Nelle scuole, alunni in autosorveglianza senza tampone anche se non

Nelle scuole, alunni in autosorveglianza senza tampone anche se non

Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 gennaio ha modificato le regole per la gestione dei casi di positività nelle scuole mediando, così ha spiegato il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, fra l’esigenza di garantire la sicurezza e quella di assicurare la scuola in presenza anche in un momento di rialzo dei contagi come quello attuale. D’ora in poi – salvo che nelle scuole d’infanzia dove i bambini non indossano la mascherina – un solo caso positivo non basta più a sospendere l’attività didattica. Alle elementari si torna in Dad a partire da due casi, alle medie e alle superiori dipende. I non vaccinati (o quelli che sono vaccinati o guariti dal Covid da più di 120 giorni) vanno anche loro in Dad al secondo caso, gli altri al terzo. La vera novità del nuovo protocollo consiste nell’applicazione anche alle scuole del principio dell’autosorveglianza al posto della quarantena automatica per i compagni di classe di un caso positivo. Con una differenza importante: che mentre in base al decreto del 30 dicembre i contatti stretti, per esempio i famigliari di un caso positivo, possono evitare la quarantena e uscire di casa solo a condizione che abbiano già fatto la terza dose o si siano vaccinati o siano guariti dal Covid da non più di 120 giorni, nelle scuole medie e alle superiori, visto che gli alunni tengono la mascherina indosso per tutto il tempo, nel caso in cui un compagno di classe risulti positivo non si fa differenza fra vaccinati e non: restano tutti in classe in autosorveglianza con mascherina FFP2 senza obbligo di tampone, a meno che non presentino dei sintomi. Qui di seguito, lo schema delle nuove regole, così come sono state spiegate dal Ministero dell’Istruzione nella nota operativa inviata alle scuole e recepite e sintetizzate dall’Ats di Milano.

12 gennaio 2022 | 17:50

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Birre artigianali, corsa ai contributi a fondo perduto

Birre artigianali, corsa ai contributi a fondo perduto

di Gianpaolo Cherchi

Mancano ancora pochi giorni per presentare le domande. Il Mise mette a disposizione 10 milioni di Euro per far fronte all’emergenza pandemica

Dopo il dissestante schiaffo del Covid, che ha colpito il mondo imprenditoriale italiano, il governo non dimentica le difficoltà delle PMI a tornare gradualmente alla tanto ambita stabilità economica. E fra i beneficiari del piano d’aiuti non potevano mancare anche i produttori indipendenti di birrifici artigianali. Dal 20 gennaio 2022, infatti, gli abili artigiani della bionda al malto d’orzo, potranno presentare la domanda per aggiudicarsi un incoraggiante finanziamento a fondo perduto. L’istanza dovrà essere trasmessa tramite PEC dal legale rappresentante, nel rispetto delle indicazioni contenute nel Decreto Direttoria MISE del 12 gennaio.

La misura introdotta dal Decreto Sostegni bis, convertito con modifiche dalla Legge n. 106/2021, recante “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute ei servizi territoriali”, va a favorire le PMI indipendenti di birra artigianale, non sottoposta a processi di microfiltrazione e pastorizzazione. Ma come riuscire a conquistare questo bonus statale? Il Decreto Direttoriale del 12 gennaio 2022 del Ministero dello Sviluppo Economico illustra, con estrema chiarezza e domanda, le regole operative per la domanda. Lo stanziamento, per erogare, in tempi decisamente brevi, l’agevolazione è pari a 10 milioni di euro, che verranno utilizzati per il riconoscimento di un contributo di importo pari a 0,23 centesimi per ciascun litro di birra artigianale prodotto e preso in carico nel registro annuale di magazzino nel 2020 o nel registro della birra condizionata.

Ma vediamo ora i requisiti imprescindibili per accedere a questo finanziamento. Innanzitutto il documento governativo precisa, a chiare lettere, che per birra artigianale, si intende quella prodotta da birrifici indipendenti, non sottoposta a processi di microfiltrazione e pastorizzazione. L’agevolazione si rivolge ai birrifici ea loro volta indipendenti che utilizzano gli impianti diversi da quelli di tutti gli altri birrifici, che sono indipendenti economicamente e legalmente da tutti gli altri contest produttivi del settore e che devono con una propria licenza di utilizzo di diritti di proprietà immateriale. Questa tipologia di imprese possono ottenere la domanda, per ricevere questo contributo, utilizzando il modello messo a disposizione sul sito del MISE. Tale modulo deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, trasmesso e trasmesso tramite PEC all’indirizzo: [email protected]. La solerzia è d’obbligo per riuscire a cogliere questa opportunità, considerando che mancano pochi giorni: il bando scade il 18 febbraio 2022 alle ore 12.00. Ma attenzione a non tralasciare alcun dettaglio, perché, affinché la domanda sia valida, è necessario il versamento dell’imposta di bollo, opportunamente annullata e conservarla in originale presso la sede dell’impresa per eventuali controlli.

25 gennaio 2022 (modifica il 25 gennaio 2022 | 16:59)

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Nella biblioteca dell’Alma Mater gli spartiti e i dischi di

Nella biblioteca dell’Alma Mater gli spartiti e i dischi di

La figlia della cantante ha donato l’archivio dell’artista scomparsa l’anno scorso. Sarà a disposizione per gli studiosi. Il rettore: un pezzo di storia della musica italiana

Un pezzo della storia della musica italiana del Novecento entra in Ateneo. La memoria di Milva sarà conservata dall’Università di Bologna. La figlia della cantante Martina Corgnati ha donato l’archivio della mamma, scomparsa lo scorso aprile, all’Alma Mater che lo metterà a disposizione degli studiosi nella Biblioteca delle Arti. Si tratta di una vera e propria collezione costituita dai riconoscimenti ufficiali, le onorificenze e i premi che la «pantera di Goro» ha ricevuto nel corso della sua lunga carrier. Ci sono gli spartiti e i testi di scena, le stampe relative a servizi fotografici, i telegrammi e le lettere da parte di vari mittenti; la collezione di vinili, cd, VHS e dvd incisi dall’artista. E ancora le onorificenze italiane e straniere ricevute, i quattro dischi d’oro e quello di platino, i premi ottenuti nelle manifestazioni canore e artistiche, la raccolta delle recensioni a dischi e spettacoli, le locandine e i programmi di sala, i materiali promozionali, nastri e bobine con registrazioni audio.

La collezione

La Biblioteca delle Arti dell’Università di Bologna ospiterà una collezione importante per la storia della musica e del teatro e cioè un archivio costituito. Il Rettore Giovanni Molari ha espresso la sua gratitudine e l’onore di ricevere un lascito così prezioso da rendere disponibile alle future generazioni e a chiunque voglia approfondire la conoscenza della cantante Milva che ha fatto la storia della musica italiana. «L’Ateneo – ha detto il rettore dell’Alma Mater Giovanni Molari – si impegnerà a valorizzare, nelle modalità più adatte, il lascito e a renderlo fruibile per tutti gli scopi didattici e di ricerca, che sarà a disposizione delle future generazioni e di chiunque voglia approfondire la conoscenza della cantante Milva che ha fatto la storia della musica italiana».

13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 18:34)

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Alessandro Benetton nuovo presidente di Edizione (che si trasforma in

Alessandro Benetton nuovo presidente di Edizione (che si trasforma in

Edizione, la holding finanziaria controllata dai Benetton che fa capo all’intero business della famiglia (dai trasporti all’abbigliamento, ai settori agricolo e immobiliare) cambia forma di società e governance. L’assemblea straordinaria ha approvato il passaggio da Srl (Società a responsabilità limitata) a Spa (Società per azioni) e le nomine di Alessandro Benetton come presidente e di Enrico Laghi come amministratore delegato.

La nuova governance

«Il nuovo statuto mira a rinnovare l’impegno alla stabilità del gruppo – spiega una nota -, confermando la missione di Edizione quale holding pura di partecipazioni e la strategicità dei suoi investimenti nelle controllate Atlantia, Autogrill e Benetton Group». Le nuove regole di governance prevedono un periodo di lock up (tempo in cui è proibito al management e ad importanti investitori la vendita delle proprie azioni) di cinque anni e modalità e meccanismi, anche di prelazione, che consentono di preservare il controllo di Edizione a capo dei Benetton nei passaggi generazionali.

Con il nuovo statuto, inoltre, è stato nominato un consiglio di amministrazione composto da nove consiglieri: quattro individuati tra i membri della famiglia (Alessandro Benetton, Carlo Bertagnin Benetton, Christian Benetton ed Ermanno Boffa) e altri cinque indipendenti, tra cui l’ad Enrico Laghi e quattro da individuare entro la fine di gennaio.

Dalle origini

La Srl è stata fondata dai Benetton nel 1986 con lo scopo di avviare la diversificazione, rispetto alla principale e consolidata attività della famiglia, mediante l’acquisizione di società solide e promettenti. All’inzio degli anni Novanta si occupava della privatizzazione di imprese pubbliche di ogni settore. Partendo da Autogrill, Gs e World duty free, spostandosi poi alla telefonia, con Blu e Telecom Italia, e alle infrastrutture per i trasporti, con Società Autostrade, Grandi Stazioni, Aeroporti di Roma. Dal 2007, grazie a una nuova ristrutturazione del gruppo, Edizione ha avviato una fase di maggiore internazionalizzazione, resa inizialmente incerta dalla crisi finanziaria e dal cambio generazionale in corso. Dopo la morte nel 2018 di Carlo e Gilberto Benetton si pone il problema di trovare una intesa nella soluzione della leadership tenendo conto che sono 14 i componenti della seconda generazione Benetton e si fa avanti anche la terza. Solo Luciano ha già individuato da tempo il proprio successore, il figlio Alessandro, che diventa oggi presidente della holding. In 35 anni Edizione è diventata un gruppo da e oltre 17 miliardi di euro di fatturato e una delle maggiori holding di partecipazione europee.

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