L’avvento di mondi virtuali e intelligenze artificiali consente nuove narrazioni del sé, rendendo possibile una ridefinizione continua della propria identità.
E’ questo il tema dell’edizione 2025 dell’Internet Festival che si svolgerà a Pisa dal 9 al 12 ottobre.
In questa puntata di Cloud intervengono Gianluigi Ferrari, docente di Informatica dell’Università di Pisa e coordinatore del comitato scientifico dell’Internet Festival; Nicola Vitiello, neo rettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Andrea Passarella, Direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e Responsabile del Registro .it; Fosca Giannotti, docente di Informatica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.
Dal 10 al 12 settembre 2025 Napoli è diventata la capitale internazionale della ricerca su intelligenza artificiale e robotica sociale, con la 17ª edizione della International Conference on Social Robotics + AI, organizzata dall’Università degli studi di Napoli Parthenope.
Il tema dell’edizione 2025 èstato “Emotivation at the Core: Empowering Social Robots to Inspire and Connect”, ovvero l’integrazione profonda tra emozione e motivazione nei robot sociali.
L’obiettivo è sviluppare sistemi capaci non solo di rispondere a stimoli, ma anche di ispirare fiducia, empatia e azioni significative da parte dell’uomo.
La Grande Migrazione tra Serengeti e Masai Mara è uno degli spettacoli più imponenti della natura: immense mandrie in movimento che attraversano fiumi e savane, inseguite dai predatori, leoni, iene e coccodrilli. Ma un nuovo studio, pubblicato su PNAS Nexus, ridisegna le dimensioni di questo fenomeno dalle dimensioni epiche: non sarebbero più di 1,3 milioni, come si è creduto per decenni, bensì poco meno di 600 mila. A rivelarlo un gruppo di scienziati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
Un team internazionale guidato dall’Università di Oxford, con ricercatori di Princeton, Hong Kong e Twente, ha utilizzato due modelli di deep learning – U-Net e YOLOv8 – per analizzare immagini satellitari ad alta risoluzione raccolte tra il 2022 e il 2023 su oltre 4.000 chilometri quadrati di Serengeti e Masai Mara. Addestrati su più di 70 mila immagini annotate a mano, gli algoritmi hanno contato fra 324 e 338 mila gnu nel 2022 e fra 503 e 533 mila nel 2023. Un risultato coerente: nessuna delle due stagioni ha superato la soglia dei 600 mila esemplari.
Le stime tradizionali, nate negli anni ’70 con i sorvoli aerei, si basano su campioni di percorsi ristretti e su estrapolazioni, vulnerabili a errori quando le mandrie non sono distribuite in modo uniforme. Il satellite invece copre aree vastissime, senza disturbare la fauna. Certo, la risoluzione attuale può confondere gnu con zebre o antilopi, ma gli autori sottolineano che non si tratterebbe di un crollo improvviso: mancano carcasse diffuse che testimonierebbero una moria. Piuttosto, la differenza riflette nuove metodologie di conteggio, forse unite a un calo graduale legato alla perdita di habitat e ai mutamenti climatici.
Il dato apre domande cruciali: quali effetti per i predatori che dipendono dalle mandrie? E per il turismo, motore economico di Kenya e Tanzania? Intanto la tecnica, già sperimentata sugli elefanti, viene resa open-source e potrà applicarsi anche a zebre e rinoceronti, aprendo una nuova era del monitoraggio della fauna globale.
Alla Rome Future Week si ragiona sul futuro, insieme ad alcuni dei protagonisti che questo futuro lo stanno già immaginando, progettando, osservando, con l’Intelligenza Artificiale come comune denominatore dei cambiamenti che questa tecnologia sta apportando alla società.
Ed è proprio l’AI il tema al centro dell’evento “Alchemy Makers” che si è tenuto presso “Industrie fluviali”, a Roma. Intelligenza Artificiale declinata nei molteplici aspetti delle attività dell’uomo: dal mondo del lavoro a quello della creatività, dall’offerta di servizi alle strategie di business fino alle interazioni interpersonali.
Una sconfitta per il governo degli Stati Uniti che ha messo le ali al titolo del gruppo Alphabet, che controlla fra l’altro anche Google, la sentenza nella causa indetta da Washington contro Google circa il monopolio dei motori di ricerca. Un giudice federale ha respinto le richieste di costringere il gruppo a cedere il suo browser Web Chrome e il sistema operativo mobile Android.
Il giudice Amit Mehta ha scritto in una sentenza di 230 pagine che il governo ha “esagerato nel chiedere la cessione forzata di queste risorse chiave, che Google non ha utilizzato per attuare alcuna restrizione illegale”. Allo stesso tempo, tuttavia, si vieta all’azienda di stipulare accordi esclusivi per la distribuzione dei suoi servizi chiave, tra cui la ricerca web, Chrome e il software di intelligenza artificiale Gemini. La sentenza consente comunque a Google di pagare aziende come Apple o Mozilla, lo sviluppatore di Firefox, per preinstallare i suoi servizi.
I documenti del processo hanno mostrato come Apple abbia ricevuto miliardi di dollari per aver preinstallato Google Search come motore di ricerca predefinito sugli iPhone. Per Mozilla, la preinstallazione di Google Search in Firefox è una fonte fondamentale di entrate.
Nell’Unione Europea, agli utenti viene ora chiesto esplicitamente quale motore di ricerca desiderano utilizzare, ma il giudice ha respinto tale scelta obbligatoria per gli Stati Uniti. Google sarà inoltre tenuta a condividere alcuni dati del motore di ricerca con i concorrenti. Tra questi, parti dell’indice di ricerca che Google crea durante la scansione del web, nonché alcune informazioni sulle interazioni degli utenti.
I dati hanno lo scopo di aiutare i motori di ricerca rivali come Bing o DuckDuckGo di Microsoft, nonché le aziende di intelligenza artificiale come OpenAI, il produttore di ChatGPT, nello sviluppo di prodotti concorrenti. Il caso nasce da una sentenza del 2024 secondo cui Google deterrebbe il monopolio della ricerca web tutelando la propria posizione contro i concorrenti con mezzi sleali. Il processo a Washington si è concentrato sulle conseguenze di tale sentenza. Google ha annunciato che presenterà ricorso contro la decisione, il che significa che la sentenza di ieri potrebbe rappresentare solo un passo di una lunga battaglia legale. Intanto la decisione del giudice è stata accolta con favore dagli investitori. Le azioni di Alphabet, la società madre di Google, sono salite del 7% nelle contrattazioni after-hours, mentre il titolo Apple è aumentato del 3%.
600mila neuroni sparsi in 279 aree, vale a dire il 95% del volume cerebrale di un topo, vengono mostrati per la prima volta in una mappa completa di un cervello di mammifero in attività: ottenuta grazie ad una vasta collaborazione internazionale che ha coinvolto 12 laboratori di Europa e Stati Uniti, l’International Brain Laboratory, la mappa rivela che il processo decisionale è distribuito su molte regioni cerebrali altamente coordinate fra di loro, al contrario di quanto sostenuto dalle teorie tradizionali di vecchia data.
L’importante risultato, arrivato pochi mesi dopo la mappa più completa mai tracciata delle cellule e delle connessioni presenti nel cervello di topo, è stato pubblicato in due studi sulla rivista Nature e tutti i dati sono stati resi liberamente accessibili.
“Questa è la prima volta che qualcuno ha prodotto una mappa completa dell’attività dei singoli neuroni durante il processo decisionale, che copre l’intero cervello: la portata è senza precedenti”, afferma Alexandre Pouget, co-fondatore dell’Ibl e a capo del gruppo dell’Università di Ginevra che ha partecipato al progetto.
“L’attività decisionale – aggiunge Pouget – e in particolare la ricompensa, illuminano il cervello come un albero di Natale”. I ricercatori hanno utilizzato elettrodi all’avanguardia per registrare l’attività cerebrale dei topi mentre svolgevano un compito: a seconda della posizione nella quale compariva la luce su uno schermo, gli animali dovevano girare una piccola rotella a destra o a sinistra per ottenere una ricompensa.
I dati ottenuti dimostrano che i segnali che permettono di prendere una decisione sono sorprendentemente distribuiti in tutto il cervello, non localizzati in regioni specifiche, e lo stesso vale anche per le nostre aspettative su ciò che accadrà probabilmente in futuro, elaborate in base all’esperienza. Ciò supporta l’idea che il cervello agisca come una macchina predittiva e potrebbe aiutare a comprendere condizioni come la schizofrenia e l’autismo, che si ritiene siano causate da differenze nel modo in cui le aspettative vengono aggiornate nel cervello.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati quali il comportamento di navigazione o gli ID univoci su questo sito. Il mancato consenso o la revoca del consenso possono influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
La memorizzazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari per il fine legittimo di consentire l'utilizzo di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
The technical storage or access that is used exclusively for statistical purposes.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
La memorizzazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per l'invio di pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su più siti web per scopi di marketing simili.
Commenti recenti