50 anni fa, il 15 luglio 1975, prese il via la missione Apollo-Soyuz, la prima missione spaziale in collaborazione fra Stati Uniti e Unione Sovietica. Da terreno di competizione, lo spazio iniziò a diventare luogo di cooperazione. Ma oggi le rivalità stanno tornando protagoniste
È nella corteccia prefrontale (l’area del nostro cervello considerata cruciale per la personalità e il comportamento sociale) che si decide come reagiremo alle emozioni altrui. Lo stesso comportamento si osserva negli uomini come negli animali: c’è chi, dopo avere sperimentato una situazione negativa, di fronte alla stessa situazione vissuta da un altro si allontana, chi invece si avvicina per aiutare. Il ricordo di un’esperienza stressante, in sostanza, può influenzare profondamente la reazione verso un altro individuo in uno stato emotivo alterato.
Un team dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova, in collaborazione col Policlinico San Martino, attraverso test preclinici e tecniche avanzate per lo studio del cervello ha scoperto uno dei meccanismi che regolano l’empatia nel mondo animale. A svolgere un ruolo centrale sono i neuroni che producono il fattore di rilascio della corticotropina (Crf), una molecola che entra in gioco in risposta allo stress. Questi neuroni costituiscono una sorta di memoria emotiva, in grado di influenzare le reazioni a stimoli socio-emozionali.
Lo studio, pubblicato su Nature Neuroscience, permette di comprendere meglio come funziona il nostro cervello e in particolare apre una finestra su che cosa succede in patologie psichiatriche in cui queste funzioni socio-cognitive sono alterate, come il disturbo post-traumatico da stress, l’autismo e la schizofrenia.
Nel servizio, l’intervista a Francesco Papaleo, coordinatore dell’unità di ricerca “Genetics of Cognition” dell’Iit e affiliato all’Irccs Policlinico San Martino
Scavare buche in spiaggia è un passatempo comune, e potrebbe sembrare un’attività innocua. Tuttavia, sotto l’apparente divertimento si celano pericoli reali e, in alcuni casi, letali. Non si tratta solo del rischio di inciampare e farsi male, ma di qualcosa di molto più grave. Come recentemente spiegato da Stephen Leatherman, docente di scienza costiera alla Florida International University, il pericolo è che la sabbia possa collassare all’improvviso, travolgervi e seppellirvi. E se pensate che sia una possibilità remota, è un dato di fatto che muoiono più persone per soffocamento da sepoltura nella sabbia che per attacchi di squali.
Bambino in una buca in spiaggia (Getty)
Il rischio di soffocamento e intrappolamento
Il pericolo più grave e frequente è il collasso delle pareti della buca, che può intrappolare chi vi si trova all’interno. La sabbia, soprattutto se asciutta e sciolta, è estremamente instabile. A differenza del terreno compattato, non offre quasi alcuna resistenza alla pressione e può cedere improvvisamente.
Soffocamento per compressione: Il peso della sabbia che collassa può esercitare una pressione incredibile sul torace e sull’addome, impedendo la respirazione. Anche pochi centimetri di sabbia possono rendere impossibile l’espansione dei polmoni, portando rapidamente al soffocamento.
Intrappolamento e difficoltà di recupero: Essere intrappolati sotto la sabbia rende estremamente difficili le operazioni di soccorso. La sabbia bagnata, in particolare, diventa densa e pesante, come cemento liquido, rendendo quasi impossibile liberarsi autonomamente o essere estratti senza attrezzi specifici. Ogni movimento può causare ulteriori crolli, peggiorando la situazione.
Ragazzo che scava una buca in spiaggia (Getty)
La velocità con cui avviene una tragedia
Non si ha quasi mai il tempo di reagire. Il collasso di una buca profonda avviene in pochi secondi. Chi è all’interno viene sommerso prima ancora di rendersi conto del pericolo. La rapidità dell’evento riduce drasticamente le possibilità di salvezza, anche in presenza di bagnanti e soccorritori nelle vicinanze. Il panico, inoltre, può peggiorare la situazione, facendo compiere movimenti avventati che accelerano l’instabilità della buca.
Bambino che scava una buca nella sabbia in spiaggia (Getty)
La fisica della sabbia
Per comprendere come possano accadere queste tragedie, bisogna analizzare le dinamiche fisiche che regolano il comportamento della sabbia. La sabbia, spiega Leatherman, “non è un materiale in senso stretto, ma piuttosto un insieme di materiali di forma sferica e dimensioni diverse, che variano da 0,06 e 2 millimetri di diametro.”
Il peso e il comportamento della sabbia dipendono dalla sua composizione. Se provate a creare un cumulo di sabbia, questo si assesterà tipicamente in una forma a cono con un angolo di pendenza di circa 33 gradi, chiamato “angolo di riposo”. Questa è una conformazione di equilibrio dove la forza di gravità è contrastata dalla forza di attrito tra i granelli di sabbia. Tuttavia, è un equilibrio instabile: basta una piccola perturbazione – come l’aggiunta di altra sabbia o una pressione – per far precipitare la struttura.
La stabilità aumenta se la sabbia è bagnata. “Se si scava una buca sulla spiaggia,” dice Leatherman, “questa rimarrà stabile finché la sabbia è umida. Quando si asciuga, o quando qualcuno si ferma vicino al bordo della buca, aggiungendo peso extra, questa crolla, e i granelli riempiono tutti gli spazi aperti nella buca, non lasciando più aria a chi vi rimane intrappolato.”
Queste “valanghe” di sabbia, secondo lo scienziato, sono ancora più pericolose di quelle di neve. “Gli sciatori intrappolati nelle valanghe possono tentare di formare una sacca d’aria mettendo le mani a coppa, perché la neve è leggera: con la sabbia, molto più pesante, è impossibile.” Il peso della sabbia che collassa può esercitare una pressione incredibile sul torace e sull’addome, impedendo la respirazione e portando rapidamente al soffocamento.
Un rischio sottovalutato
Molti sottovalutano questi pericoli, considerando lo scavo di buche come un gioco innocuo. Questo è dovuto anche alla mancanza di consapevolezza e informazione. È essenziale educare, soprattutto i più giovani, sui rischi connessi a questa attività. Spiegare che un semplice gioco può trasformarsi in una situazione di estremo pericolo è il primo passo per prevenire tragedie.
Cosa fare (e cosa non fare)
Salvare qualcuno intrappolato in una buca di sabbia collassata è estremamente difficile. Muovendosi attorno alla buca per cercare di liberare la persona, si rischia di innescare altre valanghe. La prima cosa da fare è collocare delle assi che vadano da una parte all’altra della buca, e cercare di rimuovere la sabbia rimanendo su queste assi per evitare di aggiungere peso.” Ma la soluzione migliore è sempre la prevenzione. “Mai scavare una buca più profonda di 60 centimetri.”
Giovedì 10 luglio, alle 22:37, è andato in scena in Italia lo spettacolo lunare conosciuto con il nome di Luna del Cervo, Buck Moon in inglese. Si tratta del primo plenilunio dell’estate astronomica, uno dei fenomeni più suggestivi dell’anno in cui la luna che è apparsa più grande, più arancione e più bassa all’orizzonte.
La Luna del Cervo immortalata ad Adelanto, California (Afp)
11/07/2025
Cosa vuole dire Luna del Cervo? Il nome al fenomeno, che interessa il satellite naturale della Terra, deriva dalle tribù Algonchine, gruppi sociali attenti ai cicli biogeochimici della Terra. Nel mese di luglio, i nativi americani osservavano il flusso di materia ed energia tra le diverse componenti del nostro pianeta e ciò coincideva con la rigenerazione dei palchi dei cervi maschi, ovvero le appendici ramificate che più comunemente definiamo corna.
Luna piena ,plenilunio (ansa)
Ma basta prendere in considerazione altre tribù per scovare ulteriori nomi legati al plenilunio di luglio. Stando a quanto riporta Catherine Boeckmann, per il sito Alamanac.com, la Luna Piena del Cervo è conosciuta dai Cree come “Luna della muta delle piume”, nome associato al processo di perdita e rinnovamento delle piume di molti uccelli, mente i Tlingit la definivano la “Luna del Salmone”, indicando il periodo di ritorno di questi pesci. Tribù come gli Ojibwe amavano chiamarla la “Luna del Lampone”, altri ancora delle “Bacche” o del “Tuono”. Insomma, nomignoli che in ogni caso sono legati ai cicli stagionali.
Nvidia batte Microsoft ed Apple. Il colosso dei semiconduttori è la prima società a raggiungere i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Un record conquistato nonostante un inizio del 2025 difficile, da maggio, però, i titoli Nvidia hanno messo le ali, guadagnando più del 40% grazie anche a una serie di accordi multimiliardari siglati durante il viaggio del presidente americano in Medio Oriente e al ritrovato ottimismo sull’intelligenza artificiale.
Nvidia è stata co-fondata nel 1993 dall’attuale amministratore delegato Jensen Huang e si è trasformata nell’arco degli ultimi tre anni da società concentrata nella produzione di chip per i videogiochi, a punto di riferimento per l’intelligenza artificiale.
Huang, nel corso dell’ultima conference call dopo la diffusione dei risultati del primo trimestre dell’esercizio fiscale, ha detto: “La domanda globale per l’infrastruttura per l’intelligenza artificiale di Nvidia è incredibilmente forte. I Paesi di tutto il mondo stanno riconoscendo l’intelligenza artificiale come un’infrastruttura essenziale proprio come l’elettricità e internet, e Nvidia è al centro di questa trasformazione”.
Il gigante dei chip Nvidia è diventata la prima azienda a superare la soglia simbolica dei 4.000 miliardi di dollari di valutazione di mercato, trainata dall’entusiasmo degli investitori per i titoli legati all’intelligenza artificiale. A Wall Street il prezzo delle azioni ha superato i 164 dollari, portando la capitalizzazione di mercato a oltre 4.000 miliardi, per poi ripiegare leggermente. A titolo di paragone, questa cifra è superiore al Pil di Francia, Regno Unito o India. “Se si guarda al mercato, è un riflesso o uno specchio dell’economia, e i settori più forti dell’economia sono di gran lunga la tecnologia e l’IA. Ecco perché Nvidia vale così tanto e continua a crescere”, ha spiegato Adam Sarhan, analista di 50 Park Investments. Dall’inizio dell’anno, il prezzo delle azioni Nvidia è balzato di oltre il 20%, mentre l’indice Nasdaq, fortemente orientato alla tecnologia, ha registrato un guadagno più misurato di oltre il 6%.
“C’è un’azienda al mondo che sta guidando la rivoluzione dell’IA, ed è Nvidia”, ha sintetizzato Dan Ives, analista di Wedbush Securities, in una nota. Dal successo di ChatGPT (OpenAI) alla fine del 2022, l’azienda tech fondata 32 anni fa sta vivendo una favola. Le sue costose schede grafiche (Gpu), già fondamentali per l’industria dei videogiochi, sono diventate essenziali per tutte le aziende che si occupano di modelli di IA generativa. “Che si tratti di Perplexity, Open AI, o Gemini di Google, le apparecchiature Nvidia sono alla base della maggior parte di essi”, ha osservato Steve Sosnick, analista di Interactive Brokers. “La domanda per l’infrastruttura di intelligenza artificiale di Nvidia è incredibilmente forte”, ha assicurato a maggio Jensen Huang, l’iconico ceo dell’azienda californiana. Sebbene Nvidia non renda pubblica la sua lista clienti, ha comunque stretto partnership con i più grandi nomi della tecnologia come Meta (Facebook, Instagram), Microsoft e Alphabet (Google). Molti di questi giganti hanno recentemente annunciato ingenti investimenti, nell’ordine di decine di miliardi di dollari, per rafforzare la propria posizione nella corsa all’intelligenza artificiale.
Timori legati alla Cina
L’ascesa di Nvidia non è priva di sfide, poiché la posizione dominante dell’azienda tecnologica è messa a dura prova. Gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’esportazione dei suoi chip a Pechino, temendo che i player cinesi nel settore dell’intelligenza artificiale potessero superare i pionieri americani. Ciò ha costretto Nvidia ad accettare un onere una tantum di 4,5 miliardi di dollari nel primo trimestre del suo anno fiscale posticipato. “Perdere l’accesso al mercato cinese dell’intelligenza artificiale, che prevediamo raggiungerà quasi i 50 miliardi di dollari, avrebbe un impatto negativo significativo sulla nostra attività e andrebbe a vantaggio dei nostri concorrenti in Cina e altrove”, ha avvertito Colette Kress, direttore finanziario dell’azienda, a maggio. L’amministratore delegato ha segnalato “opzioni limitate” per continuare a servire i clienti cinesi nel rispetto delle normative statunitensi. Allo stesso tempo, Nvidia è rimasta scossa dal successo della startup cinese DeepSeek, che è riuscita a costruire modelli di IA paragonabili a quelli di OpenAI (ChatGPT) e di altri leader statunitensi, utilizzando componenti meno sofisticati e in quantità minori (tra cui alcuni chip Nvidia). Dopo la presentazione di questo nuovo attore cinese a gennaio, Nvidia ha perso oltre 600 miliardi di dollari di valutazione in poche ore. Il ritorno in forma del produttore di processori e schede grafiche rappresenta “solo un accumulo di entusiasmo”, ma “ci dice tutto sul presente e nulla sul futuro”, ha avvertito Kim Forrest di Bokeh Capital Partners.
Nvidia riceve un mandato di comparizione dal DoJ statunitense (Reuters)
Si chiama 3I/Atlas e si trova a 510 milioni di chilometri dalla Terra. È la nuova cometa interstellare scoperta all’alba del 1 luglio 2025. Si sta rapidamente avvicinando al Sole e la notte scorsa è stata osservata dal telescopio di Loiano dell’Inaf, in provincia di Bologna. Si tratta della seconda cometa dopo la 2I/Borisov. La scoperta non era facilissima perché, anche se luminosa, la cometa è nei fitti campi stellari della costellazione del Sagittario, in piena Via Lattea.
Il passaggio al perielio (il punto di minima distanza di un corpo del Sistema solare dal Sole) avverrà il prossimo 29 ottobre, mentre la minima distanza con la Terra verrà raggiunta il 19 dicembre.
Inizialmente la cometa era considerata un asteroide, infatti è stata inserita nella Neo Confirmation Page del Minor Planet Center con la designazione A11pl3Z, immediatamente confermata da decine di altri osservatori. Le osservazioni hanno però indicato la presenza di una piccolissima coda lunga solo tre secondi d’arco che identifica il nuovo oggetto interstellare come una cometa.
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