Vodafone, più flessibilità allo smart working e bonus per le bollette

Vodafone, più flessibilità allo smart working e bonus per le bollette

Conferma dell’attuale modello di alternanza settimanale, due giorni di lavoro in sede e tre giorni in smart working, per i dipendenti delle aree di business e di staff. Alternanza settimanale di tre giorni in azienda e due in smart working, invece, per i dipendenti del call center. E’ l’ossatura del nuovo accordo sul lavoro agile siglato da Vodafone Italia e le organizzazioni sindacali: un’intesa che prevede anche sei giorni di lavoro da remoto che il collaboratore può liberamente scegliere durante tutto il periodo dell’accordo e la possibilità per le parti di valutare diverse modulazioni durante i periodi di chiusura collettiva e nei giorni festivi.

Secondo l’accordo è prevista ulteriore flessibilità: giornate aggiuntive di lavoro agile di cui tutti i lavoratori possono godere per motivi legati a situazioni eccezionali come, ad esempio, allerta rossa meteo o sciopero dei mezzi pubblici. Inoltre, tenendo conto dell’attuale contesto economico-sociale, Vodafone riconoscerà un bonus una tantum del valore di 250 euro in welfare come forme di sostengo ai redditi, da utilizzare per il pagamento di bollette di energia, buoni spesa e buoni carburante.

Lavoro ibrido dal 2013, intesa sindacale dal 2020

Vodafone Italia è stata tra le prime aziende del settore a sperimentare il modello di smart working, adottando la modalità di lavoro ibrido già dal 2013. Con l’avvento della pandemia, è cresciuta la consapevolezza dell’importanza del lavoro ibrido quale opportunità di responsabilizzazione, di lavoro per obiettivi, di fiducia e rafforzamento del legame tra azienda e dipendenti.

Smart Working: lo stato dell’arte e cosa succede con la fine dello stato di emergenza

Risorse Umane/Organizzazione

Nel novembre 2020 la società ha raggiunto con le rappresentanze sindacali un accordo sullo smart working, che ha aperto la strada ad un nuovo modello inclusivo di lavoro agile. L’alternanza giornaliera all’interno della stessa settimana tra lavoro in ufficio e lavoro da remoto permetterà a tutti i dipendenti di proteggere i valori della presenza in sede – in termini di supporto reciproco e condivisione delle sfide quotidiane – e di prevenire fenomeni di isolamento sociale dovuti a lunghi periodi di lavoro fuori dalle sedi aziendali. Per ottimizzare gli obiettivi delle due modalità di lavoro, parte delle giornate pianificate da remoto saranno riservate alla formazione.

Modulazioni diverse a seconda della situazione personale

Il nuovo accordo sul lavoro agile fa parte di un più ampio sistema di welfare aziendale. In particolare, per le persone con disabilità o particolari condizioni di salute, caregiver, neogenitori, genitori unici e dipendenti vittime di violenza domestica è possibile richiedere una diversa modulazione della percentuale di lavoro agile, compatibile con le proprie necessità personali. A supporto di questa trasformazione organizzativa, Vodafone conferma le convenzioni con gli asili nido e iniziative come il servizio di counselling su tematiche di benessere psicologico e organizzativo. Sono stati inoltre confermati i trattamenti legati alla genitorialità, in particolare il Global Parental Leave (congedo fino a 16 settimane retribuite al 100% dello stipendio per i dipendenti che diventano genitori a seguito di nascita, adozione o maternità surrogata, in Italia o all’estero e che non possono accedere al trattamento di…

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Internet, un terzo del mondo offline. Ma il vero gap è di genere

Internet, un terzo del mondo offline. Ma il vero gap è di genere

Non si colma il digital divide mondiale. E tantomeno il gender gap. Lo denuncia un report dell’Itu secondo cui nel 2022 un terzo della popolazione, cioè 2,7 miliardi di persone, non ha ancora accesso a Internet. Ma ancora più grave è il divario di genere: nei paesi a basso reddito solo il 21% delle donne è connesso contro il 32% degli uomini, una cifra che non è migliorata dal 2019. 

Il costo delle connessioni

Anche se il costo dei servizi Internet è diminuito a livello globale, i più poveri del mondo rimangono privati delle opportunità offerte da questa tecnologia. “L’accesso a Internet sta crescendo, ma non così velocemente e uniformemente in tutto il mondo come dovrebbe essere – dice Doreen Bogdan-Martin, direttrice dell’Itu –. Ci sono ancora troppe persone che non hanno accesso alla tecnologia digitale. La sfida che abbiamo di fronte è mobilitare le risorse che consentirebbero a tutti di beneficiare efficacemente della connettività”.

Trasferire i processi in cloud è una scelta non più rimandabile: ecco perché

Secondo il rapporto, Internet è diventato più conveniente in tutte le regioni del mondo e per tutti i gruppi di popolazione, indipendentemente dal livello di reddito. Tuttavia, il suo costo rimane un ostacolo importante, in particolare nelle economie a basso reddito.

L’attuale situazione economica globale, caratterizzata da un’inflazione elevata, dall’aumento dei tassi di interesse e da elevate incertezze, potrebbe rendere ancora più difficile raggiungere l’obiettivo di espandere la portata di Internet nelle aree a basso reddito.

Gender gap più alto nei Paesi a basso reddito

Non ultimo, nell’accesso a Internet permane una grave disuguaglianza di genere. Sebbene le donne costituiscano quasi la metà della popolazione mondiale, 259 milioni di donne in meno hanno accesso a Internet rispetto agli uomini.

Secondo il rapporto solo il 63% delle donne utilizza Internet nel 2022, rispetto al 69% degli uomini. Il divario di genere è ancora più preoccupante nei paesi a basso reddito, dove il 21% delle donne è connesso, rispetto al 32% degli uomini, una cifra che non è migliorata dal 2019.

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Tech-unicorni, la nuova mission dell’Europa: 1,6 miliardi per il 2023

Tech-unicorni, la nuova mission dell’Europa: 1,6 miliardi per il 2023

La Commissione europea ha adottato il programma di lavoro 2023 del Consiglio europeo per l’innovazione (Cei). Il programma offre agli scienziati e agli innovatori opportunità di finanziamento per un valore di 1,6 miliardi di euro nel 2023 per rendere fruibili tecnologie innovative e creare nuovi mercati. Oltre mezzo miliardo è destinato alle tecnologie di prossima generazione in settori strategici per l’Europa, tra cui lo stoccaggio di energia, la quantistica, i semiconduttori e la sicurezza alimentare.

Il nuovo finanziamento per il 2023 rafforza la crescente attività del Cei nel sostenere le tecnologie ad alto impatto e le startup. La relazione d’impatto del Cei appena pubblicata rileva che il Centro – nato nel 2011 nell’ambito del programma Horizon Europe, ha già sostenuto 12 imprese unicorno, incentivato oltre 10 miliardi di euro in investimenti successivi e mobilitato un multiplo di oltre 2,6 in investimenti aggiuntivi tramite il fondo Cei.

Le novità del programma europeo per l’innovazione

Il programma di lavoro di quest’anno comprende diverse novità a sostegno della nuova agenda europea per l’innovazione. Tra queste ci sono otto sfide per le startup e le Pmi affinché diventino leader mondiali in settori tecnologici strategici, con uno stanziamento per sovvenzioni e investimenti pari a 525 milioni di euro. Le sfide proposte sosterranno direttamente gli obiettivi strategici dell’Ue quali REPowerEU, il Chips Act, il nuovo Bauhaus europeo, la sicurezza alimentare e le missioni dell’Ue nell’ambito di Horizon Europe.

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Sono inoltre previsti un nuovo regime per aumentare il flusso di talenti verso startup a elevatissimo contenuto tecnologico mediante tirocini, maggiore sostegno alle donne innovatrici, collegando l’Accelerator del Cei alle imprese sostenute da Women TechEU, sostegno alla sperimentazione delle innovazioni del Cei presso committenti pubblici e privati, e ulteriori collaborazioni con l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Eit), tramite l’apertura di servizi di accelerazione d’impresa e l’istituzione di un premio congiunto Cei-Eit per le donne innovatrici.

I finanziamenti e i sostegni del 2023

  • Lo strumento “Pathfinder del Cei” (del valore di 343 milioni di euro) è destinato ai gruppi di ricerca multidisciplinari affinché si dedichino a ricerche futuristiche con potenzialità tecnologiche rivoluzionarie (sovvenzioni fino a 4 milioni di euro).
  • La Transizione del Cei (del valore di 128,3 milioni di euro) mira a trasformare i risultati della ricerca in opportunità di innovazione e sarà incentrata sui risultati ottenuti dai progetti dello strumento Pathfinder e dai progetti di prova concettuale del Consiglio europeo della ricerca al fine di perfezionare le tecnologie e sviluppare un interesse commerciale per applicazioni specifiche (sovvenzioni fino a 2,5 milioni di euro).
  • L’Accelerator del Cei (del valore di 1,13 miliardi di euro) è destinato alle startup e Pmi per aiutarle a sviluppare e rendere fruibili innovazioni ad alto impatto potenzialmente in grado di creare nuovi mercati o di trasformare quelli esistenti (sovvenzioni inferiori a 2,5 milioni di euro; investimenti azionari da 0,5 a 15 milioni di euro).

Tutti i progetti del Consiglio europeo per l’innovazione hanno accesso ai servizi di accelerazione d’impresa che forniscono formatori, mentori, consulenti ed esperienza, opportunità di partenariato con imprese, investitori…

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Braccialetti elettronici, Giorgia Meloni chiede di “rafforzare il ricorso”

Braccialetti elettronici, Giorgia Meloni chiede di “rafforzare il ricorso”

“Rafforzare il ricorso allo strumento dei braccialetti elettronici“: nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, intervenendo a Roma al convegno “I risultati della commissione Femminicidio al passaggio di testimone: i dati, i temi, gli impegni”, il premier Giorgia Meloni coglie l’occasione per riaccendere i riflettori sullo strumento nato soprattutto per combattere il dilagante fenomeno della violenza contro le donne e arginare i femminicidi.

Serve l’adozione di “protocolli e migliori pratiche nei tribunali per un’applicazione più efficace del Codice rosso”, ha spiegato la presidente del Consiglio nel corso del suo intervento in sala Zuccari a Palazzo Giustiniani. Bisogna “formare gli operatori” e “creare cooperazione tra le diverse figure che operano in questo campo”, oltre a far conoscere alle donne le “campagne di sensibilizzazione”, ha aggiunto.

Una possibile “soluzione”, ma i provvedimenti reali sono pochi

Il tema dei braccialetti elettronici, misura introdotta nel lontano 2001 nel codice di procedura penale, aveva tenuto banco soprattutto in campagna elettorale per voce soprattutto del centrosinistra, che aveva spinto nella direzione di un’accelerazione. ça sua adozione è stata più volte segnalata nel corso degli anni come una delle “soluzioni” o quantomeno delle misure da mettere in campo in particolare nell’ambito dei provvedimenti cautelari che prevedono gli arresti domiciliari e dal 2019 con il riconoscimento del reato di stalking nell’ambito del Codice Rosso (oltre per coloro che stanno scontando la pena in detenzione domiciliare).

Porta la cultura del dato a ogni livello aziendale

In realtà, nonostante i dati crescenti proprio sul fronte stalking e le persecuzioni ai danni delle donne, dal 2014 al 2021 sono stati appena 5.625 (complessivamente e quindi calcolando tutti i reati) i provvedimenti con controllo elettronico. E se è vero che nel 2020 si è registrata un’impennata – si è passati a 2.605 provvedimenti dai 251 del 2019 – la causa era soprattutto da imputare alle misure legate al Covid, per fronteggiare l’emergenza sanitaria nelle carceri

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Telemedicina, alleanza Iss – Cineca per potenziare la ricerca grazie al digitale

Telemedicina, alleanza Iss – Cineca per potenziare la ricerca grazie al digitale

L’Istituto Superiore di Sanità (Iss), il Consorzio Interuniversitario Cineca, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e la Società Italiana di Telemedicina hanno stipulato un accordo di collaborazione per promuovere, coordinare e svolgere la ricerca biomedica utilizzando in modo innovativo le tecnologie digitali e di telecomunicazione. 

Alla definizione dell’accordo, promosso dalla stessa Società italiana di Telemedicina, ha contribuito il Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Iss, che parteciperà direttamente al comitato direttivo per la gestione delle attività. 

Cosa prevede l’accordo nello specifico

L’accordo prevede in particolare lo studio di nuovi sistemi per gestire i flussi di informazioni su internet per la cura dei pazienti e lo svolgimento di attività sanitarie a distanza; lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi sistemi digitali per la telemedicina, per le terapie digitali, la teleriabilitazione, la medicina digitale e le modalità di personalizzazione delle cure combinando tra loro di differenti tecnologie digitali; lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi metodi di analisi della complessità dei sistemi biologici; lo studio e la messa a punto di nuovi sistemi digitali per condurre le sperimentazioni cliniche.

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Si punta a validare nuovi modelli organizzativi, protocolli e trattamenti

Queste ricerche servono a favorire i meccanismi di coproduzione di innovazioni digitali per la medicina, ma anche a validare scientificamente modelli organizzativi, protocolli, trattamenti e progetti, per nuove opportunità nella scienza medica. Per tali attività è fondamentale una strettissima cooperazione multidisciplinare e i sistemi di calcolo avanzato rappresenteranno sempre di più un insostituibile strumento per la ricerca biomedica e la sperimentazione clinica. I sistemi di calcolo e telecomunicazioni costituiranno lo strumento elettivo di verifica e controllo in tempo reale dei fenomeni correlati alla salute complessiva e a quella individuale. Ma il lavoro in questi nuovi settori non è soltanto tecnologico. Le infrastrutture di trasmissione e computazione dovranno affrontare sfide che nell’ambito medico/clinico hanno una formulazione peculiare.

Sviluppo di trial clinici decentralizzati, basati su reti collaborative

Le attività saranno indirizzate nel concreto a definire e validare nuovi modelli e metodi di computazione traslabili dal setting della ricerca a quello della medicina e sanità digitale, a sviluppare trial clinici decentralizzati basati su reti collaborative di ricerca e trial specifici per i settori emergenti, a cooperare alla definizione di nuovi strumenti di ricerca forniti dell’informatica e dalla matematica, utili per studiare la complessità dell’individuo, anche riguardo alla visione one health”, ossia al modello sanitario che si basa sul riconoscimento che la salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema siano legate indissolubilmente.

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Smart working, Calderone: “Servono nuove linee guida”

Smart working, Calderone: “Servono nuove linee guida”

Sicurezza sul lavoro, si volta pagina. Passa dalla riforma del Testo unico sulla sicurezza e da nuove linee guida per aziende e smart worker l’occupazione in Italia secondo il governo Meloni. Lo dice la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, nel corso del Forum della ricerca “Made in Inail” secondo cui servono “nuove linee guida per aziende e smart-worker”. Questo perché “la spinta digitale ha messo in crisi i modelli tradizionali di lavoro pre-pandemia. Siamo in una fase di transizione”. Da qui l’esigenza di riformulare il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, “il decreto legislativo n.81 del 2008, per orientarne meglio l’applicazione reale”. Lavoro, sicurezza e tecnologia anche al centro delle parole del presidente dell’Inail, Franco Bettoni: “La tecnologia, la robotica, l’innovazione digitale, la sensoristica, l’intelligenza artificiale possono davvero rendere il lavoro più sicuro”.

Lavoro e sicurezza, servono nuove norme

“Lo smart working – dice la ministra del Lavoro – è entrato nel novero di posizioni attivabili con semplicità – dice -, ma proprio per questo serve tener conto di “possibili nuove fattispecie di infortuni e malattie professionali”. Oggi serve una “formazione più mirata, una diversa attività di controllo per aziende e smart workers” mettendo il focus su “attenzione, informazione, accompagnamento alla comprensione dei nuovi modelli organizzativi ma anche modifiche normative che meglio dimensionino adempimenti e controlli”.

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“La prevenzione e la cura dovranno tenere conto della possibile emersione di nuovi rischi e di nuove fattispecie di infortunio o malattia professionale – dice ancora la ministra -. Da qui l’urgenza di nuove linee guida”.

La tutela sul lavoro passa dal digitale

“Per un significativo abbattimento del numero di incidenti sul lavoro e di malattie professionali la scienza, lo studio e la sperimentazione sono di vitale importanza – spiega Bettoni  -. La tecnologia, la robotica, l’innovazione digitale, la sensoristica, l’intelligenza artificiale possono davvero rendere il lavoro più sicuro”.

“Nel mondo del lavoro – spiega – l’avanzamento tecnologico può generare minacce per la salute e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori, a causa dell’esposizione a rischi emergenti e sconosciuti, ma nello stesso tempo può fornire efficaci risposte alle accresciute aspettative di protezione e tutela, in uno scenario in rapida trasformazione che presenta sempre nuove forme di aggressione alla salute, come ha dimostrato la pandemia”. “Per ambire a un progresso tecnologico che non sia meramente efficientistico – sottolinea – è indispensabile un’evoluzione parallela dei valori e delle responsabilità, uno sforzo di civiltà e di rispetto della dignità umana”.

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