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Futuro24: Arctic Circle, ricerche alle alte latitudini
Futuro24: Arctic Circle, ricerche alle alte latitudini
Esperti da tutto il mondo riuniti a Roma per uno dei più importanti appuntamenti dedicati alle scienze polari. Progetti che si svolgono ad altissime latitudini, ma che sono fondamentali anche per comprendere quello che accade in Italia
Cometa si disintegra sotto gli occhi di Hubble: le immagini rare catturate dal telescopio spaziale
Aveva appena oltrepassato il punto più vicino alla nostra stella e si stava allontanando verso i confini del Sistema solare quando la cometa C/2025 K1 (ATLAS) si è spezzata, frantumandosi sotto gli occhi del telescopio Hubble. Un evento raro: le probabilità di osservare in diretta la frammentazione di una cometa sono infatti estremamente basse.
Un’osservazione nata quasi per caso si è trasformata in una scoperta sorprendente. La cometa C/2025 K1 (ATLAS) non era infatti l’obiettivo iniziale dello studio condotto con il telescopio Hubble, ma durante le osservazioni, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Icarus, il corpo celeste si è sfaldato.
Le immagini pubblicate da ESA mostrano almeno quattro frammenti, ciascuno con una propria chioma di gas e polveri. Solo pochi giorni prima, il corpo celeste appariva ancora integro. I ricercatori stimano che la disintegrazione sia iniziata circa otto giorni prima dell’osservazione, avvenuta tra l’8 e il 10 novembre 2025.
“Mai prima d’ora Hubble aveva ripreso una cometa in fase di frammentazione così poco tempo dopo la sua effettiva disgregazione. Di solito, ciò avviene da qualche settimana a un mese dopo. In questo caso, invece, siamo riusciti a osservarla solo pochi giorni dopo», ha spiegato John Noonan, ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Auburn, in Alabama.
Il fenomeno è legato alle condizioni estreme del perielio, il momento in cui una cometa passa più vicino al Sole. In questo caso, K1 è transitata all’interno dell’orbita di Mercurio, subendo un intenso riscaldamento e forti stress strutturali. È proprio dopo questa fase che alcune comete di lungo periodo tendono a frantumarsi.
Secondo gli astronomi, osservare la rottura permette di accedere a materiale più antico e meno alterato: le comete sono infatti resti della formazione del Sistema solare. La loro struttura conserva tracce dei processi primordiali, anche se nel tempo è stata modificata da radiazione e calore.
Le immagini di Hubble hanno anche evidenziato un comportamento inatteso: la luminosità della cometa non è aumentata subito dopo la frammentazione. Tra le ipotesi, la formazione di uno strato di polveri che copre il ghiaccio appena esposto o un ritardo nell’espulsione dei materiali.
Ora ridotta a una nube di frammenti a circa 400 milioni di chilometri dalla Terra, la cometa prosegue la sua traiettoria in uscita dal Sistema solare e non farà ritorno.
La missione Comet Interceptor dell’ESA, prevista entro la fine del decennio, studierà per la prima volta una cometa a lungo periodo. L’osservazione di K1 da parte di Hubble, spiega il ricercatore Colin Snodgrass, aiuterà a capire perché questi oggetti si frammentano e fornirà indicazioni utili anche per scegliere il futuro obiettivo della missione.
Tempesta geomagnetica in arrivo: allerta tra il 19 e il 21 marzo
La Noaa, l’agenzia americana che si occupa di monitorare e studiare l’atmosfera, il clima e gli oceani, ha emesso un’allerta per una tempesta geomagnetica di livello G2 (moderata) nel periodo compreso tra il 19 e il 21 marzo, dovuta alla combinazione di due fattori: il possibile arrivo sulla Terra di espulsioni di massa coronale (CME) e gli effetti di un flusso di vento solare ad alta velocità proveniente da un buco coronale (CH HSS).
L’agenzia ha pubblicato un’immagine che mostra due eruzioni solari avvenute il 16 e il 18 marzo.
Secondo gli esperti permane un alto grado di incertezza riguardo all’arrivo delle CME, fenomeni che consistono in gigantesche emissioni di plasma solare capaci di influenzare il campo magnetico terrestre. Più probabili, invece, gli effetti del CH HSS, attesi a partire dal 21 marzo, e che potrebbero determinare condizioni di tempesta geomagnetica almeno di livello G2.
Non si esclude inoltre la possibilità, seppur contenuta, che l’attività solare raggiunga livelli più intensi, con tempeste di classe G3 (forte) nel corso dello stesso intervallo temporale.
Le autorità invitano a seguire costantemente gli aggiornamenti e le previsioni, poiché tali fenomeni possono avere impatti su sistemi satellitari, comunicazioni radio e reti elettriche, oltre a generare spettacolari aurore visibili anche a latitudini più basse del normale.
Secondo la Noaa l’aurora potrebbe essere osservabile in diverse aree dell’emisfero nord: negli Stati Uniti il fenomeno potrebbe arrivare fino a stati come New York e Idaho.
Meta ridurrà il controllo umano sui social a favore dell’intelligenza artificiale
Meta ha comunicato l’intenzione di modificare la gestione della moderazione dei contenuti sulle proprie piattaforme social attraverso un maggiore impiego dell’intelligenza artificiale. E anche l’avvio di un assistente di supporto Meta AI su Facebook e Instagram come un call center.
L’azienda ridurrà il numero di moderatori umani esterni nei prossimi anni, affidando il monitoraggio a sistemi basati su modelli linguistici di grandi dimensioni. “Ridurremo la nostra dipendenza da fornitori terzi per il controllo dei contenuti e ci concentreremo sul rafforzamento dei nostri sistemi interni”, si legge in una nota. E aggiunge come l’IA sia in grado di comprendere il 98% delle lingue usate online, “ben oltre la nostra precedente copertura di circa 80 lingue” potendo comprendere anche slang e sfumature linguistiche delle sottoculture.
La stessa IA, aggiunge Meta, verrà utilizzata per rendere più sicura l’esperienza degli utenti, ad esempio riducendo la possibilità che i truffatori inducano le persone a rivelare le proprie credenziali di accesso, impedendo la proliferazione di account falsi di celebrità e velocizzando la rilevazione di post che violano le norme sui contenuti sessuali verso i minori.
I revisori umani non saranno eliminati, ma vedranno una ridefinizione dei compiti. I collaboratori rimasti si occuperanno della progettazione, dell’addestramento e della valutazione dei sistemi di intelligenza artificiale.
“Continueranno a svolgere un ruolo chiave nel processo decisionale più critico e ad alto rischio, come i ricorsi contro la disattivazione degli account o le segnalazioni alle forze dell’ordine”, sottolinea Meta.
Parallelamente, l’azienda ha annunciato il lancio di una funzione di Meta AI a supporto alle persone che hanno bisogno di aiuto per accedere ai loro account Facebook e Instagram, 24 ore su 24, partendo da Stati Uniti e Canada. “Presto espanderemo il servizio ad altri paesi e altre tipologie di problematiche legate all’accesso agli account”, conclude.
Acquamazione, come funziona la cremazione ad acqua appena approvata in Svezia
Negli ultimi tempi, la nostra concezione del fine vita si sta evolvendo in modo silenzioso e graduale. Non è solo una questione di decisioni concrete, ma un approccio nuovo alla morte, che si lega sempre più al presente, allo stile di vita e a ciò che ci risulta familiare. Perfino il mondo funerario, da sempre restio ai cambiamenti, sta piano piano accogliendo questa evoluzione.
In questo contesto emerge l’acquamazione, o cremazione ad acqua, una tecnica già consolidata in nazioni come la Svezia e di recente legalizzata pure in Scozia. In Italia, però, rimane esclusa dalla normativa vigente, pur se il dibattito si intensifica attraverso pubblicazioni, conversazioni e un interesse spontaneo che va crescendo.
L’acquamazione, detta anche biocremazione, funziona grazie all’idrolisi: il cadavere viene inserito in un macchinario che lo pesa e stabilisce quanta acqua e quanto idrossido di potassio saranno necessari per il processo. Successivamente, il corpo viene inserito nella soluzione di acqua e potassio e la temperatura portata a 152 gradi centigradi. È per questo che l’acquamazione viene chiamata anche “cremazione senza fuoco” o, in modo meno elegante e traducendo lo slang inglese, “bollitura in un sacco”.
Ma ciò che rende l’acquamazione davvero rivoluzionaria è il suo profilo ambientale: zero emissioni di CO2, assenza di combustione e un consumo idrico minimo, con l’acqua riutilizzabile dopo opportuni trattamenti. Rispetto alla cremazione tradizionale, riduce drasticamente l’inquinamento atmosferico e il consumo energetico, allineandosi perfettamente a un futuro più verde. In un’epoca di crisi climatica, questa pratica non è solo un’alternativa gentile al corpo e alla famiglia, ma un passo concreto verso un lutto più sostenibile, che onora la vita rispettando il pianeta. L’Italia, culla di innovazioni etiche, potrebbe presto abbracciarla, trasformando il commiato in un gesto di responsabilità ecologica condivisa.
In queste condizioni controllate, i tessuti molli si liquefano gradualmente in poche ore. Rimangono solo le ossa, essiccate e polverizzate fino a ottenere una cenere fine, affidata poi ai congiunti. Il prodotto finale assomiglia molto a quello della cremazione classica, ma il metodo seguito è radicalmente differente.
Auguri William Shatner: i 95 anni del capitano Kirk di Star Trek
William Shatner festeggia oggi il suo 95esimo compleanno, veterano di Hollywood con una carriera lunga oltre sette decenni. Nato a Montreal il 22 marzo 1931, Shatner iniziò la sua carriera da bambino, esibendosi in programmi radiofonici per la Canadian Broadcasting Corporation, prima di raggiungere la fama internazionale interpretando il capitano James T. Kirk in Star Trek. Interpretò il ruolo del comandante dell’astronave USS Enterprise per tre stagioni, dal 1966 al 1969. Recitò anche nei panni di Kirk in sette film, dirigendone uno, Star Trek V: L’ultima frontiera del 1989.
L’attore William Shatner nella serie “T.J. Hooker” (contrasto/Courtesy Everett Collection)
In seguito ottenne il plauso della critica, vincendo un Emmy Award, per il suo ruolo nella serie televisiva Boston Legal. Tra gli altri suoi lavori la serie T.J. Hooker e film come Vincitori e vinti, L’aereo più pazzo del mondo e Miss Congeniality. Shatner ha scritto libri, diretto film e programmi televisivi e inciso diversi album.
l’attore canadese William Shatner all’uscita dalla capsula dopo l’atterraggio al termine della missione spaziale NS-18 del New Shepard, nei pressi di Van Horn, in Texas, Stati Uniti, il 13 ottobre 2021. (ansa)
Negli ultimi anni, è rimasto attivo sul piccolo schermo come conduttore della serie di documentari The UnXplained e nel 2021, all’età di 90 anni, è diventato la persona più anziana ad aver viaggiato nello spazio, a bordo del razzo New Shepard di Blue Origin.
Futuro24. Artemis II, rotta verso la Luna
Futuro24. Artemis II, rotta verso la Luna
Focus sull’esplorazione lunare: si avvicina il lancio della prima missione spaziale che manderà degli astronauti verso la Luna dal 1972
La Nasa vuole costruire una base sulla Luna, archiviato il progetto del gateway orbitante
La Nasa cambia ancora una volta la sua roadmap per il ritorno sulla Luna spiazzando i partner internazionali del programma Artemis, in primis gli europei. Dopo aver rinviato l’allunaggio al 2028 con la missione Artemis IV, ora annuncia di voler sospendere il progetto “Gateway” per una stazione spaziale nell’orbita lunare, in modo da concentrarsi sulla costruzione di una base lunare e raggiungere l’obiettivo di “una presenza umana duratura sulla Luna”.
Tutte le novità sono state presentate nell’evento “Ignition”, organizzato a Washington per annunciare una serie di iniziative volte a “realizzare la politica spaziale nazionale del Presidente Donald J. Trump e promuovere la leadership americana nello spazio”.
Si prevede un approccio graduale alla costruzione della base lunare entro il 2036, con un investimento di oltre 30 miliardi di dollari. Nella prima fase, aumenterà il ritmo delle attività lunari, con l’invio di rover, strumenti e dimostratori tecnologici: sono previsti fino a 30 atterraggi robotici a partire dal 2027 per velocizzare le consegne. La seconda fase punterà sulla creazione delle prime infrastrutture semi-abitabili e su una logistica regolare. Nella terza fase, la Nasa fornirà le infrastrutture più pesanti necessarie per una presenza umana continua sulla Luna: ciò includerà anche gli Habitat Multiuso dell’Agenzia spaziale italiana.
Le implicazioni per Esa e partner internazionali
All’evento ha presenziato anche il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea, Josef Aschbacher, che non ha commentato il cambio di programma degli statunitensi. Intanto in una nota l’Esa fa sapere di avere avviato consultazioni con gli Stati membri, i partner internazionali e l’industria europea per valutare le implicazioni dell’annuncio su Gateway.
L’Esa è infatti tra i principali partner internazionali coinvolti nella sua realizzazione nell’ambito del programma Artemis. Il contributo europeo prevede la fornitura di moduli fondamentali come l’I-Hab, destinato a ospitare gli astronauti, ed Esprit, progettato per garantire comunicazioni, rifornimento e supporto logistico alla stazione. Alla costruzione del Gateway partecipano numerose aziende europee, con un ruolo di primo piano dell’industria italiana. In cambio di questi contributi tecnologici e industriali, l’Esa avrebbe dovuto ottenere l’accesso per astronauti europei alle future missioni lunari.
Ora il futuro è tutto da riscrivere, dopo che l’agenzia guidata da Jared Isaacman ha deciso di “sospendere il Gateway nella sua forma attuale – come dichiara la Nasa in una nota – e concentrarsi sulle infrastrutture che consentano operazioni di superficie sostenute. Nonostante le difficoltà riscontrate con alcune apparecchiature esistenti, l’agenzia riutilizzerà le attrezzature idonee e sfrutterà gli impegni dei partner internazionali per supportare questi obiettivi”.
Il ruolo della ISS
Per quanto riguarda la Stazione spaziale internazionale, la Nasa punta a trasformarla in un banco di prova per moduli commerciali sviluppati da aziende private. Questi moduli verranno inizialmente collegati alla stazione e poi separati per diventare stazioni spaziali autonome. L’obiettivo finale è passare da una gestione diretta a un ruolo di cliente, acquistando servizi da operatori privati, senza interruzioni nella presenza umana statunitense nell’orbita terrestre bassa.
La propulsione nucleare per Marte
Infine, l’ultima grande novità riguarda il lancio, previsto entro il 2028, del primo veicolo spaziale interplanetario a propulsione nucleare: si chiamerà Space Reactor-1 Freedom e porterà su Marte droni elicottero simili a Ingenuity che porteranno avanti l’esplorazione del Pianeta Rosso.
Lavoro nell’era AI, i sindacati: “I vecchi contratti sono basati su strutture dell’altro secolo”
“I vecchi contratti sono basati su strutture che sono dell’altro secolo”, Beniamino Romano, Segretario Generale Federazione Stem, spiega la proposta del Ccnl per lavoratori Stem e professioni innovative, il primo contratto collettivo per i professionisti dell’economia della conoscenza nell’era dell’AI.
Al centro: competenze e risultati, garantiti smart working, parità retributiva e proprietà intellettuale. Il contratto, sottoscritto da Federazione STEM, CSE, CIU UnionQuadri e SNING per la parte sindacale e da FederItaly per la parte datoriale.
David Quammen: “Guerra e malattia vanno a braccetto”
David Quammen torna a metterci in guardia sul negazionismo della scienza e sul rapporto, strettissimo, tra guerre e malattie. L’autore, che è stato uno dei protagonisti di “Libri Come” a Roma, ha sottolineato che “guerra e malattia vanno a braccetto dall’inizio della storia. La maggior parte dei morti in guerra, sia civili che militari, non sono per le bombe ma per le malattie. Quando bombardi le persone, le costringi a lasciare le loro case. Quando metti insieme grandi gruppi di soldati inviti i virus ad arrivare: è come aprire una ferita e lasciare che si infetti: la guerra è una ferita sulla società umana che viene lasciata infettare”. L’intervista di Carlotta Macerollo











