Artemis II, la missione perde i contatti con la Terra per 40 minuti: il momento del blackout

Artemis II, la missione perde i contatti con la Terra per 40 minuti: il momento del blackout

Per circa 40 minuti l’equipaggio della missione Artemis II ha perso il contatto radio con la Terra durante il passaggio dietro la Luna. Il blackout delle comunicazioni, previsto dalla Nasa, è stato causato dall’ostruzione del segnale tra la navicella e la rete di antenne del Deep Space Network.

Secondo quanto riferito dall’agenzia spaziale, gli astronauti hanno raggiunto in quel momento la massima distanza dalla Terra, oltre 406mila chilometri.

Le immagini mostrano la sequenza dell’interruzione e della successiva ripresa del collegamento. Al ritorno del segnale, l’astronauta Christina Koch ha dichiarato: «È fantastico poter sentire di nuovo la Terra».

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La Terra vista dalla Luna: lo spettacolo dello “spicchio” filmato dalla missione Artemis II

La Terra vista dalla Luna: lo spettacolo dello “spicchio” filmato dalla missione Artemis II

Il servizio del Tg1 ci regala immagini che sembrano uscire da un sogno, ma che rappresentano la realtà della nuova era spaziale. Per la prima volta, la Terra non è più il centro della scena, ma appare come uno “spicchio” luminoso che sorge sopra l’orizzonte lunare. È questa la prospettiva privilegiata dei quattro astronauti della missione Artemis II, attualmente a bordo della navicella Orion.

Un record storico
La missione ha appena completato il “fly-by”, il giro attorno al nostro satellite, spingendosi a una distanza mai raggiunta prima dall’uomo: quasi 407.000 chilometri dalla Terra. Durante questo passaggio ravvicinato, gli astronauti hanno potuto ammirare il lato oscuro della Luna e assistere a un’eclissi solare durata quasi un’ora, raccogliendo dati e immagini di una bellezza indescrivibile prima di intraprendere la rotta di rientro verso casa.

La Luna come “Museo del Sistema Solare”
A commentare l’eccezionalità dell’impresa è Luca Parmitano, astronauta dell’ESA e veterano di due missioni spaziali. Parmitano definisce la Luna come un vero e proprio “museo”: un archivio naturale che conserva intatte le informazioni su come il nostro sistema solare si è formato e come continua a evolversi.

Il sogno del primo italiano sulla Luna
Ma oltre all’aspetto scientifico, c’è quello umano e nazionale. Parmitano non nasconde la sua ambizione: mettere a disposizione la sua esperienza di pilota sperimentatore e astronauta veterano per diventare il primo italiano a camminare sulla Luna.

“Per me è un sogno, un progetto, e spero di poterlo realizzare”, ha dichiarato Parmitano ai microfoni del TG1.

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Artemis II, il messaggio dallo spazio di Koch: “Da qui casa è tutta un’altra cosa”

Artemis II, il messaggio dallo spazio di Koch: “Da qui casa è tutta un’altra cosa”

“Da qui casa è tutta un’altra cosa”. È una delle frasi più potenti del messaggio inviato dallo spazio dall’astronauta Christina Koch, mentre l’equipaggio di Artemis II sorvolava la Luna, nel primo flyby umano dopo oltre 50 anni.

Nel video condiviso sui social dalla Nasa, le parole scorrono sopra immagini della missione: “Gli astronauti di Artemis II hanno volato attorno alla Luna, più lontano dalla Terra di chiunque prima”.

Poi la voce di Koch si fa diretta, quasi intima, rivolta al pianeta: “Asia, Africa e Oceania. Vi stiamo guardando. Da lì potete alzare gli occhi e vedere la Luna proprio adesso. Anche noi vediamo voi”. 

Durante il viaggio verso la Luna, racconta, è arrivata una consapevolezza: “Non lasciamo la Terra, la scegliamo”. E ancora, guardando al futuro dell’esplorazione spaziale: “Esploreremo, costruiremo, torneremo. Realizzeremo avamposti scientifici, guideremo rover, faremo radioastronomia, rafforzeremo l’industria”, ma “alla fine, sceglieremo sempre la Terra. Sceglieremo sempre gli uni gli altri”.

Il messaggio arriva dopo un momento simbolico: la perdita di segnale mentre la capsula Orion passava dietro la Luna. Al ritorno del collegamento, le prime parole di Koch al controllo missione sono state: “È così bello sentire di nuovo la Terra”.

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24MM: verso la Luna con Artemis

24MM: verso la Luna con Artemis

24MM: verso la Luna con Artemis

Nella Space Coast della Florida il lancio di Artemis 2 ha riacceso le emozioni della corsa allo spazio. Poi andiamo nell’inferno di Dandora, in Kenya, una delle più grandi discariche dell’Africa

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“Siete fonte di ispirazione”: il messaggio del Congresso agli astronauti di Artemis II

“Siete fonte di ispirazione”: il messaggio del Congresso agli astronauti di Artemis II

“Siete fonte di ispirazione.” Con queste parole il senatore Ted Cruz ha aperto il collegamento con gli astronauti di Artemis II, ancora in orbita a bordo della capsula Orion. Un momento carico di emozione, a poche ore dal rientro sulla Terra previsto dopo una missione storica intorno alla Luna.

“State unendo le persone in tutto il mondo”, ha aggiunto Cruz, sottolineando come anche i gesti più semplici – “guardare mentre mettete via il cibo o fluttuate nello spazio” – siano diventati simboli di meraviglia condivisa.

Dallo spazio, la risposta è intima e personale. Christina Koch ripensa alla bambina che era: “Se avessi potuto dire a quella ragazzina davanti al Saturn V che un giorno avrebbe visto la Terra da lì sopra… non ci avrebbe creduto. Ma ha inseguito quel sogno, ed è successo”.

Un sogno che oggi diventa collettivo. Anche con leggerezza, come dimostra Reid Wiseman, che scherza sull’eventuale film della missione: “Chi ci interpreterà? Non lo sappiamo… ma lui sarà sicuramente interpretato da Buzz Lightyear. Al 100%”.

Il tono cambia quando i legislatori chiedono agli astronauti di rivolgersi direttamente ai propri figli e alla prossima generazione. Wiseman si commuove: “Ellie e Katie, vi amo. Il mondo si è unito e voi lo avete visto con i vostri occhi. È stato uno dei momenti più orgogliosi come padre”.

Anche Victor Glover guarda al futuro, parlando alle sue figlie e ai giovani: “Spero che questa missione vi dia qualcosa da portare con voi, nel cuore e nella mente. Non per vedere ciò che abbiamo visto noi, ma per costruire un vostro modo di spiegare il mondo”.

Il senso più profondo della missione arriva proprio da questa visione. Alla domanda su cosa dovrebbe imparare l’umanità, Glover risponde: “Dovremmo riprenderci il concetto di ‘moonshot’ e capire che possiamo fare grandi cose insieme. Non nonostante le nostre differenze, ma grazie ad esse.”

Anche Koch lascia un messaggio: “Non concentratevi solo sull’essere i primi. Concentratevi sull’eccellenza. È questo che dà significato alla vita e contribuisce davvero al mondo”.

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