Lo smart working è essenziale per fronteggiare l’aumento esponenziale dei contagi da Covid che si sta registrando in questa fase della pandemia. Contro la decisione del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta di limitare al massimo il lavoro agile tra il personale pubblico si levano le voci di chi invoca il ritorno allo smart working come “norma” per ridurre il più possibile i contatti tra le persone e, quindi, i contagi: da Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza, ai senatori del MoVimento 5 Stelle nella commissione Affari Costituzionali, da Maria Teresa Turetta, segretaria nazionale Cub Pubblico Impiego, a Natale Di Cola, segretario Fp Cgil di Roma e del Lazio, e Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

“Lo smart working dovrebbe diventare in questa fase pandemica la struttura ordinaria dell’organizzazione del lavoro perché il virus viaggia con le persone e quindi quanto più le persone sono distanziate l’una dall’altra tanto più si limita la circolazione del virus”, ha detto, intervistato dal Tg3, Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza.

A fine novembre il ministro Brunetta ha reso note le linee guida per lo smart working nella pubblica amministrazione, frutto del confronto fra governo e organizzazioni sindacali.

Lavoro agile nella Pa, in arrivo “proteste”

“Il ministro Brunetta ha annunciato che per la Pa non ci sarà alcun ritorno al lavoro agile. È una decisione di una gravità inaudita che stride con quanto avviene in altri paesi Ue. Distanziamento, Dpi e tracciamento sono le uniche modalità di tutela dal contagio nei posti di lavoro; in più lo smart working emergenziale sarebbe a costo zero, anzi con risparmio dei costi in termini di buoni pasto e utenze”, ha affermato Maria Teresa Turetta, segretaria nazionale Cub Pubblico Impiego, sottolineando “il dilagare dei contagi nei servizi pubblici tra i vaccinati e i non vaccinati, nonostante il Green Pass”.

Quali sono le prospettive del futuro per il lavoro agile?

Risorse Umane/Organizzazione

“Mancano mascherine Ffp2, sanificazioni, tracciamenti”, ha proseguito Turetta. “Inoltre con l’introduzione della certificazione verde si è abbassata la guardia scaricando la responsabilità e i costi della prevenzione sui lavoratori, deresponsabilizzando i datori di lavoro su tracciamento e distanziamento nei locali ad alto rischio contagio. Cub PI non accetta questo ulteriore attacco da parte del ministro Brunetta”, conclude Turetta, annunciando, “giornate di protesta pubbliche davanti ai posti di lavoro in assenza di interventi concreti da parte del governo e l’immediata reintroduzione del lavoro agile”.

“Ripristinare lo smart working emergenziale”

“Il lavoro agile già a partire dalla prima ondata della pandemia ha dimostrato di essere uno strumento molto utile per scongiurare la paralisi degli uffici pubblici e dei servizi da erogare ai cittadini, evitando al contempo pericolosi assembramenti nelle sedi della Pubblica Amministrazione e riducendo il traffico nelle città e la presenza di cittadini sui mezzi pubblici”, affermano in una nota stampa i senatori del MoVimento 5 Stelle nella commissione Affari Costituzionali Vincenzo Garruti, Maria Laura Mantovani, Gianluca Perilli, Vincenzo Santangelo e Danilo Toninelli, ricordando “il grande lavoro svolto dalla ministra Dadone durante il governo Conte II”.

“Sbaglia il ministro Brunetta…

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