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Mimit: Bergamotto, rafforzare cooperazione industriale tra Italia e Giappone, Abruzzo territorio strategico per investimenti
Il Sottosegretario: “Il Mimit continuerà a lavorare per creare condizioni sempre più favorevoli agli investimenti produttivi”
Rafforzare la cooperazione economica e industriale tra Italia e Giappone e consolidare l’attrattività dell’Abruzzo per gli investimenti esteri. È questo il tema al centro dell’incontro dedicato alle imprese giapponesi presenti sul territorio abruzzese, in programma il 15 settembre a San Salvo, promosso dall’Assessorato alle Attività produttive della Regione Abruzzo, con il patrocinio del Comune di San Salvo e il supporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
All’iniziativa parteciperanno il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, con un videomessaggio, e il sottosegretario al Mimit Fausta Bergamotto, nell’ambito dell’azione portata avanti dal Ministero per favorire l’attrazione degli investimenti, sostenere la competitività del sistema produttivo e rafforzare i rapporti con i principali partner industriali internazionali.
“La presenza e i nuovi investimenti delle imprese giapponesi in Abruzzo testimoniano la solidità dei rapporti tra i nostri Paesi e la capacità del territorio di offrire competenze e prospettive di crescita. Il Mimit continuerà a lavorare per creare condizioni sempre più favorevoli agli investimenti produttivi”, dichiara il sottosegretario Bergamotto.
L’incontro rappresenterà un’occasione di confronto diretto con le aziende giapponesi già radicate in Abruzzo: Honda, Denso, Delta Toray, Toppan Irplast, Nippon Sanso e NSG Pilkington. Una collaborazione già sostenuta da importanti operazioni industriali, tra cui l’investimento da 62 milioni di euro di Toppan Irplast nello stabilimento di Atessa e quello da 80 milioni di euro di NSG Pilkington per il rifacimento del forno Float di San Salvo, con interventi orientati anche alla sostenibilità ambientale e al consolidamento delle prospettive produttive.
L’appuntamento di San Salvo si inserisce nel percorso di collaborazione istituzionale sviluppato anche in occasione di Expo 2025 Osaka, dove il Mimit e la Regione Abruzzo hanno contribuito alla promozione delle eccellenze produttive italiane e delle opportunità offerte dal territorio, rafforzando il dialogo con il sistema economico e industriale giapponese.
Mappato il microbioma di Ötzi l’uomo dei ghiacci. La scoperta: super lieviti resistenti al freddo
Ötzi non è una reliquia statica, ma un ‘sistema biologico dinamico’ che continua a ospitare vita a distanza di 5.000 anni. È quanto emerge da uno studio dell’Istituto per lo studio delle mummie di Eurac Research, pubblicato sulla rivista Microbiome, che ha analizzato il complesso ecosistema di microrganismi della mummia del Similaun.
I ricercatori sono riusciti a distinguere la flora intestinale originaria dell’Iceman — ormai quasi scomparsa nell’uomo moderno industrializzato — dai microrganismi che hanno colonizzato il corpo dopo la morte. La scoperta più sorprendente riguarda alcuni lieviti specializzati, simili a ceppi antartici, capaci di sopravvivere a temperature estreme. Questi organismi non solo sono arrivati fino a noi attraverso i millenni nel ghiaccio, ma rimangono vitali anche nelle attuali condizioni di conservazione del Museo Archeologico dell’Alto Adige (-6°C). Dallo studio emerge inoltre un dettaglio curioso: alcuni di questi lieviti avrebbero utilizzato come nutrimento il fenolo, una sostanza impiegata in passato per disinfettare la mummia dopo il ritrovamento.
Oltre alla loro importanza per la conservazione della mummia, i risultati aprono anche nuove prospettive per la ricerca: i microrganismi che prediligono le basse temperature potrebbero, ad esempio, essere impiegati in processi industriali ad alta efficienza energetica, come le fermentazioni a basse temperature.
Data center Sicilia, Mediterra investe oltre 20 milioni
Mediterra DataCenters accelera sulla Sicilia con un piano di investimenti superiore a 20 milioni di euro entro la fine del 2026 per il sito PMO01 di Carini, in provincia di Palermo. Le risorse saranno destinate all’acquisizione degli asset presenti sul territorio, al potenziamento delle infrastrutture esistenti e all’ampliamento della capacità della struttura.
Il progetto è stato presentato in occasione della tappa inaugurale del roadshow di Mediterra DataCenters, partito dalla Sicilia e destinato a proseguire a Bologna e Roma. Al centro dell’iniziativa c’è il modello dei Regional Data Center, infrastrutture distribuite sul territorio che la società punta a sviluppare nel Sud Europa per intercettare la crescita della domanda digitale e avvicinare capacità elaborativa e servizi alle imprese e alle istituzioni.
Il piano industriale per PMO01
L’investimento arriva a pochi mesi dal completamento dell’acquisizione di Open Hub Med, oggi PMO01, e punta a rafforzare il posizionamento del sito siciliano come snodo di collegamento tra Europa, Africa, Medio Oriente e Asia.
Il piano superiore a 20 milioni comprende l’acquisizione degli asset presenti sul territorio, il rafforzamento delle infrastrutture già operative e l’espansione della capacità disponibile. L’obiettivo dichiarato è accompagnare l’evoluzione tecnologica della struttura e consolidare la presenza operativa dell’azienda nell’isola.
A questa prima fase si affiancherà un programma di investimenti operativi e industriali di lungo periodo, destinato a sostenere nei prossimi decenni il funzionamento e l’evoluzione della struttura, con interventi dedicati all’efficienza e alla resilienza.
Le attività previste comprendono manutenzione e aggiornamento tecnologico, sviluppo delle competenze, occupazione qualificata e servizi professionali. Il programma include inoltre iniziative di formazione e coinvolgimento del territorio, con ulteriori ricadute economiche dirette e indirette per la regione.
La Sicilia al centro delle rotte digitali del Mediterraneo
La scelta di partire da Carini per il roadshow riflette il peso che la Sicilia sta assumendo nelle strategie legate alla connettività internazionale. La posizione geografica dell’isola la colloca lungo le direttrici che collegano il continente europeo con il Nord Africa, il Medio Oriente e l’Asia, una caratteristica che può favorire lo sviluppo di infrastrutture dedicate allo scambio e alla gestione dei dati.
È su questo scenario che Mediterra costruisce la strategia per PMO01, collegando l’espansione della struttura alla crescita dell’economia digitale regionale e alla possibilità di rafforzare il ruolo dell’isola come gateway del Mediterraneo.
“Siamo davvero orgogliosi di essere qui oggi, a Palermo, nel cuore di un territorio che sta assumendo un ruolo sempre più strategico fra le grandi direttrici economiche e digitali del futuro”, commenta Emmanuel Becker, Ceo di Mediterra DataCenters. “Connettività, innovazione, e investimenti stanno imprimendo un nuovo impulso alla digitalizzazione della Sicilia, come punto di incontro fra Europa, Africa e Medio Oriente, generando valore attraverso i data center regionali. Vogliamo contribuire a questa visione creando un ecosistema capace di moltiplicare le opportunità per imprese, istituzioni e cittadini ed intensificare la collaborazione fra pubblico e privato”.
Regional Data Center, la strategia guarda al Sud Europa
La tappa siciliana ha aperto il primo roadshow organizzato da Mediterra DataCenters per portare il confronto sui Regional Data Center in diversi territori italiani. Dopo Carini, il percorso proseguirà infatti a Bologna…
Ast Terni: Urso convoca tavolo il 28 settembre, focus su monitoraggio Accordo di programma, piano industriale e occupazionale
La riunione servirà a fare il punto sull’attuazione degli impegni previsti dall’Accordo e sulle prospettive industriali dello stabilimento
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del ministro, sen. Adolfo Urso, ha convocato per il 28 settembre, alle ore 11, il Comitato esecutivo dei sottoscrittori dell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2025.
La riunione sarà dedicata a fare il punto sull’attuazione degli impegni previsti dall’Accordo e sulle prospettive industriali dello stabilimento. In particolare, il tavolo avvierà il monitoraggio dell’andamento del piano industriale e del piano occupazionale: stato di avanzamento degli investimenti e rispetto del relativo cronoprogramma, andamento dei volumi produttivi, livelli occupazionali e percorsi di formazione e riqualificazione del personale.
Il confronto si concentrerà inoltre sulla competitività dello stabilimento, con specifico riferimento ai costi dell’energia e agli impegni e agli strumenti previsti dall’Accordo, nell’ambito delle rispettive competenze delle Parti.
Parmitano sarà il pilota della missione Artemis III: “L’Italia è la mia piattaforma di lancio”
Luca Parmitano sarà il pilota della missione Artemis III. Lo ha annunciato la Nasa presentando l’equipaggio, che comprende anche il comandante Randy Bresnik e gli specialisti Frank Rubio e Andre Douglas, con Bob Hines come riserva. Una scelta che porta un astronauta italiano al centro del programma che dovrà preparare il ritorno dell’uomo sulla Luna.
Visibilmente commosso, Parmitano ha ringraziato il Paese e le istituzioni che lo hanno accompagnato in questo percorso. “Sono onorato del ruolo che mi è stato affidato e profondamente grato per il compito che ci attende”, ha detto, ricordando come “la piattaforma di lancio” della sua carriera sia stata l’Italia, dal sistema educativo all’Aeronautica Militare, fino all’Agenzia Spaziale Italiana che gli ha dato le prime opportunità.
Nel suo intervento, l’astronauta ha descritto il percorso verso Artemis come una vera architettura del volo: l’Esa “torre di lancio” capace di unire mondi diversi e costruire relazioni, e la Nasa “razzo” che rende possibile la missione. Un ruolo chiave lo ha attribuito anche alla dimensione personale, indicando nella famiglia “il carburante” di questo viaggio.
Parmitano, con alle spalle 366 giorni nello spazio, sei passeggiate extraveicolari e il comando della Stazione Spaziale Internazionale, entrerà ora nel vivo di una fase decisiva del programma Artemis. La missione in orbita terrestre servirà a testare tecnologie e procedure fondamentali per le future esplorazioni lunari, segnando un passo cruciale verso una nuova presenza umana sulla Luna.
Lazzaroli, Open Fiber: “Con il Backbone 2.0 Italia pronta alla crescita del traffico digitale”
La crescita dei data center, l’espansione dei servizi cloud e l’arrivo di nuovi cavi sottomarini stanno aumentando la pressione sulle grandi dorsali che trasportano i dati lungo il Paese. Open Fiber risponde con Backbone 2.0, il progetto da oltre 3.200 chilometri di nuovi collegamenti in fibra, di cui più di 2 mila già posati, pensato per aumentare capacità, diversificare i percorsi e rendere la rete più flessibile. Andrea Lazzaroli, Head of Business Marketing di Open Fiber, spiega come sta cambiando questa infrastruttura e quale ruolo può giocare nella crescita dell’economia digitale italiana.
Open Fiber ha raggiunto il traguardo dei 2 mila chilometri di rete posata sul progetto di Backbone 2.0. Quando parliamo di Backbone, di cosa stiamo parlando esattamente?
Possiamo immaginarlo come la grande rete di collegamento su cui viaggiano enormi quantità di dati tra città e territori. Se la fibra che arriva nelle case e nelle aziende rappresenta la parte più visibile della rete, il backbone è la sua “spina dorsale”: collega i principali nodi e permette al traffico di spostarsi su lunghe distanze. È un’infrastruttura che normalmente non vediamo, ma che è essenziale per far funzionare un Paese sempre più connesso.
Perché c’è bisogno di potenziarla proprio adesso?
Perché la quantità di dati che produciamo e scambiamo continua a crescere. Pensiamo allo streaming, ai servizi cloud, alle applicazioni utilizzate dalle imprese, ma anche alla crescita dei data center e, più in generale, di nuovi ecosistemi digitali. A questo si aggiunge un altro fenomeno importante: l’Italia è interessata dall’arrivo di nuovi sistemi di cavi sottomarini, che trasportano grandi quantità di dati tra Paesi e continenti. Tutto questo traffico, una volta arrivato sul territorio, deve poter proseguire in modo efficiente attraverso reti nazionali adeguate.
Quindi Backbone 2.0 serve semplicemente ad avere più capacità?
Non solo. La capacità è certamente importante, ma conta anche avere più percorsi a disposizione. Backbone 2.0 aggiunge nuove direttrici alla rete esistente, creando collegamenti alternativi e complementari. È un po’ come passare da una rete stradale con poche grandi arterie a una rete con più autostrade e più possibilità di scegliere il percorso. Questo consente di accompagnare meglio la crescita del traffico e rende l’infrastruttura più flessibile rispetto alle diverse esigenze di connettività.
E concretamente cosa sta realizzando Open Fiber?
Il progetto, avviato nel 2025, prevede complessivamente oltre 3.200 chilometri di nuovi cavi. Più di 2.000 chilometri sono già stati posati e sono disponibili diverse direttrici che collegano, tra le altre, Milano, Genova, Bologna, Padova e Roma. Il piano proseguirà anche lungo la direttrice adriatica tra Bologna e Bari, passando per Ancona, e sulla tratta Genova-Torino.
Che cosa abilita una rete di questo tipo?
Crea le condizioni per sostenere servizi che richiedono sempre più capacità e prestazioni elevate. La nuova infrastruttura, inoltre, permetterà di sviluppare servizi con latenza garantita e una gestione dinamica dei percorsi di rete. In termini semplici significa poter gestire in maniera più evoluta il viaggio dei dati, adattando la rete alle diverse necessità. È una caratteristica sempre più importante in un mondo in cui applicazioni e servizi digitali hanno esigenze molto diverse…
Mimit: altri 140 milioni di euro per innovazione e infrastrutture digitali
Urso: “priorità alle tecnologie strategiche”
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy destina 140,2 milioni di euro al rafforzamento della capacità tecnologica e innovativa dell’Italia e allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi digitali. Le risorse sono state stanziate con decreto firmato dal ministro, sen. Adolfo Urso, e sono a valere sul Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020 – Area tematica “Digitalizzazione”.
“Con questo provvedimento incrementiamo gli investimenti nelle tecnologie strategiche e nell’innovazione, dagli Accordi per l’innovazione alle tecnologie quantistiche e biomedicali, fino al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi digitali, per rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano”, ha dichiarato il ministro Urso.
La quota più rilevante, pari a 87,7 milioni di euro aggiuntivi, è destinata agli Accordi per l’innovazione, al fine di completare l’iter delle domande già ammesse alla fase istruttoria nell’ambito dello sportello attivato dal decreto del 4 settembre 2025. Altri 30 milioni di euro sono destinati a interventi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori delle tecnologie quantistiche, della bio-elettronica, dei radiofarmaci e della farmaceutica avanzata. Queste risorse potranno inoltre finanziare iniziative collegate alle tecnologie quantistiche e alla partecipazione italiana a bandi congiunti europei e internazionali.
Ulteriori 17,5 milioni di euro, a partire dal 2027, sono destinati a programmi strategici nel settore delle comunicazioni elettroniche e della gestione dello spettro radioelettrico. Nel dettaglio, le risorse sono ripartite in 5 milioni di euro per la risoluzione delle interferenze transfrontaliere, 5 milioni per la sperimentazione di sistemi Wireless Broadband destinati all’automazione evoluta dei data center nazionali e 7,5 milioni per lo sviluppo e la sperimentazione di un modello nazionale di gestione del patrimonio delle frequenze.
Completano il quadro le risorse destinate al Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI) e al Numero Unico Europeo 112 (NUE 112). In particolare, al SINFI sono assegnati 3,2 milioni di euro per l’estensione delle funzionalità di mappatura, monitoraggio e gestione delle informazioni relative alle infrastrutture sottomarine e ai cavi subacquei, mentre 1,8 milioni di euro sono destinati alle attività connesse al NUE 112, con particolare riferimento al servizio Next Generation eCall, che consente ai veicoli, in caso di incidente grave, di effettuare automaticamente una chiamata al 112, trasmettendo la posizione e i dati essenziali dell’emergenza.
Per maggiori informazioni
La NASA presenta l’equipaggio: Luca Parmitano sarà il pilota di Artemis III
L’astronauta Luca Parmitano è nell’equipaggio della missione Artemis III della Nasa, destinata ad aprire la via al ritorno di esseri umani sul suolo lunare. Lo ha annunciato la Nasa. L’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea farà parte della missione, prevista nella seconda metà del 2027 e che non sarà diretta alla Luna: è stata progettata dopo la revisione del programma Artemis da parte della Nasa per sperimentare nell’orbita terrestre le tecnologie di rendezvous e di attracco fra la capsula Orion, sulla quale voleranno gli astronauti, e uno o due veicoli costruiti da aziende private per posarsi sul suolo lunare.
Parmitano avrà il ruolo di pilota, unico astronauta non americano a far parte dell’equipaggio. Al comando c’è Randy Bresnik, con un addestramento da pilota come Parmitano. Specialisti di missione sono Frank Rubio, un altro veterano della Nasa e Andre Douglas, che era stato assegnato come riserva nella missione Artemis II.
Il programma prevede una campagna di lanci multipli dei razzi più potenti al mondo, per testare il sistema integrato tra Orion e i lander, comprese le interfacce di sistema, il software, la propulsione e le comunicazioni.
“Oggi compiamo un altro audace passo verso il ritorno dell’umanità sulla Luna, basandoci sulle straordinarie fondamenta gettate dagli astronauti di Artemis II“, ha dichiarato l’amministratore della Nasa Jared Isaacman “Le loro imprese hanno riacceso l’entusiasmo globale per l’esplorazione e ora passano il testimone al team di Artemis III, composto da Randy, Luca, Frank e Andre. Artemis III dimostrerà la potenza dell’innovazione americana e della collaborazione internazionale, mentre testeremo complesse operazioni di rendezvous e attracco e faremo progredire le tecnologie che un giorno ci porteranno piu’ in profondita’ nel sistema solare. Questa missione richiederà il coordinamento piu’ impressionante di lanci di razzi vettori pesanti della storia, attingendo al talento e alle capacità di team provenienti da tutto il governo e dalla comunita’ spaziale. Gli astronauti di Artemis III, insieme all’Esa e ai nostri partner internazionali, e alle decine di migliaia di tra i migliori e più brillanti talenti dell’agenzia e dell’industria, stanno inaugurando una nuova Eta’ dell’Oro dell’esplorazione, portando avanti le speranze e i sogni della prossima generazione, proprio come gli astronauti dell’Apollo hanno fatto per molti di noi“.
“Mi scuso per essere così emozionato, sono onorato, ma sono soprattutto grato a tutti coloro che mi hanno permesso di arrivare a questo volo“: sono state queste le prime parole dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano, subito dopo che la Nasa ha annunciato i quattro membri dell’equipaggio della missione Artemis III.
“La mia base di lancio – ha detto AstroLuca, visibilmente commosso – è stata il mio Paese, l’Italia, che mi ha dato l’istruzione necessaria per arrivare a questa missione. L”Esa è stata la torre di lancio, che mi ha permesso di costruire relazioni e di esprimere tutto il mio potenziale. La Nasa è stato il razzo, che ringrazio per avermi permesso di far parte di questo incredibile equipaggio“.
Quindi l’astronauta ha ringraziato la sua famiglia, in particolare le figlie: “siete l’energia per la mia anima“. Poi ha salutato tutti con un ‘grazie‘ pronunciato in italiano.
Luca Parmitano farà parte dell’equipaggio di Artemis III (RaiNews)
Al Johnson Space Center di Houston l’agenzia spaziale statunitense svela i nomi dei quattro astronauti che parteciperanno alla prossima missione del programma internazionale per il ritorno sulla Luna. Dopo la missione Artemis II che ad aprile ha sorvolato il nostro satellite, con Artemis III il prossimo anno si rimarrà nell’orbita terrestre. Gli obiettivi principali saranno testare una serie di operazioni con il lander che sarà usato in futuro per la discesa sulla superficie e provare per la prima volta le nuove tute spaziali, sviluppate dall’azienda privata statunitense Axiom Space con la partecipazione di Prada.
Il programma Artemis è guidato dalla NASA e coinvolge decine di paesi. L’Agenzia Spaziale Europea è in prima linea e fornisce, fra l’altro, il modulo di servizio che dà energia e propulsione alla navetta Orion. L’Italia attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana fornirà anche un modulo pressurizzato per astronauti da posizionare sulla superficie lunare.
La NASA vestirà Prada: il lusso italiano sbarca nello spazio
La casa di moda italiana Prada ha svelato l’abbigliamento intimo che sarà indossato dagli astronauti della NASA diretti sulla Luna, sottolineando la spinta del marchio a diventare il primo grande attore del lusso a farsi strada nell’industria spaziale.
La tuta aderente, creata in collaborazione con Axiom Space, uno sviluppatore di infrastrutture spaziali con sede a Houston, presenta tubi di ventilazione integrati nel tessuto. Il nuovo prodotto fa seguito al clamoroso debutto di Prada nella moda spaziale nel 2024, con la presentazione di una tuta spaziale che dovrebbe essere utilizzata per l’atteso sbarco sulla Luna della missione Artemis 4 della NASA nel 2028.
Anche altre aziende di moda e abbigliamento sono salite sul carro dello spazio. Under Armour ha stretto una partnership con la compagnia di voli spaziali Virgin Galactic per creare abbigliamento spaziale, mentre Columbia Sportswear ha collaborato con la società di esplorazione spaziale Intuitive Machines sulla tecnologia dei tessuti spaziali.
Cloudera e Mistral, partnership per l’AI sovrana nelle imprese
L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese entra nella fase in cui la potenza dei modelli deve fare i conti con governance, sicurezza, proprietà intellettuale e sostenibilità economica. È su questo terreno che si inserisce l’accordo strategico tra Cloudera e Mistral, che porterà i modelli e gli strumenti sviluppati dal laboratorio francese direttamente sulla piattaforma ibrida dati e AI di Cloudera.
La collaborazione punta a consentire alle organizzazioni di costruire, personalizzare ed eseguire applicazioni di intelligenza artificiale utilizzando i propri dati privati e scegliendo dove collocare i carichi di lavoro: cloud pubblico o privato, infrastrutture on-premise, edge, ambienti sovrani o sistemi completamente air-gapped. Il presupposto è mantenere le informazioni sensibili entro i confini di sicurezza e governance già definiti dall’azienda.
La partita riguarda soprattutto le imprese che dispongono di grandi patrimoni informativi e che devono conciliare l’adozione dell’AI con vincoli normativi e operativi. Per queste organizzazioni, infatti, trasferire informazioni proprietarie verso servizi esterni può creare criticità sul fronte della sicurezza, della conformità e del controllo dell’infrastruttura.
Dai progetti pilota all’AI in produzione
L’intesa nasce con l’obiettivo di affrontare uno dei passaggi più complessi dell’attuale mercato: trasformare l’AI da tecnologia sperimentale a componente stabile dei processi aziendali.
“L’AI enterprise sta entrando in una nuova fase in cui le organizzazioni non necessitano solo di accedere a modelli potenti, ma della libertà di sbloccare un’intelligenza specializzata utilizzando i propri dati, alle proprie condizioni”, spiega Abhas Ricky, Chief Business Officer & GM, Applied AI di Cloudera. “Insieme a Mistral, stiamo offrendo alle aziende la capacità di eseguire l’AI dove risiedono i loro dati, di personalizzarla con la propria proprietà intellettuale e di mantenere il controllo su dati, infrastrutture e costi. Questa combinazione di intelligenza e controllo è essenziale per far passare l’AI dalla fase di sperimentazione alla produzione vera e propria.”
Il nodo è particolarmente rilevante nei settori regolamentati e ad alta intensità di dati, dove la possibilità di utilizzare modelli avanzati deve convivere con requisiti rigorosi in materia di trattamento delle informazioni. La proposta congiunta mantiene l’esecuzione dell’AI all’interno del perimetro scelto dall’organizzazione, riducendo la necessità di spostare all’esterno dataset sensibili o proprietari.
I modelli Mistral su 30 exabyte di dati
Sul piano tecnologico, la suite di modelli e strumenti di Mistral sarà integrata con la piattaforma ibrida dati e AI di Cloudera, permettendo ai clienti di utilizzare applicazioni personalizzate su 30 exabyte di dati.
Il deployment potrà avvenire su infrastrutture pubbliche e private, nei data center aziendali e all’interno di sistemi completamente isolati dalle reti esterne. In tutti questi casi l’obiettivo dichiarato è mantenere un livello coerente di governance e controllo.
L’integrazione comprenderà il portafoglio di Mistral dedicato a ragionamento, chat, coding, document intelligence e voce, ampliando così le opzioni disponibili per applicare l’intelligenza artificiale alle informazioni aziendali.
La scelta del luogo in cui eseguire i modelli ha anche una conseguenza economica. Le imprese potranno infatti definire il modello di distribuzione e l’infrastruttura più adatti ai singoli workload, senza dipendere esclusivamente dai servizi di AI consumati attraverso Api pubbliche. Con l’aumentare dell’utilizzo, la possibilità di calibrare l’architettura sui carichi di lavoro può diventare uno strumento…
Electrolux: Urso convoca il tavolo al Mimit per il 5 ottobre
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La data è stata comunicata nel corso di un incontro a Palazzo Piacentini con le organizzazioni sindacali
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha convocato per lunedì 5 ottobre un nuovo tavolo di confronto sulla vertenza Electrolux con l’azienda, le istituzioni locali e le parti sociali. La data è stata comunicata nel corso di un incontro, a Palazzo Piacentini, tra il Ministro e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
La convocazione fa seguito inoltre a un confronto tenutosi nelle scorse ore al Mimit tra Urso e i rappresentanti del Gruppo, sulla base degli approfondimenti svolti nelle riunioni tecniche di inizio settembre.











