Alla «Vergani cup» la giovane promessa italiano stava battendo il quotatissimo maestro Nigel Short quando a un tratto dal suo zainetto ha squillato il cellulare. Era solo la sveglia ma le regole sono tassative: il portatile deve essere spento
Chi osservava i due sfidanti, divisi solo dalla scacchiera, vedeva un ragazzino di 14 anni che mossa dopo mossa metteva all’angolo il gran maestro Nigel Short, vicecampione del mondo. I presenti erano increduli. «Ero partito in svantaggio, poi sono andato in vantaggio, lui ha fatto un errore, sentivo che avrei potuto vincere, mancava poco». L’avventura di Lorenzo Candian, fino a quel momento, era molto simile a una favola ma la sfortuna si è messa di traverso: il telefono che teneva nello zainetto ha suonato. «Era la sveglia programmata per le lezioni di scacchi» racconta con una tristezza che proprio non va via. Per colpa di quella piccola dimenticanza il genietto degli scacchi di Treviso è passato da una vittoria quasi certa a una sconfitta a tavolino: nei tornei internazionali il cellulare va spento.
«All’inizio ero un po’ agitato, ma non così tanto — racconta di quel 3 gennaio alla Vergani Cup di Cattolica —. Mi è piaciuto giocare contro di lui, era una bella sfida. Erano trascorse due ore e mezza quando ho sentito una sveglia. Ci ho messo un po’ a capire che era il mio telefono, l’ho preso dallo zaino e l’ho spento. Ma Nigel è andato a dirlo all’arbitro e mi hanno dato persa la partita. Ci sono rimasto molto male». Solo che la storia di quella incredibile partita, del vicecampione del mondo che rischiava di perdere contro un ragazzino, è volata su tutte le chat e i siti del settore: ne parlavano tutti. Qualcuno però ha provato a insinuare che si fosse fatto aiutare da un computer. «Mi è dispiaciuto quando ho letto quelle cose, ho solo studiato tanto — risponde Lorenzo —. Perché dovrei barare? Che felicità c’è? E anche il mio avversario poi ha detto che non era vero, che io non ho mai barato».
Lorenzo Candian gioca a scacchi da quando ha 8 anni: papà Matteo voleva dargli un’alternativa alla Playstation ma si è accorto presto che il figlio aveva stoffa. È un ragazzino concentrato e appassionato, si allena tutti i giorni, dopo i compiti di scuola oppure on line e il suo eroe è Bobby Fisher. «Amo gli scacchi perché sono uno sport intelligente, e poi mi piacciono le cose difficili» sorride. Quella partita rimasta a metà gli ha lasciato un po’ di amaro in bocca e così, con i genitori e il circolo di scacchi Regina Cornaro di Asolo ha deciso di sfidare nuovamente Short. «Lo inviteremo in Italia per un altro duello — annuncia —. Adesso è questo il mio sogno. Alla fine credo che accetterà perché se rifiutasse di giocare con uno del mio livello… Insomma, non farebbe una bella figura». Lorenzo vuole la rivincita.
13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 21:59)
Gli screzi con Ganz e il passaggio dal Milan alla Fiorentina dell’attaccante con più di 260 reti in carriera. Così il mercato non è più solo una questione di uomini
A Valentina piace il calcio in ogni sua espressione («Guardo tutte le partite di tutti i campionati»), giocare alla Playstation, andare al cinema, la musica di Vasco Rossi («Ma a ballare sono negata»), i tatuaggi: «Quando avevo 18 anni ho provato a tatuare mio fratello Davide, che ne ha due meno di me: gli ho disegnato una coccinella che è sparita dopo una settimana, ancora mi chiedo perché. Poi gli ho tatuato il fungo di Super Mario, gli ho fatto malissimo però quello è rimasto».
I complimenti di José Altafini
A Valentina Giacinti da Trescore Balneario (Bergamo), 28 anni, la bomber dal piede caldo appena passata in prestito dal Milan di Maurizio Ganz (prima rossonera a sfondare la barriera delle 50 segnature in Serie A: 55) alla Fiorentina di Patrizia Panico, soprattutto, piace fare gol: più di 260 reti in carriera, 16 in Nazionale, quattro solo all’Inter nel derby del 28 marzo 2021 come Josè Altafini (Milan-Inter 5-3, correva il 27 marzo 1960), l’antenato gentiluomo che si è complimentato di persona: «Brava Vale, sono felice che tu abbia eguagliato il mio record, ma adesso ne devi fare quattro alla Juve».
Con la maglia viola
Succederà con la maglia viola n.19, forse, non più con quella rossonera n.9, perché Giacinti è il colpo del mercato invernale femminile, il primo che porta le trattative delle ragazze sui giornali, certo non con il clamore di Lorenzo Insigne a Toronto però con dribbling di cordoglio social del tifo. Gli ultrà del Milan non si danno pace: ci mancherai, devi tornare, la invocano su Twitter, e non è detto che non succeda perché il prestito a Firenze scade a fine campionato e Valentina è legatissima al Milan («Il significato che questi colori hanno per me non sbiadirà mai» ha scritto su Instagram) però lo strappo è stato netto e la ferita deve cicatrizzare.
Nata attaccante
«Nasco attaccante, fare gol è un istinto naturale. Da bambina la mia gioia più grande era centrare il vaso in salotto: i miei mi sgridavano, ma io ero felicissima». L’attaccante del cuore è Marco Van Basten, conosciuto da grande in un tumulto di emozioni; l’idolo d’infanzia, nonostante fosse tifosa bergamasca, Bobo Vieri. Oggi le dicono che somiglia al 9 rossonero per eccellenza, Pippo Inzaghi, a cui ruberebbe volentieri il segreto dell’esultanza: «Rabbiosa ma con il sorriso sulle labbra. E poi come faceva a galleggiare sempre sulla linea di fuorigioco. Chi guardava? Che riferimenti aveva?». Lei, Valentina, di punti fissi ne ha due: «Mio papà, che a 5 anni mi portò a San Siro per un Milan-Juve, e nonna Valeria, 83 anni: ogni domenica a Borgo di Terzo, dove vive, cucina la polenta e si piazza davanti a Sky. Se ho perso, poi, prova a consolarmi: Vale, su, vincerai la prossima volta… E io: nonna, il calcio non funziona così, abbiamo perso tre punti, macché prossima volta!». Ogni gol, però, è dedicato a Riccardo, il nonno che non c’è più: «È sempre stato il mio più grande tifoso: feci giusto in tempo a portargli in ospedale la mia maglia prima che se ne andasse».
Patrizia, il modello da seguire
La Fiorentina è un’avventura nuova, un corso di apprendimento veloce alla scuola di Patrizia Panico, leggenda del calcio donne (quasi 600 reti in carriera, 14 volte capocannoniere in campionato: «È sempre stata il mio modello, voglio crescere grazie ai suoi insegnamenti»), il totem a cui appendere un trasferimento ormai necessario una volta sfumata l’ipotesi del passaggio definitivo alla Roma di Alessandro Spugna, seconda in classifica dietro la Juve.
Lo sguardo rivolto all’Europeo in Inghilterra
La convivenza al Milan tra Giacinti e Ganz, ormai, era diventata difficile: l’allenatore, che per Valentina stravedeva, si era sentito offeso dalla vena polemica e dalle critiche del neo acquisto Veronica Boquete, cui la bergamasca aveva dato — anche secondo la società — troppo credito. Risultato: Boquete fuori rosa subito, fascia di capitano tolta a Giacinti, sempre più lontana dall’anima di un Milan che il direttore dell’area tecnica Paolo Maldini ha confermato nelle mani di Ganz anche dopo il tracollo nel derby. E per chi non è d’accordo, quella è la porta. A Firenze, oltre che una bella casa in centro e lunghe passeggiate per scoprire una città che non conosce, Valentina Giacinti ritrova Boquete e cerca la serenità perduta, il senso del gol e una rincorsa verso l’Europeo in Inghilterra, dove sogna di essere protagonista in azzurro come al Mondiale 2019, quello dei quarti di finale insperati e del boom del calcio femminile. L’onda lunga delle ragazze è arrivata lontano: questa storia, in fondo, lo dimostra.
13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 23:07)
Le tensioni in assemblea. Il leader va avanti: ho un canale diretto con il centrodestra
I contiani esultano, l’ala critica pure. La riunione dei grandi elettori Cinque Stelle (partecipano anche i delegati regionali) finisce così, sotto il segno dello scontro. E con una tensione palpabile, nonostante il dibattito non sia stato infiammato da interventi aspri così come si pensava alla vigilia. Il tema della riunione è il conferimento del pieno mandato a Giuseppe Conte a trattare per il capo dello Stato, lo stesso mandato — per intenderci — che Enrico Letta potrebbe chiedere ai dem. E lo scontro interno si gioca proprio su questo, sulla presenza o meno dei capigruppo nella trattativa. Un punto che viene visto dai vertici come fondamentale.
Prima parla il presidente M5S e dice di voler «ascoltare». Il suo discorso raccoglie di fatto tutti i punti pubblici toccati dal Movimento nelle ultime settimane: il dialogo con tutte le forze in campo, l’asse saldo con Pd e Leu, il no a Berlusconi come candidato («Irricevibile»). «Non aspiriamo a fare i kingmaker costi quel che costi» dice Conte. E precisa: «Noi dimostreremo coi fatti che l’unico sicuro “ago della bilancia” in questa partita sarà proprio il M5S». Il leader poi puntualizza: «Non ritengo opportuno scendere nella valutazione di singoli nominativi», anche se precisa a chiare lettere: «Credo che gli italiani pretendano che il governo non perda nemmeno un giorno di lavoro per risolvere tutti questi problemi». Conte poi ammette: «Ho instaurato un canale diretto con gli esponenti di centrodestra. Questo confronto (e in particolare con Salvini) è utile».
(Il Corriere ha una newsletter dedicata all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Si chiama Diario Politico, è gratis, e per iscriversi basta andare qui )
Dopo Conte intervengono i capigruppo, con Davide Crippa che ricalca il discorso fatto martedì ai deputati sulla necessità di garantire il Pnrr. A seguire c’è una sequela di interventi tutti pro-Conte. Mauro Coltorti, Gianluca Ferrara, Angela Raffa, Maurizio Santangelo, Giorgio Fede, Marco Bella, Daniela Torto, Alessandra Maiorino, Davide Serritella, Agostino Santillo si schierano con il leader.
Primo Di Nicola chiede di puntare al Mattarella bis, Danilo Toninelli invoca un pronunciamento della rete. Tra i parlamentari, però, c’è malessere. «Questa è la solita claque», dice un grande elettore M5S. C’è chi parla di pressioni, messaggi durante l’assemblea per ribadire la centralità del ruolo di Conte. La tensione è palpabile. Intervengono poi alcuni esponenti — Vincenzo Presutto, Francesca Ruggiero, Luigi Iovino, Giuseppe Auddino, Orietta Vanin, Antonella Campagna e Marialuisa Faro — che chiedono la presenza di Mariolina Castellone e Crippa al fianco di Conte. Il timore — spiegano nel Movimento — è che «chi gestisce il gruppo venga informato a cose fatte».
Con la riunione ancora in corso, fonti dei vertici sottolineano come la larga maggioranza abbia riconosciuto pieno mandato a Conte. Parole che riaccendono lo scontro interno. «Quanto siamo coesi lo vedremo nell’urna», dice un Cinque Stelle. Il rischio — assicurano fonti interne al partito — è che il numero di defezioni per vari motivi possa toccare quota 70 (su oltre 230 grandi elettori). «Ci sono una trentina di malpancisti, una ventina di cani sciolti e in più ci saranno anche gli assenti per Covid», spiega un parlamentare.
13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 23:31)
Potenziare gli impianti di copertura mobile 4G delle gallerie lungo le linee Alta Velocità italiane, da Torino a Napoli e da Bologna a Venezia. È l’obiettivo dell’accordo tra Rfi-Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) e Tim. Il potenziamento riguarderà anche la copertura di altri operatori Tlc tra cui WindTre che ha già finalizzato l’accordo mentre prossimamente – risulta a CorCom – se ne aggiungeranno altri.
Nell’ambito delle iniziative legate al Pnrr, inoltre, è previsto l’avvio di studi di fattibilità relativi al possibile utilizzo di tecnologie 5G. L’obiettivo è realizzare una connettività sempre più affidabile a bordo dei treni ad alta velocità.
Gli interventi previsti consentiranno infatti ai passeggeri di usufruire di una connessione stabile e di alta qualità anche nelle aree più sfavorevoli come le gallerie ferroviarie, sia attraverso il servizio Wi-Fi di bordo treno sia attraverso la copertura diretta degli operatori Tlc aderenti al progetto.
Già a partire dal 2022 verranno avviati i lavori di potenziamento degli impianti nelle gallerie, sulle tratte alta velocità tra Torino, Milano, Bologna e Firenze, per poi proseguire nel corso del 2023, da Firenze fino a Napoli e da Bologna a Venezia. Il progetto prevede un investimento di circa 12 milioni di euro, condiviso tra Rfi, la società del Gruppo FS che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale, e gli Operatori Tlc aderenti.
“Questo accordo rappresenta un primo passo concreto per porre a livelli di eccellenza internazionale la connettività voce e dati sulle linee ferroviarie italiane – spiega una nota Tim – un’iniziativa che vede agire un ruolo attivo dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e dai principali Operatori TLC nazionali ponendo la dovuta attenzione alle esigenze digitali dei viaggiatori, sia lavorative sia personali, e operando in coerenza con le iniziative di sviluppo per il Paese previste dal Pnrr”.
Internet a bordo treni, la strategia di Fs
Fs punta a rafforzare la connettività sui treni dell’alta velocità ma anche su quelli locali facendo leva sulle reti in fibra e su veicoli di nuova generazione. La strategie l’ha delineata l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato italiane, Luigi Ferraris in audizione in commissione Trasporti della Camera riguardo le attività del gruppo. “Uno dei primi interventi che dovremmo fare nel prossimo anno è sull’alta velocità per avere una qualità del wi-fi e consentire ai passeggeri di poter lavorare a bordo. Il Gruppo Fs ritiene importante portare il wi-fi anche sulle tratte regionali. Se vogliamo realmente aumentare la componente di trasporto su rotaia dobbiamo investire non solo su infrastruttura fisica ma anche sulla connettività e sul viaggio a bordo”. A tal proposito il manager ha annunciato che “per rafforzare la connettività lanceremo una flotta di 600 treni che verranno rinnovati a livello regionale, insieme alla fibra ottica lungo il tracciato. Sarà uno dei progetti che presenteremo per rafforzare la connettività del nostro Paese”.
PMI: scopri come incrementare collaboration e produttività
Ferraris ha annunciato inoltre che Ferrovie sta lavorando a un piano decennale che sarà presentato il prossimo febbraio. “La nostra attenzione è valorizzare gli asset che abbiamo all’estero ma la concentrazione più grossa è sull’Italia, dove dobbiamo realizzare…
E per il futuro il leader della Lega dialoga con i centristi
Non è detto che finirà così. Anzi, c’è chi scommette che sarà una giornata come tante altre. Eppure, sulla carta, oggi potrebbe essere una data cruciale, una svolta vera nel trentennio berlusconiano. E anche nella storia, politicamente quasi altrettanto lunga, di Matteo Salvini .
Quando il centrodestra si chiuderà dentro Villa Grande si capirà, forse, il seguito di tante partite, non soltanto quella per il Quirinale. L’attesa è per l’esito dell’«Operazione scoiattolo», la caccia all’ultimo voto condotta (non solo) da Vittorio Sgarbi per assicurare a Berlusconi i circa 60 voti che lo separano dal Quirinale. Ma la giornata potrebbe dare indicazioni anche sul futuro del centrodestra, sulla legge elettorale, forse anche su un riposizionamento più centrista di Salvini e della Lega.
L’impresa è complicata. Per i 5 Stelle, ma anche per il Pd , Berlusconi è «divisivo». Soprattutto, al Cavaliere rischiano di mancare anche i voti di Italia Viva e di Matteo Renzi. Lega e Fratelli d’Italia si aspettano che Silvio Berlusconi dia qualche garanzia, qualche punto di appoggio su cui costruire la partita. Oppure, che si ritiri. Preso atto dell’impossibilità di dare seguito alla sua candidatura, lasci il campo alle altre possibilità targate centrodestra con qualche chance di riuscita: Marcello Pera, Letizia Moratti, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. O anche Pier Ferdinando Casini, che alla Lega piace meno ma avrebbe eccellenti possibilità di riuscita. E se Berlusconi volesse andare avanti e, come si dice, «andare a sbattere»? «Si arriverebbe a un’ordalia in aula e calerebbero di molto le possibilità per il centrodestra di eleggere un presidente d’area» sbuffa un leghista: «Tra i parlamentari in preda al panico riprenderebbe a correre forte il nome di Mario Draghi, l’uomo che anche dal Colle garantirebbe stabilità al sistema». Ma in realtà, pochi scommettono che oggi si arriverà alla chiarezza vera tra gli alleati: «Bisognerà vedere quanto volte è stato contato ogni possibile elettore di Berlusconi», ironizza un po’ acido un leghista.
(Il Corriere ha una newsletter dedicata all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Si chiama Diario Politico, è gratis, e per iscriversi basta andare qui )
Matteo Salvini, che ieri ha ribadito lealtà al leader azzurro, in caso di stallo si troverebbe in difficoltà serie, quelle di un king maker che non porta a casa il re. A seguire, tutto il peggio. Per esempio una legge elettorale in cui avrebbe difficoltà a mettere bocca. Il proporzionale, magari anche per i frequenti contatti con Matteo Renzi, forse oggi gli sembra meno brutto di qualche giorno fa. Certo, per il centrodestra non sarebbe una buona notizia: Giorgia Meloni non smette di chiedere che l’alleanza sia compatta anche e proprio sul no al proporzionale.
Uscite meno traumatiche (leggasi: la rinuncia di Berlusconi) aprirebbero alla possibilità di un presidente di area centrodestra, senza voti al buio in cui potrebbe comparire in scena un candidato al Colle non proprio omogeneo.
Da vincitore, e da federatore, Salvini potrebbe a quel punto risolversi a lasciare a Giorgia Meloni il campo della destra, ritagliandosi una collocazione più centrista. Ieri mattina Giovanni Toti è stato visto entrare a Palazzo Giustiniani dove quasi certamente ha incontrato Matteo Renzi. L’ipotesi di una federazione centrista «a petali», ogni petalo un partito, potrebbe prendere vita subito dopo la soluzione del rebus del Colle. Con Salvini a interloquire direttamente con il nuovo soggetto.
13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 23:16)
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati quali il comportamento di navigazione o gli ID univoci su questo sito. Il mancato consenso o la revoca del consenso possono influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
La memorizzazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari per il fine legittimo di consentire l'utilizzo di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
The technical storage or access that is used exclusively for statistical purposes.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
La memorizzazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per l'invio di pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su più siti web per scopi di marketing simili.
Commenti recenti