di Paola De Carolis

I Windsor minacciano il boicottaggio e la rottura dei rapporti, ma la tv pubblica non cede alla richiesta della casa reale di approvare i filmati su William e Harry prima che vengano trasmessi

LONDRA — Un documentario in due puntate sul rapporto tra William e Harry e tra i principi e la stampa ha inasprito le relazioni tra i Windsor e la Bbc, tanto che la famiglia reale, stando ai giornali, minaccia di non collaborare in futuro con il gigante mediatico britannico. A sentire il Mail on Sunday, i reali hanno chiesto di vedere e approvare i filmati prima che vengano trasmessi. La Bbc ha rifiutato e da Buckingham Palace sono arrivate tre lettere di reclamo: una dall’ufficio della regina, una firmata dall’erede al trono Carlo e la terza dal principe William.

La sovrana sarebbe rattristata e delusa dalla decisione di esplorare quella che rimane una ferita aperta a palazzo, ovvero la decisione di Harry di allontanarsi dal casato e di crearsi una nuova vita negli Usa. Il documentario promette inoltre di evidenziare la guerra di parole se non proprio tra i due figli di Diana almeno tra i rispettivi entourage che, con insinuazioni e battute, avrebbero cercato di screditarsi a vicenda. Di Harry è stata messa in dubbio la salute mentale. Di Kate? È gelosa di Meghan. E Meghan…Di Meghan è stato detto di tutto, anche che negli Stati Uniti punti alla presidenza e che il matrimonio con il principe non è stato che una manovra per guadagnare un nuovo ruolo e maggiore visibilità.

Per capire se il programma della Bbc contenga effettivamente rivelazioni che potrebbero dimostrarsi dannose per i Windsor bisognerà attendere la proiezione stasera della prima parte e a dicembre della seconda. Sicuramente la presa di posizione dei tre reali più importanti lascia intendere la severità con la quale Buckingham Palace ha giudicato il progetto. È fresco, tra l’altro, il ricordo del duro attacco di William, appena sei mesi fa, sul caso di Martin Bashir e il modo in cui il giornalista convinse la principessa Diana, nel 1995, a rilasciare un’intervista fiume a «Panorama». «Provoca una tristezza indescrivibile sapere che le mancanze della Bbc contribuirono in modo significativo ad accrescere la paura, la paranoia e l’isolamento di mia madre». Il principe sottolineò che se la Bbc avesse preso sul serio ed esaminato a fondo le rimostranze presentate già ai tempi della trasmissione, Diana avrebbe saputo, prima di morire, di essere stata vittima di un imbroglio , «da parte non solo di un giornalista ma dei vertici della Bbc, che si voltarono dall’altra parte».

In quanto tv pubblica, la Bbc ha con i reali qualcosa di più di un semplice rapporto istituzionale, come dimostrato recentemente dai cinque programmi dedicati all’iniziativa ecologica di William, il premio Earthshot. Allo stesso tempo il documentario conteso è stato affidato a Amol Rajan, un giornalista dichiaratamente repubblicano che, nonostante le sue vedute personali, si atterrà sicuramente alla regola sull’imparzialità che è tra i precetti fondamentali del gigante mediatico (e del giornalismo). È proprio questa regola — che vieta anche ai commentatori, anche sui social, di esprimere opinioni che potrebbero essere considerate di parte e nel rispetto della quale sono stati predisposti corsi obbligatori per tutti i giornalisti — che ha portato alcuni mostri sacri della Bbc a infilare la porta: l’ultimo, lo scrittore e presentatore Andrew Marr lascia dopo 30 anni per — ha detto — ritrovare la propria voce.

22 novembre 2021 (modifica il 22 novembre 2021 | 08:53)

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