La sonda della Nasa Voyager 1 è tornata a svolgere le sue normali operazioni scientifiche per la prima volta dopo il problema tecnico del novembre 2023, che aveva causato l’interruzione del normale flusso di dati telemetrici sostituiti da sequenze binarie indecifrabili.
Ad aprile il team aveva parzialmente risolto il problema, riuscendo a ottenere dalla sonda dati leggibili, tra cui informazioni sullo stato di salute del modulo. Il 19 maggio il secondo step del recupero, con la riattivazione di due dei quattro strumenti scientifici di bordo. I restanti due hanno richiesto del tempo in più, ma ora sono tutti pienamente operativi.
Gli strumenti del Voyager 1 sono stati progettati per studiare le onde di plasma, i campi magnetici e le particelle. Insieme alla gemella Voyager 2, sono le uniche sonde a operare nello spazio interstellare – regione esterna alla eliosfera, fuori dal range d’azione del flusso di materia e campi magnetici del Sole.
Anche se il Voyager è tornato a condurre i suoi esperimenti scientifici, saranno necessarie alcune operazioni minori per eliminare tutte le conseguenze del problema. Tra queste la risincronizzazione del software di temporizzazione dei tre computer di bordo, affinché possano eseguire i comandi con il giusto timing. Gli ingegneri effettueranno anche operazioni di manutenzione sul registratore a nastro che memorizza i dati dello strumento per le onde di plasma, che vengono inviati sulla Terra due volte l’anno.
Voyager 1 e Voyager 2 si trovano rispettivamente a 24 e 20 miliardi di chilometri dalla Terra. Lanciate tra l’agosto e il settembre del 1977, quest’anno compiranno 47 anni di attività. Sono attualmente le missioni più distanti e più longeve mai operate dalla Nasa.
Arriva il solstizio. Inizia ufficialmente l’estate
Dal punto di vista astronomico la stagione estiva parte alle 22.51 italiane del 20 giugno. Andrea Bettini ne ha parlato con Paolo Soletta dell’INAF di Cagliari
E’ Domenica sera dopo cena, i nasi all’insù, è un “fascio di luce” che accompagnano – raccontano le immagini e le voci dai social – un oggetto non identificato, una volta si sarebbe chiamato UFO ma non ci sono prove, nè segnali che possa esserlo, certo è che nei cieli del Sud Italia tra le 21.30 e le 22, viene avvistato un oggetto strano che sfreccia “a grande velocità”, e segnalato in diverse regioni: tra queste Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata.
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Avvistamento Ufo in cieli italia
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L’oggetto volante misterioso visto nei cieli del Sud Italia
Su social diventano virali numerose fotografie e video – alcuni forse, di difficile verifica ed attendibilità – da navigatori stupiti e incuriositi dall’avvistamento.
Le ipotesi Secondo alcuni era “una sonda per rilevamenti meteorologici”, ma i commenti sui social, come in tanti di questi casi, si sprecano. C’è chi parla di un razzo che “esce dall’atmosfera terrestre, con i gas attorno”, chi si indirizza verso un probabile viaggio dei satelliti di Musk, gli “Starlink”, che appare però un’ipotesi improbabile. Ma il mistero resta e – forse – resterà, per ora tale.
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L’oggetto volante misterioso visto nei cieli del Sud Italia
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L’oggetto volante misterioso visto nei cieli del Sud Italia
La curiosità: i “Troppi avvistamenti” negli Usa Due anni fa, negli USA il Congresso Usa convocò un’audizione sugli oggetti non identificati a causa dei “Troppi avvistamenti”: dal 2004 al 2022, infatti, vennero censite “144 segnalazioni di velivoli non identificati nei cieli americani”, dei quali – così nel report statunitense – “una sola è stata verificata”
Il “Project Blue Book” del 1970 Il Congresso non aveva più tenuto udienze sugli Ufo da quando l’aeronautica Usa aveva un’indagine nota come Project Blue Book all’inizio del 1970. Al termine dell’indagine, iniziata nel 1952, i 12.618 rapporti Ufo analizzati furono spiegati quasi tutti come indicazioni errate di fenomeni naturali o velivoli convenzionali che furono “male interpretati” dalla tecnologia limitata dell’epoca.
In Guyana Francese sono in corso gli ultimi preparativi: tra un paio di settimane l’Europa potrà finalmente vedere volare Ariane 6, il suo nuovo lanciatore pesante. Il lancio inaugurale al momento è previsto per il 9 luglio, fra le 20 e le 23 ora italiana. La scorsa settimana si è svolto il Wet Dress Rehearsal, una sorta di prova generale. Sono state replicate le attività che precedono l’accensione dei motori e tutto sembra essere andato per il meglio.
Il debutto di questo gigante alto fra 56 e 62 metri a seconda delle configurazioni sarà un momento storico per lo spazioporto di Kourou. “E’ un sistema di lancio completamente nuovo – dice Michel Bonnet dell’ESA, il direttore del volo inaugurale – E’ nuova anche la rampa e ci sono nuove facilities”. Rispetto alle generazioni precedenti, Ariane 6 è più versatile, più potente e in grado di rispondere alle richieste sempre più varie provenienti dal mercato.
La prima missione avrà principalmente il compito di testare il lanciatore, ma saranno comunque portati in orbita alcuni carichi, come dei piccoli cubesat. Entro la fine dell’anno è previsto il lancio di un satellite francese, poi sono in programma sei lanci nel 2025 e otto lanci nel 2026. In prospettiva, si potrebbe arrivare anche a undici lanci nel corso di un solo anno.
Ariane 6 è stato sviluppato con il contributo di 13 paesi europei. Dal punto di vista industriale, l’Italia ha fornito in particolare i motori P120 C, che sono utilizzati anche per il lanciatore leggero Vega C.
“Arianespace ha già ordini per 30 lanci e non abbiano ancora volato – dice Pier Domenico Resta, responsabile di Ingegneria del Sistema di Lancio Ariane 6 dell’ESA – Questo ci fa infinitamente piacere”. Il maggior cliente privato al momento è Amazon, che ha prenotato 18 lanci per la sua nuova costellazione satellitare Kuiper, che fornirà connessioni a internet e farà concorrenza a Starlink.
Il lancio inaugurale è stato atteso a lungo dall’Europa. Il programma ha avuto diversi ritardi, tanto che alcune missioni europee per partire sono state costrette a utilizzare dei lanciatori statunitensi. Il debutto di Ariane 6 sarà dunque fondamentale per recuperare autonomia nell’accesso allo spazio.
Si chiama SP600 ed è la macchina elettrica più veloce al mondo. Capace di sfiorare i 440 chilometri orari, è stata progettata e realizzata interamente in un capannone di Rivalta. Tra i suoi segreti, quello di avere, al contrario delle auto elettriche, un cambio. E poi un software che ottimizza l’energia. Perché se la performance di un’auto a benzina non è condizionata dal fatto che il serbatoio sia pieno oppure a metà, quella di un mezzo elettrico sì. Una batteria a metà carica eroga meno potenza. E anche la temperatura dell’ambiente incide.
Dalla progettazione alla realizzazione
Alla Mat c’è il ciclo completo dell’auto, si va dalla progettazione alla costruzione, grazie a un gruppo di ingegneri interni molto specializzati. Affiancati però anche da neolaureati. Insomma un interscambio con le grandi aziende che consente una crescita a entrambi. L’azienda ha appena dieci anni, nata dalle competenze di chi proveniva da esperienze in Pininfarina, Stellatis.
Il 28 e 29 giugno, Napoli, città ricca di storia e tradizione, diventa il palcoscenico di una sfida tecnologica innovativa nel mondo del gaming: Upside, la prima competizione gaming orientata verso le tecnologie emergenti.
L’evento si tiene presso la prestigiosa sede della Mostra d’Oltremare. Il progetto è realizzato nell’ambito dell’avviso pubblico per la selezione di proposte progettuali da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), con un partenariato costituito da: Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, ente capofila del progetto, Mkers Spa, Politecnico di Bari, WINDTRE BUSINESS e il Centro di Competenza Meditech. Durante i due giorni dell’evento, Upside offre una panoramica completa sulle tecnologie emergenti. Al centro di Upside c’è la connessione 5G, elemento chiave del progresso tecnologico su cui il MIMIT sta investendo.
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Napoli, ecco Upside: competizione gaming e ricerca scientifica vanno a breccetto
Il sostegno del MIMIT è cruciale per promuovere l’adozione delle nuove tecnologie per lo sviluppo e l’intrattenimento digitale. Le altre tecnologie che accompagnano il 5G all’evento sono la Realtà Virtuale, l’Intelligenza Artificiale e la Cybersecurity. Upside si concentra su una competizione tra squadre, dove abilità, strategia e innovazione tecnologica si fonderanno per offrire un’esperienza di gaming all’avanguardia.
Inoltre, saranno organizzati convegni istituzionali che approfondiranno i trend delle nuove tecnologie, favorendo il dialogo tra esperti del settore e istituzioni.
WINDTRE BUSINESS, partner tecnologico dell’evento, mette a disposizione una rete 5G indoor sviluppata e realizzata ad hoc per l’evento, per garantire la connettività ultraveloce con una latenza minima. Questa infrastruttura è fondamentale per assicurare un gameplay fluido e ininterrotto, aprendo nuove possibilità per l’interazione online. Il provider, inoltre, fornisce SIM voce e dati per i device dei videogiocatori. L’importanza delle infrastrutture nelle parole di Crescenzo Coppola, Area Manager Sud per Wind Tre Business Corporate.
Mkers Spa, leader nel settore degli esports e gaming in Italia, si distingue come motore creativo di Upside. Con la sua consolidata esperienza, Mkers svilupperà contenuti innovativi, offrendo un’esperienza di gioco immersiva che coinvolgerà attivamente la community e la Generazione Z, integrando le tecnologie più avanzate. Ne abbiamo parlato con il presidente di Mkers, Thomas De Gasperi.
Il Politecnico di Bari studierà l’applicazione di tecnologie di Intelligenza Artificiale, IoT e Blockchain per studiare nuove tipologie di interazione tra i players in gara e gli spettatori degli eventi di gaming, al fine di incrementare la conoscenza dell’interazione tra uomo e tecnologia ed il coinvolgimento complessivo del pubblico. Lo spiega Michele Ruta, Professore ordinario in “Sistemi di elaborazione delle informazioni” e delegato del Rettore per la transizione digitale presso il Politecnico di Bari.
L’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Ente Capofila del Progetto si occuperà della ricerca e dell’analisi dei dati raccolti attraverso l’applicazione Upside e le infrastrutture 5G sviluppate appositamente per l’evento. Inoltre, attraverso questionari specifici, l’Università elaborerà report e statistiche, contribuendo alla comprensione dell’impatto delle nuove tecnologie nel mondo del gaming. Infine durante tutto l’evento verrà effettuato un monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico per valutare la eco-sostenibilità di questi eventi.
Massimiliano Rak, Professore Associato presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Infine il Centro di Competenza Meditech offrirà il suo supporto attraverso una profonda conoscenza delle tecnologie coinvolte, influenzando positivamente la disseminazione dei risultati e la valorizzazione dell’impatto generato dall’iniziativa.
Modalità di partecipazione
Dopo essersi iscritti su progettouspide.it, i partecipanti hanno dovuto scaricare l’app “Upside” sviluppata da Bitdrome, disponibile sia su App Store sia su Android, pensata per facilitare il processo e migliorare l’user experience utente prima dell’inizio ufficiale.
Alla Mostra D’Oltremare, i team in gara affrontano una prima fase di accredito, durante la quale ricevono un kit da gara. Dopo essersi cambiati, si recano al tech desk, dove viene verificato il download dell’app e la connessione alla rete 5G. Successivamente, i partecipanti si spostano nella brief area, dove verranno spiegate le regole della competizione e selezionano le sfide da affrontare.
Nella dark zone iniziano a percepire l’adrenalina della sfida, e con l’apertura della porta ha inizio la competizione. I team hanno a disposizione cinque sessioni di gioco e potranno scegliere tra nove titoli, tra cui Fortnite, Clash Royale e Among Us VR.
Upside si configura come un evento rivoluzionario nel panorama del gaming, unendo competizione e innovazione per creare un’esperienza indimenticabile per tutti gli appassionati di giochi digitali. Il prossimo appuntamento è per Lucca Comics and Games
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