Meta, John Elkann entra nel consiglio di amministrazione

Meta, John Elkann entra nel consiglio di amministrazione

John Elkann sbarca in Meta. L’amministratore delegato di Exor e presidente di Stellantis e Ferrari, entrerà a far parte del consiglio di amministrazione della holding che ha in pancia Facebook, Instagram e Whatsapp. Lo ha annunciato il fondatore della multinazionale statunitense, Mark Zuckerberg, in un messaggio pubblicato sui suoi profili social. Insieme a Elkann, entreranno a far parte del consiglio di amministrazione di Meta anche Dana White, imprenditore e presidente della Ultimate Fighting Championship (Ufc), la piu’ importante organizzazione nel campo delle arti marziali miste al mondo; e Charlie Songhurst, investitore che in passato ha lavorato come direttore per la strategia globale di Microsoft.

Zuckerberg: “Enormi opportunità”

“Sono entusiasta di iniziare l’anno con alcune notizie su cui stiamo lavorando da un po’: Dana White, John Elkann e Charlie Songhurst si uniscono al Consiglio di Amministrazione di Meta – scrive Zuckerberg – Abbiamo enormi opportunità davanti dall’IA ai wearables al futuro dei social media, e il nostro consiglio ci aiuterà a raggiungere la nostra vision. Elkann ha una grande esperienza nella gestione di grandi aziende globali, e porterà una prospettiva internazionale all’interno del Cda”.

“Sono onorato di poter contribuire al futuro di una delle più importanti compagnie del 21mo secolo, e di portare la mia esperienza globale e prospettiva di lungo termine all’interno del consiglio di amministrazione, mentre Meta continua a plasmare ed espandere le frontiere dell’innovazione e della tecnologia”, ha commentato Elkann.

Source

Tlc: intelligenza artificiale, quantum e 6G. Il 2025 anno del “realismo”

Tlc: intelligenza artificiale, quantum e 6G. Il 2025 anno del “realismo”

Il 2025 anno della monetizzazione degli investimenti in intelligenza artificiale? No, sarà l’anno del “realismo” ma ci vorrà ancora tempo affinché gli investimenti inizino a generare i ritorni sperati. È quanto emerge dal “Tech and telecoms outlook 2025” di Eiu (Economist Intelligence Unit) secondo cui molte aziende continueranno a sperimentare la tecnologia, ma sarà necessario un ulteriore potenziamento, soprattutto per l’intelligenza artificiale generativa, prima che diventi redditizia per gli utilizzatori.

La spesa infrastrutturale in AI

“La spesa su larga scala per le infrastruttura AI continuerà nel 2025. Le più grandi aziende tecnologiche continueranno a beneficiare delle loro generose riserve di liquidità e della redditività delle loro attività principali. Ciò consentirà di spendere pesantemente senza influenzare troppo i profitti. Tuttavia bisognerà affrontare sfide derivanti da normative più rigide, poiché diversi paesi emaneranno regolamenti sull’intelligenza artificiale. La sostenibilità e l’alto consumo energetico rimarranno anche una causa di preoccupazione”, si legge nel report.

La sfida 6G

La 3GPP, la principale organizzazione globale per gli standard dell’industria delle telecomunicazioni, inizierà a lavorare sulla standardizzazione del 6G nel 2025, con i gruppi di lavoro tecnici previsti a partire dal terzo trimestre. La standardizzazione finale arriverà successivamente, ma si prevede che i principi di alto livello e i potenziali casi d’uso saranno discussi prima di allora. “Si spera che lo standard sarà globale, anche se la Cina sta cercando di promuovere la propria versione del 6G a livello mondiale. Si prevede inoltre che il 6G sarà più orientato al software che all’hardware, poiché molti operatori non sono disposti a intraprendere ulteriori grandi aggiornamenti infrastrutturali”.

L’anno del quantum computing

L’Unesco ha deciso che il 2025 sarà l’anno internazionale della scienza e della tecnologia quantistica, poiché segnerà il 100º anniversario dello sviluppo della meccanica quantistica. Questo non significa che nel 2025 il calcolo quantistico diventerà una realtà, ma ci sarà un maggiore focus sulle sue possibilità. Il calcolo quantistico può aumentare esponenzialmente la potenza di calcolo, ma realizzarlo su larga scala sarà una sfida. Le aziende continueranno a investire, concentrandosi inizialmente sulla crittografia, poiché un potenziale computer quantistico potrebbe violare gli attuali standard di crittografia.

Source

5G, la corsa di Nokia sui brevetti: innovazioni rivoluzionarie per la svolta

5G, la corsa di Nokia sui brevetti: innovazioni rivoluzionarie per la svolta

Nokia ha raggiunto la pietra miliare di 7mila “patent families”, ovvero gruppi di brevetti considerati essenziali, per il 5G. Le innovazioni “rivoluzionarie” del gruppo finlandese includono nuovi approcci nella progettazione del protocollo radio 5G, nella sicurezza delle architettura di quinta generazione e nelle tecnologie di interfaccia che definiscono il modo in cui smartphone, auto connesse e altri dispositivi connessi interagiscono con le reti. Ma, promette la società in una nota, “ne arriveranno molte altre”,

Le tecnologie sviluppate e messe a disposizione del mercato

Il portafoglio brevetti di Nokia si basa su oltre 150 miliardi di euro investiti dal 2020 in ricerca & sviluppo e standardizzazione. Un patrimonio intellettuale composto da oltre 20mila patent families (ogni famiglia può poi comprendere diversi brevetti individuali). Queste soluzioni sono gli elementi essenziali per la connettività di interi settori, visto che includono le tecnologie core per dispositivi mobili, elettronica di consumo, veicoli connessi, dispositivi IoT, sistemi di streaming video e altro ancora. Qualsiasi dispositivo che si connette a una rete cellulare utilizza la tecnologia brevettata da Nokia e oltre 250 aziende hanno ottenuto una licenza per i brevetti depositati dal gruppo.

Nokia tra l’altro contribuisce con le sue invenzioni agli standard aperti in cambio del diritto di concederle in licenza a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie (Fair, reasonable and non-discriminatory Frand). Le aziende possono concedere in licenza e utilizzare queste tecnologie senza dover effettuare investimenti sostanziali negli standard, favorendo l’innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi per i consumatori.

Una posizione di leadership per la standardizzazione del 6G

“Gli ingenti investimenti di Nokia in R&S e standardizzazione cellulare continuano a dare i loro frutti”, commenta Patrik Hammarén, presidente ad interim di Nokia Technologies. “Abbiamo raggiunto il traguardo di 7mila famiglie di brevetti di alta qualità dichiarati essenziali per lo standard 5G e l’attivo lavoro di pre-standardizzazione di Nokia ci pone in una posizione di leadership per la standardizzazione 6G che inizierà nel corso dell’anno. Grazie a tutti gli inventori Nokia e ai nostri professionisti dei brevetti per il loro duro lavoro e la loro capacità di risolvere i problemi. Insieme continuano ad aiutare Nokia a mantenere la sua leadership tecnologica e a portare avanti l’innovazione cellulare”.

Source

In aumento la domanda di servizi Tlc integrati: virata strategica per Deutsche Telekom

In aumento la domanda di servizi Tlc integrati: virata strategica per Deutsche Telekom

Deutsche Telekom ha annunciato il consolidamento delle sue attività wholesale nazionali e internazionali in un’unica entità: T Wholesale. Una mossa che ha l’obiettivo dichiarato di fornire ai clienti soluzioni semplificate, in grado di rispondere sia alle esigenze del mercato domestico sia a quelle espresse a livello globale, riflettendo la crescente domanda di servizi di telecomunicazione integrati.

“I nostri partner e clienti traggono vantaggio dal nostro orientamento internazionale e dalle sinergie che ci permetteranno di affrontare meglio le sfide di un mercato in rapida evoluzione”, spiega in una nota l’amministratore delegato Kerstin Baumgart. “Offriamo un portafoglio di prodotti da un’unica fonte, sia in Germania che a livello internazionale, creando un’esperienza di acquisto senza soluzione di continuità. Come sempre, rimaniamo impegnati in partnership sostenibili e collaborative con i nostri clienti”.

Il nuovo assetto del gruppo

L’organizzazione internazionale, che in precedenza operava sul mercato come Deutsche Telekom Global Carrier, e la divisione Wholesale di Telekom Deutschland GmbH, attiva a livello nazionale, sono state ora integrate nella divisione T Wholesale. Questo consolidamento riflette l’importanza che la società attribuisce alle operazioni wholesale e rafforza la posizione del gruppo nel settore. Inoltre, la divisione è in grado di affrontare al meglio la crescente tendenza all’internazionalizzazione.

La nuova struttura combina le competenze locali con un’ampia conoscenza internazionale, offrendo un supporto completo per questioni quali gli sviluppi transfrontalieri, le normative specifiche del mercato o l’accesso a livello sia regionale che globale. Per i clienti, si prevede che questi cambiamenti si traducano in processi ottimizzati e in una maggiore efficienza, con tempi di risposta più rapidi, offerte più competitive, una migliore qualità del servizio e risparmi sui costi.

Cambia la struttura, ma non l’offerta

Le aree wholesale di Deutsche Telekom servono oltre 250 fornitori e rivenditori di telecomunicazioni in Germania, oltre a più di 900 clienti e partner internazionali. Sia le divisioni nazionali che quelle internazionali hanno stabilito forti partnership, anche con i concorrenti, riconoscendo che la collaborazione è essenziale per espandere le infrastrutture e guidare la trasformazione.

Come T Wholesale, l’entità combinata continuerà a fornire i prodotti e i servizi che i clienti del gruppo ben conoscono. Si parla quindi di reti Ipx e in fibra ottica, elevati standard di sicurezza, connessioni punto-punto, un’ampia infrastruttura, connettività Ethernet e Mpls (Multiprotocol Label Switching), data protection, servizi di data center, banda larga wireless. L’organizzazione, infine, darà priorità ai progressi nella comunicazione digitale, nell’intelligenza artificiale, nelle Api di rete, nel 5G Standalone, nell’edge cloud e nelle partnership strategiche per accelerare l’innovazione futura.

Source

Tlc, Italia modello al top per la riconfigurazione degli asset

Tlc, Italia modello al top per la riconfigurazione degli asset

Il settore delle telecomunicazioni sta vivendo un periodo di profondi cambiamenti legati ai processi di trasformazione digitale delle imprese e alla crescita esponenziale nel consumo di connettività, che richiedono sempre più corposi investimenti nelle reti di nuova generazione, a partire dall’Ftth.

In questo scenario di cambiamento, la riconfigurazione degli asset degli operatori di Tlc con la separazione tra InfraCo (tipicamente costituite dalle infrastrutture e componenti legate all’offerta dei servizi wholesale) e ComCo (che generalmente includono le componenti attive e di distribuzione legate all’offerta dei servizi retail) genera potenzialmente un valore sostanziale per gli operatori. Ma i vantaggi di queste iniziative, dipendono da diversi aspetti tra cui i cambiamenti nel quadro regolamentare a seguito del venir meno della integrazione verticale.

Tlc, Arthur D. Little: “Tre i driver di successo”

Nel report “Telecomunicazioni, come superare l’esame regolatorio”, Arthur D. Little evidenzia come il settore necessiti di regolamentazioni bilanciate per favorire il consolidamento e l’innovazione, garantendo al contempo la competitività nei mercati wholesale e retail.

Sono tre, secondo gli esperti, le leve strategiche per il successo di queste operazioni:

  1. Il modello di separazione adottato, che può essere strutturale, legale o funzionale, con impatti significativi sulle dinamiche di mercato.
  2. Il Master Service Agreement (Msa), ovvero la definizione dei termini operativi e commerciali tra le entità separate.
  3. Il quadro regolamentare locale, che determina le condizioni per l’accesso all’ingrosso, la concorrenza infrastrutturale e la deregolamentazione delle offerte wholesale in fibra.

“In sintesi – spiega Elisabetta Cafforio, partner di Arthur D. Little Italia e autrice dello studio – mentre la beneficiaria immediata di una separazione è la ComCo in quanto non più soggetta ad obblighi regolamentari tipici di un operatore verticalmente integrato (iMargin Squeeze Test, Equivalence) risultando in una maggiore flessibilità commerciale, la deregolamentazione delle InfraCo viene valutata dalle Autorità competenti con riferimento alla regolamentazione vigente per gli operatori wholesale only”.

In Europa i recenti cambiamenti regolamentari puntano a supportare l’implementazione delle reti in fibra, incentivando gli approcci di riconfigurazione per promuovere lo sviluppo di reti ad altissima capacità (Vhcn) e preservare investimenti e concorrenza riducendo gli obblighi regolamentari ex ante e favorendo i processi di migrazione dal rame alla fibra ottica.

Italia esempio di riferimento

In questo quadro di profonda trasformazione l’Italia sta emergendo sempre più come un esempio paradigmatico nella separazione degli asset grazie alla recente riorganizzazione di Tim.

“Nell’ambito della riconfigurazione degli asset- sottolinea Cafforio – l’Italia rappresenta un esempio di riferimento, con la separazione tra rete e servizi condotta da Tim: il carve out di Netco in una società che non vede più Tim come shareholder ha determinato la nascita di un nuovo operatore Wholesale Only nel Paese, che ha interesse ad avere più retailers sulla sua rete”.

“Separare il business retail da quello di sviluppo e gestione delle reti può favorire l’ingresso di nuovi capitali nel settore da investire nelle reti di nuova generazione -commenta il partner di Adl Giancarlo Agresti, co-autore del report – tuttavia l’impatto della regolamentazione sugli scenari di riconfigurazione può variare notevolmente e richiede una valutazione attenta e…

Source

Pirateria online, la Lega punta a esentare le telco dalla responsabilità penale

Pirateria online, la Lega punta a esentare le telco dalla responsabilità penale

Prateria online, niente responsabilità penale per le telco. La Lega presenta un emenadamento al dl Giustizia, all’esame del Senato.

Cosa prevede l’emendamento

La proposta di modifica punta ad eliminare la responsabilità penale per i rappresentanti legali degli operatori di telecomunicazioni in caso di mancata segnalazione degli illeciti legati alla pirateria online. Si vuole sopprimere il riferimento ai “prestatori di servizi di accesso alla rete”, contenuto all’articolo 6-ter del dl Omnibus del 2024.

La norma in questione impone a una serie di soggetti di segnalare immediatamente all’autorità giudiziaria o alla polizia giudiziaria ogni illecito, fornendo tutte le informazioni disponibili. La norma “rappresenta un impianto sanzionatorio spropositato rispetto al ruolo svolto dagli operatori di telecomunicazioni e ha messo in discussione l’intero impianto normativo della legge Antipirateria”, si legge nella relazione illustrativa dell’emendamento.

Il decreto Omnibus

Lo scorso settembre le commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno dato il via libera a due emendamenti a firma dei senatori Dario Damiani (FI), Guido Quintino Liris e Antonella Zedda (FdI), riformulati, che puntano ad una stretta sulla pirateria tv.

Il primo prevede che nel perimetro dei soggetti interessati dalla eventuale sospensione dell’Agcom vengono ricompresi, oltre ai prestatori di servizi di accesso alla rete, i “fornitori di servizi di Vpn e quelli di Dns pubblicamente disponibili ovunque residenti e ovunque localizzati“. Mentre il secondo prevede che “i prestatori di servizi di accesso alla rete, i soggetti gestori di motori di ricerca e i fornitori di servizi della società dell’informazione, ivi inclusi i fornitori e gli intermediari di vpn (virtual private network) o comunque di soluzioni tecniche che ostacolano l’identificazione dell’indirizzo IP di origine, gli operatori di content delivery network, i fornitori di servizi di sicurezza internet e di Dns distribuiti, che si pongono tra i visitatori di un sito, e gli hosting provider che agiscono come reverse proxy server per siti web” debbano segnalare “immediatamente” all’autorità giudiziaria o alla polizia giudiziaria le condotte penalmente rilevanti di cui siano venuti a conoscenza e un ‘punto di contatto’ per le comunicazioni. L’omissione della segnalazione e della comunicazione sono “puniti con la reclusione fino ad un anno”. Si applica inoltre l’articolo sui ‘delitti informatici e trattamento illecito di dati’ che prevede sanzioni.

Nella versione riformulata della prima proposta, si prevede inoltre che i prestatori di servizi di assegnazione di numeri Ip, il Registro italiano per il country code Top level domain (cctld.it), i prestatori di servizi di registrazione di nome a dominio per i cc tld diversi da quello italiano e per i nomi a Generic Top level domain (gtld) provvedono periodicamente a riabilitare la risoluzione dei nomi di dominio e l’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi Ip bloccati, quando siano passati almeno sei mesi dal blocco e tali indirizzi non risultino utilizzati per finalità illecite. Si prevede inoltre che l’Agcom, per garantire il corretto funzionamento del processo di oscuramento degli Fqdn e degli indirizzi Ip, ordini la riabilitazione della risoluzione Dns dei nomi di dominio e lo sblocco dell’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi Ip bloccati…

Source