Il voto per il Quirinale a Montecitorio nell’era Covid

Il voto per il Quirinale a Montecitorio nell’era Covid

di Virginia Piccolillo

L’’addio ai catafalchi e i limiti durante le sedute. Duello sul voto a distanza degli elettori positivi

Mancano dieci giorni al voto per l’elezione del Capo dello Stato ma se si votasse domani tra i Grandi elettori ci sarebbero 44 assenti giustificati tra Camera e Senato. Per questo ieri la questione del voto in era Covid è stata sollevata in capigruppo. Con una proposta: far votare tramite le prefetture chi sarebbe obbligato a stare chiuso in casa. Una questione che ha molto appassionato il centrodestra. Forse non estranea al fatto che per ottenere i 505 voti, necessari dalla quarta votazione in poi per salire al Quirinale, ogni singola assenza può essere un problema. Per questo si è discusso sul voto “a casa”. Opzione avversata da Pd, Italia Viva e Movimento Cinque Stelle.

Al presidente della Camera, Roberto Fico, che ospiterà l’elezione, è stato chiesto un approfondimento. Ma in realtà lo aveva detto già dall’apertura della capigruppo: «Con questo quadro normativo non si può votare fuori dal Parlamento». Serve una norma, quindi, che possa superare il Dpcm sul super Green Pass, all’ordine del giorno proprio in questi giorni in Parlamento.

L’autodichìa, che consente al Parlamento di regolare se stesso, vale solo al suo interno. Fuori resta l’obbligo di quarantena e di super green pass, che non consente ai parlamentari no-vax che vivono nelle isole di prendere traghetti o aerei per venire a votare, altra questione sollevata.

(Il Corriere ha una newsletter dedicata all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Si chiama Diario Politico, è gratis, e per iscriversi basta andare qui )

Deroga al super green pass o meno, il 24 inizierà la chiama. Partirà dai senatori a vita, poi entreranno i senatori in ordine alfabetico:da Abate Rosa Silvana del gruppo Misto a Zuliani Cristiano della Lega. Quindi i deputati da Acunzo Nicola (gruppo Misto) a Zucconi Riccardo di Fratelli d’Italia. Infine i delegati delle Regioni. A scaglioni. Cinquanta alla volta, e con assistenti e personale nell’aula arriveranno a essere un massimo di duecento persone.

Non voteranno più nel consueto catafalco ma in quattro diverse cabine, una adatta ad elettori disabili, allestite ad hoc senza tendaggi per favorire l’aereazione ma capaci di mantenere lontano dagli sguardi il voto segreto. Ancora da stabilire come sarà fatta la nuova «insalatiera», come viene definita l’urna in cui i parlamentari depositano la scheda del voto. Ci sarà un solo scrutinio al giorno (il tempo tecnico stimato è di almeno 5-6 ore) anche se non viene escluso, ma al momento non è una soluzione presa in esame, che si possa successivamente optare per due scrutini.

Ma al momento del giuramento del nuovo capo dello Stato i 1008 Grandi elettori — che con le suppletive di domenica prossima per il seggio lasciato libero da Roberto Gualtieri diventeranno 1009 — rientreranno tutti insieme nell’emiciclo di Montecitorio. Per questo, onde evitare contagi, saranno tutti sottoposti a tampone antigenico di ultima generazione, ciascuno nella propria Camera di appartenenza, presto nella mattinata, per avere l’esito in tempo utile per la cerimonia. E nel Transatlantico dal 24 gennaio torna la stampa, con Ffp2.

È previsto il solo intervento del nuovo presidente della Repubblica, con un tempo massimo stimato in 40-50 minuti. Ventuno salve di cannone del Gianicolo saluteranno l’elezione del nuovo capo dello Stato che, al suo arrivo a Montecitorio, sarà accolto da Carabinieri in alta uniforme.

Ventuno bandiere e drappi rossi orneranno l’aula per il saluto del neo presidente alla Nazione che, all’ uscita, riceverà gli onori dai Corazzieri. In piazza Montecitorio ascolterà l’inno di Mameli, passando in rassegna il reparto d’onore schierato con bandiera e banda. Quindi, sulla Lancia Flaminia 355 decappottabile con il presidente del Consiglio ed il segretario generale del Quirinale, andrà a rendere onore all’Altare della Patria e, da lì, al Quirinale, scortato dai Corazzieri a cavallo e dai motociclisti. Riceverà gli onori militari. Poi salirà allo studio alla vetrata dove avrà un colloquio con il presidente uscente che gli consegnerà la massima onoreficenza: il collare di Gran Croce decorato di gran Cordone. Infine, nel salone dei Corazzieri farà un intervento alla presenza dei vertici delle istituzioni e dei leader politici.

Ma in questi giorni di incertezza sembra un giorno ancora molto lontano.

13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 22:35)

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L’Iss: «Anche chi non ha sintomi va sempre conteggiato tra

L’Iss: «Anche chi non ha sintomi va sempre conteggiato tra

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini

Le Faq pubblicate sul sito ribadiscono la necessità per monitorare l’andamento della pandemia

«La sorveglianza dovrebbe includere tutti i positivi»: è questa la linea dell’Istituto superiore di sanità. Alla vigilia della riunione del Cts che darà un parere sul cambio del bollettino quotidiano sul Covid 19 l’Iss ha pubblicato le Faq – risposte a domande frequenti – proprio per ribadire «l’importanza di monitorare i casi attraverso la sorveglianza» che non deve essere «confusa con i criteri con cui si decidono le indicazioni per casi e contatti». E sintetizza «le principali risposte relative alle definizioni di caso ai fini della sorveglianza epidemiologica e alle modalità per definire le misure di auto-sorveglianza, quarantena e isolamento».

1)Perché la definizione di caso di sorveglianza deve contenere i positivi e non solo i casi con sintomatologia più indicativa di COVID-19 (sintomi respiratori, febbre elevata, alterazione gusto e olfatto etc.)?

«L’infezione da SARS-CoV-2 da una sintomatologia variegata e in evoluzione anche per la comparsa di nuove varianti virali che interagiscono in modo spesso diverso con il nostro organismo. Questo rende molto difficile riconoscere clinicamente un’infezione sintomatica da SARS-CoV-2 in assenza di una conferma di laboratorio. L’esperienza ha dimostrato, inoltre, che la maggior parte delle infezioni, in particolare nei soggetti vaccinati, decorre in maniera asintomatica o con sintomatologia molto sfumata. Non sorvegliare questi casi, limiterebbe la nostra capacità di identificare le varianti emergenti, le loro caratteristiche e non potremmo conoscere lo stato clinico che consegue all’infezione nelle diverse popolazioni (es. per età, stato vaccinale, comorbidità). Inoltre, non renderebbe possibile monitorare l’andamento della circolazione del virus nel tempo e, di conseguenza, i rischi di un impatto peggiorativo sulla capacità di mantenere adeguati livelli di assistenza sanitaria anche per patologie diverse da COVID-19».

2)È vero che a livello europeo l’ECDC ha cambiato recente la definizione di caso utilizzata per la sorveglianza delle infezioni da SARS-CoV-2 e/o dei casi di malattia COVID-19?

« No. La definizione di caso utilizzata per la sorveglianza è la stessa dal dicembre 2020 ed è disponibile on-line sul sito del Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie – ECDC (https://www.ecdc.europa.eu/en/covid-19/surveillance/case-definition). In un’ottica di ritorno alla normalità dopo la fine dell’emergenza pandemica, l’ECDC ha suggerito in un documento del 18 ottobre 2021 (https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/covid-19-surveillance-guidance) una futura transizione a un sistema di sorveglianza sindromico, simile a quello che si usa attualmente per l’influenza.

3)Ma la definizione di caso utilizzata nella sorveglianza epidemiologica definisce le misure di auto-sorveglianza e quarantena?

«No. La definizione di caso utilizzata per la sorveglianza epidemiologica nazionale non comprende i contatti dei casi confermati e la stessa sorveglianza non ne monitora l’andamento nel tempo. Pertanto, la definizione di caso usata in sorveglianza non riveste alcun ruolo nel definire le misure di auto-sorveglianza e quarantena. A riprova di questo, l’ECDC il 7 gennaio 2022 ha aggiornato le proprie indicazioni relative a quarantena e isolamento (https://www.ecdc.europa.eu/en/covid-19/prevention-and-control/quarantine-and-isolation) senza modificare la definizione di caso usata per la sorveglianza epidemiologica».

4)La definizione di caso utilizzata nella sorveglianza epidemiologica definisce le misure di isolamento?

«No. Sebbene esse abbiano in comune una esigenza di conferma diagnostica che si avvale di test antigenici e molecolari, un caso positivo secondo la definizione della sorveglianza viene valutato in base ad una serie di criteri, riportati nella circolare del Ministero della Salute del 30 dicembre 2021, per definire le diverse modalità di isolamento».

13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 21:32)

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Truffe web, green pass falsi e mazzette: i trucchi del

Truffe web, green pass falsi e mazzette: i trucchi del

di Goffredo Buccini

Quando le fiale erano poche si saltava la fila, adesso è l’opposto. Ma resta la tendenza a buggerare il prossimo

Il dentista di Biella ha fatto scuola: magari al di là delle sue intenzioni, visto che negli studi di Non è l’Arena ha tentato di spiegare come quel suo offrire una spalla di silicone alla siringa del vaccino fosse solo… «una provocazione». In talune chat di Telegram il fantasioso Guido Russo pare assurgere a un ruolo da eroe eponimo dei furbacchioni: «Secondo voi mi scoprono col finto braccio?», «Un po’ goliardica come mossa, ma nella vita serve tentare», meditano i suoi discepoli digitali. E nell’incattivita Italia della pandemia tanti vanno ben oltre i trucchi da Cagliostro antivaccinista, come il giovanotto di Fasano che s’è presentato nell’hub pugliese porgendo direttamente una bustarella all’infermiere. «Tentare, tentare, tentare» è il nuovo mantra di chi, indifferente alla salute del proprio vicino, prova ad aggirare le norme sul green pass o sulla quarantena, come dimostra, solo nell’ultimo mese (dal 6 dicembre all’8 gennaio), il lavoro delle forze di polizia: 11.480 persone sanzionate, 454 denunciate, 5.491 locali multati, 371 chiusi.

Una brutta Italia

Ma è da un anno a questa parte che le indagini svelano un Paese, si spera minoritario, lontano dai rassicuranti poster dell’infermiera con la mascherina che culla lo Stivale come una mamma: è il Malpaese di chi butta via il vaccino e intasca mazzette, di chi fabbrica fasulli certificati, di dottori infedeli e avidi sensali, truffatori informatici e paranoici utenti disposti a tutto pur di scansare la temuta iniezione. È un’Italia di profittatori di sciagure, che radica il suo Dna tragico e grottesco in quella dei borsari neri raccontata da Eduardo ma, a differenza degli sventurati protagonisti di Napoli Milionaria, non è spinta dalla fame della guerra, piuttosto dall’ingordigia per la vacanza esotica o per la settimana bianca come status. Quella dove perfino un contatto con la malavita fa premio in chat («io avrei un amico camorrista…») quale possibile accesso a una inesauribile filiera di contraffazione.

Saltare la fila

Questa brutta Italia non è affatto prerogativa esclusiva dei no vax. I Nas dei carabinieri nella prima fase della campagna vaccinale ne hanno smascherato una, in fondo, uguale e contraria: tra gennaio e giugno 2021, quando il vaccino era per molti un bene scarso, hanno denunciato alle Procure 1.562 persone che s’erano procacciate l’iniezione senza averne diritto. Insomma, troviamo un curioso passaggio di testimone tra le due stagioni del nostro calvario, la prima segnata dagli ipervaccinisti e la seconda dagli antivaccinisti, avvinti tuttavia da un comune denominatore italico: l’insopprimibile tendenza a buggerare il prossimo che pare, ahinoi, unificare Nord e Sud. Sicché, a gennaio 2021, ecco in un ospedale del Trapanese 48 impazienti furbastri (impiegati comunali, vigili e medici in pensione) sopravanzare gli altri; così come i 21 salta-fila di una Rsa di Torino a marzo e i 20 ansiosi «parenti e amici» immunizzati a dosi di Pfizer in una Usl di Cagliari assai sensibile alla mozione degli affetti. In questa umanità allergica alle regole spiccano per particolare deficit etico i 360 medici, farmacisti, infermieri colti a esercitare la professione pur non essendo vaccinati (145 dei quali perfino già sospesi dal loro Ordine). Poi, l’estate 2021 rovescia le tendenze. I vaccini ci sono per tutti, facili e abbondanti: cambia così la platea degli irregolari, e al favore familistico e clientelare (per vaccinarsi senza diritto) si sostituiscono spesso la corruzione o il falso (per ottenere certificati senza vaccinarsi).

I due metodi

Le modalità di azione sono due. La prima è, diciamo così, più tradizionale. Da Palermo ad Ancona, da Ravenna ad Ascoli, ecco medici che fanno carte false (taluni così notoriamente «disponibili» da essere raggiunti persino da comitive venute da altre Regioni) e infermieri che, dietro compenso, svuotano la siringa nella garza e simulano l’iniezione. Le mazzette vanno dai 200 ai 500 euro. L’infermiera di un hub palermitano e i suoi amici intascavano, secondo l’accusa, 400 euro a colpo. In galera è finito anche un capo no vax, Filippo Accetta, già masaniello degli ex detenuti disoccupati: nel 2006 s’era incatenato in mutande davanti al Comune, poi vagheggiava di correre con la Lega (esibendo l’immancabile foto con Salvini nel santino), ora sostiene di essere solo spaventato dal vaccino ma bisognoso del green pass dovendo pur lavorare (ha moglie e figli).

Tengo famiglia

Tengo famiglia è una variante non priva di appeal anche per il ventisettenne Zeno (nulla a che vedere con la più famosa Coscienza), al secolo Gabriele Molgora: vocabolario che denuncia la cattiva qualità della nostra scuola, influencer antivaccinista e ideatore dei 16 cortei che hanno flagellato i commercianti di Milano, s’è inguaiato per un giro di green pass (lui sostiene di averli diffusi online gratis, per denunciare il fenomeno). Esibendo un conto corrente di un euro e 64 centesimi, ha aperto dunque una sottoscrizione «per pagare avvocati per Daspo, denunce ecc. e soprattutto per far star bene mia figlia». Come dargli torto?

Raggiri 2.0

La sua storia ci introduce nella seconda e più moderna modalità di raggiro: il web. Telegram è una specie di prateria per guardie e ladri, per una chat bloccata dalla polizia postale ne spuntano altre dieci. Secondo il sito di sicurezza digitale Security Open Lab, i venditori di green pass falsi sono circa 10 mila, gli iscritti ai gruppi online 300 mila, la quotazione in Italia è di 150 euro a certificato, in criptovaluta (girano pacchetti famiglia da 500 euro). A un milieu ben più tradizionale, sospettano i pm, si sarebbe rivolto invece il volto più popolare di questa stagione, Pippo Franco, «pensatore scomodo» secondo qualche apologeta. Reduce da un drammatico flop alle Comunali di Roma (37 voti) accanto al candidato di destra Michetti, lo spirito guida del Bagaglino ha subìto l’onta di vedersi ritirare il green pass. Sostiene di poter rovesciare le accuse con un sierologico che dimostri l’effettiva vaccinazione. E noi ce lo auguriamo con lui, gravato anche da un figliuolo così devoto da promettere ceffoni ai giornalisti e da un legale condannato per concorso esterno, scelto certo per garantismo o amicizia. Si tratta di aspettare che passi la nottata: pur col fondato timore che nel Paese dove arrangiarsi è un’arte, dopo una nottata, ne arrivi un’altra.

13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 22:40)

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Cybersecurity, in Italia servono 100mila esperti. Talent Garden e Var Group inaugurano il Deep Bootcamp

Cybersecurity, in Italia servono 100mila esperti. Talent Garden e Var Group inaugurano il Deep Bootcamp

In Italia servono 100mila esperti di cybersecurity: è questa la stima dell’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza. Risponde all’”emergenza” il nuovo Deep – Cybersecurity Bootcamp, percorso di formazione lanciato da Talent Garden e Var Group, che apre anche a spcialisti di altri settori e mette a disposizione 25 borse di studio. Per accedere alla selezione del 4 febbraio i candidati dovranno inviare la richiesta entro il 30 gennaio. Il corso, con frequenza ibrida digitale-fisico, inizierà il 28 febbraio con una full immersion di 14 settimane guidata da 5 diversi docenti e l’utilizzo di strumenti avanzati.

Come si svolge il corso

Il progetto di formazione – l’ultimo in ordine di tempo nato dalla partnership tra i due player – si svolgerà principalmente online con due appuntamenti in presenza di Capture The Flag, che si svolgeranno nei campus Talent Garden di Milano o Roma. Gli iscritti avranno la possibilità di utilizzare la piattaforma di apprendimento Cybint Solution, società Ed-Tech israeliana specializzata.

27 Gennaio 2022 – 15:00

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In particolare, Var Group fornirà la consulenza degli esperti informatici di Yarix, divisione Digital Security del Gruppo, e darà la possibilità a 25 candidati meritevoli di accedere a una borsa di studio. Le iscrizioni al challenge day sono aperte fino al 30 gennaio per tutti coloro che hanno i requisiti richiesti in termini di motivazione e talento e senza limitazioni di posti.

A chi è aperto il Deep Cybersecurity Bootcamp

Il Deep Cybersecurity Bootcamp non si rivolge solo a esperti informatici ma a professionisti di ogni settore dotati, si legge in una nota, “di curiosità e spiccata predisposizione alla logica”. Tra i background ideali anche i laureati in giurisprudenza e gli avvocati che vogliono intraprendere un percorso di formazione digitale acquisendo metodologie, strumenti e soft skills legate alla cybersecurity. Uno dei moduli del corso sarà infatti incentrato sulla gestione del rischio legale correlato alle minacce di attacchi cyber e al data protection che, insieme all’implementazione di un sistema di resilienza a tali aggressioni, rappresenta un servizio fondamentale per le organizzazioni pubbliche e private. Particolarmente indicati come background anche Scienze Politiche, Criminologia, Psicologia ed Economia.

Il gap italiano in sicurezza informatica

“Da sempre guardiamo al valore delle community, puntando sulla formazione digitale come leva per generare nuovi talenti e aiutare le imprese e professionisti nella trasformazione digitale – dice Davide Dattoli, founder e Presidente di Talent Garden –. C’è un grande gap di professionalità in sicurezza informatica, che mette a rischio aziende, PA e l’intero Paese. Noi, come operatori del sistema dell’education, abbiamo colto questa grande sfida, strutturando un corso di formazione che per tematiche affrontate e qualità dei docenti permetterà di formare esperti di sicurezza con solide competenze tecniche in uno dei settori più strategici, contribuendo così a creare una cultura della sicurezza informatica nelle aziende e nella società e offrendo agli iscritti un concreto elemento su cui costruire la propria carriera”.

“La crescente digitalizzazione ha portato nuovi rischi per le imprese e la PA, che hanno registrato nel 2021 un impressionante numero di minacce…

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Berlusconi e la corsa al Quirinale: «Mi tradiranno in pochi,

Berlusconi e la corsa al Quirinale: «Mi tradiranno in pochi,

di Paola Di Caro

Quirinale, lo storico consigliere del Cavaliere auspica un clima di condivisione e dice «no a differenze di parte». Renzi: sono d’accordo con lui, elezione entro il 28 gennaio

Alla vigilia del vertice che si terrà oggi alle 14, presenti tutti i leader del centrodestra, la linea è «compattezza, la partita a scacchi è ancora lunga» e a guidarla sarà Berlusconi. Che continua a «coltivare il suo sogno» di potercela fare, ma che non farà mosse azzardate come annunciare la sua candidatura a 10 giorni dal voto per l’elezione del presidente della Repubblica.

Quello che ha fatto invece, mercoledì sera, è stato chiarirsi sia con Giorgia Meloni che soprattutto con Matteo Salvini , per capire a che gioco la Lega stesse giocando. L’alleato lo ha rassicurato, ma per farlo in modo ufficiale ha aspettato ieri mattina, quando dopo aver visto come i giornali avevano letto i messaggi leghisti (uno stop a Berlusconi), ha diramato una nota per definire «inaccettabili» i veti sul Cavaliere.

(Il Corriere ha una newsletter dedicata all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Si chiama Diario Politico, è gratis, e per iscriversi basta andare qui )

Era il minimo, in vista del summit di oggi. Perché comunque finisca, che si sottoponga alla prova dei numeri alla quarta votazione o apra ad altre ipotesi, oggi il centrodestra deve «essere unito» sul suo nome: «Me lo devono — continua a ripetere — pretendo un atto di lealtà». Un atto che, dice in queste ore, se andrà a buon fine «converrà a tutti: a chi non vuole andare a votare subito, a chi intende governare se vinceremo le elezioni e solo con me avrà la certezza di essere nominato premier e garantito in Europa, a chi vorrà ristrutturare il centrodestra senza la mia presenza, sia in FI che fuori».

Oltre a chiedere garanzie sui numeri prima di sottoporsi a un voto, gli alleati poco potranno opporre. Anche gli agitati centristi, per Berlusconi con pochissime carte in mano e pronti ad allinearsi per mancanza di alternative. Perché, dicono gli azzurri, se «salta il patto sul sostegno a Berlusconi, salta tutto il centrodestra».

Restano però i problemi. E a rappresentare plasticamente il tutto è arrivato in mattinata l’auspicio di Gianni Letta, a margine della camera ardente per David Sassoli, per un’elezione in un clima «condiviso» come quello che ha caratterizzato la commemorazione per la morte del presidente del Parlamento Ue: «Bisogna guardare agli interessi del Paese e non alle differenze di parte». Uno stop a Berlusconi? Raccontano che il consigliere di Berlusconi, che comunque è tra chi più consiglia cautela all’ex premier, abbia passato due ore ieri mattina a villa Grande, e «non c’è dissidio» giura Gasparri. Ma il punto è cruciale: si può votare un presidente della Repubblica in un muro contro muro? Secondo Matteo Renzi no, tanto che il leader di Iv coglie la palla al balzo al balzo e si dice «d’accordo con le parole di Letta, Gianni» e prevede un’elezione il «27, massimo 28 gennaio», le prime due a maggioranza assoluta.

Ma Berlusconi, che secondo Sgarbi «ha parlato con Renzi», non demorde: secondo lui, «pochissimi» lo tradiranno; il fronte avversario, poi, non ha armi: «Se ci presentiamo compatti, anche se loro disertassero la quarta votazione, per quanto potrebbero rifiutarsi poi di presentarsi?».

E poi c’è il fronte internazionale. Le parole del capogruppo del Ppe Weber, che ieri Berlusconi ha ricevuto a cena a Villa Grande, sono un endorsement non banale: «È importante per noi avere un presidente della Repubblica del Ppe, soprattutto dopo l’addio della Merkel», gli ha detto in privato. E il Cavaliere lunedì andrà a Strasburgo per votare il presidente del Parlamento europeo (esponente del Ppe) e magari ottenere altre benedizioni. In attesa, dicono i suoi, di chissà quale altro «colpo di scena». Che ci sarà, comunque finisca la partita.

13 gennaio 2022 (modifica il 14 gennaio 2022 | 11:08)

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