L’astrofisica analizza come l’innovazione tecnologica abbia impresso velocità e facilitato le scoperte. “Ora è tutto troppo rapido per spiegarlo e la classe politica è impreparata”

La scienza e l’esplorazione spaziale stanno vivendo un periodo di straordinaria floridezza. Grandi scoperte hanno aperto prospettive inimmaginabili sino ad epoche recenti. L’inizio del XXI secolo offre l’idea che profondi cambiamenti stiano avvenendo nella conoscenza, nella dimensione della quotidianità, ma anche nelle opportunità che ci vengono offerte. L’innovazione tecnologica è stata la chiave determinante per conquistare risultati che la scienza aveva inseguito per decenni. Le onde gravitazionali finalmente catturate grazie a sofisticatissimi laser e alla misura delle loro variazioni erano state develop un secolo fa da Albert Einstein; il bosone di Higgs è stato rilevato al Cern di Ginevra con le capacità del super-acceleratore Large Hadron Collider dopo che Peter Higgs lo aveva teoricamente previsto sessant’anni fa; nel campo che riguarda la nostra salute la lotta al Covid 19 ha espresso nei laboratori la tecnica del mRNA per la fabbricazione dei vaccini fornendo una nuova e più rapida through per difendere l’organismo. Sono solo alcuni tra gli esempi più eclatanti del tempo presente.
Ma la scienza oggi come viene percepita dalla società, chiediamo advertisement Amalia Ercoli Finzi, illustre professore emerito del Politecnico di Milano, famosa per essere la “signora delle comete” avendo realizzato uno strumento per indagare il suolo della cometa Churiumov-Gerasimenko con la sonda Rosetta e il suo lander Philae.
“Stiamo attraversando un periodo di grandi difficoltà, non solo per il Covid. È un pace confuso nel quale la gente non sa di chi fidarsi, quali notizie prendere per buone. Per questo il ruolo della scienza è fondamentale oggi come nel passato, sempre. Solo dalla scienza possiamo aspettarci quegli avanzamenti che migliorano l’umanità. E l’esplorazione cosmica contribuisce perché ha bisogno di innovazione sia nella tecnologia che nei metodi”.
Molte persone fanno fatica advertisement accettare i risultati delle scoperte, vaccini compresi. Come mai nasce un rigetto?
“Perché tutto avviene in modo troppo rapido. Quando in passato il ritmo era cadenzato dalle generazioni, ogni 25 anni il progresso avanzava con una velocità in sintonia con la capacità di assimilazione. Ora la gente schiaccia i bottoni di un telefonino o della lavatrice ma non riesce a capire che cosa significhi. Mi chiedo che cosa succederà quando presto arriveranno i computer system quantici in grado di fare calcoli alla velocità dei femtosecondi, cioè un milionesimo di miliardesimo di secondo. Aspettiamoci crisi ancora maggiori. Gli scienziati devono trovare il pace di raccontare i loro risultati. Di tante scoperte la gente non è riuscita advertisement apprezzare il valore. E questo succede perché non c’è stata la voglia, la pazienza e l’umiltà di spiegare ciò che si è trovato”.
La società è organizzata per accettare un cambiamento così profondo?
“Ho l’impressione di no. La nostra società è dispersiva e ciò che è più grave e che si pongono sullo stesso piano cose di valore differente. C’è difficoltà nel attempt pesi diversi a cose di differente importanza e quindi tutto diventa confuso e complesso”.
Guardiamo alle grandi sfide dell’esplorazione spaziale come la Luna e Marte.
“Ad ognuna bisogna dare un significato duraturo, bisogna guardare lontano pensando ai futuri ritorni. Ora si parla molto di turismo spaziale. Io non sono contraria, va benissimo. Però non sono queste le cose che alla lunga costruiscono un solido domani. Occorrono tre cose per realizzare una grande impresa: le idee, le persone, i finanziamenti. Quindi ci deve essere un beneficio da investimenti umani tanto ragguardevoli perché le imprese impegnative richiedono tante persone disposte a garantire pace e passione”.

Per le grandi sfide serve prima di tutto una formazione adeguata?
“La formazione viene dopo. La prima cosa da chiarire è la ricerca di valori per i quali siamo disposti a metterci in gioco. Bisogna ricreare uno spirito del passato e una volta capiti gli obiettivi da perseguire possiamo procedere. Nella vita le cose importanti sono poche, diceva mia mamma, e si contano sulle dita di una mano. A quel punto bisogna prepararci e la formazione è fondamentale; però deve essere affrontata in modo tale che tutti quelli che hanno capacità possano esprimerle. Se una classe di scuola elementare si ritrova completamente al liceo vuol dire che c’è stata una selezione sbagliata, non è prevalso il merito. Dobbiamo eliminare queste discrepanze perché altrimenti perdiamo talenti”.
Il nostro è un paese con risorse limitate, non si può investire in ogni direzione ed è opportuno scegliere ciò che di meglio dimostriamo di saper fare.
“È vero, ma siamo ben lontani oggi dalle condizioni precarie in cui ci siamo trovati dopo la Seconda guerra mondiale che ho vissuto direttamente. Se Dio vuole, anche se esistono ancora delle isole di povertà, tra le scelte da compiere c’è il mondo dell’informatica che governerà il nostro futuro. Forse non ci rendiamo conto, ma ora siamo in grado di trovare soluzioni a equazioni per le quali occorrevano prima paces spropositati. Sono figli dei calcolatori importanti risultati in tutti i settori, dalla biomedicina alla finanza, anche se talvolta sbaglia. In futuro sarà ancora più entusiasmante, soprattutto nella ricerca di base. Qui il mio sogno è di conquistare conoscenze di valore tanto dirompente da cambiare la nostra vita”. Nell’esplorazione spaziale è giusto concentrarsi sulla Luna e su Marte? “Io ero dell’idea che si puntasse direttamente su Marte. Sulla Luna che è vicina ci siamo stati dimostrando che siamo capaci. Quando un astronauta camminerà sulle sabbie seleniche non si sentirà lontano dalla Terra, non avvertirà l’isolamento che percepirà sul Pianeta Rosso dove andarci, però, è più stimolante. Con la Luna comunque impareremo ad andare su Marte in modo più sicuro, però da sola non risponde alle tante domande che ci poniamo sui pianeti. Advertisement esempio: che cosa è successo su Marte che in origine era un corpo celeste ricco d’acqua a trasformarsi nel luogo arido di oggi? E poi: c’period vita lassù? Io credo di sì e magari troveremo anche qualche bestiolina. Mi attraggono in modo particolare le fredde lune di Giove dove il problema dell’acqua è già risolto perché hanno addirittura laghi d’acqua sotto la coltre di ghiaccio. Insomma abbiamo tante mete affascinanti”.
I giovani oggi sono in grado di pensare a questi orizzonti?
“Intanto voglio ricordare con orgoglio di aver laureato al Politecnico 104 ragazze e il 14 per cento appartiene a famiglie di operai che hanno aiutato le loro figlie a studiare ingegneria. Mi rendo conto che sono eccezioni, non rappresentano completamente il mondo dei giovani d’oggi. Però è importante la loro presenza perché il loro impegno può influenzare altri. Purtroppo i nostri ragazzi sono bombardati da una comunicazione non solo enorme ma spesso fuorviante. Quindi saper scegliere ciò che è importante è un aspetto decisivo nell’educazione. Dobbiamo aiutarli a sviluppare il senso critico e non farsi abbagliare da grandi stupidaggini. I volonterosi ci sono ed è colpa nostra se non riusciamo a trasmettere bene i valori. Bisogna attempt loro una mano per raggiungere ciò che desiderano. Questo è anche il compito delle scelte politiche”.
I politici, appunto. Capiscono o ignorano le necessità dei giovani?
“Ho avuto la sfortuna di aver conosciuto la politica dopo il 1945 e quello che mi stupisce ancora oggi è la lungimiranza dei politici di allora, la loro volontà di ricostruire l’Italia, senza incoraggiare i rancori. Erano persone di coscienza e coraggio. Pensiamo alla decisione di realizzare l’Autostrada del Sole in un Paese ridotto alle macerie dopo una guerra perduta. Age la situazione peggiore. Però in quei momenti avevano in mente il bene del Paese. Oggi, tranne qualche personaggio, questo è l’ultimo dei loro pensieri. Quando ci siamo trasferiti ad abitare fuori Milano, a Trezzano sul Naviglio, mi offrirono di entrare in uno schieramento politico. Non l’ho fatto perché sono convinta che ciascuno debba fare le cose di cui è competente e poi non accetto i compromessi. La mia generazione ha un torto: quelli che avevano talento per fare politica hanno preferito creare un’industria lasciando il compito della politica e del futuro dell’Italia in mano a gente che non aveva le capacità”.
Ci sono ambizioni o obiettivi ancora da raggiungere nelle sue aspirazioni?
“Sì e alcune sono incompiute. Il pianoforte, ad esempio anche se suonavo discretamente. Poi mi rendo conto che la mia preparazione matematica si è bloccata e avrei dovuto approfondirla di più. Sono dispiaciuta, vedrò di recuperare in un’altra vita. Per la matematica ho sempre avuto una passione fin da piccola ed ero brava perché avevo intuizione. Mi ricordo che una volta una professoressa al liceo nella risoluzione di un problema ci aveva dato il risultato. Ma il mio era diverso dal suo e trovai dove lei aveva sbagliato. Glielo dissi e si arrabbiò molto. Ci sono poi gli autori classici. Quando rileggo testi latini mi rendo conto di come interpretassero bene l’animo umano che è rimasto sempre lo stesso, e mi rammarico di non averli coltivati. Avrei bisogno di tante vite”.
Non abbiamo parlato delle comete che l’hanno impegnata a lungo …
“Per me rappresentano la bellezza in assoluto. Quando Dio ha inventato una stella regalandole una chioma è stato bravissimo. Abbiamo ancora tante cose da imparare sulle comete. In me è prevalsa la passione di preparare le missioni necessarie per studiarle”.
La scienza nella nostra vita deve essere una conoscenza normale o eccezionale?
“Credo che in ciascuno di noi ci sia uno scienziato e la curiosità di trovare risposte e dovremmo farli emergere dal nostro intimo. Abbiamo bisogno di scienziati perché sono gli unici in grado di costruire qualcosa di utile alla società”.

2 dicembre 2021 (modifica il 2 dicembre 2021|17:07)

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