Streaming video, l’inizio della fine?

Streaming video, l’inizio della fine?

Il 2023 è stato testimone di un altro momento chiave nella storia del video streaming, cambiando ancora una volta la narrativa mainstream e, in ultima analisi, le prospettive del settore dei media e dell’intrattenimento.

Trend e comportamenti dei consumatori

Da un lato ha accelerato le tendenze di mercato preesistenti, dall’altro ha alterato e messo in discussione i nuovi comportamenti legati al consumo dei contenuti video, inducendo molti a chiedersi quali saranno i comportamenti che rimarranno inalterati dopo lo sconvolgimento e quali saranno le implicazioni per il settore.

La questione del churn

Il churn (l’abbandono dei servizi Svod) è diventato sempre più una seria preoccupazione per gli operatori di streaming e per gli studios, che hanno speso ingenti risorse nella produzione di nuovi contenuti come chiave per mantenere gli abbonati. Così, mentre le aziende del settore si contendono i consumatori per trattenenre gli abbonati, la prossima ondata di disruption potrebbe risiedere nell’espansione dell’atteggiamento di consumo della Generazione Z anche al resto della popolazione, che preferisce giocare ai videogiochi, ascoltare musica in streaming e impegnarsi sui social media, spesso simultaneamente, piuttosto che limitarsi a guardare la TV o i film.

Il campo affollato

È chiaro che c’è competizione per il pubblico tra un campo affollato di fornitori di video in streaming, ma anche con le altre forme di intrattenimento.

La prima minaccia proviene dai servizi di piattaforma video (YouTube), che possono attrarre e fidelizzare miliardi di clienti grazie alla fornitura di feed video personalizzati, per lo più generati dagli utenti, con costi di produzione bassi o nulli.

Un’altra sfida sembra sorgere con i player dello streaming versus i social media. Il prossimo intrattenimento sarà sempre più sociale, quindi le piattaforme di social media sembrano meglio posizionate rispetto allo streaming per attirare l’attenzione dei consumatori nei prossimi anni. Così come il gioco, con il suo enorme fascino interattivo, è pronto a entrare nella battaglia per l’attenzione e il tempo degli utenti.

La partita dell’intelligenza artificiale

In questo contesto in continua evoluzione, sempre più osservatori guardano all’intelligenza artificiale, ai foundation model della GenAI, come alla prossima frontiera anche per il video e l’intrattenimento.

Ci sarà ancora spazio, e in che misura, per lo streaming video in questo nuovo mondo digitale?

Finora il Vod ha avuto spazio sufficiente per crescere e la sua esperienza narrativa coinvolge ancora gli utenti. Ma pur spendendo molto nella produzione di contenuti, i servizi Vod devono ancora affrontare la prossima grande sfida, legata alla capacità di servire meglio i propri clienti che non sono più solo le generazioni più giovani, che peraltro rappresentano anche le audience future.

La big thing

Tutti questi fattori, secondo ITMedia Consulting, avranno un forte impatto nei prossimi anni sull’industria dei contenuti, aumentando la competizione tra gli operatori per catturare l’attenzione del consumatore, la vera “big thing” e l’obiettivo più impegnativo per gli anni a venire.

Guardando al futuro dell’industria dei contenuti video, molti indicatori suggeriscono che siamo all’inizio e non alla fine di un processo, una tappa intermedia verso una terza ondata di frammentazione in cui questi “nuovi media” iniziano a intaccare le quote di mercato dei principali servizi…

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Via alla Quantum Alliance: parte da Bologna la nuova sfida nazionale

Via alla Quantum Alliance: parte da Bologna la nuova sfida nazionale

Nasce la Bologna Quantum Alliance, un’intesa che riunisce Università di Bologna, Cineca, Cmcc, Cnr, Inaf, Infn e Ingv e intende porsi come nuovo punto di riferimento europeo per le scienze e le tecnologie quantistiche.

Siglato alla vigilia del G7 Scienza e Tecnologia, ospitato al Tecnopolo di Bologna, l’accordo mette a sistema le tante competenze distribuite sul territorio nazionale legate a temi d’avanguardia della scienza quantistica, dalla ricerca fondamentale alle applicazioni scientifiche e industriali.

Bologna Quantum Alliance, ecosistema di innovazione

Sotto il coordinamento dell’Alma Mater, la Bologna Quantum Alliance potrà dare un forte impulso coordinato allo sviluppo dell’intera filiera quantistica, promovendo ambiti strategici come quello dei computer quantistici, delle comunicazioni quantistiche sicure e della sensoristica quantistica di precisione. Si tratta, si legge in una nota, di un nuovo fondamentale tassello che va ad arricchire l’ecosistema dell’innovazione bolognese e dell’Emilia-Romagna.

Temi centrali per lo sviluppo tecnologico e sociale come quelli dei big data, del supercalcolo e dell’intelligenza artificiale potranno così fondersi insieme alle enormi potenzialità delle scienze quantistiche, con applicazioni possibili in molteplici campi tra cui la salute, la climatologia, le scienze della terra e l’innovazione industriale.

Trasferimento tecnologico verso le aziende

Con la Bologna Quantum Alliance nasceranno progetti congiunti, attività comuni per favorire l’innovazione sul fronte della ricerca fondamentale e applicata e collaborazioni con le aziende, anche mirate al trasferimento tecnologico.

Sarà coperto anche il campo, altrettanto centrale, della formazione: saranno messi a punto percorsi di formazione sulle scienze quantistiche per studentesse e studenti, per la qualificazione di ricercatrici e ricercatori e per l’aggiornamento delle figure professionali. Ci saranno, inoltre, attività di comunicazione e di divulgazione sul mondo delle tecnologie quantistiche a livello locale e nazionale.

Le ambizioni europee

A partire dalle numerose iniziative su queste tematiche già avviate dai partner fondatori, la Bologna Quantum Alliance punterà ad ampliare ulteriormente il suo raggio d’azione, coinvolgendo altre realtà presenti in Emilia-Romagna, in Italia e in altri paesi europei. L’orizzonte è infatti quello tracciato dalla “European declaration on quantum technologies”, con l’obiettivo di contribuire a rendere l’Europa una regione leader a livello globale nell’ambito delle scienze e tecnologie quantistiche.

I partner dell’iniziativa sono, nel dettaglio: Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Consorzio Interuniversitario Cineca, Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), Consiglio nazionale delle ricerche (Car), Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

G7 Scienza e Tecnologia: più cooperazione su AI e quantum

Nella dichiarazione finale del G7 Scienza e Tecnlogia, i grandi della Terra hanno posto l’accento sul rafforzamento della “cooperazione nella ricerca avanzata sull’Ia, sulla quantistica e su altre tecnologie” emergenti dovrebbe “consentire progressi più rapidi, una maggiore efficienza, risultati migliori per la società e maggiori opportunità per una loro commercializzazione”. Viene specificato nel documento, inoltre, che “le strategie nazionali in materia di Ia e quantistica sono fondamentali per tutti i membri del G7” per “migliorare le loro capacità tecnologiche e rafforzare la cooperazione internazionale”.

È in questo quadro che i ministri accolgono con favore “l’organizzazione, da parte della presidenza italiana, di un workshop del G7…

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Snom, Lucini: “Nel mercato Voip non ci sarà spazio per chi non ha competenze”

Snom, Lucini: “Nel mercato Voip non ci sarà spazio per chi non ha competenze”

“Nei prossimi due anni nel mercato della telefonia Voip si assisterà a un consolidamento che riguarderà piccoli operatori e system integrator”: questa, secondo Massimo Lucini, Channel Director Italy di Snom, l’evoluzione dello scenario. “La sopravvivenza dei provider sarà determinata dall’acquisizione di competenze sulle nuove tecnologie, in particolare quelle cloud-based che supportano modelli di scala apprezzabili, ma anche dalla capacità di estendere i propri confini territoriali attraverso partnership e/o fusioni, e di adattarsi alla modalità di erogazione dei servizi basata su canone mensile. La chiave di volta per affrontare queste importanti sfide, tuttavia, non risiede nel replicare il modello standardizzato delle grandi telco, né nel differenziarsi attraverso una proposta economica al ribasso, purtroppo anche in termini di qualità.

Lucini, come stanno le cose ad oggi?

Il mercato del Voip in Italia sta vivendo una crescita significativa, grazie all’adozione di soluzioni di comunicazione di nuova generazione che consentono alle aziende italiane non solo di ridurre i costi delle comunicazioni ma anche di migliorare l’efficienza operativa. Numerosi anche i driver di crescita di cui attualmente beneficiano tutti gli attori del mercato. Tra questi il piano per la digitalizzazione dell’Italia, supportato da investimenti pubblici e privati, sta favorendo l’adozione di tecnologie digitali, inclusi i servizi Voip, e la crescente esigenza di soluzioni di comunicazione flessibili e adatte al lavoro da remoto, che poco si sposa con una standardizzazione di hardware e servizi.

Qual è il ruolo delle telco?

Secondo le rilevazioni di Statista a fine 2023 Tim domina il mercato con una quota del 40% mentre Vodafone, Wind Tre e Fastweb seguono a distanza con una quota di rispettivamente del 15,9%, 13,9% e 13,8%. Ma il consolidamento delle Tlc a cui stiamo assistendo conferma il trend verso una riduzione degli attori che puntano sulla competitività dei servizi “standard” soprattutto in un ambito, quello aziendale, da sempre foriero di importanti fatturati ricorrenti. I grandi operatori standardizzano ed efficientano pochi prodotti a portafoglio, selezionando alcuni modelli di telefoni IP fissi e ricorrendo a soluzioni IP cordless Dect per lo più per la parte progettuale. Canonizzano un servizio all inclusive, peraltro sempre più richiesto dalla clientela aziendale che desidera avere più controllo e flessibilità nella configurazione del costo mensile. Inoltre, non vendono l’hardware, che, facendo parte del canone, diventa ulteriore fonte di margine.

E quello dei system integrator?

I system integrator hanno le competenze e la flessibilità per rispondere a esigenze che si fanno sempre più strada in ambito Voip, ossia la sicurezza delle comunicazioni, che rappresenta oggi sempre più un’opportunità per le aziende che possono offrire soluzioni sicure e affidabili, e una qualità del servizio costante e alta, che è essenziale per la soddisfazione del cliente e rappresenta una sfida tecnica per i fornitori di servizi Voip. La continua innovazione nelle tecnologie Voip, come l’uso di piattaforme cloud, l’integrazione dell’intelligenza artificiale per l’analisi delle chiamate, o ancora l’integrazione tra building automation e telefonia, sta aprendo nuove opportunità di business che implicano la fornitura di servizi più avanzati e personalizzati ad una clientela comunque da sempre attenta al rapporto prezzo/prestazioni ma anche alla…

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5G, la stretta della Germania su Huawei e Zte: stop totale dal 2029

5G, la stretta della Germania su Huawei e Zte: stop totale dal 2029

La Germania escluderà componenti e tecnologie fornite dai gruppi cinesi Huawei e Zte da tutte le sue reti 5G. La ragione addotta è sempre la stessa: si parla di non meglio precisati motivi di “sicurezza”, che riflettono le crescenti tensioni a livello geopolitico tra Pechino e il blocco occidentale.

Dunque i prodotti delle due aziende non saranno più utilizzati nella “rete centrale” entro “la fine del 2026” e saranno sostituiti nei sistemi 5G di “accesso e trasporto” entro “la fine del 2029”, ha annunciato il ministro degli Interni Nancy Faeser. “Dobbiamo ridurre i rischi per la sicurezza e, a differenza del passato, evitare le dipendenze”, ha spiegato in una conferenza stampa a Berlino, specificando che la decisione sarà applicata “in tutta la Germania”.

La risposta di Pechino: è una discriminazione politica

Non tarda ad arrivare la reazione della Cina. Il governo di Pechino ha criticato duramente la decisione: in una nota, l’ambasciata cinese a Berlino ha affermato che “la mossa della Germania costituisce una chiara discriminazione politica, danneggia gravemente la fiducia reciproca tra le due parti e influenzerà anche la futura cooperazione tra Cina ed Europa in campi correlati”.

Nella nota si esprimono “forte insoddisfazione e ferma opposizione” alla decisione tedesca, visto che “le società di comunicazione cinesi come Huawei e Zte operano da tempo nel rispetto delle leggi e dei regolamenti in Germania e hanno dato un contributo positivo al processo di digitalizzazione” del Paese. In ultima analisi, la questione 5G di Huawei e Zte è un atto di alcuni Paesi per sopprimere i propri concorrenti senza alcun risultato economico e mantenere la propria egemonia tecnologica. In realtà i cosiddetti rischi per la sicurezza della rete sono solo una scusa. Finora nessun paese ha fornito prove concrete che le apparecchiature aziendali cinesi presentino rischi per la sicurezza”, continua la nota.

L’ambasciata di Pechino sottolinea poi come “la costruzione del 5G in Cina è sempre stata aperta alle aziende europee come Nokia ed Ericsson e non l’ha mai considerata una minaccia alla sicurezza. Senza contare che “la Germania ha annunciato la decisione in occasione del vertice della Nato a Washington, cosa che ha portato la Cina a mettere seriamente in dubbio l’indipendenza del suo processo decisionale”.

La nota si chiude sottolineando che “ciò che ne risentirà non sarà solo la normale cooperazione economica e commerciale tra i due paesi, ma anche la fiducia degli investitori stranieri in Germania. La Cina adotterà le misure necessarie per salvaguardare gli interessi legittimi delle aziende cinesi”.

Ericsson, trimestrale sopra le attesa ma il mercato resta difficile

Con l’estromissione della soluzioni Huawei e Zte dalle infrastrutture tedesche, per ampliare e potenziare i servizi 5G gli operatori d’oltralpe dovranno necessariamente puntare su fornitori come Nokia ed Ericsson. Proprio l’azienda svedese potrebbe trarre slancio dalla situazione per raddrizzare il trend evidenziato dall’ultima trimestrale, che pur battendo le attese degli analisti presenta luci e ombre: l’utile rettificato si è infatti attestato a 3,23 miliardi di corone (208 milioni di euro), in crescita del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il margine operativo…

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Abbattere i costi di accesso agli smartphone: nasce la coalizione globale

Abbattere i costi di accesso agli smartphone: nasce la coalizione globale

Nasce una nuova coalizione globale che promuoverà soluzioni innovative per aumentare l’accessibilità economica degli smartphone per alcune delle popolazioni più povere del mondo. Lo annuncia la Gsma, chiarendo che tra i membri figurano i principali operatori di telefonia mobile globali, venditori, attori dell’ecosistema dei dispositivi, organizzazioni internazionali e istituti finanziari, come il Gruppo della Banca Mondiale, l’Itu e la Wef Edison Alliance. La coalizione collaborerà per migliorare l’accesso a dispositivi abilitati a Internet a prezzi accessibili per colmare il “divario di utilizzo”, che impedisce a circa tre miliardi di persone in tutto il mondo di massimizzare il proprio potenziale nell’economia digitale globale.

Accessibilità economica la barriera più significativa

Il mobile rimane il modo principale, e spesso unico, in cui le persone nei Paesi a basso e medio reddito (Lmic) accedono a Internet, rappresentando l’84% delle connessioni a banda larga nel 2023. Tuttavia, tre miliardi di persone, il 38% della popolazione mondiale, vivono in aree coperte da Internet mobile ma non lo utilizzano a causa di barriere, tra cui alfabetizzazione e competenze digitali, mancanza di contenuti pertinenti, sicurezza online e accesso. L’accessibilità economica degli apparecchi telefonici è spesso riconosciuta come la barriera più significativa per portare le persone online.

Ridurre il costo di ingresso nell’economia digitale

La nuova coalizione valuterà molteplici “leve” per ridurre il costo di ingresso nell’economia digitale per le popolazioni a basso reddito, con particolare attenzione ai Paesi a basso e medio reddito e alle aree in cui l’accessibilità economica degli apparecchi telefonici rappresenta la barriera più alta per andare online, come nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale. Esplorando nuove soluzioni, tra cui meccanismi di finanziamento “de-risking”, con il supporto del Gruppo della Banca Mondiale, la coalizione potenzierà e integrerà gli sforzi in corso per espandere l’accesso e l’accessibilità economica al digitale.

In futuro, la Gsma continuerà a favorire una stretta collaborazione tra i membri della coalizione per condividere conoscenze, valutare e implementare modelli innovativi su misura in grado di colmare efficacemente il divario di utilizzo.

Creare soluzioni creative

“La telefonia mobile ha aiutato miliardi di persone in tutto il mondo a svolgere un ruolo attivo nel nostro mondo sempre più digitale, ma il costo di ingresso può essere ancora troppo alto per molti con redditi bassi – afferma Mats Granryd, Direttore generale della Gsma -. Insieme agli operatori di telefonia mobile globali e al supporto del Gruppo della Banca Mondiale e di altri membri chiave della coalizione, siamo determinati ad agire su questo problema. Creando soluzioni creative per portare Internet mobile nelle mani di coloro che ne hanno più bisogno, crediamo di poter fare passi da gigante verso la chiusura del divario di utilizzo e aiutare milioni di persone a massimizzare il loro potenziale andando online”.

Garantire che nessuno venga lasciato indietro

“Rendere i dispositivi connessi a Internet più accessibili è fondamentale per accelerare la digitalizzazione nei paesi in via di sviluppo e garantire che nessuno venga lasciato indietro – aggiunge Guangzhe Chen, Vicepresidente per le infrastrutture della Banca Mondiale -. Abbiamo visto il potere delle tecnologie digitali nello sbloccare la crescita…

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