Urso: “a sostegno delle imprese anche all’interno delle fiere internazionali”
È stata inaugurata alla Fiera di Milano, in occasione dell’appuntamento internazionale con MIDO Eyewear 2026, la prima Casa del Made in Italy all’interno di una struttura fieristica. Si dà così attuazione all’accordo stipulato al Mimit tra AEFI e IT-EX, le due principali associazioni di categoria per valorizzare il ruolo delle fiere come strumento strategico di politica industriale.
Al taglio del nastro hanno partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, il presidente di Fondazione Fiera di Milano, Giovanni Bozzetti, il vicedirettore generale di Fiera Milano, Roberto Foresti, la presidente di MIDO, Lorraine Berton.
“Questa Casa del Made in Italy rappresenterà un presidio permanente di raccordo operativo tra imprese e ministero in occasione dei principali appuntamenti fieristici internazionali” ha dichiarato il ministro Urso. “Uno strumento che accompagnerà le aziende sugli incentivi, sugli strumenti a supporto dell’ internazionalizzazione, sulla tutela del marchio e sulla valorizzazione delle nostre eccellenze produttive. Un sostegno a chi produce e crea occupazione, per investire e innovare e proiettarsi con efficacia sui mercati internazionali”.
Con la Casa del Made in Italy, il Mimit insieme a Fondazione Fiera Milano e Fiera Milano, potrà essere di supporto alle aziende, in particolare le pmi, per la partecipazione ai principali appuntamenti internazionali che rappresentano uno strumento di crescita, visibilità e sviluppo, facilitando inoltre l’incontro tra imprese, investitori, buyer internazionali e la rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.
Il progetto delle Case del Made in Italy, più in generale, si inserisce in una riorganizzazione del Mimit che non ha comportato nuove assunzioni e ha contribuito a ottimizzare l’impiego degli spazi e del personale già in servizio nelle sedi territoriali.
E’ arrivata dalla Croazia, forse con la mareggiata o forse seguendo gli spostamenti del pesce di cui si ciba. E’ stata avvistata attorno alla foce del Bevano, nell’area interdetta all’uomo, tra Lido di Classe e Lido di Dante. E poi se ne è andata, in direzione mare aperto, dopo qualche ora trascorsa in Romagna. L’avvistamento da parte dei carabinieri forestali di una foca monaca è di una rarità senza precedenti. Perche’ ce ne sono pochissime e perche’ non vivono qui, dove la presenza umana è preponderante.
“Si stima che in tuto il Mediterraneo siano sui 700 esemplari – spiega Simone D’Acunto della ong Cestha – vogliamo divulgare la notizia in maniera corretta alla comunità scientifica e attivare eventualmente dei monitoraggi”.
E’ possibile che la presenza del mammifero sia – indirettamente – legata al cambiamento climatico. “Potrebbe essere legato agli spostamenti delle prede delle foche, portandola così a variare i suoi areali storici”.
Il ministro: “creare forza d’urto che agisca con unità di intenti, governo, associazioni, sindacati affinché l’Europa si muova”
I principali dossier europei di rilevanza per le industrie energivore – con particolare riferimento a CBAM, ETS, misure di salvaguardia per acciaio e ferroleghe e ai Piani d’azione europei per acciaio, metalli e chimica – sono stati al centro del tavolo di confronto al Mimit presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. All’incontro hanno partecipato i delegati dei Ministeri interessati e le principali associazioni delle industrie energivore dei settori chimica, meccanica, vetro, carta, acciaio, ceramica, cemento, manifattura, siderurgia e gomma-plastica.
“Il processo di revisione dei dossier europei che impattano sulle imprese energivore è iniziato grazie all’Italia, che ha saputo costruire un consenso con gli altri Paesi Ue a partire dal non-paper di revisione del CBAM e da quello sulla chimica europea”, ha dichiarato il Ministro. “Il 2026 – ha proseguito Urso – dovrà essere l’anno delle riforme e della svolta. Occorrono ora decisioni coraggiose e pragmatiche dalla Commissione, per difendere e rilanciare la produzione europea dei settori più esposti, come l’automotive e le industrie energivore. Non noi molleremo, non ci accontenteremo di palliativi. Occorrono riforme radicali, immediate”.
Nel corso dell’incontro il ministro ha riferito sugli esiti dei colloqui avuti a Bruxelles con cinque Commissari europei, tra cui Stéphane Séjourné e Teresa Ribera, e con la delegazione italiana al Parlamento Ue sulle riforme di politica industriale del Continente. Temi che saranno al centro anche dell’incontro informale dei Leader europei sulla competitività del 12 febbraio e del Consiglio Competitività del 26 febbraio.
Sull’estensione del CBAM ai prodotti a valle, Urso ha sottolineato la richiesta italiana di maggiore ambizione e tempi più rapidi, evidenziando che la data del 1° gennaio 2028 è troppo lontana. È inoltre necessario definire con attenzione il perimetro dei prodotti inclusi per tutelare le filiere industriali ed evitare distorsioni, valutando con cautela l’eventuale estensione ai rottami ferrosi pre-consumo. Occorre infine maggiore chiarezza sul funzionamento del fondo temporaneo per la decarbonizzazione e sui meccanismi antielusione del CBAM.
Per quanto riguarda la revisione del sistema ETS, è stato ribadito che essa deve tener conto delle prime evidenze del CBAM e correggere le distorsioni di mercato, a partire dall’eccessiva volatilità dei prezzi legata a fenomeni speculativi. Il Ministro ha spiegato che, per alcuni settori energivori, la neutralità climatica resta oggi tecnicamente ed economicamente irraggiungibile, trasformando l’ETS in una forma di tassazione aggiuntiva. Il mantenimento delle quote gratuite oltre il 2034 rappresenterebbe quindi uno strumento equilibrato per riconoscere gli sforzi delle imprese già impegnate nella decarbonizzazione, in attesa che ulteriori vettori energetici siano pienamente maturi ed economicamente accessibili.
Urso si è poi soffermato sul Piano d’azione europeo per l’industria chimica e sull’Industrial Accelerator Act, di prossima presentazione da parte della Commissione, che prevede la promozione dei mercati guida e il principio della preferenza europea a sostegno dei prodotti delle industrie energivore, come acciaio, cemento verde e automotive.
Infine, sul piano nazionale, il Ministro ha ricordato che il Mimit è al lavoro con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con gli altri Dicasteri competenti per la definizione del decreto energia.
L’incontro, che segue quello sull’automotive di venerdì scorso, rientra nel ciclo di confronti che il Mimit sta portando avanti con i diversi comparti industriali nazionali. “Dobbiamo creare una forza d’urto – ha evidenziato il Ministro – che agisca con coesione e unità di intenti, governo, associazioni, sindacati affinché l’Europa si muova, senza infingimenti, subito”.
Super enzimi presenti in natura che scompongono le materie plastiche: è la scoperta su cui stanno lavorando alcuni scienziati australiani.
“Abbiamo individuato ed estratto un enzima capace di idrolizzare la plastica”, ha rivelato, chimico presso la Csiro, Agenzia governativa australiana responsabile della ricerca scientifica.
Allo studio è una tecnologia in grado di capitalizzare alcune proteine presenti in natura che sono in grado di scomporre le materie plastiche anche se molto lentamente: “L’enzima – scrive Cass sul sito del Csiro – viene impiantato in plastica biodegradabile mentre viene formata, e si attiva quando questa è esposta a umidità, che sia in compost, in materiale di riporto o in corpi idrici”.
La plastica biodegradabile così formata avrebbe un costo notevolmente inferiore alla plastica regolare, prodotta da combustibili fossili.
L’Australian Packaging Covenant Organization (Apco), che rappresenta l’industria degli imballaggi, stima che gli australiani usino oltre un milione di tonnellate di imballaggi di plastica l’anno, pari a 47 kg di plastica a persona. Fino al 98% della plastica riutilizzata viene riciclata in prodotti di categorie inferiori come basi stradali, che continuano a degradarsi nell’ambiente e nell’atmosfera.
Decisione attesa entro settembre per i tre stabilimenti italiani
Nuovo tavolo al Mimit dedicato alla vertenza Pierburg, azienda del settore automotive specializzata nella produzione di componenti per motori, a seguito del processo di vendita che coinvolge oltre 350 lavoratori nei tre stabilimenti italiani di Lanciano, Livorno e Torino.
Durante la riunione, l’azienda ha comunicato che il percorso di vendita è ormai avviato verso la fase conclusiva: restano infatti due manifestazioni d’interesse vincolanti in fase di valutazione, entrambe orientate alla crescita industriale, e una di esse si aggiudicherà gli asset.
Pierburg ha inoltre precisato che, nel corso delle prossime settimane, verrà individuata la proposta maggiormente orientata al rilancio industriale dei siti produttivi: l’obiettivo è quello di giungere alla chiusura dell’operazione entro il mese di settembre. L’azienda condividerà la soluzione finale in sede ministeriale prima della sottoscrizione, in coerenza con lo spirito di confronto che ha caratterizzato il tavolo sin dal suo inizio.
Il Ministero, valutando positivamente l’approccio di condivisione adottato dall’azienda, ha manifestato l’intenzione di riconvocare il tavolo in sede plenaria non appena emergeranno elementi di novità significativi.
Con la chiusura del portello della navicella Soyuz MS-27 è iniziato il viaggio di ritorno sulla Terra per gli astronauti Jonny Kim (Nasa), Sergey Ryzhikov e Alexey Zubritsky (Roscosmos).
I tre, secondo quanto riferito dalla Nasa, hanno trascorso 245 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, compiendo oltre 3.900 orbite attorno alla Terra e percorso quasi 167 milioni di chilometri.
Per Kim e Zubritsky è stata la prima spedizione sulla ISS, mentre per Ryzhikov è stato il terzo viaggio nello spazio.
Urso: “infrastruttura essenziale per portare i Giochi in tutto il mondo”
In vista dell’apertura delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato l’utilizzo di circa 8.000 frequenze radio, un intervento di eccezionale complessità tecnica e dimensione, senza precedenti per un evento sportivo di questa portata. L’attività è stata svolta dalla Direzione Generale per il Digitale e le Telecomunicazioni (DGTEL) del MIMIT, in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con la Fondazione Ugo Bordoni, ed è finalizzata alla pianificazione e all’autorizzazione delle risorse frequenziali necessarie allo svolgimento dei Giochi.
“A Milano e Cortina l’Italia scenderà in pista non solo con i suoi atleti, ma anche con un sistema di competenze, innovazione e tecnologia d’eccellenza”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso. “Le Olimpiadi invernali rappresentano infatti anche una grande sfida tecnologica – ha aggiunto -. Le 8.000 frequenze autorizzate dal Mimit costituiranno un’infrastruttura essenziale per garantire un’organizzazione impeccabile dei Giochi e permettere a milioni di spettatori nel mondo di viverli in tempo reale”.
La gestione dello spettro radio è un’attività di carattere tecnico-specialistico poco conosciuta dal grande pubblico, ma essenziale per il corretto funzionamento delle infrastrutture tecnologiche a supporto di un grande evento sportivo internazionale.
Le tecnologie wireless consentono l’erogazione di servizi fondamentali quali il cronometraggio delle competizioni, le comunicazioni operative tra atleti, staff e organizzatori, le riprese e la trasmissione audio e video, nonché i sistemi di sicurezza e di videosorveglianza. A tali tecnologie si aggiungono quelle volte a migliorare la fruizione dell’evento, tra cui i droni FPV, per riprese in grado di creare un’esperienza di volo immersiva “in prima persona”, e le body-cam indossate dagli atleti, utili a mostrare l’evento dalla prospettiva dell’atleta stesso.
Alle attività svolte dalla DGTEL si integrano quelle di monitoraggio e vigilanza sul territorio, affidate alle Case del Made in Italy, impegnate a garantire il corretto utilizzo delle frequenze radio durante l’intero periodo dei Giochi.
Il lavoro avviato dal Mimit, già a partire dal 2024, consentirà a oltre 200 soggetti, tra organizzatori, emittenti e comitati olimpici e paralimpici, di operare in modo coordinato attraverso l’impiego delle risorse frequenziali autorizzate, garantendo il regolare svolgimento delle competizioni e un’esperienza tecnologica avanzata per il pubblico di tutto il mondo.
La navicella spaziale Soyuz MS-27 con a bordo i cosmonauti russi Sergei Ryzhikov e Alexei Zubritsky e l’astronauta della NASA Jonathan Kim è tornata sulla Terra.
Un video dell’agenzia Roscosmos ha mostrato Ryzhikov e Kim mentre venivano estratti dalla navicella e sottoposti a controlli medici post-atterraggio.
La navicella è atterrata alle 8:04 ora di Mosca (05:04 GMT) vicino alla città kazaka di Zhezkazgan.
Gli astronauti sono tornati sulla Terra dopo aver completato una missione di otto mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, secondo l’agenzia spaziale statunitense, la NASA.
Nuovo tavolo al Mimit su Fimer S.p.A., azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di inverter, assegnata alla MA Solar Italy Limited, per fare il punto della situazione sul futuro dello stabilimento di Terranuova Bracciolini (Arezzo), che coinvolge oltre 250 lavoratori.
Nel corso della riunione – alla quale ha partecipato anche l’azionista (Greybull Capital) – l’azienda ha confermato i propri obiettivi sia sul fronte delle vendite sia su quello degli investimenti, esprimendo fiducia per il futuro, nonostante le difficoltà del mercato.
Le strutture tecniche del Mimit hanno quindi auspicato che gli obiettivi indicati vengano pienamente rispettati e che l’azienda possa rapidamente fornire anche al mercato segnali concreti di ripresa, con un deciso reale cambio di passo che preveda anche il rientro di tutti i lavoratori dalla cassa integrazione. Il Ministero, infine, è in campo anche in ambito europeo per rafforzare la tutela delle filiere connesse alle energie rinnovabili, settore nel quale Fimer costituisce una riconosciuta eccellenza.
Le parti torneranno a incontrarsi entro la fine di aprile per un monitoraggio puntuale dello stato di avanzamento del percorso.
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