di Redazione Spettacoli

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha sanzionato la trasmissione radiofonica per il linguaggio irriverente: «Nuoce allo sviluppo fisico e psichico dei minori»

Ogni giorno, un milione di persone non si perde le due ore con Marco Mazzoli e il suo “Zoo di 105”. Il programma radiofonico — oltre ad essere il più seguito — è anche quello con il risaputo record di parolacce pronunciate: un linguaggio irriverente che è anche il tratto distintivo della trasmissione che ha debuttato nel 1999. Ma tra i fan dello show non c’è l’Agcom: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha messo infatti sotto la lente d’ingrandimento in particolare due puntate della trasmissione, quella del 26 ottobre e dell’11 dicembre 2020, riscontrando violazioni «di elevata entità» alle regole del Testo unico della radiotelevisione, oltre a 247 parolacce in quattro ore on air.

La sanzione

Per questo, la società a cui fa capo Radio 105 dovrà pagare una sanzione di 125mila euro quale risarcimento per quelle frasi che «risultano idonee a nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori e a turbare, pregiudicare, danneggiare i delicati complessi processi di apprendimento dell’esperienza e di discernimento tra valori diversi o opposti, nei quali si sostanziano lo svolgimento e la formazione delle loro personalità».

La replica

L’accusa non è rimasta nel vuoto. Dalla radio hanno fatto sapere che lo show è solo «un esempio non isolato di comicità grossolana imperniata sull’uso iperbolico di espressioni grezze, capaci di suscitare il riso». Niente di nuovo, insomma, secondo il network. Ma questa tesi non ha convinto l’Agcom: «L’accettazione di tale tesi, assolutamente soggettiva, giustificherebbe in ogni caso la diffusione di parolacce, turpiloquio, offese alla dignità della persona, messaggi di intolleranza e lessico omofobico». Non è la prima volta che la trasmissione attraversa dei guai: nel 2010 era già stata sospesa e multata, sempre per la troppa volgarità e le parolacce in diretta. Allora la decisione era stata presa dal Garante dell’Editoria e Mazzoli aveva replicato così: «Sono tra lo sconvolto e l’incredulo. Ci hanno sospeso e multato perché diciamo parolacce? Sono dieci anni che le diciamo e il Garante se ne accorge solo adesso? Non è lo Zoo che insegna le volgarità alla gente, ma è semplicemente lo specchio della nostra società. Lo Zoo parla come il popolo, pensa e dice quello che il cittadino vorrebbe gridare in faccia a chi ci governa».

27 ottobre 2021 (modifica il 27 ottobre 2021 | 11:53)

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