Gli algoritmi che penalizzano le donne

Gli algoritmi che penalizzano le donne

Nonostante il primo algoritmo al mondo sia stato scritto da una donna, la contessa Augusta Ada Byron, figlia del celebre poeta, oggi l’Intelligenza Artificiale è prevalentemente maschile. E non è solo questione di accesso e retribuzioni, è anche – e soprattutto – questione di lavoro. Sul tema si è interrogato l’ultimo rapporto dell’Eige, l’European Institute for Gender Equality, intervistando 5000 persone impiegate nel settore. Il risultato è una discriminazione “de facto” che rischia di perpetuare vecchi stereotipi, seppur con nuovi linguaggi. Un esempio? La fase di recruiting.

Un numero sempre maggiore di organizzazioni utilizza gli algoritmi per pubblicare annunci di lavoro online, vagliare curricola, fare matchmaking tra domanda e offerta di lavoro, programmare colloqui e definire l’inserimento in azienda. Ma gli algoritmi, spesso ritenuti un mezzo per accelerare il processo di selezione e ridurre pregiudizi inconsapevoli, possono produrre esiti discriminatori. Ciò accade sia perché apprendono da serie storiche sia perché possono essere stati settati con dati distorti e non del tutto rappresentativi.

Il rapporto cita, in particolare, la piattaforma di reclutamento automatico di Amazon che è stata programmata per vagliare migliaia di domande in pochissimi secondi. Tuttavia, questi algoritmi incamerano profondi pregiudizi di genere: poiché la maggior parte delle assunzioni fatte in passato da Amazon sono maschili, l’algoritmo tende a penalizzare i cv che includono la parola «donna». Un altro esempio riguarda le piattaforme di video-interviste che potrebbero sfavorire coloro che non hanno un certo aspetto o che hanno delle disabilità, come un difetto di pronuncia.

L’Eige cita inoltre uno studio, che ha dimostrato come anche annunci di lavoro creati per essere gender neutral, vengano mostrati da piattaforme come Facebook, Google, Twitter e Instagram, a platee prevalentemente maschili. Questo perché l’algoritmo di ottimizzazione dei costi vede il segmento femminile come più costoso da raggiungere.

Modificare tali approcci richiede un maggior equilibrio di genere – e una maggiore eterogeneità, in generale – in chi ha la responsabilità di programmare l’IA. «I team di lavoro devono includere persone diverse tra loro, in modo da riconoscere i pregiudizi inconsci che ognuno ha – spiega Francesca Rossi, AI Ethics global leader di IBM,esperta di Intelligenza Artificiale, che continua – È possibile anche utilizzare dei software per identificare eventuali pregiudizi, ma è essenziale che tali strumenti siano adottati da persone che hanno ricevuto una formazione mirata. Insomma, non è l’IA a dover essere etica, ma l’intero ecosistema».

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Task Force: emergenza energetica è prima preoccupazione imprese

Task Force: emergenza energetica è prima preoccupazione imprese

Mercoledì, 09 Marzo 2022 Task Force: una ventina

le richieste arrivate finora al numero verde Sono una ventina le richieste arrivate finora al numero verde(800100117 e +390647052284 per estero) e per mail (tfiru@mise.gov.it!.?.!)alla Task Force istituita da Giorgetti al Mise da parte di imprese che operano in Russia e Ucraina. Il gruppo di lavoro, coordinato da

Amedeo Teti, fa sapere che le imprese piuttosto che ristori, chiedono soprattutto indicazioni su come affrontare quelle problematiche che permettano la continuità produttiva.Inoltre, come far tornare i loro dipendenti stranieri in Italia, o come ristrutturare i debiti con le banche. Le imprese chiedono principalmente come continuare advertisement operare senza interruzioni produttive che possono essere fatali per la sopravvivenza delle loro aziende. Dagli incontri con rappresentanze delle categorie e associazioni che si sono svolti oggi emerge in modo inequivocabile che la prima urgenza da affrontare è quella energetica. La possibilità di avere un prezzo controllato dell’energia è, allo stato, la richiesta

più pressante rispetto a qualsiasi altra questione, compresa quella, pur importante, della carenza di materie prime. In questo ambito, alla mancanza di grano duro si può supplire con acquisti in Canada, mentre sono ancora da individuare fornitori alternativi per reperire argilla, ferro o semi di girasole. Da più parti, inoltre, è arrivata la richiesta di una maggiore flessibilità per l’autoproduzione e l’autoconsumo energetico attraverso le rinnovabili. Ci sono poi le richieste per l’abbassamento dell’IVA su alcuni prodotti alimentari e la denuncia di difficoltà soprattutto in campo logistico (difficile reperimento gasolio nell’extra rete ma anche carenza di personale che è tornato in Ucraina per arruolarsi). Le imprese hanno chiesto, tra le altre cose, il rifinanziamento del decreto Horeca (firmato dal ministro Giorgetti a dicembre scorso)e ringraziato per la sorveglianza sui prezzi di alcuni beni primari contro tentativi speculativi anche non direttamente riconducibili al conflitto. Source

Ucraina, come donare e scegliere a chi affidarsi

Ucraina, come donare e scegliere a chi affidarsi

Come funziona il crowdfunding?

Negli ultimi anni il crowdfunding si è rivelato uno strumento in forte crescita tra i donatori. Ma come funziona? Una piattaforma accoglie le campagne e gestisce tutta la parte di backoffice (per questa attività la piattaforma chiede all’ente una fee, che mediamente è pari al 5 per cento). L’organizzazione promuove la campagna sui propri canali e si impegna a tenere aggiornati i donatori sulla destinazione dei fondi. «Il crowdfunding offre una grande trasparenza: è possibile in tempo reale monitorare l’andamento della raccolta e chi dona. Inoltre qualora l’associazione lo faccia, è possibile seguire nel tempo l’andamento dei progetti – racconta Valeria Vitali, fondatrice della piattaforma Rete del Dono – Inoltre tramite la piattaforma le persone e le aziende possono farsi promotrici in prima persona delle campagne di raccolta fondi, con una pagina dedicata».

Sulla piattaforma di Rete del Dono si sono attivate diverse organizzazioni non profit tra cui
Soleterre, Fondazione Mediolanum per Unhcr, Unicef, Terre des Hommes, Save the Children, Fondazione Progetto Arca. Aziende come Pwc hanno deciso di sostenere il progetto di Sole Terre e di coinvolgere i dipendenti nella raccolta fondi e in una settimana hanno raccolto quasi 50mila euro per 361 donazioni.
All’8 marzo la raccolta fondi complessiva su ha superato i 120mila euro.

Su GoFundMe, è possibile raccogliere fondi per associazioni come Unicef, Unhcr, Cesvi, Croce Rossa Italiana, Caritas, Medici senza Frontiere. La piattaforma ha creato la pagina “Aiutiamo l’Ucraina” dove si trovano campagne italiane ed europee, con una breve guida che spiega come poter lanciare una raccolta per un ente benefico in supporto del popolo ucraino.La piattaforma dichiara che ogni raccolta fondi relativa alla guerra in Ucraina viene esaminata e validata per garantire che i fondi arrivino ai beneficiari designati. La campagna maggiore è quella lanciata per la Croce Rossa da Shevchenko, che arriverà presto all’obiettivo di 250mila euro. In Italia sono stati raccolti più di 300 mila euro grazie alle campagne sulla piattaforma.I donatori italiani in questa emergenza, all’8 marzo 2022, sono circa 14mila. Questa comunità di donatori ha supportato sia campagne italiane che campagne internazionali lanciate sempre su GoFundMe in altri paesi del mondo.

Infine si sta muovendo anche Produzioni dal Basso, storica piattaforma di crowdfunding italiana.

Come faccio a valutare il reale impatto delle organizzazioni?

Alla domanda non ci sono risposte univoche. Si possono però adottare alcuni criteri, come ricorda Aiccon-The fundraising school, diretta dall’economista Paolo Venturi:

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Dalla piattaforma di ricerca lavoro il sito per offrire case ai profughi ucraini

Dalla piattaforma di ricerca lavoro il sito per offrire case ai profughi ucraini

Mettere a disposizione la propria casa per i rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina, che possono a loro volta connettersi facilmente alle disponibilità evitando così l’incertezza o la dura realtà dei campi profughi, diventa più facile grazie alla tecnologia.

È stata lanciata in sole 48 ore lo scorso fine settimana EU4UA, la piattaforma accessibile tramite computer o smartphone e nata grazie all’intuizione di quattro imprenditori tecnologici co-fondatori di Jobgether – il francese Arnaud Devigne, lo spagnolo Alexandre Hernandez, il belga Juan Bourgeois e il colombiano Alexis Rodriguez. Alla sua realizzazione hanno concorso oltre duecento persone del settore del tech in tutto il mondo.

Gli ideatori di questo progetto hanno lavorato con l’obiettivo di consentire a tutti i rifugiati di ottenere gratuitamente alloggi dignitosi evitando le dure condizioni dei campi profughi.

Lo scopo è utilizzare la tecnologia per attivare una forma di solidarietà decentralizzata e spontanea che possa fare fronte alla situazione di crisi internazionale che stiamo attraversando.

«Oggi già 1,5 milioni di ucraini, principalmente donne sole con bambini, hanno lasciato le zone di conflitto per arrivare in Europa, ma nelle prossime settimane potrebbero arrivare a 5 milioni – dicono da EU4UA – Di fronte a questa tragedia, milioni di famiglie europee hanno espresso la loro solidarietà e la volontà di aiutare. In assenza di soluzioni accessibili e efficienti, però, chi cerca una sistemazione ha difficoltà ad incontrare chi è disponibile ad offrirla».

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Italia Geniale: oltre 6000 visitatori nei primi tre weekend di apertura

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