Made in Italy: Mimit-Mim, al via la Fondazione Imprese e Competenze

Made in Italy: Mimit-Mim, al via la Fondazione Imprese e Competenze

Inaugurata la sede e presentata la governance dai ministri Urso e Valditara

Prende ufficialmente il via l’attività della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, nata con l’obiettivo di promuovere la cultura d’impresa tra gli studenti e favorire l’acquisizione delle competenze richieste dal mondo produttivo. I Ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, hanno inaugurato la sede della Fondazione, situata in Piazza di Tor Sanguigna 13, a Roma, e presentato la relativa governance.

Istituita dall’articolo 19 della legge quadro sul Made in Italy, la Fondazione nasce con l’obiettivo di rafforzare il legame tra il mondo delle imprese e quello della formazione. Aperta al contributo di soggetti pubblici e privati, l’ente affiancherà il nuovo Liceo del Made in Italy, supportandone il rafforzamento e l’espansione dell’offerta formativa in linea con le caratteristiche dei diversi settori produttivi e delle realtà territoriali.

Tra le sue competenze figurano anche la gestione dell’esposizione permanente del Made in Italy e l’assegnazione del premio annuale “Maestro del made in Italy”, riconoscimento destinato agli imprenditori che si sono distinti per la loro capacità di trasmettere il sapere alle nuove generazioni.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare la governance della Fondazione nominata con il decreto firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e ora quindi pienamente operativa.

Giovanni Brugnoli, già vicepresidente di Confindustria con delega al Capitale umano, è stato nominato presidente della Fondazione, mentre il CdA sarà composto da Maurizio Maddaloni, Mario Eugenio Comba e Rachele Sessa. Prevista, inoltre, la nomina dei primi tre componenti del Comitato tecnico: Pierluigi Bartolomei, Mauro Antonelli e Roberto Ricci Mingani.

Il taglio del nastro

 

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Berco: accordo al Mimit, ritirati tutti i 247 licenziamenti e stop a nuove procedure unilaterali

Berco: accordo al Mimit, ritirati tutti i 247 licenziamenti e stop a nuove procedure unilaterali

Urso: “Risultato importante, ora rilancio industriale”

Ritiro della procedura di licenziamento collettivo per i 247 lavoratori del sito produttivo di Copparo, in provincia di Ferrara, con l’impegno da parte della proprietà a non avviare nuove azioni unilaterali nei prossimi quattro anni e a intraprendere, insieme a tutte le parti coinvolte, un percorso di consolidamento industriale per Berco in Italia. Questi i pilastri dell’accordo quadro sottoscritto oggi al Mimit tra i vertici aziendali di Berco e le organizzazioni sindacali.

“Un risultato importante, frutto di un lavoro di squadra che ci permette ora di aprire la strada al rilancio industriale”, ha dichiarato il Ministro Urso. “Continueremo a lavorare insieme per trasformare anche questa crisi in opportunità di sviluppo e, quindi, per il consolidamento industriale di Berco in Italia”, ha aggiunto Urso, ringraziando “il Prefetto di Ferrara e le Regioni Emilia-Romagna e Veneto, oltre alle parti interessate, per il fondamentale contributo reso nell’ambito della vertenza”.

Con l’intesa sottoscritta nel corso del tavolo odierno, l’azienda si impegna a ritirare la procedura di licenziamento collettivo in corso per il personale dell’impianto di Copparo (Ferrara) e a non adottare decisioni unilaterali analoghe nei prossimi quattro anni. Gli esuberi occupazionali saranno gestiti in maniera non traumatica, attraverso uscite volontarie e l’avvio della cassa integrazione per contratto di solidarietà.

Il Mimit, al fine di favorire il consolidamento produttivo e occupazionale della società Berco, promuoverà sinergie con imprese in settori compatibili con le produzioni attuali e potenziali dell’azienda. Inoltre, il dicastero monitorerà lo stato di avanzamento dell’accordo, attraverso incontri periodici con le parti, per garantire la salvaguardia occupazionale e il rilancio dei siti produttivi dell’azienda in Italia.

 

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Regolamento STEP: il 14 maggio apre lo sportello per presentare progetti di ricerca e sviluppo su Tecnologie Critiche ed Emergenti

Regolamento STEP: il 14 maggio apre lo sportello per presentare progetti di ricerca e sviluppo su Tecnologie Critiche ed Emergenti

Precompilazione domande dal 30 aprile

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con provvedimento direttoriale, ha definito i termini di apertura e le modalità di presentazione delle domande riguardanti la misura STEP (STEP PN RIC 2021-27).

L’iniziativa mira a sostenere progetti di ricerca e sviluppo da realizzare mediante l’utilizzo di tecnologie critiche ed emergenti nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, in coerenza con i settori tecnologici rientranti nell’ambito del regolamento europeo STEP.
Lo sportello online, gestito da Mediocredito Centrale S.p.A. per conto del Ministero, aprirà ufficialmente alle ore 10:00 del 14 maggio 2025.

A partire dal 30 aprile, i soggetti interessati potranno precompilare le domande di agevolazione utilizzando la procedura informatica disponibile sul sito: https://fondocrescitasostenibile.mcc.it.

Il provvedimento, che ha una dotazione finanziaria di 400 milioni di euro a valere sul “Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-27”, fa seguito all’adozione del decreto del Ministro Adolfo Urso del 25 ottobre 2024.

Possono beneficiare delle agevolazioni le aziende di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda, operanti nei settori industriali, agroindustriali, artigiani, nonché i centri e gli organismi di ricerca.

I progetti con spese e costi ammissibili compresi tra 1 e 5 milioni di euro dovranno essere presentati in forma collaborativa da più soggetti d’impresa. Per i progetti compresi tra 5 e 20 milioni di euro, è invece ammessa anche la partecipazione di imprese di grandi dimensioni nella veste di singolo soggetto proponente.

Gli incentivi saranno concessi nella forma del finanziamento agevolato e nella forma del contributo diretto alla spesa, per una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili articolata come segue, sulla base della dimensione dell’impresa proponente:

  • 35% per le imprese di piccola dimensione;
  • 30% per le imprese di media dimensione;
  • 25% per le imprese di grande dimensione.

Gli organismi di ricerca potranno beneficiare di un contributo diretto alla spesa pari al 60% dei costi e delle spese ammissibili per attività di ricerca industriale e pari al 40% per attività di sviluppo sperimentale.

 

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Al via la consultazione pubblica sugli obiettivi del Ministero

Al via la consultazione pubblica sugli obiettivi del Ministero

Partecipa attivamente alla definizione delle politiche e delle strategie del Mimit

È online la consultazione pubblica sugli obiettivi di performance del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in una nuova visione del rapporto tra PA e portatori di interesse.

Partecipa alla trasformazione di un’amministrazione che si apre al confronto e incidi, in maniera sostanziale, nella formazione delle politiche, delle strategie e dei processi decisionali relativi al ciclo della performance.

Anche tu puoi contribuire a migliorare la qualità, la trasparenza e l’efficacia del Ministero, intervenendo attivamente con proposte, spunti e suggerimenti.

Il tuo contributo sarà valutato al fine di:

  • introdurre nuovi e diversi obiettivi rispetto a quelli inizialmente formulati;
  • migliorarne la definizione, anche attraverso una maggiore chiarezza nella formulazione degli obiettivi inizialmente previsti;
  • ridefinire, eventualmente, gli indicatori e/o i valori target degli indicatori.

 

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Beko, firmato accordo quadro tra le parti al Mimit. Tutti gli stabilimenti operativi e nessun licenziamento

Beko, firmato accordo quadro tra le parti al Mimit. Tutti gli stabilimenti operativi e nessun licenziamento

Urso: “Accordo storico, grande successo del Sistema Italia”

Firmato al Mimit, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e del Sottosegretario di Stato con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto, l’accordo quadro Beko finalizzato a garantire il rilancio e lo sviluppo produttivo degli stabilimenti italiani del gruppo nel lungo periodo. La firma giunge in seguito all’ampio consenso espresso dai lavoratori degli stabilimenti Beko Europe in Italia che, attraverso il referendum sindacale, hanno approvato con l’88% dei sì il testo preliminare definito nei giorni scorsi da azienda, organizzazioni sindacali e Mimit.

“Un accordo storico, per governare al meglio questa transizione industriale salvaguardando la forza straordinaria del Made in Italy che diventa per questa grande multinazionale il centro propulsivo in Europa” ha dichiarato il ministro delle Imprese del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso. “Tutti gli stabilimenti rimarranno operativi, Siena sarà avviata a un percorso di reindustrializzazione, non ci saranno licenziamenti e ogni uscita avverrà su base volontaria e incentivata. Credo sia un grande successo del Sistema Italia” ha aggiunto Urso.

Nel dettaglio, l’accordo – sottoscritto da azienda, organizzazioni sindacali, dicasteri competenti, Invitalia, Regioni ed enti locali – prevede l’assenza di licenziamenti collettivi e l’impegno dell’azienda a non adottare atti unilaterali.

Con la firma dell’accordo, l’azienda avvia inoltre un Piano Italia da 300 milioni di euro di investimenti, destinati all’innovazione dei prodotti e all’ammodernamento degli impianti sul territorio nazionale, per assicurare continuità produttiva e tutela occupazionale in tutti gli stabilimenti.

Rispetto al piano industriale presentato a novembre, gli esuberi sono stati più che dimezzati, passando da 1.935 a circa 950 e verranno gestiti esclusivamente con uscite volontarie e incentivate. Il Governo, da parte sua, si impegna a tutelare l’occupazione per l’intera durata del piano, garantendo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali disponibili e, se necessario, attivando strumenti aggiuntivi previsti da futuri interventi normativi in fase di definizione.

A Cassinetta di Biandronno (VA) saranno localizzate le produzioni da incasso per refrigerazione e cottura, compreso un nuovo forno premium. A Melano (AN) sorgerà l’hub europeo per i piani cottura a gas, radianti e a induzione. Il sito di Comunanza (AP) continuerà a produrre lavatrici e lavasciuga ad alta capacità e ospiterà una nuova linea di fascia alta, da definire entro tre mesi. Carinaro si conferma hub per la gestione di ricambi e accessori e inizierà a operare anche per le altre aziende del gruppo. Lo stabilimento diventa inoltre centro europeo per le attività sui ricambi e per il ricondizionamento degli elettrodomestici usati.

Infine, viene assicurato un futuro produttivo al sito di Siena, inizialmente previsto per la chiusura. L’impianto presentava criticità, tra cui un canone d’affitto ritenuto non conforme e ben oltre i valori di mercato. Grazie all’impegno di Invitalia, che acquisirà il sito in accordo con il Comune di Siena, saranno create le condizioni per la reindustrializzazione e l’individuazione di un nuovo investitore, restituendo continuità produttiva e occupazionale al sito toscano, secondo un modello di sviluppo sostenibile sotto il profilo sociale, ambientale ed economico.

“Sono stati mesi di trattative serrate, però abbiamo fatto un buon lavoro, tutti insieme. A novembre abbiamo respinto un piano industriale che non era in linea con la continuità produttiva degli stabilimenti e con la tutela dell’occupazione. Oggi arriviamo a questo accordo definitivo con un piano di investimenti da 300 milioni, dove gli esuberi, volontari e incentivati, sono scesi sotto quota 1000 e dove non c’è la chiusura di nessuno stabilimento, con Comunanza che continuerà a produrre e Siena si avvia verso una reindustrializzazione” ha dichiarato il sottosegretario Bergamotto.

 

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Mimit, un anno di Licei del Made in Italy: le competenze per il futuro delle eccellenze italiane

Mimit, un anno di Licei del Made in Italy: le competenze per il futuro delle eccellenze italiane

Urso: “formazione e sviluppo delle competenze fondamentali per consolidare il saper fare italiano”

Il bilancio e i risultati raggiunti, le prospettive e l’evoluzione dei percorsi formativi a un anno dalla partenza dei Licei del Made in Italy. Questo il tema al centro dell’evento che si è tenuto a Palazzo Piacentini, nell’ambito delle celebrazioni della Giornata Nazionale del Made in Italy 2025, istituita dalla legge quadro n. 206 del 2023.

All’incontro hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il sottosegretario di Stato Paola Frassinetti e il presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, Gianni Brugnoli.

“Identità e innovazione sono i binari su cui corre il treno del Made in Italy, marchio di qualità ed eccellenza riconosciuto nel mondo. Formazione e sviluppo delle competenze giocano un ruolo fondamentale nel rafforzare il saper fare italiano e nel preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide globali. L’apprezzamento crescente per i Licei del Made in Italy conferma l’interesse verso un’educazione pragmatica, capace di valorizzare le eccellenze e offrire reali prospettive professionali e formative”, ha dichiarato il ministro Urso.

Nello specifico, i Licei del Made in Italy – che quest’anno, secondo i dati del MIM, hanno registrato un incremento delle iscrizioni del 22% rispetto all’anno scolastico precedente – offrono un percorso formativo completo che integra le discipline umanistiche e STEM con quelle economiche e giuridiche. L’obiettivo è quello di formare una generazione di professionisti in grado di apprendere tecniche e strategie per sostenere il Made in Italy, dalle realtà locali fino ai mercati globali.

Durante l’evento, a supporto di questo percorso formativo, è stata ricordata anche la nascita, a partire dal 10 aprile, della Fondazione Imprese e Competenze. L’ente si propone di promuovere il Made in Italy attraverso la formazione e il collegamento diretto con il mondo produttivo, con l’obiettivo di diventare un alleato fondamentale per il Liceo del Made in Italy, in grado di ampliare l’offerta formativa in sintonia con le caratteristiche specifiche dei vari settori produttivi e delle realtà territoriali.

 

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