Installare nella propria abitazione sistemi di videosorveglianza per motivi di sicurezza, quindi per tutelarsi contro eventuali irruzioni di malintenzionati che potrebbero rappresentare un pericolo per persone o cose, è un’operazione a cui dedicare attenzione non soltanto dal punto di vista tecnologico, ma anche da quello della privacy.
Videosorveglianza e privacy sono infatti due temi strettamente collegati. Ma spesso chi prende la decisione di installare le telecamere non è a conoscenza di alcune semplici norme di base che riguardano la riservatezza dei dati, e che invece sarebbe importante considerare. Per dare un aiuto a tutti i cittadini che fanno questa scelta il Garante Privacy ha appena pubblicato una scheda informatica che in pochi semplici passaggi spiega cosa è consentito e cosa non è consentito fare ai singoli privati cittadini in questo campo, secondo le indicazioni sulla normativa per la videosorveglianza privata.
Si tratta ovviamente, come specifica la stessa authority, di una scheda con finalità meramente divulgative, affiancata dalla raccomandazione, per gli interessati, di consultare direttamente le norme che regolano la materia e i provvedimenti finora assunti dal Garante. La scheda quindi, che fa parte delle iniziative dell’Autorità per migliorare e facilitare la conoscenza della normativa in materia di protezione dei dati personali – è disponibile sul sito istituzionale del Garante, alla pagina tematica https://www.gpdp.it/temi/videosorveglianza.
Il vademecum su videosorveglianza e privacy si articola in sei punti, i primi tre riassumono cosa è consentito fare e gli ultimi tre cosa non lo è.
Videosorveglianza e Privacy, la scheda del Garante
Dalla scheda emerge che le persone fisiche possono, nell’ambito di attività di carattere personale o domestico, attivare sistemi di videosorveglianza a tutela della sicurezza di persone o beni senza alcuna autorizzazione e formalità, se si verificheranno tre condizioni. A partire dal requisito che le telecamere siano idonee a riprendere soltanto le aree di propria esclusiva pertinenza. Seconda condizione è che vengano attivate misure tecniche per oscurare porzioni di immagini ogni volta che, per tutelare adeguatamente la sicurezza propria o dei propri beni, sia inevitabile riprendere parzialmente anche aree di terzi. E infine è fondamentale, per non incorrere in violazioni delle norme sulla privacy, che nei casi in cui sulle aree riprese insista una servitù di passaggio in capo a terzi, sia acquisito formalmente e una tantum il consenso del soggetto titolare di quel diritto.
27 Gennaio 2022 – 15:00
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Quanto ai divieti, anche il questo caso il Garante privacy sintetizza in tre punti le prescrizioni: i privati cittadini che decideranno di installare i sistemi di videosorveglianza, in sostanza, dovranno prestare la massima attenzione al fatto che le telecamere non riprendano aree condominiali comuni o di terzi. Ma anche che non siano oggetto di riprese aree aperte al pubblico, come ad esempio strade pubbliche o aree di pubblico passaggio, e che le immagini riprese non siano oggetto di diffusione o di comunicazione a terzi.
Nella pagina web dedicata all’argomento il Garante Privacy ha pubblicato anche una serie di risposte per le “frequently asked questions”.
Videosorveglianza e privacy, le norme
L’installazione…

