Moltiplicazione della presenza: Grazie a postazioni come quelle nel video, un singolo prodotto può essere pubblicizzato contemporaneamente su decine o centinaia di profili diversi, massimizzando le probabilità di intercettare l’algoritmo degli utenti.

L’illusione del “Live”: Non sempre dietro lo schermo c’è una persona in diretta in quel preciso istante. Molte di queste postazioni trasmettono loop video pre-registrati di alta qualità 244 ore al giorno, programmati per sembrare trasmissioni in tempo reale.

L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale: I software gestiscono automaticamente i flussi di dati, rispondono ai commenti standard degli utenti e monitorano i picchi di vendita, permettendo a un solo operatore di supervisionare decine di “venditori virtuali” e di aggiornare velocemente la strategia di vendita.

Il segreto della diffusione di queste farm risiede nella rimozione dell’attrito. Nel live commerce, il passaggio dal desiderio all’acquisto è quasi istantaneo: basta un clic sul pop-up che appare durante il video per completare l’ordine senza mai chiudere l’applicazione.

Inoltre, questo sistema abbatte i costi di marketing tradizionali. Invece di investire in costose campagne pubblicitarie, le aziende “inondano” le piattaforme social con una presenza costante. Se un prodotto o un venditore non performa, viene chiuso e sostituito in pochi minuti, magari proprio dall’AI, in un processo di selezione naturale dettato dai dati di vendita in tempo reale.

Il futuro del commercio globale

Questo fenomeno, nato e consolidatosi nei mercati asiatici, sta rapidamente varcando i confini continentali. Le piattaforme occidentali si stanno evolvendo per ospitare funzionalità simili, spingendo anche i brand europei e americani a confrontarsi con questa nuova realtà industriale.

L’immagine della stanza piena di monitor non è solo una curiosità tecnologica, ma il simbolo di una nuova era: quella in cui la vendita non è più un evento, ma un flusso continuo e inarrestabile che fonde intrattenimento, algoritmi e logistica. Questo fenomeno solleva anche interrogativi importanti sull’autenticità dei contenuti digitali e sulle condizioni di lavoro dietro le quinte di questa nuova economia.

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