È partita dal Kennedy Space Center della NASA a Cape Canaveral la missione privata Ax-2 i verso la Stazione Spaziale Internazionale lanciata da Axiom Space con un razzo di SpaceX Falcon 9. Organizzata con Nasa e SpaceX, vede a bordo un uomo e una donna sauditi e un uomo d’affari statunitense. I due sono i primi del loro paese a salire su un razzo da quando un principe saudita è stato nello Spazio a bordo dello shuttle Discovery nel 1985. In particolare la donna saudita Rayyanah Barnawi, ricercatrice, è diventata la prima donna del regno ad andare nello spazio. L’uomo, invece, che si chiama Ali al-Qarni, è un pilota di caccia della Royal Saudi Air Force. L’equipaggio è guidato da un ex astronauta della Nasa che si occupa del viaggio.
Sabato sera una spettacolare meteora ha illuminato il cielo del nord-est in Australia. Il bagliore verdastro è stato avvistato in tutto il Queensland ed è stato catturato da dash cam a bordo di automobili e telecamere di sorveglianza.
Impressionante la sequenza registrata sulle videocamere dell’aeroporto di Cairns: ”Abbiamo assistito a un’attività incredibile nei nostri cieli!”
Centinaia di persone hanno condiviso i video sui social media.
Uno dei più diffusi è quello di Mark Agius che ha ripreso la palla di fuoco con la telecamera di sicurezza installata sul tetto della sua casa in un sobborgo della città di Townsville.
“È strano, sembra un’alba”, è stata la prima reazione del signor Agius. Ma erano le 21 e 30 di sabato. “Poi il cielo si è illuminato: prima bianco, poi verde e quando è scomparso all’orizzonte verso ovest aveva una tonalità giallastra”.
Un boato “sconvolgente” secondo i testimoni, come riferisce il sito di BBC News.
Secondo Brad Tucker, astrofisico dell’Australian National University, sentito da ABC News, la meteora aveva dimensioni comprese tra mezzo metro e un metro e viaggiava tra i centomila e i centocinquantamila chilometri all’ora.
Dopo l’evento di sabato, nel Queensland è scattata la caccia al meteorite da parte di cittadini scienziati e collezionisti che stanno cercando di individuare il luogo in cui possa essere caduto. Gli indizi puntano verso la cittadina di Croydon, sul golfo di Carpentaria.
Il professor Phil Bland della School of Earth and Planetary Sciences della Curtin University ha detto che il boato avvertito dai residenti indica che il meteorite potrebbe essere caduto vicino alla città ma “nella maggior parte dei casi l’oggetto si incenerisce e non atterra nulla”.
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La missione era partita l’11 dicembre 2022 su un razzo Falcon 9 di Space X e sarebbe stata la prima completamente privata a raggiungere la Luna.
HAKUTO-R aveva perso i contatti con la base poco prima dell’allunaggio.
Secondo gli scienziati di Ispace, l’azienda giapponese alla guida del progetto, è stata una perdita di propellente nelle fasi finali a causare lo schianto del lander.
Il 26 aprile 2023, il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA ha acquisito 10 immagini del possibile luogo di impatto, un’area di circa 40 per 45 chilometri, con le sue Narrow Angle Cameras.
Utilizzando un’immagine precedente al tentativo di allunaggio, il team della NASA ha iniziato a cercare il lander.
Le foto mostrano quattro punti di rilievo che potrebbero rappresentare il cratere d’impatto e/o alcuni rottami del lander.
“Il sito sarà analizzato più approfonditamente nei prossimi mesi”, ha dichiarato Emerson Spreyerer, ingegnere del LRO della NASA.
Un messaggio ‘extraterrestre’ trasmesso da Marte e diretto a noi umani sulla Terra.
E’ il primo atto del progetto “A Sign in Space”, ideato dall’artista Daniela De Paulis, collaboratrice del Seti Institute e del Green Bank Observatory e coordinatrice dell’area Space & Society del Centro di ricerca InCosmiCon, del Dipartimento di Scienze umane e Innovazione per il territorio dell’Insubria, diretto dal professor Paolo Musso.
Il segnale sarà inviato alle 21.16 verso tre radiotelescopi, uno dei quali italiano: la stazione radioastronomica Inaf di Medicina, vicino a Bologna. Lo hanno annunciato l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf): una sonda dell’Esa in orbita intorno a Marte manderà verso la Terra un segnale radio contenente la simulazione di un possibile messaggio extraterrestre.
Dopo essere stato ricevuto dai radiotelescopi, il messaggio sarà condiviso online e sui social del Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence). Tutti, in qualsiasi parte del mondo, potranno cimentarsi a decifrarlo.
Ansa
Radiotelescopio
L’obiettivo è quindi coinvolgere il pubblico in una sorta di “performance spaziale”, la simulazione di uno scenario senza precedenti in cui ci si chiede che cosa accadrebbe se ricevessimo un messaggio da una civiltà extraterrestre e cosa significherebbe per l’umanità.
Per rispondere a queste domande Daniela de Paulis ha riunito un team scientifico, sotto il cappello di un titolo in inglese, “A Sign in Space”, che cita il racconto “Un segno nello spazio” delle “Cosmicomiche” di Italo Calvino, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. “E’ una preparazione a una possibilità, uno scenario possibile che può aiutarci a indagare sui come ci potremmo approcciare a un messaggio che arriva da una forma di vita che non conosciamo”, spiega Claudia Mignone dell’Inaf.
pixabay
Marte
“Pochi lo sanno – spiega il professor Paolo Musso del Dipartimento di Scienze umane e innovazione per il territorio dell’Insubria- ma la riflessione su come comunicare con altri esseri intelligenti risale addirittura a Kant e ci può insegnare moltissimo su noi stessi, perfino se il contatto non dovesse mai avvenire”. Il Seti ci sta lavorando da decenni, aggiunge, “ma finora solo a livello teorico”.
Il progetto “A Sign in Space”, continua Musso, è stato definito dall’Esa “una performance artistica, in quanto ha uno scopo principalmente dimostrativo: rendere consapevole il grande pubblico che la ricezione di un messaggio alieno è possibile e potrebbe verificarsi in qualsiasi momento”. Tuttavia, sottolinea, “per molti aspetti il messaggio è strutturato come riteniamo dovrebbe essere un autentico messaggio interstellare”. Per questo, grazie al lavoro “davvero incredibile” di Daniela De Paulis,”per la prima volta nella storia potremo mettere alla prova le nostre idee in una trasmissione reale”. La speranza, conclude, è che questo possa “rivitalizzare la ricerca in questo campo, che per varie ragioni negli ultimi anni è stata un po’ trascurata”.
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