Donazioni

Elenco Donazioni

Rotta verso la Luna: ultimi preparativi a Cape Canaveral per la missione Artemis II

Rotta verso la Luna: ultimi preparativi a Cape Canaveral per la missione Artemis II

Il primo a mostrarsi a chi arriva in auto è il gigantesco VAB, il Vehicle Assembly Building in cui la NASA assembla i razzi. Poi lo sguardo cade inesorabilmente su una slanciata sagoma bianca e arancione che si staglia all’orizzonte a pochi chilometri di distanza: il lanciatore SLS, con i suoi 98 metri di altezza, attende sulla rampa di lancio il momento giusto per far volare verso la Luna gli astronauti della missione Artemis II.

Al Kennedy Space Center sono giornate frenetiche: gli ultimi preparativi, riunioni, controlli, una folla sempre più numerosa di giornalisti da tutto il mondo. Del resto, nella notte fra l’1 e il 2 aprile, quando in Italia saranno 24 minuti dopo mezzanotte, prenderà il via uno dei viaggi spaziali più importanti degli ultimi 50 anni.

Tre astronauti statunitensi – Victor Glover, Christina Koch e Reid Wiseman – e il canadese Jeremy Hansen stanno per volare intorno alla Luna. Non accade dalla missione Apollo 17 del 1972. Avranno principalmente il compito di testare la navetta Orion, aprendo la strada all’allunaggio vero e proprio previsto con la missione Artemis IV nel 2028.

Gli obiettivi scientifici

Fra i principali obiettivi scientifici c’è proprio lo studio del corpo umano a così grande distanza dalla Terra. “Con la missione Artemis II studieremo gli astronauti nello spazio profondo – dice il Chief Exploration Scientist della NASA Jacob Bleacher – È un passo per capire come la vita reagisce a un ambiente dove vogliamo operare in futuro esplorando la Luna e magari preparandoci ad andare su Marte”.

Previsioni meteo favorevoli

Al Kennedy Space Center sono anche giornate di compulsiva consultazione delle previsioni meteo. I bollettini sono rassicuranti: secondo le ultime stime, c’è l’80% di possibilità di riuscire a partire. Se ci fossero degli imprevisti di qualunque genere, si potrebbe riprovare ogni giorno fino al 6 aprile. Poi se ne riparlerebbe dal 30 aprile in avanti.

ESA e Italia in prima fila

La missione è attesissima anche in Europa. L’ESA è in prima fila e contribuisce al programma Artemis in vari modi, ad esempio con il modulo di servizio che fornisce energia alla navetta Orion. In parte è stato costruito anche in Italia da Thales Alenia Space e Leonardo. Coinvolta in vari modi anche l’Agenzia Spaziale Italiana, che sta anche progettando il modulo abitativo MPH da posizionare sulla superficie lunare. L’intenzione infatti è tornare sulla Luna per restarci, arrivando a costruire una vera e propria base lunare. Sta per riaprirsi definitivamente un capitolo di storia che si era interrotto 54 anni fa. Artemis II sarà il primo passo di questa nuova avventura.

Source

Il malore nello Spazio: come sta oggi l’astronauta Miche Fincke, costretto al rientro sulla Terra

Il malore nello Spazio: come sta oggi l’astronauta Miche Fincke, costretto al rientro sulla Terra

“È accaduto all’improvviso, con una rapidità sorprendente”. Così l’astronauta Mike Fincke ha descritto all’Associated Press il malore che lo ha colpito a gennaio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, spingendo la Nasa ad effettuare il primo rientro anticipato per emergenza medica nella storia della ISS.

Fincke, 59 anni, ex colonnello dell’aeronautica militare statunitense e veterano di quattro missioni spaziali, ha raccontato di aver avuto il malore mentre stava cenando, dopo aver completato i preparativi per una passeggiata spaziale prevista per il giorno dopo. L’astronauta ha riferito di non essere riuscito a parlare e di non aver avvertito dolore, mentre i colleghi, notando il suo stato di difficoltà, hanno immediatamente richiesto assistenza ai medici di volo a Terra.

Secondo quanto dichiarato, il malore è durato circa 20 minuti e si è risolto spontaneamente, senza conseguenze apparenti. L’uomo ha affermato di non aver mai sperimentato nulla di simile né prima né dopo l’accaduto.

Sempre secondo Fincke i medici hanno escluso un infarto o un episodio di soffocamento, ma le cause restano sconosciute. Tra le ipotesi considerate vi è anche un possibile collegamento con i 549 giorni trascorsi in assenza di gravità. Al momento del malore, l’astronauta si trovava da circa cinque mesi e mezzo a bordo della stazione.

Durante l’emergenza, l’equipaggio è intervenuto rapidamente e ha utilizzato anche l’ecografo presente sulla ISS. Dopo il rientro sulla Terra, Fincke è stato sottoposto a numerosi esami medici. La Nasa sta inoltre analizzando i dati sanitari di altri astronauti per individuare eventuali episodi simili verificatisi nello spazio.

Fincke ha reso pubblica la propria identità solo pochi giorni fa senza fornire ulteriori dettagli sull’episodio, sottolineando che l’agenzia vuole tutelare la privacy medica degli astronauti.

Il malore ha comportato la cancellazione della passeggiata spaziale prevista, che sarebbe stata la decima per Fincke e la prima per la collega Zena Cardman, e il rientro anticipato dell’equipaggio. Il 15 gennaio, una capsula della SpaceX ha riportato a terra tutto l’equipaggio della missione Crew 11 con oltre un mese di anticipo.

Nonostante l’episodio, Fincke ha affermato di sperare di poter tornare nello spazio in futuro.

Source

Cina, primo volo per il drone cargo da 7 tonnellate: le immagini

Cina, primo volo per il drone cargo da 7 tonnellate: le immagini

Completato in Cina il primo volo del Changying-8, drone cargo senza pilota da 7 tonnellate, nella città di Zhengzhou, nella provincia di Henan. Le immagini diffuse dalla tv di Stato mostrano il decollo e le fasi del test. Secondo i dati forniti dagli sviluppatori della China North Industries Group Corporation, il velivolo ha una capacità di carico fino a 3,5 tonnellate e un’autonomia superiore ai 3.000 chilometri. Il volo, durato circa 30 minuti a 500 metri di quota, ha verificato i principali sistemi di bordo. Il drone, lungo 17 metri con apertura alare di 25, è progettato per operazioni logistiche rapide anche su piste corte.

Source

Tutto pronto a Cape Canaveral per il lancio di Artemis 2 e nel futuro c’è un italiano sulla Luna

Tutto pronto a Cape Canaveral per il lancio di Artemis 2 e nel futuro c’è un italiano sulla Luna

Al Kennedy Space Center il timer scandisce il conto alla rovescia per il lancio della missione Artemis II destinata a portare quattro astronauti nell’orbita lunare, mentre si intensificano i preparativi in attesa del ‘go’ al lancio del gigantesco razzo Sls (Space Launch System) sul quale è integrata la capsula Orion, previsto alle 18,24 ora locale del primo aprile (le 00,24 italiane del 2 aprile).

Nel frattempo a Washington la Nasa pensa già al futuro dell’esplorazione lunare e, nell’accordo firmato con l’Italia, i moduli abitativi Mph per la superficie lunare costruiti nel nostro Paese sono diventati parte integrante del programma Artemis per il ritorno alla Luna. Nell’accordo c’è anche l’intesa sulla presenza di un italiano fra gli astronauti che cammineranno sul suolo lunare.

Source

Garcia-Galan: “Ecco come costruiremo una base sulla Luna”

Garcia-Galan: “Ecco come costruiremo una base sulla Luna”

CAPE CANAVERAL (FLORIDA) – La missione Artemis II, la prima che invierà astronauti verso la Luna dal 1972, è un tassello fondamentale in un programma molto più ampio. L’obiettivo finale è costruire una base sulla Luna. A dirigere il programma è Carlos Garcia-Galan della NASA.

Come sarà realizzata la base lunare?

Sarà costruita in diverse fasi. Da qui al 2028, manderemo dei piccoli lander che ci permetteranno di dimostrare che possiamo arrivarci in modo affidabile e di sperimentare nuove tecnologie di cui avremo bisogno per vivere lì in modo permanente. Dal 2029 al 2032 costruiremo l’infrastruttura: pannelli solari di grandi dimensioni, reattori nucleari potenzialmente in grado di fornire grandi quantità di elettricità, sistemi di comunicazione e navigazione, tutti elementi permanenti. Durante quella fase ci saranno anche missioni con equipaggio e disporremo di rover pressurizzati che l’equipaggio potrà utilizzare per muoversi sulla superficie. Infine, a partire dal 2032 circa, saranno collocati i moduli abitativi permanenti, permettendo così missioni di lunga durata.

Avete già in mente una posizione esatta?

Non proprio. La fase uno riguarda proprio l’esplorazione, raccogliere informazioni sul terreno per capire quali aree sono buone e quali no. Le caratteristiche generali che cerchiamo sono aree un po’ più facili su cui costruire e allo stesso tempo vicine agli obiettivi scientifici che gli astronauti potranno raggiungere con i rover pressurizzati o i veicoli lunari. Abbiamo alcune idee delle zone in cui vorremmo andare e alcune delle nostre missioni inizieranno a esplorarle già ora.

Fino a pochi anni fa, tutto questo sarebbe stato considerato fantascienza…

Non lo è più. È reale. Lo renderemo reale. Questo è quello che facciamo alla NASA: trasformiamo la fantascienza in realtà. Riusciamo a realizzare ciò che sembra quasi impossibile. E questa volta lo faremo insieme ai nostri partner internazionali. C’è un contributo importante dall’Italia e dal resto dei Paesi europei, ma anche dal Giappone, dal Canada, e da tutti coloro che hanno firmato gli Artemis Accords.

Perché è importante costruire una base sulla Luna?

Prima di tutto, il valore scientifico è enorme. La Luna non ha atmosfera e in alcune zone, specialmente al Polo Sud dove ci sono crateri permanentemente in ombra, si trovano acqua e altri elementi volatili che hanno miliardi di anni. Questi materiali possono svelare i segreti di come si è formato il Sistema Solare. 

Dall’altro lato, solo arrivarci significa innovare, sviluppare nuove tecnologie e imparare nuovamente come viaggiare sulla Luna, come gestire la logistica e tutto ciò che serve per una base vivace. Questo avrà un enorme valore tecnologico sia sulla Luna che qui sulla Terra. E, naturalmente, lungo il percorso, ispireremo milioni di ragazzi in tutto il mondo.

Source

Si testano le tute, i caschi, e le attrezzature: l’equipaggio di Artemis pronto a partire

Si testano le tute, i caschi, e le attrezzature: l’equipaggio di Artemis pronto a partire

Christina Koch, Victor Glover e Reid Wiseman, e l’astronauta canadese Jeremy Hansen sono arrivati in Florida da Houston venerdì. Si sono svegliati circa nove ore prima del lancio per la colazione, un briefing meteorologico e le preparazioni pre-missione, prima del tragitto verso la rampa di lancio previsto per le 14:00.

Hanno trascorso due settimane in quarantena prima del decollo e hanno passato del tempo con le proprie famiglie durante il fine settimana presso la “beach house” del Kennedy Space Center, un luogo dove gli astronauti riposano prima di partire per lo spazio.

Nei filmati forniti dalla NASA, si potevano vedere con le loro tute, gioviali mentre si riunivano, giocavano a carte e si scambiavano persino dei “cinque” mettendosi in posa per le fotografie.

Source

Problemi nel “bagno spaziale” della missione Artemis 2, la super toilet di Orion ha avuto un guasto

Problemi nel “bagno spaziale” della missione Artemis 2, la super toilet di Orion ha avuto un guasto

A poche ore dal decollo della missione Artemis II della NASA verso la Luna, i quattro astronauti a bordo hanno segnalato un guasto a uno degli elementi che hanno destato maggiore curiosità all’interno della capsula Orion: il sistema sanitario. 

Norm Knight, responsabile delle operazioni di volo della NASA, ha spiegato dal Kennedy Space Center che il problema riguardava il sistema di controllo della toilette. La situazione è stata comunque risolta nel giro di poche ore. Il bagno rappresenta un notevole miglioramento per gli astronauti di Artemis II rispetto alle missioni Apollo degli anni ’60 e ’70, quando non esisteva una vera toilette: gli astronauti erano costretti a utilizzare sacchetti di plastica per i rifiuti, conservando quelli solidi a bordo e rilasciando l’urina nello spazio. 

La toilette della capsula Orion è una versione più compatta di quelle presenti sulla Stazione Spaziale Internazionale ed è integrata nel pavimento del veicolo, offrendo anche un minimo di privacy all’equipaggio. 

Nonostante Orion sia più spaziosa rispetto alle vecchie capsule Apollo, l’ambiente resta molto ristretto, paragonabile all’interno di due SUV. Il cosiddetto “modulo igienico” ha dimensioni simili a quelle di un bagno di aereo ed è stato progettato da Lockheed Martin come parte dei sistemi di supporto vitale, con soluzioni di emergenza simili a quelle del passato in caso di necessità. 

Per utilizzare la toilette in assenza di gravità, gli astronauti si assicurano tramite appositi supporti per i piedi. I rifiuti solidi vengono aspirati grazie a un flusso d’aria e convogliati in un contenitore dedicato, mentre per l’urina ogni membro dell’equipaggio dispone di un imbuto personale collegato a un sistema di aspirazione che la trasferisce in un apposito serbatoio.  

Source

Artemis II, il primo video messaggio dell’equipaggio in missione: “Emozionati come bambini”

Artemis II, il primo video messaggio dell’equipaggio in missione: “Emozionati come bambini”

L’equipaggio della missione Artemis II della NASA ha contattato la Terra via video giovedì (2 aprile) per raccontare la propria esperienza subito dopo aver completato la manovra di iniezione trans-lunare che li sta portando verso la Luna. Il comandante della missione Reid Wiseman ha descritto l’osservazione della Terra da polo a polo, che ha lasciato “tutti e quattro noi senza parole”.

La specialista di missione Christina Koch si è definita “l’idraulico spaziale”, dopo aver gestito un problema minore al bagno di bordo.L’astronauta canadese Jeremy Hansen ha detto che la sua prima volta nello spazio lo ha fatto sentire “come un bambino”.

Il pilota Victor Glover ha lanciato un messaggio di unità, affermando che dallo spazio la Terra appare “come un’unica cosa”. Glover ha elogiato la missione come testimonianza della capacità di mettere da parte le divergenze e di unire le differenze.

Source