Italtel, Filangieri nuovo amministratore delegato

Italtel, Filangieri nuovo amministratore delegato

L’ex numero uno di Fibercop Carlo Filangieri si prepara ad assumere il timone di Italtel e secondo quanto risulta a CorCom l’incarico sarà operativo dal mese di febbraio. Laurea in ingegneria elettronica, Filangieri vanta una lunga esperienza nel Gruppo Tim dove negli anni ha ricoperto diversi incarichi in Italia e in Brasile per poi diventare nel 2021 amministratore delegato di Fibercop al tempo in cui la newco wholesale vedeva in campo Tim (58%), il fondo americano Kkr (37,5%) e Fastweb (4,5%). A seguito dello scorporo della rete di parte di Tim, la nuova Fibercop vede al timone Luigi Ferrarris, ex Ad di Ferrovie, alla presidenza Massimo Sarmi.

Il dossier Digital Value definitivamente chiuso

Da fine ottobre tutto tace ma secondo quanto risulta a CorCom il dossier Digital Value è definitivamente chiuso. Resta dunque ora da capire se altri investitori si faranno avanti.

A luglio 2024 Digital Value aveva offerto 120 milioni per rilevare il 100% del capitale di Italtel. Ma il caso caso Sogei -ossia l’inchiesta che ha portato all’arresto di Paolino Iorio, direttore generale della spa del Mef, poi sollevato da tutti gli incarichi – ha costretto Digital Value a “congelare” l’operazione. “Il closing, inizialmente previsto per la data di venerdi 18 ottobre è stato rinviato concordemente tra le parti alla luce dei fatti emersi”, ha comunicato l’azienda in una nota ufficiale lo scorso 30 ottobre.

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Networking, ecco i trend 2025: sugli scudi cybersecurity e AI

Networking, ecco i trend 2025: sugli scudi cybersecurity e AI

Dagli ambiti della sicurezza e della gestione fino al ruolo dell’intelligenza artificiale come soggetto e oggetto della pianificazione di rete, nel corso del 2025 le aziende cercheranno nuovi modi per accrescere la flessibilità dei network tenendo sotto controllo i costi operativi.

È questa l’analisi di Edoardo Accenti, country manager della divisione Aruba di Hewlett Packard Enterprise, che ha condiviso in un paper le sue riflessioni sulle tendenze che influenzeranno il modo in cui le reti aziendali verranno costruite e gestite nei prossimi mesi.

L’importanza strategica di Sd-Wan e Sase

“Il mercato Sd-Wan è in continua evoluzione e il 2025 promette un’ulteriore crescita”, nota Accenti. In particolare, “Sd-Wan offre una connettività flessibile, sicura e scalabile. Inoltre, sfrutta le tecnologie Lte/5G e a banda larga per ridurre significativamente la dipendenza dalla vecchia tecnologia Multiprotocol Label Switching. Allo stesso tempo, Sase sta rapidamente diventando un componente chiave delle reti moderne, integrando rete e sicurezza in un’architettura unificata e cloud-native. Sase semplifica la gestione della rete e fornisce criteri di sicurezza coerenti per applicazioni, utenti e dispositivi, indipendentemente dalla loro ubicazione”.

A questo si aggiunge il il vantaggio che l’infrastruttura IT semplificata e la sicurezza migliorata sono integrate da un’esperienza utente potenziata, soprattutto negli ambienti di lavoro ibridi.

Micro-segmentazione per una maggiore sicurezza e compliance

C’è poi il tema della micro-segmentazione, che divide la rete in segmenti più piccoli e isolati, rendendo molto più difficile per gli aggressori muoversi all’interno dell’infrastruttura IT. “Questo aumenta la sicurezza applicando un controllo dettagliato degli accessi e garantendo un controllo rigoroso del traffico tra i segmenti”, spiega Accenti. “Implementando la micro-segmentazione, le organizzazioni possono applicare criteri di sicurezza più granulari e garantire che solo il traffico autorizzato sia consentito tra i segmenti. Ciò è in linea con l’enfasi posta su solide misure di sicurezza di rete e di controllo degli accessi richieste dalle normative internazionali sulla cybersecurity, come la direttiva Nis2 dell’Ue, entrata in vigore nel 2023.

D’altra parte, la rete stessa va sempre di più considerata come una soluzione di sicurezza. “Fino a poco tempo fa, la regola era quella di gestire separatamente alcune aree dell’infrastruttura, come la rete e la sicurezza”, rimarca Accenti. “Oggi, consolidare questi elementi e gestirli insieme consente di utilizzare in modo più efficiente le informazioni provenienti da fonti diverse all’interno dell’infrastruttura. Ciò porta a una gestione più coerente dell’ambiente. Monitorando più dispositivi, indipendentemente dal fornitore, e gli elementi di rete e di sicurezza, possiamo ottenere un quadro completo dello stato della nostra infrastruttura e reagire di conseguenza sulla base di questi dati”.

Più AI nel networking e più networking nell’AI

Accenti sottolinea poi che con la crescita esponenziale dei dispositivi connessi alle reti aziendali e l’aumento dei dati che fluiscono da o attraverso questi dispositivi, è diventato più difficile gestire questi ambienti. “Il numero crescente di attacchi alle varie infrastrutture evidenzia ulteriormente l’impossibilità per l’uomo di monitorare tutto in modo efficace. La mole di dati e il numero di eventi rilevanti sono schiaccianti e richiedono un reparto IT in continua espansione. Allo stesso tempo, anche il ruolo dell’IT sta…

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Meloni: “Non ci sono alternative a Starlink, no a lettere scarlatte”

Meloni: “Non ci sono alternative a Starlink, no a lettere scarlatte”

Space X è il soggetto tecnologicamente più avanzato e, ad oggi, non ci sono alternative pubbliche. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni affronta a viso aperto il caso Musk in occasione della conferenza stampa alla Camera.

“Non ho mai parlato direttamente con Elon Musk di queste vicende – ha sottolineato la premier – Per il caso Space X, ha a disposizione una tecnologia per comunicare a livello planetario che ci consente di comunicare con le nostre sedi diplomatiche e i nostri contingenti all’estero. Si tratta di interlocuzioni che facciamo, come Governo, con decine di aziende in tutto il mondo”.

Mettere in sicurezza le comunicazioni sensibili

“Gli ambiti di confronto sono molti, dal Consiglio di Difesa al Parlamento, e in questo momento siamo in una fase di istruttoria, per questo non comprendo le accuse – ha spiegato – Nemmeno io ho le idee chiare, ma dobbiamo mettere in sicurezza comunicazioni sensibili e delicate, parlando con un soggetto idoneo. Non ci sono alternative, soprattutto pubbliche. Italia ed Europa non hanno ancora immaginato una soluzione pubblica”.

“Questo è il dilemma e in un dibattito serio, bisognerebbe parlare dello scenario preferibile. Su questo sono laica, ma la questione va posta, perché se le comunicazioni finiscono nelle mani sbagliate, allora il Governo ne sarebbe responsabile”.

Gli investimenti stranieri

“Lo stesso problema lo abbiamo sui data center. Dunque il problema su Space x è legato all’aspetto che è privato o sulle posizioni politiche di Elon Musk? Il problema è oggettivo e seguendo i criteri di sicurezza nazionale, così va trattato, non servono lettere scarlatte”.

“Io valuto gli investimenti stranieri – ha puntualizzato Meloni – con un’unica lente, che è la lente dell’interesse nazionale e non delle amicizie o delle idee politiche di chi eventualmente deve investire”.

Le interlocuzioni

“Sul metodo voglio dire che si tratta di interlocuzioni che rientrano nella normalità del lavoro che fa un Governo – ha precisato – Funziona che si fa un’istruttoria e all’esito di quella istruttoria, se la cosa è di interesse, si pone nelle sedi competenti. Nel caso specifico di quello di cui stiamo parlando, gli ambiti con i quali confrontarsi sono molti”.

Il dibattito europeo

“Poi – ha aggiunto – potremmo aprire un dibattito e forse dovremmo aprirlo sul perché l’Italia e l’Europa, perché questo è un problema europeo, non sono arrivati in tempo a immaginare delle tecnologie pubbliche che fossero in grado di mettere in sicurezza queste comunicazioni”. La scelta di un’infrastruttura privata sarebbe comunque temporanea “perché oggi ci si sta lavorando e quindi domani probabilmente ci saranno dei soggetti pubblici che saranno in grado di garantire la protezione di queste comunicazioni. Ma oggi non ci sono”.

Quindi quale sia “preferibile tra due scenari che non sono chiaramente e sicuramente ottimali è il dibattito che secondo me va aperto. Però devo porre la questione perché se domani quelle comunicazioni finiscono nelle mani sbagliate il Governo ne è responsabile. Non posso fare finta che il problema non esista. Questa è l’ordine della questione e questo è lo stato delle cose”.

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Data center, Callari: “Investimenti stranieri valore per il Paese”

Data center, Callari: “Investimenti stranieri valore per il Paese”

“L’attrazione di nuovi investimenti, anche stranieri, attraverso la costruzione di nuovi data center rappresenta un valore per il nostro Paese e a questi investimenti bisogna guardare con favore; sarebbe sbagliato limitarli o addirittura bloccarli nell’ottica di una sovranità tecnologica. Ma è altresì necessario che la legge delega contenga gli elementi necessari a garantire che i dati vengano trattati conformemente alle leggi nazionali ed europee“.

Lo ha affermato l’assessore ai Sistemi informativi del Friuli Venezia Giulia e coordinatore vicario della Commissione per l’Innovazione, Sebastiano Callari, in occasione dell’audizione della Conferenza delle Regioni nell’ambito dell’esame delle abbinate proposte di legge recanti delega al Governo per la disciplina dei centri di elaborazione dati durante la Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera.

Cavalcare le opportunità digitali senza costruire muri

“In un’epoca in cui il digitale pervade ogni aspetto della nostra vita, i data center rappresentano un’infrastruttura cruciale e piuttosto che costruire muri per difenderci, cavalchiamo queste opportunità digitali per generare crescita e sviluppo perché la digitalizzazione è un’occasione che non possiamo perdere”, ha detto Callari, sottolineando di essere fiducioso per la prosecuzione di una collaborazione positiva con il governo. Per l’assessore le politiche future dovranno favorire lo sviluppo di tecnologie proprietarie per ridurre la dipendenza da società esterne.

Le Regioni si propongono come registi nella gestione dei contributi

Callari ha poi affrontato il tema dei contributi a favore degli enti locali previsti dalle proposte di legge proponendo un ruolo attivo delle Regioni “non solo perché molti degli 8mila Comuni con le carenze di personale, oggi non sono in grado di mettere a terra dei progetti, ma anche perché molte Regioni hanno investito e stanno continuando a investire per realizzare data center capaci di soddisfare i requisiti di sicurezza e certificazione più stringenti, proprio per garantire il miglior servizio al sistema della pubblica amministrazione locale, sanità inclusa”. L’assessore ha ribadito che “le Regioni si propongono nel ruolo di ente aggregatore, come regista nella gestione dei contributi“.
Infine, l’esponente della Giunta Fedriga ha rilevato la mancanza, nelle proposte normative, di un riferimento alle aree industriali dismesse, spesso già infrastrutturate, che potrebbero esser utilizzate per ospitare i data center superando un eccessivo ricorso alla deroga dei piani regolatori per la realizzazione di edifici idonei.

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Fibercop accelera sulla banda ultralarga in Piemonte: sul piatto 600 milioni

Fibercop accelera sulla banda ultralarga in Piemonte: sul piatto 600 milioni

FiberCop accelera sulla fibra ottica in Piemonte e intensifica gli interventi di cablaggio previsti dal Piano Italia 1 Giga nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’investimento in Piemonte rientra nel più vasto programma di interventi previsti dal Lotto 4 del bando che comprende anche Liguria e Valle d’Aosta, dal valore complessivo di oltre 600 milioni di euro che includono il contributo pubblico attraverso i fondi del Pnrr e la quota di investimento diretto da parte di FiberCop.

“La nuova infrastruttura che stiamo realizzando consentirà di navigare alla velocità di 1 Gigabit al secondo”, spiega in una nota Cristina Morbiducci, responsabile Operations Area Nord Ovest di FiberCop, “che vuol dire abilitare un’ampia gamma di servizi digitali di cui potranno beneficiare cittadini, imprese e amministrazioni locali: tra questi la possibilità di potenziare la rete per effettuare lo smart working, streaming in HD, telemedicina e i servizi tipici delle smart city come ad esempio la gestione dei flussi di traffico, dell’illuminazione pubblica e il monitoraggio ambientale. Si tratta di un intervento di ampie dimensioni che necessita della collaborazione di tutte le parti coinvolte, vale a dire istituzioni, enti locali e imprese, e di particolare attenzione anche per le caratteristiche orografiche del territorio che, oltre a comprendere estese pianure, si sviluppa prevalentemente su zone montuose e collinari”.

Lo stato dell’arte in Piemonte

Ad oggi i lavori sono stati già avviati in 191 comuni piemontesi: 100 nella provincia di Torino, 24 ad Alessandria, nove ad Asti, due a Biella, 27 a Cuneo, 16 a Novara, cinque a Verbano-Cusio-Ossola e otto a Vercelli. Sono stati già collegati 76.847 civici sui 169.917 previsti entro giugno 2026, ovvero il 45% del totale. L’obiettivo del Piano è portare collegamenti ultraveloci in 879 comuni piemontesi.

FiberCop conferma dunque la sua attenzione al Piemonte dove è presente con oltre 1.300 dipendenti e 60 tra uffici e sedi operative. I cantieri avviati, inoltre, coinvolgono circa 700 lavoratori delle imprese di rete che operano sul territorio. Nella regione sono dislocate più di 1.170 centrali telefoniche dalle quali partono i collegamenti in fonia e dati che arrivano nelle case e nelle aziende piemontesi.

Gli investimenti sul territorio e il Piano Italia 1 Giga

L’ulteriore impulso alle attività infrastrutturali è conseguente alla decisione del consiglio di amministrazione di FiberCop che ha approvato un piano di circa 1,4 miliardi di euro di investimenti per la seconda metà del 2024 con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della rete in fibra ottica in tutta Italia.

Nell’ambito dei piani di intervento pubblico previsti dalla Strategia italiana per la Banda Ultra Larga, FiberCop si è aggiudicata sette lotti del bando Piano Italia 1 Giga per complessive dieci regioni, tra cui il Piemonte, più le province autonome di Trento e Bolzano.

In merito al Piano Italia 1 Giga, la posa della fibra avanza secondo il cronoprogramma e, alla fine dello scorso novembre, l’azienda ha raggiunto il 45% degli obiettivi previsti entro giugno 2026, collegando 597.136 civici sui 1.334.545 previsti.

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Tlc, la GenAI spariglia le carte: 7 passi per guidare l’innovazione

Tlc, la GenAI spariglia le carte: 7 passi per guidare l’innovazione

Come molti settori aziendali, l’industria delle tlc sta abbracciando con entusiasmo il potenziale dell’intelligenza artificiale generativa per innovare e costruire la sua rilevanza futura. Ma l’entusiasmo per una tecnologia non si traduce automaticamente nel successo della sua implementazione e nella trasformazione aziendale: le telco devono procedere in base a una precisa strategia che punta sull’individuazione di chiari casi d’uso, sul calcolo del ritorno di business, sulla presenza di talenti interni, sulla gestione dei dati, sulla governance e altri elementi ancora, come evidenzia un’analisi di Ibm Institute for business value (Ibm Ibv) che integra un sondaggio su 300 leader globali delle telecomunicazioni e i dati di un recente rapporto del Tm Forum.

I fornitori di servizi di comunicazione (Csp) hanno identificato più di 100 casi d’uso per l’utilizzo della Gen Ai nelle tlc. E stanno impegnando risorse importanti: la spesa per la Gen Ai, come percentuale della spesa totale per l’Ai, dovrebbe crescere del 37% nei prossimi due anni. Inoltre, i casi d’uso vengono studiati per tutte le principali aree di business. Tuttavia, meno di un quarto degli intervistati di Ibm Ibv afferma di aver definito come questa tecnologia possa differenziare la propria strategia aziendale. E la maggior parte dei dirigenti non considera la propria organizzazione del tutto pronta ad adottare l’Ai generativa a causa, soprattutto di vincoli di budget, carenza di competenze e gap tecnologici.

Di fronte a queste sfide Ibm Ibv insieme a Tm Forum ha isolato sette aspetti chiave dell’adozione dell’Ai generativa che i dirigenti delle telecomunicazioni dovrebbero prendere in considerazione per un’implementazione che porta a risultati concreti.

Gen Ai per le Tlc: partire dai casi d’uso

Un approccio all’implementazione può essere quello di partire con esperimenti a basso rischio che aumentano l’efficienza dei dipendenti, come l’utilizzo dell’Ai generativa per creare contenuti per campagne di marketing o riassunti dei documenti. Tuttavia, poi occorre andare avanti, selezionando e implementando su scala i casi d’uso che dimostrano di poter trasformare le operazioni e le esperienze dei clienti e che offrono il massimo valore in base all’allineamento strategico e al Roi. Ad oggi il servizio clienti, l’It (comprese le operazioni di rete) e la sicurezza delle informazioni sono le principali aree di business in cui viene implementata l’Ai generativa dalle telco. All’interno di queste aree, i manager delle tlc stanno valutando i casi d’uso in base al valore e alla fattibilità.

Secondo gli analisti, quando si considerano quali casi d’uso perseguire, le organizzazioni dovrebbero identificare le funzionalità della Gen Ai che possono essere sfruttate all’interno di più aree del business. Un esempio è la ricerca di informazioni e estrazione di conoscenza: questa applicazione si estende dal servizio clienti alle operazioni It/di rete alla sicurezza delle informazioni fino alle risorse umane, agli appalti e alle vendite.

Identificare e valutare i dati

I dati affidabili e di alta qualità sono la linfa vitale dell’Ai generativa. Ciò richiede ai Csp di considerare sia i dati di cui hanno bisogno che l’infrastruttura che li supporta. Le società di telecomunicazioni possiedono grandi quantità di dati strutturati e…

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