Altri Mondi – Matt Dinniman, quando il boss finale è il capitalismo

Altri Mondi – Matt Dinniman, quando il boss finale è il capitalismo

Questa settimana ad Altri Mondi partiamo dall’intervista realizzata a Lucca Comics and Games a Matt Dinniman, autore della celebre saga di “Dungeon Crawler Carl”, libri che tengono insieme letteratura e videogiochi per mettere alla berlina le storture del capitalismo digitale dei nostri tempi. Poi con l’esperto di gaming Lorenzo Fantoni l’anteprima del nuovo Call of Duty Black Ops 7, che nel cast ha attori come Milo Ventimiglia e Michael Rooker. In chiusura, con Mattia Pianezzi, la gioiosa follia di Once Upon a Katamari, che finalmente segna il ritorno della saga creata da Keita Takahashi.

Altri Mondi è la rubrica a cura di Dario Marchetti che ogni settimana su RaiNews24, rainews.it e RaiPlay esplora il multiverso videoludico (e non solo).

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Strategia datacenter: Italia hub del Mediterraneo

Strategia datacenter: Italia hub del Mediterraneo

Identità, innovazione e infrastrutture per la competitività digitale del Paese

È stato pubblicata sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy la “Strategia per l’attrazione degli investimenti esteri nei data center”, elemento fondamentale per la competitività digitale e tecnologica del Paese.

La strategia, elaborata grazie a un ampio confronto con amministrazioni centrali (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero dell’Università e della Ricerca, Dipartimento per la Trasformazione Digitale) e territoriali, associazioni di categoria e operatori industriali, mira a rafforzare il ruolo dell’Italia come hub digitale europeo e mediterraneo, promuovendo uno sviluppo diffuso delle infrastrutture di data storage e cloud a servizio di imprese, pubblica amministrazione e cittadini.

“Attrarre investimenti esteri nei data center è essenziale per rendere l’Italia un hub strategico nella gestione, innovazione e sicurezza dei dati europei e globali”, ha dichiarato il ministro Urso. “Una rete tecnologica solida e resiliente è determinante per la competitività delle nostre imprese. Come Mimit, favoriamo le migliori condizioni attraverso incentivi normativi e semplificazioni procedurali, affinché il nostro Paese diventi la prima scelta per gli investitori internazionali”.

Nel documento pubblicato, il Mimit evidenzia tra i principali punti di forza del sistema Paese la presenza diffusa di aree industriali dismesse (“siti brownfield”), che saranno mappate, già urbanizzate e immediatamente disponibili per nuovi insediamenti produttivi, riducendo così sensibilmente il consumo di suolo. A questi si aggiungono una rete energetica stabile e capillare, un accesso in costante crescita all’energia da fonti rinnovabili e una connettività digitale ad altissima velocità, garantita dalla diffusione delle reti in fibra ottica e ultra-broadband su tutto il territorio nazionale e dalla presenza di numerosi cavi sottomarini che atterranno nel Paese .

Grande attenzione è riservata anche ai temi di sostenibilità e innovazione, con l’indicazione di puntare a regole per l’efficienza energetica, al riuso delle acque, al contenimento dell’impatto ambientale e al recupero del calore prodotto. La strategia evidenzia inoltre l’importanza degli investimenti in capitale umano e formazione nelle discipline STEM, promuovendo la collaborazione con università e centri di ricerca per creare nuove competenze e fare dell’Italia un punto di riferimento per i talenti digitali.

 

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Cdm approva decreto contro i green claims

Urso: “Stop al greenwashing, difendiamo il Made in Italy sostenibile”

Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, un decreto legislativo che recepisce la direttiva UE 2024/825 sulla ‘responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde’.

Il provvedimento rafforza tutele e strumenti contro le pratiche commerciali scorrette legate alla sostenibilità ambientale e sociale dei prodotti, i cosiddetti ‘green claims’ ingannevoli, e introduce nuove modalità di informazione chiara e verificabile a beneficio dei consumatori.

“Con questo provvedimento puntiamo i riflettori sul fenomeno del greenwashing per difendere il Made in Italy autenticamente sostenibile e valorizzare chi compete con trasparenza e responsabilità”, ha dichiarato il ministro Urso. “L’obiettivo è tutelare i consumatori, perché possano compiere scelte di acquisto consapevoli, e proteggere le imprese italiane da pratiche scorrette che alterano la concorrenza”.

Nel dettaglio, il decreto amplia l’elenco delle pratiche commerciali vietate, aggiornando il Codice del consumo. Verranno considerate scorrette e sanzionate le affermazioni ambientali generiche o ingannevoli, come la presentazione di prodotti ‘neutri’ o ‘a impatto zero’, quando tali dichiarazioni non siano attendibili, comparabili e verificabili. L’obiettivo è rafforzare la tutela dei consumatori e proteggere i settori produttivi più esposti, come moda e tessile, dove una comunicazione ambientale corretta è essenziale per informare il consumatore, difendere il Made in Italy e contrastare pratiche sleali che penalizzano i produttori virtuosi.

Il provvedimento introduce definizioni puntuali di asserzione ambientale, marchio di sostenibilità, durabilità e riparabilità dei beni, per rendere più trasparente e verificabile la comunicazione sulle caratteristiche ambientali e consentire ai consumatori di riconoscere con chiarezza i prodotti realmente sostenibili.

Previste, infine, nuove regole di trasparenza nelle informazioni ai consumatori, anche per i contratti conclusi online, con l’introduzione di un avviso armonizzato sulla garanzia legale e di un’etichetta armonizzata che rendono immediatamente riconoscibile la durabilità dei prodotti.

Il mancato rispetto delle nuove disposizioni sarà oggetto di vigilanza da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che potrà applicare le sanzioni previste per le pratiche commerciali scorrette.

 

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Mimit: inaugurata mostra sull’industria dei videogiochi Made in Italy

Mimit: inaugurata mostra sull’industria dei videogiochi Made in Italy

Urso: “riconoscimento a settore che valorizza creatività e innovazione italiana”

Inaugurata, presso l’Atrio di Palazzo Piacentini, la mostra ‘Videogiochi. Oltre l’intrattenimento’, un percorso espositivo per raccontare un settore economico dell’industria culturale e creativa. Al taglio del nastro erano presenti il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, il presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, Federico Mollicone, il direttore generale di IIDEA – Italian Interactive and Digital Entertainment Association, Thalita Malagò, e il ceo di Video Games Europe, Simon Little.

“Questa mostra rende omaggio a un settore in forte crescita, che unisce creatività, tecnologia e talento italiano”, ha dichiarato il ministro Urso. “Il videogioco è oggi una componente rilevante dell’industria culturale e creativa, dove nascono nuove professionalità e si sperimentano linguaggi capaci di educare e mettere in relazione le persone”, ha aggiunto il Ministro. “Un ambito in cui l’Italia può esprimere al meglio la propria identità, valorizzando capacità artistiche e competenze innovative che appartengono al nostro Made in Italy”.

La mostra, che esplora il settore dei videogiochi attraverso le sue quattro dimensioni principali – cultura e creatività, educazione, responsabilità e innovazione – proseguirà fino al 14 novembre e sarà visitabile con ingresso libero dalle 17 alle 20 dal lunedì al venerdì e dalle 10 alle 18 nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 novembre.

 

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In volo il satellite Sentinel-1D, sarà la nuova “sentinella” europea della Terra

In volo il satellite Sentinel-1D, sarà la nuova “sentinella” europea della Terra

Lanciata la nuova “sentinella” del pianeta: il satellite dell’Agenzia Spaziale Europea Sentinel 1D è stato lanciato con un razzo Ariane 6 dalla base europea di Kourou (Guyana Francese). E’ il nuovo arrivato della famiglia di satelliti Sentinel 1 e, una volta in orbita, si unirà al suo gemello Sentinel-1C,  già operativo, unendosi al programma Copernicus, il programma per l’Osservazione della Terra di Commissione europea e Agenzia Spaziale Europea

Il satellite fornirà immagini radar ad alta risoluzione della superficie terrestre in qualsiasi condizione meteo, sia di giorno che di notte. Questo servizio è utilizzato, ad esempio, dalle squadre di soccorso che operano in contesti di disastri naturali, dai climatologi, dalle autorità marittime e dalle agenzie ambientali.

I dati di Sentinel-1, infatti, permettono di monitorare il ghiaccio marino, tracciare gli iceberg, misurare la velocità dei ghiacciai, così come di rilevare le fuoriuscite di petrolio, seguire la rotta delle navi e controllare le attività di pesca illegale. Ma consentono anche di osservare le deformazioni del suolo causate da terremoti e attività vulcanica, di mappare le foreste e le risorse idriche.

Sentinel-1D si unirà dunque a Sentinel-1C e, quando sarà pienamente operativo, sostituirà Sentinel-1A, che è in servizio da oltre 11 anni. I due satelliti gemelli lavoreranno in tandem sui lati opposti del globo, in modo da ottimizzare la copertura. 

L’Italia, con il gruppo Leonardo, è ampiamente coinvolta nel programma europeo Copernicus: oltre a costruire alcuni dei suoi satelliti, come appunto Sentinel-1D che è stato realizzato da Thales Alenia Space negli stabilimenti di Roma, Milano e L’Aquila, Leonardo fornisce al programma anche numerosi sensori ed equipaggiamenti e contribuisce a raccogliere e analizzare i dati.

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Spazio, segnali da stella nova più vicina: “Potrebbe esplodere nel 2026”

Segnali di risveglio per la stella nova più vicina alla Terra. Potrebbe di nuovo accendersi in cielo. La nova ricorrente T Coronae Borealis, posizionata a a circa tremila anni luce dalla terra potrebbe – secondo gli astronomi – esplodere di nuovo entro il 2026, diventando visibile anche a occhio nudo. 

Le recenti osservazioni e le simulazioni condotte all’Inaf di Palermo confermano i segnali di un’attività crescente. Lo studio che lo sostiene è in uscita su Astronomy & Astrophysics.
 

Stella Nova, T Coronae Borealis -Simulazioni (@mediainaf)

L’eruzione e la reazione termonucleare incontrollata
Una nova è un sistema caratterizzato da esplosioni periodiche accompagnate da improvvisi aumenti di luminosità. L’eruzione avviene quando la materia accumulata raggiunge temperature e pressioni cosi’ elevate da innescare una reazione termonucleare incontrollata. T Coronae Borealis è la nova ricorrente più vicina, a una distanza di circa tremila anni luce, la metà di quella della successiva sorgente più vicina della stessa classe, RS Ophiuchi (a 5300 anni luce). Ma – nota l’astrofisico Mario Guarcello – non è solo la sua vicinanza a renderla un oggetto di grande interesse: le sue ultime eruzioni documentate risalgono al 1866 e al 1946, separate da circa 80 anni. 

Se questo intervallo nasconde una periodicità, la prossima eruzione potrebbe dunque avvenire nel 2026 – sostengono nel loro studio gli scienziati dell’Inaf di Palermo – rendendo la sorgente visibile anche a occhio nudo (il periodo migliore di osservabilità sarà in primavera e in estate). 

Stella Nova, T Coronae Borealis -Simulazioni (@mediainaf)

Accrescimento di materiale sulla nana bianca
A supportare questa ipotesi vi sono numerose osservazioni recenti, che indicano un aumento del tasso di accrescimento di materiale sulla nana bianca, variazioni della luminosità ottica e una maggiore attività alle alte energie. 

Gli astronomi si stanno preparando a questo evento. Tra loro anche il team guidato da Salvatore Orlando dell’Inaf di Palermo, primo autore di un articolo in uscita su Astronomy & Astrophysics che riporta simulazioni tridimensionali dell’esplosione, mirate a prevedere l’emissione di raggi X da parte della sorgente. 

 

Salvatore Orlando dell’Inaf di Palermo (Inaf)

Orlando: “Il nostro modello tridimensionale fornisce una previsione quantitativa e realistica dell’emissione di raggi X che accompagnerà la prossima eruzione di T Coronae Borealis –  così il ricercatore siciliano – ricostruendo nel dettaglio il comportamento dell’onda d’urto all’interno di un ambiente circumbinario complesso e asimmetrico”, spiega Orlando. “Questo lavoro offre una solida base predittiva per interpretare le osservazioni non appena l’evento si verificherà, aiutando a definire con maggiore precisione i parametri dell’esplosione, la struttura del mezzo circostante e i processi fisici che governano l’evoluzione delle novae ricorrenti, dei loro resti e dei potenziali progenitori di supernove di tipo Ia”.

 

L’onda d’urto generata dall’esplosione
Le simulazioni mostrano che, a causa della presenza del disco e della sovradensità equatoriale, l’onda d’urto generata dall’esplosione, spiega ancora l’astrofisico dell’Inaf Guarcello, sarà fortemente asimmetrica, propagandosi preferenzialmente lungo i poli con una geometria bipolare. 

“Comprendere tali dinamiche permette di ricostruire la vita del sistema binario, fatta di complessi scambi di materia tra le due stelle compagne, e di delinearne il possibile cammino evolutivo, che potrebbe culminare in una supernova di tipo Ia”. Un po’ come indagare su un frammento di storia stellare, avvenuto secoli fa, e che potrebbe essere rivelato nei prossimi mesi grazie alle osservazioni della nova e alle predizioni di questo modello. 
 

Uccelli in volo davanti alla Superluna del Raccolto (Reuters)

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Riello: nuovo tavolo al Mimit, chieste garanzie di vero rilancio industriale

Riello: nuovo tavolo al Mimit, chieste garanzie di vero rilancio industriale

Urso: “Massima attenzione su questa azienda storica che va tutelata e rilanciata”

Nuovo tavolo al Mimit sulla vertenza Riello, azienda specializzata nella produzione di sistemi di climatizzazione, con circa 600 dipendenti in Italia dislocati nei due stabilimenti produttivi di Volpago (TV) e Legnago (VR), e tre centri di ricerca. L’incontro è seguito alla comunicazione del gruppo Carrier, attuale proprietario, circa l’intenzione di avviare un processo di vendita dell’azienda.

Nel corso dell’incontro – cui hanno partecipato le strutture tecniche del Mimit, i rappresentanti dell’azienda, la Regione Lombardia, la Regione Veneto e le organizzazioni sindacali – il Mimit ha ribadito la necessità che l’eventuale operazione di cessione garantisca un progetto di rilancio industriale solido e coerente con le aspettative del Dicastero.

In particolare, il Dicastero ha chiesto garanzie affinché il futuro acquirente non si limiti alla sola prosecuzione delle attività di vendita, ma si impegni concretamente nella valorizzazione di una storica azienda come Riello, realtà di riferimento per il settore e per il territorio.

Intendiamo porre in essere ogni azione utile, non solo per assicurarne la continuità operativa, ma per sostenerne il rilancio e la valorizzazione come azienda storica del nostro sistema produttivo”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. “Seguiremo con la massima attenzione – ha aggiunto – ogni fase di questo delicato passaggio societario”.

Il Mimit ha infine espresso la piena disponibilità a mettere in campo l’intera strumentazione economica e finanziaria a propria disposizione per sostenere un piano industriale robusto, che salvaguardi competenze, occupazione e capacità produttiva. Ogni fase rilevante del processo sarà monitorata a livello ministeriale, con il pieno coinvolgimento delle istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali.

Il tavolo è stato aggiornato alla seconda metà di novembre al fine di accompagnare con continuità il percorso di transizione in atto.

 

 

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Ecco Charlotte, il robot-ragno che costruisce case sulla Terra a presto sulla Luna

Ecco Charlotte, il robot-ragno che costruisce case sulla Terra a presto sulla Luna

Combinando la robotica con la stampa 3D, un robot prototipo semi-autonomo simile a un ragno chiamato Charlotte potrebbe rivoluzionare l’edilizia sulla Terra e, un giorno, persino sulla Luna, affermano i suoi sviluppatori.

Chiamato così in onore del personaggio del romanzo per bambini Charlotte’s Web (La tela di Carlotta), il concetto di Charlotte è nato da una collaborazione tra Clyde Webster, fondatore e CEO di Crest Robotics, e Jan Golembiewski e Jonathon Steggles Mendez, co-fondatori di Earthbuilt Technology.

“Stavamo discutendo su come implementare concretamente queste versioni automatizzate della tecnologia e delle tecniche, e abbiamo elaborato il concetto di Charlotte, un grande robot con le zampe”, ha detto Webster a Reuters dalla sede di Crest Robotics presso l’Australian Innovation Centre a Sydney.

Realizzato con una combinazione di alluminio, fibra di carbonio e plastiche stampate in 3D, le sei zampe di Charlotte si estenderanno per oltre 5,5 metri, permettendole di scavalcare le pareti di edifici a due piani mentre ne stampa la struttura.

Utilizzando il metodo di costruzione con terra compressa (bound earth building), Charlotte raccoglie la terra – idealmente dal cantiere stesso – la comprime attraverso un estrusore e tesse una membrana per mantenere la terra compressa in posizione, invece di utilizzare metodi ad alta intensità di carbonio come il cemento o i mattoni cotti.

Il robot poi stampa gli strati compressi uno sopra l’altro come un muratore, creando strutture e elementi di design come curve, archi e cupole. Questo supera le limitazioni della costruzione regolare e offre agli architetti una maggiore libertà di progettazione, ha affermato il team. Webster e Golembiewski credono che Charlotte cambierà le regole del gioco per il settore edile.

“Charlotte e Earthbuilt in particolare, la tecnologia di base all’interno di Charlotte, cambierà le regole del gioco ovunque vada nel mondo. Renderà la costruzione davvero, davvero economica… E la renderà anche priva di carbonio”, ha detto Golembiewski, aggiungendo che la tecnologia rappresenta un importante cambiamento nella decarbonizzazione del settore edile.

Non contenti di affrontare la carenza di alloggi e le emissioni di carbonio in patria, Webster e Golembiewski affermano che la capacità di Charlotte di utilizzare materiali locali la rende una candidata ideale per la costruzione lunare.

“Charlotte e il metodo di costruzione Earthbuilt – sono perfetti per la costruzione sulla Luna, perché per peso, il 99% della struttura può essere semplicemente il materiale che trovi intorno a te. E per la costruzione lunare, non puoi portare molto con te”, ha aggiunto Webster.

Avendo ricevuto una sovvenzione dal programma Space+ del governo statale del Nuovo Galles del Sud, il prossimo passo è trovare partner di progetto per integrare il sistema nei flussi di lavoro di costruzione esistenti.

“Apre la strada per tutti. È un grande fattore abilitante”, ha detto Golembiewski. “Questa cosa non ha le limitazioni che hanno gli esseri umani.”

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