In occasione di Connext, evento nazionale di Confindustria sono intervenuti per Zucchetti Centro Sistemi Federico Mastronardi (Green Innovation Division) e Matteo Meoni (IdeaLab) nell’ambito del laboratorio Pianeta Sostenibile. Il titolo della loro presentazione digitale è stato “Energia Rinnovabile e risparmio energetico: l’innovazione smart & green per un futuro sostenibile”.
online dalle imprese su portale UIBM Cresce nel 2021 il numero complessivo di domande di concessione di brevetto per invenzione industriale e di registrazione di marchio depositate all’Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero dello sviluppo economico: si tratta di 186 mila istanze presentate lo scorso anno rispetto alle 172 mila del 2020 e alle 169 mila del 2019, che comprendono anche le tipologie di domande collegate ai titoli rilasciati (come i rinnovi e le trascrizioni).
In particolare, dei 186 mila depositi avvenuti nel 2021, 48.684 hanno riguardato il marchio d’impresa, 36.197 la traduzione del testo del brevetto europeo, 22.177 il rinnovo del marchio, il 14.202 lo scioglimento di riserve e 11.607 il brevetto per invenzione industriale.
Un dato importante che è stato favorito anche dalla procedura, semplice e veloce, che è stata introdotta dal Mise per consentire alle imprese di depositare le domande dei titoli di Proprietà industriale attraverso il portale di servizi online dell’UIBM.
Oltre l’86% delle domande (160 mila) sono state infatti effettuate lo scorso anno in modalità telematica, una percentuale in linea con il dato del 2020 ma in crescita rispetto al 2019.
Anche le domande di convalida in Italia dei brevetti europei sono state nel 2021 pari a circa 36.200, di cui ben il 99% depositate online.
La protezione e la valorizzazione di invenzioni e progetti innovativi è la principale linea di intervento prevista nel piano di riforma strategico – inserito nel PNRR – avviato dal ministro Giancarlo Giorgetti che mira a mettere a disposizione delle imprese italiane tutti gli strumenti utili, dalle agevolazioni alle treatment semplificate, per tutelare la proprietà intellettuale e la competitività del sistema produttivo del Paese.
Avete già comprato casa nel Metaverso? No, la domanda non è per niente provocatoria. Perché a giudicare da come sta andando il mercato immobiliare nella nuova dimensione digitale, c’è un business molto florido alle porte.
I dati li riporta la Cnbc, citando uno studio della MetaMetric Solutions: le vendite immobiliari sulle quattro principali piattaforme del Metaverso hanno raggiunto i 501 milioni di dollari nel 2021. E nel solo mese di gennaio 2022 hanno superato gli 85 milioni di dollari. Le stime, a questo ritmo, puntano dritte a un giro d’affari da un miliardo di dollari entro fine anno.
Il boom delle vendite è stato innescato dall’annuncio del 28 ottobre da parte di Facebook, che non solo ha cambiato nome in Meta, ma ha anche disegnato un futuro molto ben delineato di quella che dovrebbe essere la più grande rivoluzione digitale dalla nascita di Internet.
Vendite di immobili cresciute di 9 volte
Da quel 28 ottobre, con le parole di Zuckerberg che riecheggiarono in tutto il mondo, le vendite di immobili nel Metaveeso sono aumentate di quasi nove volte. E un rapporto di BrandEssence Market Research afferma che questo dovrebbe crescere a un tasso annuo composto del 31% all’anno dal 2022 al 2028.«Ci sono grandi rischi, ma potenzialmente grandi ricompense», ha detto alla CNBC Janine Yorio, Ceo di Republic Realm, società che si occupa di mercato immobiliare anche nel Metaverso.
Proprio la Republic Realm ha pagato la cifra record di 4,3 milioni di dollari per acquistare terreni nella più grande piattaforma immobiliare del metaverso, Sandbox. E ora l’azienda sta sviluppando 100 isole, chiamate Fantasy Islands, con le proprie ville e un relativo mercato di barche e moto d’acqua. Novanta delle isole vendute nel primo giorno per 15 mila dollari ciascuna e alcune sono ora pronte per una rivendita a oltre 100 mila dollari.Per gli investitori, la grande domanda è come assegnare valori certi e percentuali di rischio a un asset senza storia, il cui futuro è una grande incognita. Intanto sono già decine le aziende che si sono lanciate nella vendita immobiliare del Metaverso.
Parte ufficialmente la gara per il Cloud nazionale. E nasce una Newco tra Inps, Inail e Istat per la digitalizzazione della Pa con focus sul software. Si muove con queste due mosse il cantiere dell’“informatica di Stato”, spinto dal rispetto delle scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Progetto da 723 milioni
Difesa servizi spa, società del ministero della Difesa, ha pubblicato il bando di gara per la realizzazione del Polo strategico nazionale: l’infrastruttura, prevista dal Pnrr, che dovrà ospitare in modalità cloud i dati più sensibili di tutte le Pa centrali, delle aziende sanitarie locali e delle principali amministrazioni locali. Il bando, seguendo le regole del partenariato pubblico privato previsto dal codice degli appalti, mette a gara la proposta, per 723 milioni di euro, presentata congiuntamente da Tim, Cdp, Leonardo e Sogei (società di informatica del ministero dell’Economia). La cordata era stata individuata dal Dipartimento per la trasformazione digitale come base della procedura, battendo le alternative di Fastweb-Engineering e Almaviva-Aruba. In pratica, ora i concorrenti dovranno presentare un’offerta migliore ma la compagine “preselezionata” potrà eguagliarla aggiudicandosi la gara. Non solo. Se il promotore non esercitasse la prelazione avrebbe diritto al pagamento, a carico dell’aggiudicatario, di 18 milioni per la predisposizione della proposta.
Il nodo della sicurezza
La gara, bandita con la vigilanza dell’Anac, non prevede suddivisione in lotti e le offerte potranno essere presentate entro il 16 marzo. Il raggruppamento selezionato, sottolinea in una nota il ministero per l’Innovazione tecnologica che coordina il progetto, dovrà costituire una società che sarà sottoposta alla normativa del «golden power» sugli asset strategici. Il fornitore gestirà l’infrastruttura, organizzata in 4 data center, per un periodo massimo di 13 anni e dovrà permettere alla Pa di garantire il rispetto dei requisiti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e direttiva europea Nis (Network and information security). Fin dall’inizio, il progetto del Polo ha fatto discutere per il rischio di accesso di soggetti extraeuropei ai dati sensibili della Pa italiana in virtù delle normative americane Cloud Act e Fisa. Il ruolo di cloud provider statunitensi, del resto, è scontato. Nella sua offerta la compagine promotrice specifica che i partner tecnologici saranno Google Cloud, Microsoft Azure e Oracle Cloud, tre società americane. Un capitolo della proposta è dedicato alle iniziative di cifratura e gestioni delle chiavi. Nel prospetto economico finanziario, la cordata stima di ricavare dalla gestione dei servizi alla Pa 4,4 miliardi nei 13 anni, con un Mol di 1,1 miliardi.
La Newco per la Pa digitale
Intanto presidenza del Consiglio, dipartimento per la transizione digitale, ministero del Lavoro e ministero della Pa stanno finalizzando una norma, da inserire nel primo provvedimento utile, che darà il via a una Newco per la digitalizzazione delle Pa centrali. La nuova società, prevista dal Pnrr, potrebbe chiamarsi “3I” dalle iniziali dei tre soci pubblici che saranno Inps, Inail e Istat. Il nuovo soggetto non si sovrapporrà al raggio d’azione di Sogei nell’ambito del cloud mentre potrebbero esserci margini di competizione sull’attività relativa ai sistemi applicativi. La…
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