Urso: a Torino, dove è nata l’industria italiana dell’auto, serve un nuovo modello in linea con il mercato italiano
Si è tenuto questa mattina a Palazzo Piacentini, sede del Mimit, il secondo incontro per l’analisi degli stabilimenti produttivi di Stellantis in Italia, incentrato sull’impianto di Mirafiori di Torino.
Il tavolo, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, dei rappresentanti dell’azienda, dell’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Italiana Automotive) e delle organizzazioni sindacali.
“Dall’incontro di oggi è emersa una posizione condivisa del sistema Piemonte e del sistema Italia sulla necessità di rilanciare lo stabilimento di Mirafiori per arrivare a produrre almeno 200 mila vetture“, ha sottolineato Urso, che ha poi evidenziato che “in questo modo si renderebbe realistico l’obiettivo, più volte confermato dall’azienda, di un milione di veicoli realizzati da Stellantis sul territorio nazionale“. Il ministro ha chiesto poi chiarezza su “come e in quanto tempo l’azienda pensi di raggiungere questo intento e soprattutto che impatto avrà sull’indotto e sull’occupazione“.
Urso ha infine spiegato che “con le altre istituzioni ha condiviso la richiesta che venga prodotto nel sito di Mirafiori almeno un altro modello che risponda alle esigenze del mercato italiano“, sottolineando come “al momento a Torino si producano modelli come la 500 elettrica o a marchio Maserati, che sono rivolti per la gran parte all’estero“.
Gli incontri proseguiranno domani, giovedì 4 aprile alle ore 13.30, con focus sul sito di Atessa.
Come fare in modo che i prodotti (e servizi) immessi sul mercato tengano realmente conto delle esigenze dei consumatori? che il mercato favorisca la concorrenza? che aumentino al contempo qualità, sicurezza, sostenibilità e quindi il value for money per i consumatori?
Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti CNCU (organo istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e l’Ente Italiano di Normazione UNI hanno deciso di coordinare i propri sforzi per garantire il raggiungimento di tali obiettivi, siglando nei giorni scorsi un protocollo d’intesa triennale.
Poiché gli standard concorrono a determinare le regole di funzionamento di tutti i mercati, indirizzandole verso nuovi e migliori prodotti, con maggiore usabilità e senza aumenti di costo, UNI si è impegnato ad assicurare la piena partecipazione del CNCU con propri esperti alle attività di normazione volontaria nelle commissioni tecniche e gruppi di lavoro nazionali UNI, europei CEN e internazionali ISO.
Le 3 macroaree di collaborazione prioritaria (con particolare attenzione agli SDG dell’Agenda ONU 2030) riguardano la:
qualificazione dei servizi al cittadino (ad esempio: call center, vendite da remoto, educazione e consulenza finanziaria, utenze energia e acqua, trasporto pubblico, raccolta rifiuti, telecomunicazioni)
qualificazione delle professioni (in particolare le prestazioni nell’ambito del benessere della persona)
qualità dei prodotti al consumo (ad esempio: sicurezza alimentare, abbigliamento e calzature, ambienti domestici, tempo libero, contraffazione).
UNI inoltre assicura la rappresentanza del CNCU in seno al proprio Comitato di Indirizzo Strategico, alla Commissione Centrale Tecnica, alla Cabina di Regia sulla Transizione Ecologica nonché all’ISO Committee on Consumer Policy COPOLCO, e si impegna anche a:
promuovere un percorso di approfondimento sulla funzione, le procedure e le attività di normazione volontaria, attraverso webinar e corsi e-learning
individuare e attivare flussi di informazione che consentano al CNCU di conoscere i progetti di standard e di prassi di riferimento allo studio nelle aree prioritarie.
Poiché la normazione tecnica volontaria deve tenere conto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, CNCU rappresenterà gli interessi anche di tale segmento della società, la cui partecipazione alle attività di normazione sarà facilitata da UNI con ogni mezzo disponibile.
Infine, UNI e CNCU – per massimizzare il coordinamento in tutti i campi delle rispettive attività – programmeranno dei momenti di coordinamento ed esame di proposte e si danno reciproca disponibilità a invitare/partecipare alle proprie riunioni ed eventi di particolare rilievo per la tutela dei consumatori.
“UNI e le norme tecniche consensuali nella loro storia più che centenaria hanno sempre avuto come scopo finale la realizzazione di “un mondo fatto bene” e quindi come principali destinatarie le persone che lo vivono – afferma Giuseppe Rossi, Presidente UNI. La collaborazione con il CNCU ci permetterà di focalizzare l’attività in quei settori con più diretto impatto sulle persone e sulla loro vita quotidiana, con il supporto di specifiche competenze che aumenteranno il ruolo sociale delle norme UNI”.
“Con questo Protocollo di intesa – ha dichiarato il Presidente del CNCU, Massimo Bitonci, Sottosegretario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – , la ultradecennale collaborazione del CNCU con UNI non solo vede rafforzato il ruolo del CNCU nelle attività di normazione tecnica volontaria, ma si mette anche al passo con le nuove esigenze che emergono da parte di consumatori e utenti. Il lavoro sinergico del CNCU e di UNI nell’ambito della qualificazione dei servizi e delle prestazioni e della sicurezza dei prodotti al consumo è un tassello fondamentale per uno sviluppo concreto ed efficace degli strumenti di tutela del consumatore”.
Tra bandi e avvisi superati i 56 miliardi di euro di agevolazioni
A quattro mesi dal restyling grafico del portale incentivi.gov.it – il motore di ricerca che ha l’obiettivo di far conoscere bandi, avvisi e altri strumenti di agevolazione a imprese e cittadini – sono oltre 1.000 gli incentivi online e 374 le Pubbliche Amministrazioni che hanno pubblicato almeno un bando sulla piattaforma gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, interoperabile con il Registro Nazionale Aiuti (RNA).
Particolare attenzione e partecipazione proviene dagli enti territoriali e locali, nello specifico, il 32% dei bandi caricati sulla piattaforma sono promossi da Regioni e Province, il 31% da Comuni e il 17% da Camere di Commercio.
Il valore delle iniziative supera i 56 miliardi di euro, di cui 19 miliardi per bandi, avvisi e agevolazioni del MIMIT e circa 37 miliardi riferiti a iniziative di altre amministrazioni, centrali e locali, mentre lo stanziamento complessivo dei bandi attivi o in arrivo ammonta a 13 miliardi di euro.
Gli obiettivi e le finalità degli incentivi riguardano prevalentemente il sostegno agli investimenti, a seguire il sostegno alla liquidità, innovazione e ricerca, internazionalizzazione e startup, sviluppo di impresa, digitalizzazione, transizione ecologica.
Tra le tipologie di soggetti beneficiari rientrano imprese, cooperative e associazioni non profit, consorzi, reti di impresa, PMI innovative, Università ed Enti di ricerca, mentre tra le forme di agevolazione, la tipologia prevalente è costituita dal contributo a fondo perduto.
Tra le funzionalità di incentivi.gov.it dedicate agli utenti si segnalano:
il Calendario Incentivi, che permette di visualizzare in un’agenda le date di apertura e chiusura degli incentivi;
la chatBot, l’assistente digitale che utilizza l’intelligenza artificiale per guidare l’utente nell’identificazione degli incentivi di interesse;
la dashboard personalizzata, mediante accesso all’area riservata, che consente di inserire le agevolazioni di proprio interesse nella categoria “preferiti”, visualizzarle in agenda, confrontarle e ricevere dei suggerimenti sulla base delle ricerche effettuate;
l’area riservata alle pubbliche amministrazioni, con una sezione per la produzione di report, funzionale al monitoraggio degli incentivi e delle agevolazioni gestite dall’ente erogatore, anche per la programmazione di interventi futuri;
la sezione Opendata, per l’acquisizione dettagliata dei dati sugli incentivi.
Urso: bene lo sviluppo dei veicoli commerciali ma salvaguardare l’indotto, eccellenza del Made in Italy
Si è tenuto questo pomeriggio a Palazzo Piacentini, sede del MIMIT, il terzo incontro per l’analisi degli stabilimenti produttivi di Stellantis in Italia, con focus sul sito di Atessa, impianto abruzzese dove si fabbricano i veicoli commerciali del Gruppo. Il tavolo, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha visto la partecipazione del sottosegretario Fausta Bergamotto, del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dei rappresentanti dell’azienda, dell’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Italiana Automotive) e delle organizzazioni sindacali.
Il Ministro ha sottolineato come “Atessa è un sito d’eccellenza per la manifattura italiana, ad alta vocazione all’export. Un modello di successo anche per l’alto valore della rete di imprese dell’indotto che va salvaguardato”.
Urso al tempo stesso ha evidenziato come “Stellantis debba ribadire la leadership dello stabilimento anche a livello europeo e salvaguardare al meglio le aziende della componentistica soprattutto nella fase di transizione verso l’elettrico”, aggiungendo che “un significativo stimolo alla produzione potrebbe arrivare proprio dal nuovo piano Ecobonus 2024 che prevede incentivi per i veicoli commerciali ad alimentazione elettrica”.
Dopo gli incontri su Melfi, Mirafiori e Atessa, verranno calendarizzate, nei prossimi giorni, anche le riunioni sugli impianti di Cassino, Pomigliano d’Arco, Modena e Termoli.
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Sistema cooperativo: on-line l’elenco delle imprese cooperative cancellate
È on-line l’elenco delle imprese cooperative oggetto di scioglimento massivo
Sul sito istituzionale del Mimit, alla pagina dedicata www.mimit.gov.it/it/impresa/cooperative, è possibile consultare l’elenco definitivo delle cooperative cancellate dal registro delle imprese in quanto non più attive.
Il provvedimento, necessario per tutelare e rappresentare fedelmente la realtà imprenditoriale del settore specifico, è stato adottato con Decreto Direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dell’8 marzo 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 72 del 26 marzo 2024 – Suppl. ordinario n. 13, e successivo comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 75 del 29 marzo scorso.
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy mette a disposizione 800 mila euro per sostenere le imprese che, nell’ambito di appalti di fornitura alle pubbliche amministrazioni, utilizzano prodotti del commercio equo e solidale.
Le agevolazioni, che saranno concesse sulla base di una procedura valutativa a sportello, consistono in un rimborso fino al 15% dei maggiori costi sostenuti per la fornitura dei prodotti del commercio equo e solidale. Il contributo, a fondo perduto, non potrà comunque essere superiore a 10 mila euro per ciascun beneficiario.
Sono ammissibili alle agevolazioni le spese sostenute per l’acquisto di materie prime, semilavorati e materiali di consumo i cui costi sono determinati sulla base degli importi di fattura.
Le domande potranno essere presentate dal 4 all’11 settembre 2023 dalle imprese aggiudicatarie di gare di appalto con le pubbliche amministrazioni.
Lo sportello per la presentazione delle domande sarà gestito da Invitalia per conto del Ministero.
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