Si perfeziona sempre più la soluzione sperimentale Swift per l’interconnessione delle valute digitali delle banche centrali (Cbdc): dopo una revisione completa, 18 banche centrali e commerciali hanno fatto sapere di aver riscontrato “un evidente potenziale e valore” nel suo connettore Cbdc, basato su Api.
La società cooperativa ha pubblicato i risultati del test collaborativo durato 12 settimane, durante il quale sono state simulate quasi 5.000 transazioni tra due diverse reti blockchain e con i sistemi di pagamento esistenti fiat-based. Le banche centrali e commerciali che hanno partecipato alla sperimentazione hanno espresso un forte sostegno per il proseguimento dello sviluppo della soluzione, notando che essa ha consentito lo scambio di Cbdc senza attriti, anche per quelle implementate su piattaforme diverse.
Interoperabilità come obiettivo fondamentale
L’interoperabilità è un obiettivo strategico fondamentale per Swift e una sfida chiave per il settore finanziario per lo sviluppo delle valute digitali. Secondo l’Atlantic Council, più di 110 Paesi attualmente stanno esplorando le Cbdc e quasi un quarto prevede di lanciarle entro i prossimi uno o due anni. Tuttavia, la maggior parte si concentra principalmente sul loro uso domestico, situazione che potrebbe portare a un panorama frammentato costituito da “isole digitali”.
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Amministrazione/Finanza/Controllo
Swift ha annunciato in ottobre di aver sviluppato una soluzione per consentire alle Cbdc di passare da sistemi basati su Dlt a quelli basati su moneta fiat, utilizzando l’infrastruttura finanziaria esistente. Il test sandbox è stato organizzato in modo che le banche centrali e commerciali potessero sperimentare la soluzione per convalidarne l’efficacia e condividere le conoscenze per favorirne lo sviluppo.
“I nostri esperimenti hanno evidenziato il ruolo cruciale che Swift può ricoprire in un ecosistema finanziario in cui coesistono valute digitali e tradizionali – afferma Tom Zschach, Chief innovation officer di Swift -. Il nostro connettore Cbdc basato su Api si è dimostrato solido in circa 5.000 transazioni tra due diverse reti blockchain e la tradizionale valuta fiat, e siamo lieti di avere il supporto della nostra comunità per svilupparlo ulteriormente. Molti partecipanti hanno espresso chiaramente il desiderio di continuare a collaborare sull’interoperabilità, e lo apprezziamo molto”.
Presto una versione beta della soluzione
Nei prossimi mesi Swift svilupperà una versione beta della soluzione per i pagamenti che potrà essere ulteriormente testata dalle banche centrali. Si terrà anche una seconda fase di test sandbox, in cui la comunità Swift potrà collaborare ulteriormente concentrandosi su nuovi casi d’uso, tra cui il regolamento di titoli (fra cui “cross-assets”), trade finance e i pagamenti condizionati.
Alla sperimentazione ha partecipato anche la banca italiana Intesa Sanpaolo, oltre a Banque de France, Deutsche Bundesbank, Monetary Authority of Singaporel, Bnp Paribas, Hsbc, NatWest, Smbc, Société Générale, Standard Chartered e Ubs. Ulteriori quattro banche centrali hanno svolto il ruolo di osservatori, fornendo input e feedback senza partecipare al test. I partecipanti hanno elaborato un totale di 4.736 transazioni tra le reti blockchain Quorum e Corda, e tra Corda e la valuta fiat.
Alla presenza di oltre 50 rappresentanti di aziende ed enti italiani con interessi in Israele, il Primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno dato il via a Palazzo Piacentini al primo Forum economico per le imprese italiane, evento che ha l’obiettivo di rafforzare la collaborazione sul piano economico tra i due Paesi e consolidarne la cooperazione industriale, tecnologica e scientifica.
Al centro del dibattito temi come sicurezza, energia, digitalizzazione, salute, risorse idriche, agricoltura e innovazione, per rafforzare un rapporto industriale di grande importanza strategica. Tra gli argomenti di discussione, inoltre, la centralità della transizione green attraverso le energie rinnovabili e l’innovazione tecnologica applicata all’industria.
Manifattura italiana e tecnologie israeliane
Italia e Israele vantano una naturale complementarietà: la forte vocazione manifatturiera italiana unita all’avanguardia delle tecnologie israeliane. Sempre più aziende italiane, infatti, partecipano a importanti gare, pubbliche e private, nel contesto anche dell’Accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica che ha finanziato oltre 200 progetti di interesse comune.
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“Italia e Israele possono dare una risposta congiunta alle nuove sfide globali poiché godono di relazioni bilaterali profonde e solide, costruite su basi di amicizia, con una condivisione di valori e una forte cooperazione scientifica, tecnologica e industriale. Il destino dell’Europa si gioca nel Mediterraneo e i nostri Paesi insieme possono indicare la strada da percorrere anche perché hanno sistemi economici e produttivi complementari, particolarmente congeniali per affrontare le nuove frontiere tecnologiche” ha dichiarato il ministro Urso.
Interscambio commerciale per 4 miliardi di euro nel 2021
Nel 2021, l’interscambio commerciale tra Italia e Israele si è attestato a 4 miliardi di euro, con esportazioni italiane pari a 3,1 miliardi (+25,9%) e importazioni pari a 910 milioni di euro. Tra i principali settori: macchinari, prodotti manifatturieri, prodotti alimentari, articoli in gomma e materie plastiche, prodotti chimici, materie plastiche, computer e apparecchi elettronici.
Cetif-Cattolica: al via il primo master fra Italia e Israele
Intanto sul fronte della formazione, il Master di Cetif-Università Cattolica del Sacro Cuore in “Financial Innovation: fintech, AI, blockchain, cybersecurity e metaverso” si rinnova per formare i profili professionali tra i più richiesti dall’ecosistema finanziario. Con tassi di placement di oltre il 90% per la versione postgraduate e tassi di gradimento oltre il 92% per la versione executive, il Master è da quest’anno il primo percorso universitario che vede la partecipazione attiva di visiting professor, startupper e imprenditori israeliani; i professionisti della Startup Nation aggiungeranno valore al percorso formativo attraverso la loro profonda cultura e visione sull’innovazione digitale e offriranno agli studenti la possibilità di estendere il proprio network anche grazie a study tour in Israele.
“Io credo che la sanità del terzo millennio vada cambiata: la vera trasformazione sarà la digitalizzazione della sanità italiana: è uno strumento fondamentale anche per superare le tante diseguaglianze che ci sono nel servizio sanitario pubblico”. Lo dichiara il ministro della Salute Orazio Schillaci spiegando che i piani del governo puntano a offrire “maggiore sanità territoriale ai cittadini”.
Puntare su sanità territoriale
Il ministro ricorda che il tema della sanità territoriale “è emerso chiaramente negli anni della pandemia: stiamo lavorando su questo, ci sono i fondi del Pnrr da utilizzare in maniera corretta.
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“Io credo – dice Schillaci – che il sistema sanitario italiano sia validissimo, soprattutto gli operatori sono tra i migliori al mondo e noi cerchiamo di difenderlo in tutti i modi, soprattutto assicurare una sanità a tutti, indipendentemente da dove vivono e da quanto guadagnano”.
La piattaforma nazionale di Telemedicina
Le parole del ministro arrivano all’indomani della firma per il lancio della piattaforma nazionale di Telemedicina, “un altro importante tassello – ha commentato Schillaci – nell’ambito dell’attuazione del Pnrr”. Grazie alla piattaforma i professionisti sanitari potranno disporre di nuovi strumenti per operare in ogni processo individuale e multi-disciplinare. Verrà inoltre, secondo gli obiettivi del governo, “migliorata l’accessibilità dei pazienti alle cure e alle prestazioni”.
Il progetto si basa sul contratto tra Agenas e il raggruppamento temporaneo d’impresa Engineering-Almaviva per l’affidamento in concessione della “Progettazione, realizzazione e gestione dei Servizi abilitanti della Piattaforma nazionale di Telemedicina Pnrr” – Missione 6 Componente 1 subinvestimento 1.2.3 “Telemedicina” per un valore di 250 milioni.
La Piattaforma Nazionale di Telemedicina permetterà, ha detto ancora il ministro, “di vincere la sfida per il superamento delle diseguaglianze nell’offerta delle prestazioni e dell’assistenza tra le diverse aree territoriali. Saremo quindi in grado, grazie alla telemedicina, di dare risposte tempestive e di qualità alla domanda di servizi sanitari sul territorio. Questo si tradurrà in un significativo alleggerimento della pressione sugli ospedali e sui Pronto Soccorso spesso oberati da richieste inappropriate che finiscono col ripercuotersi negativamente sulla possibilità di assicurare nei tempi giusti gli interventi e le prestazioni necessarie a chi ne ha reale necessità”.
Come funzionerà il sistema
La Piattaforma Nazionale di Telemedicina punta a mettere in comunicazione l’Amministrazione Centrale con le Amministrazioni locali con l’obiettivo di abilitare la governance e il monitoraggio centralizzato dei processi di Telemedicina attuati a livello regionale, in linea con quanto indicato nel Pnrr.
Grazie a un’impostazione architetturale coerente con i principi di indipendenza, sicurezza, flessibilità, robustezza, scalabilità, riuso, indicati da Agid, la piattaforma predisposta da Engineering, in Rti con Almaviva, sarà interamente su cloud e garantirà un livello di interoperabilità e integrazione tali da permettere un’armonizzazione tra gli ecosistemi digitali specifici di ogni Regione, così da valorizzare gli investimenti già attuati o programmati a livello locale.
Accelerazione sulla “Missione salute” del Pnrr
Intanto il governo accelera sull’iter di attuazione degli interventi della Missione salute del Pnrr: sono state suddivise fra le Regioni le risorse, pari a quasi 18,5 miliardi di euro, destinate agli interventi del Piano nazionale ripresa…
Su richiesta del governo olandese, “ci saranno discussioni con i Paesi Ue per vedere se estendere in modo più ampio” nell’Ue il controllo delle esportazioni verso la Cina della tecnologia avanzata per la produzione di microchip. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, a margine del Consiglio informale Commercio Ue a Stoccolma, riferendo che L’Aja ha proceduto con la notifica della sua stretta all’export verso la Cina. Si tratta di una “decisione nazionale, ma c’è la possibilità di portarla a livello Ue e le autorità olandesi hanno indicato che sarebbe nel loro interesse”, ha evidenziato.
“Rischio nuove carenze di chip”
Gli interventi nelle catene del valore globali, come sta accadendo attualmente con la restrizione all’esportazione di macchinari di Asml in Cina, porteranno a carenze di chip. Lo ha affermato il deputato olandese Mustafa Amhaouch, esponente dell’Appello cristiano democratico (Cda). ‘Non sarò sorpreso se ci saranno di nuovo carenze temporanee di chip a lungo termine”, ha detto Amhaouch commentando la restrizione imposta dal governo dei Paesi Bassi all’azienda Asml per quanto riguarda le macchine per la produzione di chip avanzati. “Come Europa, come Paesi Bassi, non vogliamo essere dipendenti, ma intendiamo mantenere un vantaggio tecnologico”, ha rilevato il deputato olandese, che però sottolinea la necessità di equilibrio. Amhaouch ritiene che l’intervento sia efficace nell’impedire ai Paesi Bassi di rinunciare al proprio vantaggio tecnologico in questo settore a favore della Cina. Ciò di cui il deputato è meno convinto è l’utilità strategico-militare della restrizione: “Me lo chiedo, perché Tsmc e Samsung e le aziende americane possono ancora produrre chip, che esportano in Cina”.
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Entro l’estate le nuove restrizioni olandesi
La dichiarazione Ue fa seguito all’annuncio da parte del governo olandese di nuove restrizioni alle esportazioni di tecnologia per la produzione di chip, a seguito delle pressioni esercitate dagli Stati Uniti per limitare l’accesso cinese al mercato. “Il governo è giunto alla conclusione che è necessario, ai fini della sicurezza internazionale e nazionale, ampliare il controllo sulle esportazioni di specifiche attrezzature per la produzione di semiconduttori”, ha dichiarato il ministro del Commercio estero olandese Liesje Schreinemacher in una lettera al parlamento.
A ottobre, gli Stati Uniti hanno imposto ampie restrizioni alle esportazioni di strumenti americani per la produzione di chip in Cina, ma per renderle efficaci è necessario che altri fornitori chiave, come i Paesi Bassi e il Giappone, che producono tecnologie chiave per il perfezionamento del processo, siano d’accordo. I Paesi alleati sono in trattativa da mesi. Nella lettera, il Ministro Schreinemacher ha affermato che le restrizioni saranno introdotte prima dell’estate. La lettera non nomina la Cina, uno dei principali partner commerciali olandesi, né Asml Holding, la più grande azienda tecnologica europea e un importante fornitore di semiconduttori, ma entrambe saranno interessate. Il documento specifica che una tecnologia che sarà colpita è quella dei sistemi litografici Duv, le seconde macchine più avanzate che Asml vende ai produttori di chip per computer.
Transizione digitale e transizione green al centro delle strategie italiane per il turismo. Va in questa direzione il Fondo Tematico lanciato dal ministero del Turismo e dalla Bei a seguito dell’accordo di finanziamento con il ministero dell’Economia per la creazione di un Fondo di Fondi nell’ambito del Pnrr. In dotazione 500 milioni di euro. Le risorse contribuiranno a sostenere investimenti, si legge in una nota del ministero, per la “costruzione, ristrutturazione e ammodernamento di strutture e infrastrutture turistiche, come progetti di digitalizzazione ed interventi che mirano a promuovere la mobilità sostenibile”. La ministra Daniela Santanchè: “Un sostegno che incentiverà la crescita e rafforzerà la competitività delle imprese dell’industria turistica italiana”.
Come si articola il Fondo tematico
Il Fondo sarà operativo attraverso gli intermediari finanziari Equiter, con il Gruppo Intesa Sanpaolo, Banca Finint, in collaborazione con Finint Investments, con Sinloc., cui si aggiungerà un terzo intermediario finanziario in una fase successiva, selezionato a seguito di un avviso pubblico di invito a manifestare interesse. Nel dettaglio, Equiter, con il Gruppo Intesa Sanpaolo, gestirà risorse fino a 200 milioni di euro, mentre Banca Finint gestirà un importo fino a 175 milioni. Ulteriori risorse saranno allocate in tempi brevi al terzo intermediario finanziario.
Garantisci maggiore trasparenza dei tracciamenti nella Supply Chain, grazie all’Internet of Things
Il Fondo potrà sostenere esigenze di capitale circolante e costi di investimento delle imprese. Le risorse saranno distribuite dagli intermediari finanziari sotto forma di prestiti, prodotti equity e/o quasi-equity, sulla base di una due diligence e di una valutazione dei progetti.
Più competitività al turismo italiano
“Un fondo che consentirà di finanziare gli investimenti finalizzati alla sostenibilità ambientale, all’innovazione e alla digitalizzazione”, lo ha definito Santanchè. “Un sostegno che incentiverà la crescita e rafforzerà la competitività delle imprese dell’industria turistica italiana. Ma anche la testimonianza ulteriore di quanto il Governo sia impegnato a rilanciare un settore così vitale per la nostra economia”.
“Grazie al Fondo Tematico per il Turismo, la Bei, in qualità di banca del clima dell’UE, sosterrà imprese e servizi che mirano, tra l’altro, a promuovere la transizione verde del settore turistico con 500 milioni di euro provenienti dal Pnrr – ha sottolineato Gelsomina Vigliotti, Vp Bei –. Promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile è fondamentale per rispettare l’ambiente, la biodiversità, le risorse naturali e per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico. Nel 2022, più della metà dei finanziamenti del Gruppo Bei in Italia, pari a 5,52 miliardi di euro, è stata dedicata al sostegno della sostenibilità ambientale”.
Spinta alla crescita del territori
“Forti dell’esperienza ormai più che decennale nella gestione di Fondi di terzi, siamo lieti di poter contribuire a questa importante iniziativa promossa dal Ministero del Turismo e dalla Bei – ha detto Carla Patrizia Ferrari, Ad di Equiter –. Il nuovo Fondo rappresenta una opportunità concreta per rilanciare, dopo l’emergenza pandemica, il settore turistico, strategico per il Paese, attraverso investimenti coerenti con le transizioni ambientale, digitale e sociale previste dal Pnrr e dal Green Deal europeo”.
“Siamo onorati – ha commentato Fabio Innocenzi, Ad del Gruppo Banca Finint – che…
Soluzioni di Intelligenza artificiale al servizio del Fisco italiano. E’ quanto previsto dalla bozza della legge delega di riforma del Fisco del governo Meloni. Il documento contempla la piena utilizzazione dei dati, il potenziamento dell’analisi del rischio e il ricorso alle tecnologie digitali e alle soluzioni di intelligenza artificiale, pur nel rispetto della tutela dei dati personali. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini: “Recuperati 20 miliardi grazie anche a utilizzo Pos, fatturazione elettronica e trasmissione telematica degli scontrini”.
Digitale alleato anti-evasione
“Mai recuperato così tanto dall’evasione – ha fatto sapere Ruffini in un’intervista al Corriere della Sera -. La cifra esatta è di 20,2 miliardi. È il risultato più alto di sempre. Di questi, ben 19 miliardi sono frutto dell’attività ordinaria e solo 1,2 di misure straordinarie come le rottamazioni e altre procedure di tregua fiscale”.
Sistemi Natural Language Processing per il marketing, strumenti e rischi: il test
Il miglioramento è dovuto al fatto, secondo Ruffini, che “l’Agenzia ha puntato sulla digitalizzazione. Penso alla fatturazione elettronica, alla trasmissione telematica degli scontrini, all’utilizzo dei Pos, strumenti che ci consentono di individuare in modo più puntuale i soggetti a rischio di evasione. Inoltre, la disponibilità di questi dati consente, in molti casi, di accompagnare i contribuenti nel percorso di regolarizzazione fiscale di loro errori o mancanze, prima di procedere a veri e propri atti di accertamento, risparmiando sanzioni e interessi. Questa strategia – spiega – induce a comportamenti virtuosi. Secondo i dati dell’apposita Commissione, l’evasione dei principali tributi è infatti scesa da 83 miliardi nel 2017 a 74 nel 2019″.
Consob, ok a registro unico per digitalizzazione
Per la digitalizzazione dei prodotti finanziari il presidente della Consob, Paolo Savona, apprezza la proposta, avanzata dal direttore generale della Bri Agustin Carstens, di un “registro unico caratterizzato dalla componibilità riguardo alle tecnologie con una apertura ai miglioramenti e con la solidità e sicurezza dei registri contabili”.
“Siamo alla vigilia dell’introduzione di nuove regole europee sulla digitalizzazione dei prodotti finanziari come nel caso del regolamento Mica” (per le criptovalute, ndr) osserva Savona che aggiunge: “è ormai chiaro che l’architettura su due livelli del sistema monetario esistente, costruito sulla base monetaria delle Banche centrali e sui depositi delle banche non cambierà anche se verrà integrato dalle stable coin ribattezzate e-money o depositi tokenizzati che andranno sotto la competenza delle autorità di vigilanza finanziaria”.
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