La favola di Mohamadou, scappato dal Mali a 13 anni
“Ho realizzato il sogno di diventare un pasticcere, di creare dolci, granite e gelati. Ho scoperto ad Acireale, nel mondo etneo, come con tecniche artigianali raffinate si possano creare delizie meravigliose per il palato utilizzando solo acqua, zucchero e frutta. In Sicilia ho trovato la mia realizzazione. Per il futuro il mio più grande sogno è quello di tornare nel Mali e creare lavoro per i giovani conterranei con gelati e granite”. Così Mohamadou Diallo, 25 anni, sintetizza al “Corriere della Sera” i sogni della sua vita, presente e futura, un’esistenza che ha trovato ad Acireale la sua meta. La storia del migrante del Mali divenuto esperto nella realizzazione di granite, gelati e pasticcini, è piena di umanità. Ed è anche importante perché fa comprendere sul piano concreto come la formazione di qualità possa cambiare l’esistenza delle persone.
La storia di Mohamadou Diallo
La svolta per Mohamadou Diallo è giunta grazie ai corsi di formazione professionale organizzati dalla “Fondazione del Fanciullo” della Diocesi di Acireale, guidata dal vescovo e vice presidente della Cei, Monsignor Antonino Raspanti. Durante questi corsi il giovane Diallo ha potuto conoscere il maestro Franco Patanè, esperto nella creazione di gelati, granite e dolci. Patanè ha tenuto corsi di formazione anche nel Nord d’Italia. Il giovane Mohamadou è rimasto affascinato dalle lezioni di Patané: “E’ stata come una rivelazione: il maestro Patané trasformava il ghiaccio in granite. Dava vita a gelati, creava dolci. Usando semplici elementi come acqua, zucchero e frutta dava e dà vita a delle cose molto gustose, un trionfo dei sapori. Ho scoperto la granita di Acireale, la granita del mondo etneo, un gusto unico. Seguendo i suoi corsi ho avuto come un’ illuminazione: volevo diventare un creatore di gelati, granite e dolci”.
Il sogno con il maestro Patané
Ed il sogno si è realizzato pienamente, al punto che il maestro Franco Patané a maggio del 2021 ha aperto una nuova impresa assieme ad altri soci nel cuore di Acireale, ed ha assunto nella start-up (gelateria) “Riso Paradiso” come collaboratore Mohamadou Diallo, premiandone il talento e la buona volontà. Mohamadou lavora come creatore di gelati e granite, e come pasticcere. Alla sua giovane età si è affermato in una delle capitali siciliane dei dolci e delle granite. Lavora al fianco del maestro Patané e continua ad imparare da lui. Mohamadou dice: “Patané è una persona che stimo molto. Lui, sua moglie Marina, la figlia Rosaria mi fanno sentire come in famiglia. E tutti i miei colleghi sono fantastici”. Diallo sottolinea: “I corsi di formazione organizzati dal vescovo Raspanti mi hanno cambiato la vita. Hanno fatto nascere in me nuovi obiettivi lavorativi. Monsignor Raspanti è anche venuto nel laboratorio della gelateria-pasticceria a trovarci, è una persona dal grande valore umano”.
La formazione
Grazie alla filosofia sociale del vescovo Raspanti ed ai corsi della formazione della “Fondazione del Fanciullo” vengono premiati lavoro e talento. E persone giovani e meno giovani, italiani e stranieri trovano lavori qualificati in diversi settori. Il giovane Mohamadou racconta di essere felice di lavorare ad Acireale ma la sua storia a lieto fine ha avuto in passato fasi molto difficili. A soli 13 anni è partito dal Mali ed è iniziata la sua odissea. Ha attraversato il deserto, è rimasto un anno e mezzo in Libia. Spiega: “Sono stati periodi drammatici, non solo l’attraversata del deserto ma l’anno e mezzo passato in Libia. Ricordi terribili. Più volte ho perso la speranza, poi però si riaccendeva una luce”. Dopo un anno e mezzo di attesa in Libia, il viaggio in mare. “In due giorni su di una imbarcazione, con 95 persone a bordo, ho attraversato il Mediterraneo e sono sbarcato a Pozzallo. Ricordo le onde spaventose, non avevo mai visto nulla del genere in vita mia. Il viaggio l’ho affrontato da solo, a 13 anni, in vista di un futuro migliore, di una realizzazione nel lavoro”. Giunto in terra siciliana, è stato a Pozzallo tre mesi, poi nel Cara di Mineo (un anno e mezzo). A Catania ha seguito la scuola d’italiano per gli stranieri. Iniziava anche a lavorare per piccoli periodi. Una fase importante è stata la scuola media. Lo ha aiutato ad integrarsi in maniera più efficace. Ha lavorato tre anni a Santa Venerina (in provincia di Catania) nella ristorazione.
La nuova vita e il futuro
Una fase di grande impegno, lavoro e studio a scuola e nei corsi professionali. Così ricostruisce i sacrifici che ha compiuto: “Mi ha incoraggiato la mia professoressa d’italiano, Giovanna Pagana, a seguire i corsi professionali. La mattina mi alzavo alle 4, lavoravo, poi alle 9 mi spostavo da Santa Venerina ad Acireale per seguire i corsi di formazione del maestro Franco Patanè organizzati dalla “Fondazione del Fanciullo”. Poi mi spostavo nuovamente ed andavo a scuola, dalle 16 alle 18. Per un anno alle 18 andavo anche a scuola guida. E dalle 19.30-20 fino alle 1.00 di notte lavoravo in un ristorante. Mi ero prefisso degli obiettivi e li ho raggiunti tutti, con buona volontà e determinazione”. Quegli sforzi lo hanno portato all’incontro con il maestro Patanè che è divenuta la svolta lavorativa. Per il futuro Mohamadou ha un nuovo grande sogno, quello di tornare nella sua terra natia. Non solo per aprire un locale tutto suo ed aiutare i suoi dieci fratelli, ma far conoscere ai giovani africani come utilizzare acqua, zucchero e frutta per realizzare gelati e granite, e creare lavoro. Il giovane pasticcere conclude: “In Africa servirebbero maestri come Franco Patané che svelino le tecniche per creare cose meravigliose. Nel mio piccolo intendo provarci. Vorrei che i miei conterranei si realizzassero in Mali senza dover affrontare drammatici viaggi nel deserto sino alla Libia e poi in mare aperto”.
13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 17:09)
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Tim, Pietro Labriola amministratore delegato. Avanti tutta sul piano industriale
Pietro Labriola è il nuovo amministratore delegato di Tim. E manterrà anche l’incarico di Direttore Generale conferitogli dal Consiglio lo scorso 26 novembre, rimettendo agli organi sociali della controllata Tim Brasil il mandato di consigliere di amministrazione e di ceo.
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“Sono molto onorato di assumere questo incarico, essendo legato all’Azienda da oltre 20 anni – commenta Pietro Labriola – Il mio obiettivo è far esprimere all’intero Gruppo il suo potenziale, valorizzando gli asset nell’interesse di tutti gli azionisti. Le sfide e le opportunità che abbiamo davanti richiedono coesione da parte di tutti gli stakeholder. Sono grato per la fiducia che il Consiglio mi sta dando. Ringrazio i colleghi brasiliani per i risultati brillanti che abbiamo raggiunto insieme e i colleghi italiani per quello che faremo”.
“La nomina di Pietro Labriola ad Amministratore Delegato del Gruppo Tim è per me e per l’intero Consiglio motivo di grande soddisfazione – sottolinea il Presidente Salvatore Rossi -. Grazie alla competenza e all’attenzione ai risultati che lo caratterizzano, il nuovo ceo saprà accompagnare Tim nel suo percorso di sviluppo, valorizzando il ruolo decisivo che il nostro Gruppo deve avere nella crescita economica, digitale e sociale del Paese”.
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