Inaugurata la Casa del Made In Italy a Campobasso

Inaugurata la Casa del Made In Italy a Campobasso

Il sottosegretario Bergamotto: il Governo è vicino ai territori e vuole portare a tutti i cittadini e le imprese gli strumenti a loro disposizione per il rilancio dell’economia del Made in Italy

Il sottosegretario Fausta Bergamotto, ha inaugurato a Campobasso, in Molise, la Casa del Made in Italy alla presenza delle Autorità locali, dei rappresentanti della Camera di Commercio del Molise e delle associazioni di categoria.

Il nuovo presidio sarà un punto di raccordo importante tra il mondo imprenditoriale molisano, le istituzioni del territorio, l’ecosistema dei Competence Center, gli Hub di innovazione digitale e le Case delle tecnologie emergenti e avrà l’obiettivo di offrire l’assistenza necessaria per favorire gli investimenti digitali e green, per incentivare e sostenere le attività produttive, lo sviluppo e l’occupazione.

“Il Governo è vicino ai territori e vuole portare a tutti i cittadini e le imprese gli strumenti a loro disposizione per il rilancio dell’economia del Made in Italy“, ha dichiarato la Bergamotto.

Il progetto delle “Case del Made in Italy” si inserisce nella recente riorganizzazione funzionale per migliorare l’efficienza dell’intero Dicastero e delle sue articolazioni territoriali, introducendo nuovi ambiti di attività anche per gli Ispettorati territoriali del Mimit, già operativi. L’iniziativa mira quindi a riqualificare e riorganizzare i presidi territoriali, nonché a modernizzare le competenze degli uffici e del personale preposto e non prevede l’apertura di nuove sedi.

 

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Automotive, colloquio Urso-Habeck

Automotive, colloquio Urso-Habeck

“Anticipare revisione regolamento Co2 al 2025, necessari neutralità tecnologica e investimenti comuni”

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato oggi in video conferenza da Bruxelles il vicecancelliere e ministro dell’economia e della protezione climatica, Robert Habeck, per un confronto sulla crisi del settore dell’automotive in Europa, alla vigilia del consiglio Competitività che si terrà domani a Bruxelles.

Il ministro Urso ha illustrato ad Habeck i punti chiave della sua proposta di politica industriale europea per il settore dell’auto, che prevede tra l’altro di anticipare dalla fine del 2026 ai primi mesi del 2025 l’attivazione della clausola di revisione prevista dal “Regolamento in materia di emissioni di CO2 delle autovetture nuove e dei veicoli leggeri”, per permettere alle aziende del settore di pianificare con maggiore certezza i propri investimenti a lungo termine. Proposta, quest’ultima, condivisa dal vicecancelliere tedesco.

Urso e Habeck hanno inoltre condiviso la necessità di prevedere un approccio maggiormente rivolto alla neutralità tecnologica e di prevedere investimenti comuni, pubblici e privati, per il sostegno dell’industria europea a fronte delle sfide globali, come indicato nel rapporto sulla competitività redatto da Mario Draghi.

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UE, Urso anticipa piano italiano per politica industriale

UE, Urso anticipa piano italiano per politica industriale

“Auto, target 2035 raggiungibile solo con fondo UE, neutralità tecnologica e strategia per autonomia europea”

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha partecipato oggi al Consiglio Competitività dell’Unione Europea, a Bruxelles.

Nel suo intervento, il ministro ha presentato ai colleghi europei le linee guida della proposta italiana per una nuova politica industriale europea, in linea con le indicazioni del report Draghi, che sarà formulata in un ‘non-paper’ con gli altri Paesi che condividono i contenuti della proposta italiana.

In particolare, per il settore automotive, Urso ha sostenuto l’introduzione di un “European Automotive Act”, evidenziando la necessità che la Commissione Europea anticipi dal 2026 ai primi mesi del 2025 la presentazione dei report sul settore previsti dal Regolamento sulle emissioni di CO2 per i veicoli leggeri, attivando di conseguenza la clausola di revisione dall’articolo 15, al fine di riesaminare le modalità che porteranno allo stop ai motori endotermici nel 2035. L’Italia considera questo termine raggiungibile solo se si realizzano tre condizioni fondamentali:

  1. Istituire un fondo di sostegno per l’intera filiera e per i consumatori che acquistano vetture elettriche prodotte in Europa.
  2. Adottare un approccio che favorisca la neutralità tecnologica, riconoscendo un ruolo importante ai biofuels, agli e-fuels e all’idrogeno.
  3. Definire una strategia per garantire l’autonomia europea nella produzione di batterie, utilizzando materie prime critiche estratte e lavorate nel continente.

“Il rischio concreto che corre il settore è la scomparsa di interi segmenti industriali e la distruzione di numerosi posti di lavoro. Se non interveniamo subito, tra qualche mese troveremo in piazza gli operai dell’industria europea, così come avvenuto qualche mese fa con gli agricoltori” ha affermato il ministro Urso. “È necessario, come dice Draghi, affrontare la tematica senza paraocchi, senza ideologie, ma con una visione di neutralità tecnologica. Altrimenti l’Europa non reggerà la sfida. Dobbiamo quindi rivalutare il quadro in cui sono state assunte nel 2023 le decisioni correlate al settore dell’auto: i dati che emergono, gli allarmi che ci sono lanciati dall’industria automobilistica e dai sindacati, sono già eloquenti e sufficienti per trarre un primo bilancio. Per questo l’Italia intende accelerare il percorso creando nuove condizioni, affinché siano raggiunti gli obiettivi”, ha aggiunto.

La proposta sulla politica industriale di Urso include anche altri settori strategici per la competitività europea, come l’acciaio e la chimica. Per quanto riguarda la siderurgia, la proposta italiana sottolinea come gli obiettivi previsti dal Regolamento CBAM, che entrerà in vigore nel 2026, non debbano compromettere la competitività delle imprese europee, questione sollevata anche da altri paesi produttori nel corso del Consiglio. È necessario garantire che la decarbonizzazione per le industrie ad alta intensità energetica, particolarmente esposte al commercio internazionale, sia sostenibile dal punto di vista produttivo.

In coerenza con il report Draghi, Urso ha inoltre proposto la creazione di un “Fondo per la Competitività” a supporto di tutti i settori coinvolti nelle transizioni in atto. In questo contesto, l’Italia chiederà una semplificazione degli Ipcei (grandi progetti di interesse comune nell’ambito della ricerca) e la creazione di un nuovo strumento di politica industriale pensato per rispondere alle esigenze delle PMI.

Infine, è stato affrontato il tema del miglioramento dell’ambiente imprenditoriale. Tra le proposte figurano una riduzione degli adempimenti normativi, con un taglio degli oneri legati al solo reporting superiore al 25% rispetto a quanto suggerito dalla Commissione Europea; l’attuazione dei principi del Pacchetto europeo per le PMI del 2023; e la promozione del marchio “Made in Europe”, per privilegiare i prodotti europei negli appalti e nei bandi pubblici, questione rilevante anche per il governo francese.

Urso, inoltre, ha espresso il consenso dell’Italia sul ‘non paper’ promosso dall’Olanda per la semplificazione e la sburocratizzazione a favore delle PMI.

 

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Auto: si allarga consenso sull’iniziativa italiana

Auto: si allarga consenso sull’iniziativa italiana

Urso incontra Polonia, Spagna, Romania, Austria, Malta, Olanda

A margine dei lavori del consiglio Competitività a Bruxelles, il ministro Urso ha tenuto una serie di bilaterali per discutere della proposta italiana di politica industriale per il settore dell’automotive UE.

In particolare, Urso ha incontrato il Ministro della Spagna per Industria e Turismo, Jordi Hereu; il Ministro dell’Austria del Lavoro e l’Economia, Martin Kocher; il Ministro dei Paesi Bassi per l’Economia, Dirk Beljaarts; il Ministro dell’industria della Romania, Ștefan-Radu Oprea; il ministro dell’industria di Malta, Silvio Schembri; il Vice Ministro della Polonia per lo Sviluppo Economico e la Tecnologia, Ignacy Nemczycki.

In tutti i bilaterali si è segnata una convergenza sulla necessità di un intervento, raccogliendo anche le indicazioni del report Draghi, e si è registrato un largo consenso sulla opportunità di anticipare l’esercizio della clausola di revisione del regolamento Co2 ai primi mesi del 2025, passaggio necessario per rivedere e rafforzare per tempo il percorso per il raggiungimento dei target del regolamento. Proposta che sarà uno dei pilastri del ‘non paper’ che l’Italia condividerà con altri Paesi nelle prossime settimane.

La posizione italiana ha inoltre trovato riscontro nel corso della discussione del Consiglio, anche dai rappresentanti di Slovacchia, Repubblica Ceca e Lettonia, che hanno anch’essi rilevato la necessità di dotarsi di strumenti adeguati a sostenere l’industria europea, così come avvenuto ieri nel corso del colloquio con il vicecancelliere tedesco Robert Habeck.

La medesima convergenza si è registrata, con diversi Paesi, anche sulla revisione delle regole del CBAM, con un focus sul settore siderurgico.

 

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Piano Mattei: da oggi Urso in Kenya per cooperazione industriale e parternship nel settore spaziale

Piano Mattei: da oggi Urso in Kenya per cooperazione industriale e parternship nel settore spaziale

Sesta missione per Urso nel continente africano: previsti incontri con il Presidente dell’Assemblea nazionale e tre Ministri

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, da oggi sarà in Kenya per una visita ufficiale che si concluderà martedì 1 ottobre. Per Urso, questa rappresenta la sesta missione nel continente africano dall’inizio della legislatura, dopo quelle in Algeria, Egitto, Libia, Tunisia ed Eritrea: tutti Paesi che, insieme al Kenya, rivestono prioritaria importanza nel contesto del Piano Mattei per l’Africa.

Obiettivo della visita ufficiale sarà quello di approfondire questioni di cooperazione economica e industriale, anche in ambito digitale; il governo kenyano, infatti, risulta tra quelli invitati da Urso al secondo incontro ministeriale G7 Industria e Innovazione Tecnologica, in programma a Roma il prossimo 10 ottobre.

Nel corso della sua missione in Kenya, che si articolerà tra Nairobi e Malindi, il ministro Adolfo Urso incontrerà il Presidente dell’Assemblea Nazionale kenyota e i ministri della Difesa, dell’Informazione, Comunicazione ed Economia, e degli Investimenti, Commercio e Industrie. In particolare nella tappa di Malindi, in programma per martedì 1 ottobre, dopo la visita al Centro Spaziale ‘Luigi Broglio’, interverrà al Consiglio Congiunto dei Ministri, che proprio il ministro Urso ha rilanciato nel 2023 dopo molti anni di pausa.

Previsto inoltre, a Nairobi, un incontro tra il ministro Urso e la comunità degli imprenditori italiani in Kenya.

Le relazioni bilaterali con il Kenya rivestono un’importanza strategica per il nostro Paese, grazie al solido legame di amicizia costruito nel tempo e alla significativa presenza italiana, in particolare con il Centro Spaziale ‘Luigi Broglio’ di Malindi, operativo dagli inizi degli anni sessanta, con primo lancio la messa in orbita nel ‘67 del satellite italiano ‘San Marco 2’. La base dell’ASI-Agenzia Spaziale Italiana di Malindi svolge un ruolo cruciale per il settore spaziale italiano e consente lo scambio di informazioni utili con il Kenya e il resto dell’Africa.

Il ministro Urso, che è anche Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, si confronterà con il governo keniota sulla nuova mission che la nostra base potrà svolgere nel nuovo contesto geopolitico, al fine di supportare la politica spaziale dei Paesi africani.

 

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Urso incontra il Presidente dell’Assemblea Nazionale e il Ministro della Difesa kenioti

Urso incontra il Presidente dell’Assemblea Nazionale e il Ministro della Difesa kenioti

Focus sulla cooperazione in ambito digitale

La cooperazione economica e industriale tra Italia e Kenya, anche in ambito digitale e spaziale, è stata tra i temi al centro dell’incontro, a Nairobi, tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente dell’Assemblea Nazionale keniota, Moses Wetang’ula.

“La transizione digitale riveste grande rilevanza nel Piano Mattei. Auspichiamo possa consolidarsi in ambito digitale una solida partnership con il Kenya, paese che potrà rivestire per l’intera regione un ruolo da protagonista nello sviluppo di investimenti abilitanti l’intelligenza artificiale, anche attraverso il progetto dell’AI Hub for Sustainable Development” ha dichiarato il ministro Urso.

Urso ha inoltre rilanciato l’importanza del Gruppo di amicizia parlamentare tra Italia e Kenya e manifestato la disponibilità a sviluppare una cooperazione, a partire dall’esperienza italiana, su come valorizzare il Made in Kenya.

Il ministro Urso ha poi proseguito la sua visita ufficiale incontrando il ministro della Difesa keniota, Soipan Tuya, in vista della visita, prevista per domani, al Centro Spaziale “Luigi Broglio” di Malindi. “Per noi il Kenya è un partner strategico: le ottime relazioni tra i nostri due Paesi passano anche dal settore spaziale, con un’esperienza ormai più che sessantennale che testimonia l’importanza di relazioni strategiche” ha sottolineato il ministro Urso, che è anche Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali.

Il ministro Urso, che in mattinata ha incontrato anche i rappresentanti kenioti della Fondazione “E4Impact” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è accompagnato nella sua visita ufficiale dall’ambasciatore italiano in Kenya, Roberto Natali, e dal presidente dell’ASI-Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente; presente inoltre una rappresentanza di grandi imprese italiane del settore aerospaziale, composta dall’a.d. di Avio, Giulio Ranzo, dal direttore del settore spazio di Leonardo, Massimo Claudio Comparini, dall’a.d. di Telespazio, Gabriele Pieralli, e dal delegato per l’Aerospazio di Confindustria, Giorgio Marsiaj. Compone la delegazione italiana anche il Gen. Franco Federici, consigliere militare del Presidente del Consiglio e segretario del Comitato Interministeriale sullo Spazio.

La visita di Urso in Kenya proseguirà nel pomeriggio di oggi, quando incontrerà il ministro keniota dell’Informazione, Comunicazione e Economia Digitale, Margaret Ndung’u, e degli Investimenti, del Commercio e delle Industrie, Salim Mvurya.

 

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