Il fiore di Rafflesia è spesso chiamato “fiore cadavere” (come il più famoso R. arnoldii) per via dell’odore. Può essere considerato un “fiore fantasma”: appare dal nulla e sparisce in pochi giorni. È talmente mimetica e rara che molti botanici trascorrono anni senza vederne una fioritura. I biologi immortalati in questo video, diventato virale, si emozionano fino alle lacrime infatti, quando riescono a trovarla dopo 13 anni di ricerche.
E’ accaduto nella fitta giungla tropicale del West Sumatra — nella regione di Sijunjung, attorno alla foresta di Hiring Batang Somi — la scoperta è avvenuta il 19 novembre 2025.
afflesia hasseltii appartiene al genere Rafflesia ed è nota per le sue caratteristiche biologiche estreme: è una pianta parassita, priva di radici, fusto e foglie, che vive invisibile all’interno dei tessuti di una liana tropicale — specie del genere Tetrastigma — da cui ricava nutrimento. Solo sporadicamente, dopo un lungo periodo di sviluppo interno, appare in superficie un grande bocciolo che può sbocciare.
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Nel deserto di Atacama in Cile l’ESO sta costruendo ELT, l’Extremely Large Telescope. Avrà uno specchio primario da oltre 39 metri di diametro. Un progetto da 1,5 miliardi di euro con l’Italia in prima fila
Un “cane-robot” a quattro zampe sviluppato dalla svizzera ANYbotics viene testato nei boschi europei per migliorare la gestione sostenibile delle foreste grazie alla mappatura 3D. Il dispositivo, parte del progetto DigiForest coordinato anche dall’Oxford Robotics Institute, utilizza laser simili a quelli delle auto a guida autonoma per ricostruire forma, diametro e altezza dei tronchi, creando un database utile a monitorare la crescita degli alberi e individuare aree in difficoltà.
«Con misurazioni ripetute nel tempo si può capire dove una foresta sta lottando o dove ci sono alberi che stanno morendo», spiega il professor Maurice Fallon dell’Università di Oxford. Finora il robot è stato testato in Finlandia, Svizzera e nella Forest of Dean, con nuove prove previste fino al 2026.
Il progetto è finanziato dal programma di ricerca Horizon Europe dell’Unione Europea, che sostiene gli sforzi volti a rendere la silvicoltura più sostenibile, comprese le alternative all’abbattimento simultaneo di tutti o quasi tutti gli alberi in un’area designata.
Grande emozione espressa dal Presidente ANGI, Gabriele Ferrieri, per l’edizione 2025 dei Premi Angi che ha definito “memorabile”. Ferrieri sottolinea che l’appello corale è quello di investire su innovazione e ricerca per consentire all’Italia di essere protagonista nel settore delle tecnologi, in line con le linee europee. L’evento odierno ha acceso i riflettori sull’innovazione a 360 gradi, anche nei settori strategici della difesa e della sicurezza nazionale. “Ringrazio di cuore tutti i premiati, gli speaker, i partner e le istituzioni che hanno reso unica questa giornata. Grazie a voi la Sala del Tempio oggi è stata il cuore pulsante dell’Italia che guarda al futuro con coraggio e determinazione”, ha aggiunto il Presidente ANGI.
Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Luigi Sbarra, intervenendo nel corso della cerimonia deoi Premi Angi, oscar dell’Innovazione, ha evidenziato come oggi più che mai l’innovazione deve essere un’alleanza tra generazioni, tra istituzioni, imprese e mondo del lavoro. E ha concluso con il suo messaggio ai giovani premiati in cui li invita a sognare in grande, a spingere l’Italia verso il futuro: “Le istituzioni e il mondo del lavoro sono al vostro fianco per trasformare i vostri progetti in occupazione buona, stabile e di qualità”.
Monica Lucarellli, assessora alle Attività Produttive, alle Pari Opportunità e all’Attrazione Investimenti, intervenendo ai Premi Angi 2025, ha specificato quanto sia importante studiare e saper affrontare le sfide della vita e del lavoro senza intelligenza artificiale per poi avere gli strumenti per poter capire se le risposte che il mondo digitale ci restituisce siano corrette, utili, funzionali, efficaci e di valore.
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