L’occhio secco è un problema in aumento, anche a causa dell’inquinamento da polveri sottili. «Il particolato agisce sull’occhio come talco, intaccando il film lacrimale – spiega Paolo Nucci, direttore della Clinica oculistica universitaria dell’Ospedale San Giuseppe di Milano -. Vietare l’accesso ai centri storici delle nostre città ai mezzi più inquinanti, come i bus turistici, e lavare frequentemente le vie più trafficate sono due semplici accorgimenti che potrebbero migliorare la qualità dell’aria, a beneficio anche dei nostri occhi». Il 20% dei pazienti che vanno dall’oculista e circa un anziano su tre lamentano sintomi riconducibili alla sindrome dell’occhio secco, ormai riconosciuta come vera e propria patologia. Un intenso fastidio indotto dalla luce, la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio e di vedere attraverso un parabrezza appannato sono i principali campanelli d’allarme di questa condizione, caratterizzata dal deteriorarsi del film lacrimale che ricopre la superficie oculare. A determinare il fenomeno, oggi in preoccupante aumento con i primi casi riscontrati tra i bambini, è anche la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Recenti studi attestano la corrispondenza tra maggiori livelli di inquinamento da polveri sottili PM10 e PM2,5 (che agiscono sull’occhio come talco, seccandolo) e recrudescenza dei disturbi oculari.

25 ottobre 2021 | 10:03

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