Minsait, AC2 e HQ Engineering Italia: sono i partner del neonato Consorzio che contribuirà allo sviluppo della rete ultralarga in Italia. La società di tecnologia di Indra ha infatti unito le forze con le due realtà italiane per sostenere la realizzazione della nuova infrastruttura di rete e l’evoluzione del 5G da essa abilitata.
Copertura dell’intero ciclo di vita dell’infrastruttura
Il Consorzio mette a disposizione una proposta completa e integrata, con capacità di realizzare interventi sulle reti di telecomunicazione sull’intero territorio nazionale. In particolare, l’unione delle capacità di Minsait, AC2 e HQ Engineering Italia costituisce un portfolio di competenze in grado di coprire l’intero ciclo di vita dell’infrastruttura di rete, dalla pianificazione, progettazione, realizzazione, operazione e manutenzione di reti e sistemi Ict al supporto della gestione dei servizi di telecomunicazione.
21 Settembre 2022 – 12:00
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Minsait presiede il Consorzio con il 60% delle quote, mentre HQ Engineering Italia e AC2 ne detengono ognuna il 20%.
“Il Consorzio consentirà un aumento significativo della capacità produttiva per rispondere alle crescenti esigenze del mercato nei settori della progettazione e della gestione dei progetti in ambito ultrabroadband, fondamentale per raggiungere gli obiettivi di connettività fissati dalla Commissione europea e dalla Strategia italiana per la banda ultralarga”, ha spiegato Erminio Polito, presidente del Consorzio e direttore Telco, media ed energy di Minsait in Italia.
Banda ultralarga per abilitare la rivoluzione 5G
Il Consorzio nasce, infatti, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo dell’infrastruttura di rete ultralarga in Italia, in linea con gli obiettivi fissati dalla Commissione europea entro il 2030. A questo fine, nel 2021 il Governo ha varato la Strategia italiana per la banda ultralarga con l’obiettivo concreto, così come indicato nel Pnrr, di portare la connettività a 1 Gbit/s su tutto il territorio nazionale entro il 2026, in anticipo rispetto agli obiettivi europei. L’infrastruttura di rete ultrabroadband è anche fondamentale per abilitare lo sviluppo delle reti 5G, che saranno l’elemento chiave per la trasformazione digitale di molti settori nel Paese, fornendo un livello più elevato di sicurezza e privacy, oltre a migliori prestazioni, affidabilità e mobilità rispetto ad altre reti.
“Il 5G è un fattore abilitante di tecnologie dirompenti come l’Internet of Things (IoT), l’analisi dei dati in tempo reale, l’intelligenza artificiale (AI) e l’apprendimento automatico. Grazie ad esso, si aprono opportunità senza precedenti nei settori industriali, come la produzione avanzata, la manutenzione preventiva delle infrastrutture o il miglioramento della sicurezza negli impianti grazie all’utilizzo di sensori; il miglioramento e la digitalizzazione dei processi attraverso robot, telecamere e droni; e la realtà aumentata”, conclude Polito.
SaràClelia Tosi, 37 anni, la nuova Head of Fintech District, la community internazionale di riferimento per l’ecosistema del fintech in Italia. Con l’obiettivo di consolidare ulteriormente lo sviluppo, rafforzarne la presenza a livello internazionale, favorire lo sviluppo di nuove iniziative di sistema e di Open Innovation a beneficio di tutto il settore, Clelia Tosi è stata nominata al posto di Alessandro Longoni, che era alla guida del Fintech District dal 2017.
La nuova responsabile continuerà il percorso fatto fino a oggi che ha portato la community a contare 240 aziende del settore fintech, di cui 10 unicorni, a lavorare con più di 30 corporate e a instaurare rapporti con più di 10 Hub internazionali. In Fintech District dal 2019, prima con il ruolo di Business Development Manager e poi quello di Head of Partnerships and Growth, Clelia Tosi è laureata in Management per l’impresa; in precedenza ha lavorato per oltre 10 anni nel mondo della consulenza e della ricerca per i Financial Services.
“Credo fermamente nell’Open Innovation come strada per una vera trasformazione del settore finanziario e per la crescita del sistema Paese. Sono entusiasta e onorata di questa nuova sfida che ci vedrà impegnati a dare nuova concretezza e valore a quanto siamo riusciti a realizzare fino ad oggi, intraprendendo nuove strade di sviluppo anche grazie al supporto di player del settore, primo fra tutto l’ecosistema Fabrick di cui siamo parte”, ha commentato la stessa Tosi.
Nuova nomina anche per Younited
Novità anche per Younited, che ha annunciato la nomina di Stefano Piscitelli come nuovo Ceo Italia. Nel suo nuovo ruolo, Piscitelli sarà responsabile della guida e della direzione strategica della succursale italiana, al fine di garantire che la società raggiunga la sua visione finanziaria nel nostro Paese, la sua missione e i suoi obiettivi a lungo termine.
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Stefano Piscitelli è in Younited dal 2017, ed ha precedentemente ricoperto i ruoli di Cfo Italia prima e di Managing Director poi. Prima del suo ingresso in Younited Italia, ha costruito una comprovata esperienza progettuale come consulente strategico, distinguendosi come diretto interlocutore di clienti interni ed esterni e stakeholder di livello dirigenziale. Ha conseguito un M.B.A. con BetaGammaSigma Honor presso la Ie Business School, dove si è specializzato in Tecnologia, Imprenditorialità e Finanza, e una Laurea magistrale in Ingegneria Meccanica presso l’Università degli Studi di Roma – Tor Vergata.
“Il mercato italiano ha un peso sempre più importante per Younited, rappresentando il 25% del business a livello globale”, ha commentato Piscitelli. “Secondo uno studio paneuropeo condotto da MixFactory per conto di Younited, quasi la metà degli italiani chiede un prestito per affrontare un evento inaspettato: ci rivolgiamo quindi a una platea vastissima, teoricamente estesa a tutti i soggetti adulti con una comprovabile capacità di rimborso, che comprende anche i profili privi di storia finanziaria. Non solo, molti soggetti richiedono più prestiti nel corso della vita”, ha aggiunto. “Sono onorato di questo nuovo incarico che mi permette di guidare i team italiani di Younited nella crescita del brand,…
No a razionamenti. Piuttosto, prevedere misure specifiche per contenere i costi energetici. Asstel si appella al governo e chiede massima attenzione al settore delle Tlc.
“Ci sono tanti buoni motivi oggettivi per considerarci quanto meno alla stregua di altri settori industriali manifatturieri, visto il ruolo strategico, anche se non siamo inseriti tra gli energivori”, dichiara all’agenzia Reuters il presidente dell’associazione, Massimo Sarmi. “La funzionalità dei servizi di comunicazione è caratterizzata dalla continuità. Altri consumatori di energia possono interrompere la loro funzionalità senza alcun danno per la pubblica utilità, mentre per noi qualsiasi forma di razionamento è impensabile in quanto infrastrutture critiche e funzionali all’erogazione di un servizio essenziale”.
Le misure da mettere in atto
Esenzione dagli oneri di sistema, estensione alle imprese tlc della messa a disposizione di quantitativi di energia da fonti rinnovabili a prezzo calmierato, crediti di imposta per la riduzione Iva ed incentivi per accelerare l’efficientamento delle infrastrutture: queste le misure indicate dall’associazione.
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Secondo uno studio condotto dal Politecnico di Milano per Asstel e visionato da Reuters, tenendo conto dell’intensità dell’investimento in efficienza pari a circa 230 milioni di euro nel 2021, il comparto degli operatori delle comunicazioni elettroniche si posiziona al terzo posto per consumo di energia, dopo vetro/ceramica e automotive. Circa metà del budget dedicato agli investimenti in efficienza energetica è stato destinato alle infrastrutture IT. Il settore, pur non essendo classificato come energivoro, è ad elevato consumo di energia, con consumi complessivi quantificati per il 2021 pari a 4,3 Terawatt/ora, ben il 13% del totale nazionale. Più di due terzi delle aziende riportano consumi annuali fino a 500 Gigawatt/ora.
La vice ministra Castelli: “Porre subido rimedio”
“Condivido e sostengo l’allarme del mondo delle telecomunicazioni. Non sostenere adeguatamente queste aziende e la loro filiera vuol dire mettere a rischio un intero comparto e le oltre 200.000 persone che lavorano nel settore. Si deve porre subito rimedio”. Lo afferma la vice ministra dell’Economia, Laura Castelli.“È un errore non considerare queste aziende alla stregua di quelle energivore, con quello che ne consegue in un momento di crisi come quella che stiamo vivendo. Il Paese senza il digitale non ‘cammina’, in nessuna direzione. Il ruolo strategico è emerso, in modo cristallino, durante la pandemia ed oggi è ancora più centrale con il Pnrr”.
Fratelli d’Italia: “Necessari interventi in provvedimenti governo”
“L’appello del presidente Sarmi di Asstel è importante e andrà tenuto in conto nella conversione del Dl Aiuti bis e dei primi provvedimenti del prossimo governo. Ci vogliono immediati interventi nel settore innovazione così come richiesto dal settore: l’esenzione dagli oneri di sistema, l’estensione alle imprese tlc della messa a disposizione di quantitativi di energia da fonti rinnovabili a prezzo calmierato, crediti di imposta per la riduzione Iva ed incentivi per accelerare l’efficientamento delle infrastrutture. Il caroenergia deve essere affrontato anche per questo settore.” Così il responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia, deputato Federico Mollicone.
Attacco hacker a impianto energetico a Sarzana
Attacco hacker alla sede del gruppo Canarbino, attivo nel settore energetico, a Sarzana. L’azienda, che si occupa…
Meta lancia Creators of Tomorrow, una campagna pensata per mettere in luce i diversi talenti che, a livello globale, stanno contribuendo alla nascita di una nuova ondata di contenuti digitali, creativi e originali.
In Europa, in Medio Oriente, in Africa – e prossimamente in tanti altri Paesi – Meta a stretto contatto con questi creator emergenti per aiutarli a far crescere il loro pubblico e trasformare le loro passioni in professioni, grazie alle opportunità offerte dalle nostre tecnologie.
I 10 Creators italiani
I Creators of Tomorrow hanno davanti a sé enormi opportunità di carriera. Sono stati selezionati perché si stanno affermando all’interno delle loro community online e perché mostrano un approccio innovativo nella creazione di contenuti video, nell’utilizzo della tecnologia e nella proposta di contenuti d’intrattenimento originali e coinvolgenti: qualità che, siamo certi, saranno parte fondamentale dell’evoluzione del metaverso.
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I 10 Creators of Tomorrow italiani rappresentano l’ampio ventaglio di talenti che ogni giorno utilizzano le nostre app per esprimersi, raccontando le loro storie e promuovendo la loro professione. C’è chi viene dal mondo del gaming, come Fjona Cakalli, ideatrice di Games Princess, il primo sito italiano dedicato ai videogiochi gestito esclusivamente da ragazze, e poi di Tech Princess, che racconta la tecnologia con uno sguardo inedito. C’è chi si sta affermando nel mondo della moda come Aya Mohamed e Sumaia Saiboub, che raccontano la loro visione e la loro estetica con un fortissimo senso di identità culturale, profondamente radicato nelle loro origini, o come Eugenia Longo, che esprime la propria creatività nel segno della self-acceptance. Fanno parte della rosa anche le food creator Cibosupersonico, ideatrici di esperienze culinarie autentiche a base di piatti sani e completamente plant-based e Chiara’s Cakery, che ha fatto della pasticceria la sua missione di vita. Dal mondo lifestyle, la creator Macy Fancy ci regala uno sguardo unico sulla black beauty, inseguendo il desiderio di mostrare i mille volti e le tante sfaccettature che ci rendono speciali. E, ancora, la campionessa di nuoto paralimpica Arianna Talamona, che ha trasformato la malattia da cui è affetta in un’opportunità, insieme ad artisti come Francesco Spedicato, che utilizza le piattaforme Meta per ispirare, intrattenere, emozionare e divertire quante più persone possibili attraverso i suoi disegni, realizzati con tecniche diverse e Ceppeland, videomaker specializzato in effetti visivi, programmatore e musicista polistrumentista.
La crescita dei creators
I Creators of Tomorrow stanno crescendo in modo sorprendente perché, con i loro contenuti digitali, cavalcano le nuove tendenze culturali e scoprono nuove strade per fare business, coltivando nuove opportunità, che abbracciano il futuro di Internet: dal costruire i propri marketplace digitali ad ospitare eventi immersivi con fan da tutto il mondo, fino alle collaborazioni con i brand per promuovere nuove esperienze.
Dalla sperimentazione dei contenuti video oggi, alla costruzione di mondi immersivi domani, coltivando la relazione con i fan e la community, i Creator rappresentano una nuova generazione di voci che ha il potenziale per trasformare questa visione in realtà.
“Parallelamente al nostro costante impegno nello sviluppo del metaverso – dice Meta…
Il venture capital torinese Liftt ha annunciato un investimento di 500 mila euro in Aria Sensing, la start up bresciana che ha brevettato un radar integrato in grado di intercettare qualunque movimento o presenza umana, a partire dal respiro o dal battito cardiaco. L’azienda è impegnata da oltre dieci anni nello sviluppo di circuiti innovativi a radio frequenza basati sull’integrazione fra radar “Human Centric” e la tecnologia Ultra Wide Band (Uwb), che rappresenta il “next connection level” rispetto a standard come il Bluetooth.
Grazie alla costante attività di R&d del team e al know-how proprietario, l’impiego di sensori radar e algoritmi offre un’accuratezza tale da consentire il rilevamento di parametri vitali a diversi metri di distanza, così come di controllare e regolare, tramite semplici gesti, il “comfort setting” all’interno di un ambiente domestico o lavorativo.
Si punta ai sistemi radar Uwb più performanti al mondo
In seguito all’investimento di Liftt, Aria Sensing potrà sviluppare e commercializzare, entro la prima metà del 2023, la nuova generazione di sensori, caratterizzati da un design innovativo, in grado di abilitare ulteriori funzionalità, tra cui il monitoraggio dei segnali vitali di più persone contemporaneamente, la gesture-recognition multidimensionale e la distinzione tra persone diverse all’interno dei veicoli, anche attraverso ostacoli. I nuovi sensori permetteranno inoltre una notevole riduzione del consumo di energia. L’obiettivo di Aria Sensing è quello di realizzare i sistemi radar Uwb più performanti al mondo.
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“Aria Sensing è una deep tech start up che rafforza l’esclusiva proposition Hi Tech del portfolio di Liftt, soprattutto grazie a due asset evidenziati dai nostri analisti”, ha commentato Giovanni Tesoriere, Ceo di Liftt. “Il primo è costituito dalla sua tecnologia proprietaria unica al mondo che permette uno spettro amplissimo di potenziali impieghi come, per esempio, all’interno di un medical device per monitorare lo stato cardiaco a una distanza di 10 metri, una possibilità che ad oggi nessun altro device può garantire arrivando al massimo a 1,5 metri. Inoltre, Aria Sensing sta sviluppando un sensore tridimensionale che migliorerà ulteriormente questa capacità aprendo a tutti gli effetti una nuova dimensione della sensoristica”, ha concluso.
“Siamo molto orgogliosi per l’entrata di Liftt nella compagine societaria: si tratta di un passo fondamentale per la crescita della nostra società che ci permetterà di accelerare lo sviluppo di nuove soluzioni sensoristiche in grado di oltrepassare ostacoli come quelli di superfici opache, fumo o nebbia andando quindi a creare le condizioni per migliorare un’ampia gamma di applicazioni, spaziando dalla sicurezza ai processi industriali, per migliorare la qualità del lavoro e della vita delle persone”, ha aggiunto Alessio Cacciatori, Ceo di Aria Sensing. “Ringraziamo quindi il team di Liftt, di grande competenza nel saper intercettare le necessità di start up come la nostra, per aver voluto intraprendere questo percorso”.
Aria Sensing con la sua linea di prodotti produce e commercializza già una serie di dispositivi per il rilevamento di movimento e presenza di persone tramite sensori che, a oggi, risultano essere i più performanti…
Doppio appello al Governo. Confindustria e sindacati vanno in pressing su Palazzo Chigi invocando misure urgenti per sostenere le imprese contro il caro energia che le sta mettendo in ginocchio. Per la Fiom, oltre ai tavoli aperti per Whirlpool ed ex Ilva, è allarme per Ansaldo Energia e Wartsila nonché per aziende del comparto Tlc. Ed è anche sulle aziende Tlc, che il presidente degli industriali Carlo Bonomi chiede al Governo che “siano protette” al pari delle imprese energivore e gasivore, in quanto sono una filiera fondamentale e strategica per il Paese.
“Il Governo deve agire come se ci fosse un terremoto”
I partiti “pensano alla campagna elettorale, che è su altri temi”, ma devono essere responsabili e il governo deve agire: “Se ci fosse un terremoto, un governo dimissionario interverrebbe o no?”, si domanda il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, intervistato dal Corriere della Sera. Di fronte all’emergenza energia che sta schiacciando le aziende, la sua risposta è netta: “Oggi c’è un terremoto economico e non sarebbe comprensibile se il governo non reagisse. Aspettare il prossimo ci farebbe perdere due mesi e non possiamo permettercelo”.
ESG: tutto quello che c’è da sapere
Bonomi spiega di casi di bollette decuplicate che le imprese non possono reggere: “Solo nei primi sette mesi del 2022 la cassa integrazione straordinaria è salita del 45% rispetto a un anno fa e non abbiamo ancora visto il peggio”. In autunno, continua il numero uno degli industriali, “arriveranno nuovi rincari energetici, mentre l’inflazione dei mesi scorsi sulle materie prime continuerà a scaricarsi sui prezzi al consumo”.
“Il razionamento può avverarsi”
“Il grido di dolore delle imprese fin qui è stato un po’ ignorato, ma ora c’è urgenza di nuovi interventi”, ha detto ancora Bonomi. Non bisogna farsi “trovare impreparati, perché il razionamento può avverarsi”. Un pericolo di fronte al quale Confindustria chiede che “si compiano delle scelte sulla base dei numeri, su criteri oggettivi e di mercato. Non delle constituency politiche”. Vanno protette le imprese energivore e gasivore “ma anche altre filiere fondamentali, strategiche”, dalle telecomunicazioni ai farmaci.
Sindacati e industriali uniti: dal Governo azioni immediate
A fianco degli industriali, si schierano anche i sindacati. Per Michele De Palma, il segretario generale Fiom-Cgil, “La situazione è drammatica”. Per questo motivo, serve che il Governo apra subito un tavolo per i lavoratori dell’industria per azioni immediate e condivise. L’emergenza nazionale del caro energia non si abbatterà solo sulle cosiddette aziende energivore, ma avrà anche “un effetto domino che colpirà i lavoratori dell’indotto, di appalti e subappalti e le piccole e medie imprese che rischiano di non avere la sufficiente capitalizzazione”. De Palma denuncia che i Ministri competenti sono assenti dal confronto, a partire da quello allo Sviluppo economico. Ecco perché “ci rivolgiamo direttamente a Palazzo Chigi per un confronto e per individuare le azioni necessarie per tutelare e rilanciare l’industria e garantire l’occupazione e i salari dall’inflazione”.
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