Gennaio dedicato alla ragazza del piano che non c’è più. Il «cacciatore» di vip l’ha immortalata all’Harris Bar: assieme a lei altre modelle speciali per l’iniziativa «Ridai i capelli alla tua vita»
Che c’entra Rino Barillari, il re dei paparazzi, con un calendario sulle donne che hanno perso i capelli per la chemioterapia e li hanno sostituiti con la parrucca? «C’entro da quando la moglie di un professore mi ha fatto conoscere una realtà nuova. Ho compreso quanto sia importante per queste persone mantenersi e vedersi ancora belle», si butta a cuore aperto in una dimensione per lui insolita l’autore di centinaia e centinaia di clic rimasti nella storia dei Vip. Così è nato un calendario dove sono loro le protagoniste degli anni Sessanta, quando a Roma la mondanità ardeva tra via Veneto, Fontana di Trevi e piazza di Spagna.
Eccole le star di Barillari, ritratte nei luoghi della Dolce Vita, tra l’Harris Bar e il ristorante Camponeschi, sorridenti su una Bianchina che solca i sanpietrini della Capitale o su smaglianti sidecar. Il progetto è stato ideato e realizzato da Tricostarc per Atri Onlus e Fondazione Prometeus, a sostegno della Banca della parrucca. Le ricostruzioni della chioma sono state realizzate grazie ai capelli donati da Hair Smile. C’è tutto un mondo di altruismo che si muove dietro l’universo doloroso delle malate di tumore. Ritrovare la decorazione della chioma, parte intrinseca della beltà, è una cura.
Stella e le altre
Il calendario 2022 si apre con un’incitazione: «…Ridai i capelli alla tua vita». Non c’è più Stella, la ragazza che suona il piano nel mese di gennaio, con un bel vestito fiorato e la frangetta rossa. Barillari l’ha fotografata all’Harris Bar, dove cantò Frank Sinatra: «Mi è rimasta negli occhi, la ricorderò per sempre. Era piena di forza, quel giorno. Era felice. Come tutte le altre. Sembravano aver dimenticato di non aver più i capelli e perché. Grazia, gentilezza, riconoscenza, questo mi hanno trasmesso. Il cuore mi si è aperto». Davanti all’obiettivo le sue super modelle si sono mosse come attrici vere: «Per me è stata un’esperienza unica, vedevo donne splendide, altro che quelle del cinema…».
Stella è diventato un simbolo, il simbolo delle stelle che non brillano più. Giusi Giambertone, tecnotricologa al Campus Biomedico (trova le soluzioni protesiche in caso di perdita di capelli), è presidente di Atri Onlus, fondazione dell’azienda Tricostarc: «La funzione del calendario è di far evadere le partecipanti dalla tragicità della loro condizione. La perdita dei capelli si trasforma in opportunità per prendersi cura di se stesse grazie alla mano sapiente di professionisti del campo. La parrucca è uno strumento molto amato dalle dive del cinema perché risolve i problemi di look. Per le ragazze e signore sotto chemio è più di un problema se pensiamo che l’8 per cento delle pazienti oncologiche rifiuta la cura per la paura di questa perdita, vista come una mutilazione. C’è chi per nascondere la nudità del capo perde il lavoro, finge con i figli».
Ma non tutte possono permettersi l’acquisto del prezioso strumento di copertura. Per loro è nata la Banca delle parrucche, donate dalle donne guarite, rimesse in forma, igienizzate e prestate in comodato gratuito a nuove «indossatrici». La Banca è aperta ogni martedì all’ospedale San Giovanni di Roma, iniziativa del chirurgo senologo Lucio Fortunato, presidente dell’associazione Prometeus. La parrucca è di due tipi, capelli veri o sintetici. Il primo tipo, oltre ad essere più costoso, viene confezionato anche grazie a donazioni di ciocche. Giambertone su questo movimento solidale ha scritto un libro, titolo Un taglio netto, lancio il 22 gennaio.
A donare sono soprattutto i giovani, spesso tra donatore e ricevente si crea un legame di affetto. I capelli italiani sono considerati i più belli: se non sono frutto di generosità costano 5mila al chilogrammo, per confezionare un solo pezzo servono 300 grammi. Le donne hanno la possibilità di acquistarle pagando solo la lavorazione: da 1000 a 1300 euro. Il calendario è stato realizzato grazie anche alla partecipazione artistica di Ripar make up, azienda specializzata nel camoufflage. Tutti insieme per sostenere questa (buona) causa.
12 gennaio 2022 (modifica il 12 gennaio 2022 | 18:14)
Critiche velate al governo. Sgradita, in particolare, la sostituzione dell’amministratore delegato Rosati con Angella Maria Cossellu
Il cambio del vertice di Eur Spa accende le polemiche nel centrosinistra romano. Martedì sera l’assemblea degli azionisti della società – partecipata al 90% dal Mef e al 10 dal Campidoglio – ha rinnovato il Cda dell’azienda che gestisce il patrimonio immobiliare monumentale dell’omonimo quartiere e il centro congressi la Nuvola. La nuova amministratrice delegata è Angela Maria Cossellu, in passato Ceo di Zurich Connect e oggi nel Cda della società di consulenza Aon. Prende il posto di Antonio Rosati, manager con un passato ricco di incarichi tra gli enti locali e le partecipate cittadine, nominato a luglio 2020 proprio dal sindaco Roberto Gualtieri quando era ministro dell’Economia.
La nuova ad sarebbe stata espressa dal Mef, che nelle nomine effettuate sotto la gestione di Daniele Franco ha spesso seguito il criterio di un ricambio integrale nella governance delle partecipate statali. Alla presidenza dell’ente, invece, arriva Marco Simoni, dal 2018 alla guida di Human Tecnopole (carica che manterrà), già consigliere economico per gli affari internazionali di Palazzo Chigi, nei mesi scorsi tra i relatori del programma elettorale di Gualtieri. Curricula autorevoli ma tra i dem romani alcuni non hanno apprezzato la sostituzione di Rosati.
La prima voce a sollevare dubbi è tra le più autorevoli nel Pd cittadino, Goffredo Bettini, che sottolinea: «Credo che molti rimarranno delusi, se si guarda in questi mesi alle centinaia di attestati di stima e espressioni di incoraggiamento che tanti gli hanno rivolto». Mentre il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si dice «dispiaciuto che Rosati abbia lasciato la guida dell’Eur spa dove ha svolto un ottimo lavoro». E ancora. L’eurodeputato di sinistra Massimiliano Smeriglio parla di «sostituzione incomprensibile» e il parlamentare dem Roberto Morassut ricorda che «il merito» dei risultati andrebbe sempre considerato nelle nomine.
Sotto la guida di Rosati, Eur spa – secondo molti dem – ha trovato un nuovo protagonismo. Soprattutto la Nuvola, aperta dal 2016 dopo un lungo e costoso cantiere, è stata finalmente valorizzata prima con la trasformazione in hub vaccinale, poi con l’apertura all’attività concertistica e infine ad ottobre scorso come apprezzata location del G20. Dal Campidoglio si sottolinea come il rapporto tra Gualtieri e Franco sia ottimo e che non ci sono state divergenze nella scelta. «Ringrazio Rosati per il lavoro molto proficuo svolto, la sua professionalità sarà preziosa per Roma», dice il sindaco. Il manager potrebbe tornare in lizza nelle prossime nomine in Campidoglio.
Capitolo contratti nello staff del sindaco e negli assessorati. Un tema ricorrente nelle ultime consiliature. Dopo la richiesta del centrodestra (che evidenziava come alcuni fossero ex consiglieri Pd non rieletti), il capo di Gabinetto Albino Ruberti riferisce alle Commissione Trasparenza: «Abbiamo confermato una dotazione identica alle amministrazioni Raggi, Marino e Alemanno, 110 unità, e budget – identico alla giunta Raggi – di 6,6 milioni. Sono figure previste per legge, chiamate direttamente perché c’è un rapporto fiduciario».
13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 07:20)
Oltre 300 alunni dell’istituto comprensivo Via Carotenuto 30 sono stati due giorni al gelo in classe. I vigili del fuoco hanno spento l’impianto di riscaldamento il 21 dicembre. La burocrazia ha fatto il resto. Appello dei genitori al sindaco Gualtieri
Due giorni al gelo e poi in Dad. La scuola in presenza per oltre 300 alunni dell’istituto comprensivo Via Carotenuto 30 è durata meno di 48 ore. Si allunga l’elenco delle classi in didattica a distanza o comunque al freddo, dopo i casi del liceo Newton, dell’istituto Manin e della scuola dell’infanzia Collina dei bambini. Questa volta però la caldaia è stata spenta dai vigili del fuoco lo scorso 21 dicembre e da allora, per inadempienze burocratiche, non è stata più accesa. I plessi coinvolti sono due: la scuola La Crociera di via Garra e il suo distaccamento in via Guido Biagi, entrambi afferenti all’istituto Via Carotenuto 30 nel quartiere Casal Bernocchi. «Hanno anticipato le vacanze natalizie perché senza riscaldamento, ma siamo tornati a gennaio e il problema non è stato risolto», è lo sfogo di Vania Di Meo, mamma di un alunno di quinta elementare. La donna e suo marito hanno anche scritto un appello al sindaco Roberto Gualtieri: «Ora da genitori, – si legge nella lettera – possiamo sopportare e comprendere ogni difficoltà legata alla pandemia. Quello che non possiamo comprendere, invece, è la sciatteria con cui non si provvede a reperire una certificazione di corretto funzionamento di una caldaia». Sarebbe tutto partito da una presunta fuga di gas. Alcuni genitori avvertendo odore di combustibile hanno contattato i vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto. La caldaia era a posto, ma non il suo libretto, il cui ultimo timbro della manutenzione risaliva al 2017.
Parte così l’odissea della scuola e del Municipio X che sta seguendo la vicenda: «Abbiamo trovato i timbri mancanti – racconta l’assessore alla Scuola, Angela Mastrantoni – ma ci siamo accorti che non era stata presentata la domanda di valutazione del progetto e non c’era neanche la Scia (segnalazione d’inizio attività,ndr)». Solo per l’approvazione del progetto i vigili del fuoco hanno a disposizione 60 giorni. «Farò di tutto per anticipare i tempi», assicura Mastrantoni. La competenza però è del Comune che al momento tace. Intanto chi lo scorso lunedì è andato a scuola «è stato vestito per andare sulla neve», racconta Alessia Sciortino, mamma di due alunni di 10 e 5 anni. Lisa Bergamini, come la maggior parte dei genitori, ha invece preferito tenere il figlio a casa.
13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 07:48)
di Giulia Cimpanelli La costellazione così ampliata, in vista della configurazione finale di 4 satelliti, rappresenta uno straordinario sistema di monitoraggio in grado di garantire maggiori prestazioni e un incremento significativo delle possibili applicazioni
Il secondo satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed di Seconda Generazione è stato lanciato questa notte dalla Cape Canaveral Flying force Station, in Florida, con un vettore Falcon 9 di SpaceX. COSMO-SkyMed (COnstellation of Satellites for the Mediterranean basin Observation) di seconda generazione è una costellazione finanziata dall’ Agenzia Spaziale Italiana con fondi assegnati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Ministero della Difesa, che garantisce la continuità operativa di servizi di osservazione SAR (Synthetic-Aperture Radar) attualmente forniti dai quattro satelliti COSMO-SkyMed (CSK) di prima generazione, lanciati in orbita tra il 2007 e il 2010.
Questo lancio consente di proseguire l’operatività dell’intera costellazione COSMO-SkyMed in orbita da più di quindici anni aumentandone le capacità complessive. L’obiettivo primario è fornire a un’utenza civile e militare i servizi di Osservazione della Terra attraverso un ampio portfolio di prodotti, ottenuti nelle varied modalità operative del sensore SAR (Radar ad Apertura Sintetica), sia a campo stretto e risoluzione ultra-fine che a campo largo.
Il satellite è costruito da Thales Alenia Area, joint endeavor tra Thales (67%) e Leonardo (33%) e gestito in orbita da Telespazio, joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%). Per COSMO-SkyMed, dunque, l’industria italiana gioca un ruolo di primo piano, con Leonardo e le take legal action against joint endeavor, insieme a un numero significativo di piccole e medie imprese.
È “made in Italy” anche la tecnologia del nanosatellite FEES2 (Flexible Experimental Embedded Satellite), prodotta dalla bresciana GP Advanced Project, in orbita dallo scorso 26 gennaio. FEES2, di 10x10x3 centimetri, è il più piccolo satellite autorizzato dalla NASA ad essere rilasciato dalla Stazione Spaziale Internazionale. La procedura di valutazione della NASA ha riguardato due aspetti principali: la sicurezza dell’oggetto per gli astronauti e la tracciabilità dalla terra con i radar. Una volta in orbita, infatto, deve essere monitorato per evitare collisioni, anche con la stessa ISS.
FEES2 è il secondo tassello per l’ingresso dell’azienda italiana nel settore delle telecomunicazioni IoT via satellite. L’obiettivo di GP Advanced Projects è la realizzazione della prima costellazione privata italiana di satelliti in miniatura (pico-satelliti) denominata PiCo-IoT (Picosatellite Constellation for Internet of Things).
Questo mercato è oggi in fase di rapidissima espansione e si prevede che almeno 30 milioni di sensori IoT utilizzeranno comunicazione via satellite entro il 2025. “Sono contento che il rilascio sia andato a buon fine– ha dichiarato Guido Parissenti, Ceo e fondatore dell’azienda – il nostro satellite da subito ha cominciato a trasmettere, informandoci che tutto procede come da piani. Questo lancio ci permetterà di raccogliere ulteriori importanti informazioni per progettare al meglio la prossima generazioni di satelliti che costituiranno la prima costellazione di nanosatelliti privata italiana per IOT”.
1 febbraio 2022 (modifica il 1 febbraio 2022|11:26)
Lo sciopero nazionale di 4 ore indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl. Venerdì nero del trasporto pubblico. Bus, tram e metrò Atm a Milano: rischio stop tra le 8.45 e le 12.45. Ferrovie lombarde, agitazione tra le 9 e le 13: linee interessate e mezzi sostitutivi
All’ultimo sciopero, il 16 dicembre 2021, aveva aderito il 21% dei lavoratori. Un dipendente su cinque. Eppure, in serata, l’Atm era stata costretta a fermare la linea rossa del metrò e parte della linea verde. Cosa succederà il 14 gennaio? È in arrivo un altro venerdì nero del trasporto pubblico. Qui tutti gli aggiornamento sullo sciopero. Sono coinvolti, in fasce orarie diverse, metrò, bus, tram e treni regionali. Le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl hanno indetto uno sciopero nazionale di 4 ore a sostegno della trattativa per il contratto collettivo: «Rivendichiamo il diritto al rinnovo e il miglioramento delle condizioni lavorative, sia normative che salariali di una categoria che da sempre responsabilmente, in qualsiasi condizione, svolge un servizio pubblico essenziale, garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini». L’agitazione impatterà sia sulla rete Atm di Milano sia sulle linee ferroviarie regionali. Ecco la guida ai passeggeri.
La rete Atm
Lo sciopero interesserà le linee di bus, tram e metrò Atm tra le 8.45 e le 12.45. La minaccia di blocco arriva in un momento critico per l’azienda, già alle prese con focolai e quarantene: sono 650 i dipendenti assenti per Covid, il livello di servizio viene garantito senza tagli — al momento — solo grazie a una riorganizzazione dei turni in tempo reale e alla flessibilità del personale (che «copre» i buchi nelle tabelle). Potranno subire ritardi o essere cancellate anche le corse sulle linee 201, 220, 222, 230, 328, 423, 431 e 433 di Agi e gli smart bus in partenza tra le 18 e le 22 (partenze garantite dai capolinea dall’inizio del servizio alle 18). Per informazioni: Atm.it, qui invece il report delle adesioni agli scioperi.
Le ferrovie regionali
Lo sciopero coinvolge anche il personale di Ferrovienord, la società regionale che gestisce l’infrastruttura (Trenord si occupa del servizio): l’agitazione potrebbe rallentare o fermare la circolazione dei treni regionali e suburbani dalle ore 9.01 alle 13. «Potenziali disagi», con ritardi e variazioni, sono previsti sulle linee Milano Cadorna – Canzo/Asso, Como Lago/Novara Nord/Laveno/Varese – Milano Cadorna, Brescia/Iseo – Edolo. Coinvolti nello sciopero anche i collegamenti aeroportuali tra Milano e Malpensa (sostituiti con bus da Cadorna). Possibili ripercussioni al servizio anche nei tratti a «gestione mista» sulle linee S1 Saronno – Milano Passante – Lodi, S4 Camnago – Milano Cadorna, S9 Saronno – Seregno – Milano – Albairate, S13 Milano Bovisa – Pavia. Anche i treni, per altro, stanno già subendo le ripercussioni Covid, con convogli ridotti e corse notturne tagliate. Per informazioni: Ferrovienord e Trenord.
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11 gennaio 2022 (modifica il 14 gennaio 2022 | 09:05)
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