Vtb Bank investe nel progetto di rete satellitare dell’oligarca russo Usmanov

Vtb Bank investe nel progetto di rete satellitare dell’oligarca russo Usmanov

La Vtb Bank investirà 2 miliardi rubli (equivalenti a poco più di 23,5 milioni di euro) nel progetto Megafon 1440 con il quale l’omonima società di telefonia mobile russa ha l’obiettivo di creare una rete Internet ad alta velocità attraverso una costellazione di satelliti a bassa orbita.

Con tale somma la Vtb avrà il 15% di Megafon 1440 mentre il 75% sarà di Megafon e di Yadro, società di Information Technology controllata dalla Iks Holding che, così come la Megafon, fa capo all’Usm Group, di proprietà dell’oligarca russo Alisher Usmanov. Usmanov ha le mani in pasta anche in Mail.Ru, la più grande società Internet della Russia, ed è azionista di maggioranza di Metalloinvest, uno dei più grandi gruppi siderurgici al mondo con il quale sponsorizza il club di calcio della Dinamo Mosca mentre con Usm è presente come sponsor nella Premier League inglese sponsorizzando l’Everton dopo essere stato per anni azionista dell’Arsenal. L’incrocio è completato con il rimanente 10% che sarà di Yadro Alexuey Shelobkov, generale director e managing director di Megafon 1440, insieme a Artyom Ikoev e Sergey Stolyarov.

Il progetto Megafon 1440 è stato presentato alla fine del 2020 e prevede un investimento di 6 miliardi di rubli a fronte di un valore di 13,3 miliardi, dimostrato dai numeri dell’investimento compiuto dalla VT Bank. L’obiettivo è implementare un costellazione di satelliti a bassa orbita per fornire servizi di comunicazione in Russia e fuori. A dicembre il progetto è uscito dalla fase di studio ed è passato a quella operativa con la creazione di una filiera di imprese integrate verticalmente per curare tutte le fasi, dallo sviluppo fino alla produzione di ogni singolo aspetto necessario alla costruzione di una rete di telecomunicazione pienamente operativa. Ed è previsto un potenziamento sostanziale dei team di ricerca per accelerare il progetto e portarlo alla sua realizzazione, anche grazie alle nuove risorse finanziarie.

Nel frattempo sembrano essere chiari sia gli obiettivi sia gli strumenti con i quali raggiungerli. Si prevede che la rete Megafon 1404 offrirà una velocità di trasmissione compresa tra 50 Mbps e 1 Gbps con una latenza di 20 ms. A parte le prestazioni pure, l’opportunità di una rete di telecomunicazione satellitare appare essere la soluzione migliore per un territorio immenso come quello russo, dotato di una bassissima densità abitativa e che è raggiunto solo per il 35% dalle reti mobili. Se a questo si somma il fatto che, date queste condizioni, il costo di implementazione di una rete in fibra è comparabile a quello di una satellitare, quest’ultima soluzione appare come la più interessante e promettente.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Blackberry addio: inutilizzabili gli “storici” cellulari

Blackberry addio: inutilizzabili gli “storici” cellulari

“I servizi legacy di BlackBerry 7.1 OS e dei precedenti, come per BlackBerry 10, BlackBerry PlayBook OS 2.1 e le precedenti, non saranno ulteriormente disponibili a partire dal 4 gennaio 2022. A partire da questa data, i dispositivi con questi servizi e software legacy con connessioni (wi-fi e degli operatori) non saranno più affidabili per quel che riguarda il funzionamento, con il tutto che vale per dati, chiamate, sms e numeri di emergenza“.

Lo annuncia in un comunicato la società canadese, mettendo così fine all’era dello storico cellulare con tastiera incorporata che ha spopolato dalla metà dei primi anni Duemila. In pratica, a partire da domani non sarà più possibile un’efficace gestione di servizi come la connessione dati, le chiamate, gli sms e perfino le chiamate di emergenza. “Di fatto – come si spiega nel comunicato – dal 4 gennaio non sarà più possibile utilizzare normalmente questi cellulari”.

Si chiude così, con la definitiva sconfitta, il lungo tentativo di competizione con gli smartphone con touchscreen, durante il quale BlackBerry ha tentato più volte il rilancio: prima incorporando, con largo ritardo, la tastiera touch, quindi poi passando ad Android come sistema operativo e infine annunciando, nel 2020, il lancio di un dispositivo dotato di connettività 5G con il supporto di Onwardmobility e FIH Mobile. Un dispositivo però mai arrivato sul mercato.

Ricavi trimestrali record nell’IoT

E intanto Blackberry fa sapere di aver chiuso il trimestre concluso il 30 novembre con un fatturato totale di 184 milioni di dollari e un fatturato IoT di 43 milioni di dollari, oltre ad entrate in cybersecurity per 128 milioni di dollari.

Come raggiungere il successo? Investimenti in tecnologia, resilienza e nuovi processi

“Questo trimestre BlackBerry ha prodotto fatturazioni sequenziali solide e crescita dei ricavi sia per le attività IoT che per quelle di cybersecurity, battendo le aspettative per il secondo trimestre consecutivo. Abbiamo anche superato le aspettative sugli utili, nonostante gli investimenti in corso per guidare la futura crescita dei profitti”, ha affermato John Chen, presidente esecutivo e Ceo. “Nell’IoT, la nostra attività QNX ha raggiunto un record trimestrale per i ricavi relativi alla progettazione, con prestazioni migliori del previsto nonostante i venti contrari in corso nella catena di approvvigionamento del settore. Sul fronte della sicurezza informatica, abbiamo visto un’ulteriore trazione per i nostri recenti lanci di prodotti per la sicurezza degli endpoint unificati con ulteriori vittorie testa a testa contro altri giocatori di nuova generazione. Sono entusiasta di come l’attuale organizzazione si sta comportando per sfruttare le opportunità di mercato”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Internet senza fili, i dati viaggiano con la luce: a Puzzuoli test di “LiFi”

Internet senza fili, i dati viaggiano con la luce: a Puzzuoli test di “LiFi”

Assicurare agli utenti una connessione dati basata sulla trasmissione mediante speciali lampade a Led che, modulando la frequenza della luce, trasportano informazioni utilizzando le fotocamere degli smartphone, assicurando precisione e velocità di trasmissione. È l’obiettivo della sperimentazione in corso nella hall dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, in provincia di Napoli, come alternativa alla connessione sulle onde radio del WiFi. Da martedì 11 gennaio, in occasione dell’evento Procida Capitale della Cultura 2022, il servizio sarà esteso anche all’ospedale isolano Gaetanina Scotto.

I test sul LiFi si basano sull’utilizzo di un totem dedicato al pubblico attraverso il quale è possibile cui è possibile connettersi con il proprio smartphone. “Stiamo testando con molto interesse questa tecnologia che ha un potenziale notevole – spiega Salvatore Flaminio, direttore dell’Uoc tecnologie informatiche ed Ingegneria clinica dell’Asl – Il LiFi oltre a garantire la velocità e la precisione della trasmissione delle informazioni, ci permette di sapere esattamente a chi stiamo inviando le informazioni, considerato che si tratta di una tecnologia a vista. In altre parole, con il LiFi si può verificare quello che non si riesce a fare con il WiFi, ovvero che qualcuno possa agganciarsi alla rete senza che noi ne siamo a conoscenza. Questa tecnologia diventa importantissima per garantire la tutela dei dati e la loro contestualizzazione geografica. Ringrazio la start up che ci sta accompagnando in questo percorso di sperimentazione”.

Per testare il nuovo servizio, per il quale la Asl Napoli 2 Nord – che ha realizzato il progetto con collaborazione con la startup To Be – ha ricevuto un riconoscimento a Smau 2021, una volta che si è nella hall dell’ospedale basta scaricare sul proprio smartphone l’app dedicata alla ricezione del segnale, aprire l’app e posizionare lo smartphone sotto la luce del totem dedicato. Non appena lo smartphone sarà sotto il raggio luminoso compariranno sullo schermo le informazioni relative all’ospedale, i reparti e la loro collocazione. Se la sperimentazione darà i risultati sperati la Asl è pronta a estendere il servizio anche al resto della struttura, integrandolo con la Cartella clinica informatizzata.

“Ringrazio l’ingegnere Flaminio e i suoi collaboratori per il supporto continuo che assicura ai nostri sanitari nell’erogazione dei servizi – Aggiunge Antonio d’Amore, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord – L’Asl Napoli 2 nord in questi anni è diventata un punto di riferimento in Campania anche per l’innovazione tecnologica. Oggi è impensabile garantire una sanità di qualità senza investire in modo consistente sulla tecnologia, la nostra Asl lo ha fatto: nella Diagnostica per immagini, nella chirurgia, nella condivisione delle informazioni abbiamo raggiunto standard estremamente elevati”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Banda larga 28 Ghz: proroga dei diritti d’uso fino al 2029

Banda larga 28 Ghz: proroga dei diritti d’uso fino al 2029

La proroga dei diritti d’uso esistenti per reti radio a larga banda Wll nella banda 27.5-29.5 GHz può essere concessa per un periodo fino al 31 dicembre 2029. È quanto ha messo nero su bianco Agcom nella delibera 426/21/Cons (QUI LA DELIBERA AGCOM) ossia nel parere al Ministero dello sviluppo economico sulle condizioni regolamentari per l’autorizzazione della proroga della durata dei diritti d’uso esistenti, in cui si definiscono anche le nuove regole. Le istanze erano state presentate al Mise da Open Fiber, Eolo e Connesi.

“Si è ritenuto che la concessione di una proroga dei diritti d’uso nella banda a 28 GHz possa assicurare benefici al mercato e agli utenti in termini di fornitura di servizi, anche in linea con gli obiettivi europei e nazionali di sviluppo della banda larga e ultra-larga, valorizzazione degli investimenti e maggiore garanzia di sostenibilità degli stessi, tutela dell’utenza e promozione della competizione per il complesso del mercato”, si legge nel parere dell’autorità in cui si specifica che l’analisi preliminare svolta dall’Autorità per definire le misure sottoposte a consultazione pubblica con la delibera n. 316/21/Cons ha già tenuto conto delle norme e degli obiettivi previsti dal nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche – in vigore dal 24 dicembre -per la concessione della proroga dei diritti d’uso delle frequenze, ponendosi quindi già in linea con esso

Per la proroga gli operatori dovranno redigere un piano tecnico finanziario e di utilizzo delle frequenze con indicazione anche dei collegamenti effettivamente attivi al momento della richiesta, e con valutazioni previsionali per gli anni per cui si chiede la proroga. Gli operatori autorizzati alla proroga dei propri diritti d’uso delle frequenze sono tenuti al versamento di un contributo annuale aggiornato sulla base del tasso di rivalutazione monetaria applicabile e incrementato di un fattore fissato al 30%, valutato per la quantità di banda, l’estensione geografica e la durata. Restano fermi i cap attualmente vigenti riguardo il cumulo di frequenze tra la banda 26 GHz e la banda 28 GHz per i sistemi Wll. Per la sola banda 28 GHz nessun operatore può detenere tutti i diritti d’uso Wll.

Ai fini dell’autorizzazione gli operatori dei sistemi del servizio fisso (Fs) si impegnano ad aderire a una procedura di coordinamento per consentire lo sviluppo reciproco dei propri sistemi e di quelli del servizio fisso via satellite (Fss) co-primario in banda. E allo scopo di evitare accaparramenti di risorse da parte delle applicazioni satellitari, il Mise stabilisce degli impegni di garanzia da parte degli operatori del servizio Fss a mettere in esercizio e tenere operative le stazioni terrene dei piani approvati di cui al comma precedente, una volta raggiunto il coordinamento e completato il processo di autorizzazione. E tutti gli utilizzatori dello spettro sono tenuti a collaborare tenendo conto dei rispettivi diritti di accesso alle frequenze anche per risolvere eventuali problemi di interferenza, col fine di pervenire alle opportune configurazioni tecniche. A tal fine – si legge ancora nel provvedimento – gli assegnatari dei diritti d’uso dei sistemi Wll sono tenuti a rendere disponibili agli operatori satellitari,…

Source

Huawei in profondo rosso: fatturato 2021 a -28,9%, pesano il ban Usa e la crisi dei chip

Huawei in profondo rosso: fatturato 2021 a -28,9%, pesano il ban Usa e la crisi dei chip

Huawei incassa i colpi di un 2021 “difficile” con un crollo del 28,9% dei ricavi rispetto al 2020, per un totale di 634 miliardi di yuan (99 miliardi di dollari). Lo ha reso noto il presidente di turno dell’azienda, Guo Ping, nel messaggio per il nuovo anno inviato ai dipendenti.

La lettera non ha specificato le ragioni del calo del fatturato, ma ha indicato che l’azienda degli apparati di telecomunicazione ha affrontato “grandi sfide” provenienti “da condizioni commerciali imprevedibili, la politicizzazione della tecnologia e un crescente movimenti di deglobalizzazione”.

Nel 2020 Huawei ha riportato ricavi per 891,4 miliardi di yuan, un incremento del 3,8% anno su anno ma una flessione netta del ritmo di crescita se si considera che nel 2019 il fatturato segnava +19,1% sul 2018 e ammontava a 858,8 miliardi di yuan.

I ricavi stimati del secondo semestre sono di 313,6 miliardi di yuan, contro 320,4 miliardi nel secondo semestre del 2020.

Talenti e tecnologie per le auto nel futuro di Huawei

Il calo di fatturato su base annua è il primo registrato dal Huawei nella sua storia. Sicuramente a pesare sui risultati del colosso di Shenzhen ci sono le sanzioni Usa, che impediscono a Huawei di comprare tecnologia dalle aziende americane, la penuria nell’offerta di chip, inferiore alla domanda, e anche il calo di vendite sul mercato degli smartphone.  

Auto elettrica, car sharing, self driving car e non solo. Non perdere le news di Automotive Up!

Guo ha affermato che nel 2021 la divisione di business rivolta agli operatori di rete è rimasta stabile, la divisione che vende alle imprese ha registrato una crescita robusta e la divisione device mobili si è allargata velocemente verso nuove aree. Per il prossimo anno Huawei intende aumentare le iniziative per rafforzare e attrarre talenti e sviluppare tecnologie destinate al settore automotive (dove ha già annunciato l’auto ibrida plug-in Aito M5, che utilizza HarmonyOs, il sistema operativo proprietario sviluppato dal colosso cinese delle Tlc dopo il “ban” americano).

Il colosso di Shenzhen spinge sulla divisione enterprise

I risultati finanziari resi noti da Huawei per la prima metà del 2021 hanno mostrato un calo di fatturato nelle due maggiori attività dell’azienda, quella rivolta agli operatori mobili con gli apparati di rete e quella consumer con smartphone e tablet. È invece in crescita la divisione enterprise business (+6,6 miliardi di yuan di fatturato nei primi sei mesi dello scorso anno) ed è qui che Huawei sta puntando per cercare di riportare l’azienda alla crescita.

Huawei aveva già preannunciato a fine 2021 una perdita consistente per l’anno appena concluso, dopo il ban americano e le sue ripercussioni, come l’impossibilità di usare l’ecosistema Google Android e l’uscita dalla top five globale dei vendor di smartphone. La società è alla ricerca di nuove aree di crescita come il 5G e gli aggiornamenti delle infrastrutture basate sull’intelligenza artificiale, anche non potranno, per ora, compensare le perdite del settore smartphone.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Chip: vendite a +10% nel 2022, ma i produttori dovranno vedersela con 4 grandi minacce

Chip: vendite a +10% nel 2022, ma i produttori dovranno vedersela con 4 grandi minacce

Vendite di semiconduttori in crescita di un altro 9%, sino a superare per la prima volta i 600 miliardi di dollari. E’ quanto gli analisti di Euler Hermes, compagnia di assicurazione del credito del gruppo Allianz, prevedono per il 2022 in un report che fa il punto sulla carenza globale di semiconduttori e sulle prospettive del settore, cresciuto del 26% a 553 miliardi di dollari nel 2021.

L’analisi fa presente che la carenza di chip, che ha imperversato durante la pandemia, ha avuto un impatto su una vasta gamma di settori, dalle automobili alle console di gioco, poiché i produttori di chip hanno lottato per tenere il passo con una domanda senza precedenti mentre l’attività economica globale era chiamata a riprendersi dalla crisi.

E sebbene i principali produttori di chip, come Tsmc, abbiano già annunciato piani per aumentare la capacità, il report fa comunque presente che “di solito occorrono anni prima che queste strutture vengano messe in funzione”. Le azioni quotate a Taiwan di Tsmc sono aumentate di oltre l’80% in circa due anni.

Uno scenario denso di rischi

Guardando al nuovo anno, Aurelien Duthoit, consulente di settore per la tecnologia e la vendita al dettaglio di Euler Hermes, fa notare che saranno almeno quattro i fattori che determineranno l’andamento del comparto, rappresentando anche un potenziale rischio per i protagonisti del settore.

Connected Car 2021: in Italia un mercato da 1,18 miliardi che ha resistito alla pandemia

Oltre alla normalizzazione della domanda in aree come computer e server, Duthoit identifica fattori chiave come “gli eventi imprevedibili e casuali” che danneggiano i principali siti di produzione di semiconduttori, quali Taiwan e Corea del Sud. Il pensiero è in particolare rivolto alla “frequenza crescente di eventi climatici insolitamente avversi”, considerata una sfida importante per il settore dei semiconduttori, che per definizione si basa sull’utilizzo ottimale delle proprie capacità per la sua redditività.

Infine, fra i rischi che corre il comparto compaiono anche i nuovi sviluppi nella “guerra fredda” tecnologica tra Stati Uniti e Cina, che potrebbero impedire agli specialisti della tecnologia dei semiconduttori di vendere alle società cinesi.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source