Il ministro Urso ha partecipato questa mattina alla conferenza stampa di presentazione del “Big Science Business Forum 2024”, il primo Forum europeo di cooperazione scientifica e tecnologica per le imprese con l’obiettivo di diventare il primo punto di incontro tra laboratori, infrastrutture di ricerca e industrie.
“Credo che questo evento straordinario – ha dichiarato il Ministro durante la conferenza stampa – rappresenti una grande opportunità per le nostre imprese, ed in un momento particolarmente giusto: oggi infatti dobbiamo capire come investire in scienza ed in tecnologia per poter competere a livello globale”. “Dobbiamo riappropriarci – ha continuato – della nostra capacità di fare tecnologia nel nostro Paese e nella nostra Europa: la sfida di Trieste è oggi la sfida del continente Europeo”.
Il Big Science market è un mercato di espansione data la crescente domanda di tecnologie avanzate e soluzioni innovative per la ricerca scientifica e la produzione di nuove conoscenze.
“La vittoria di Trieste – ha continuato Urso – sui suoi importanti competitor, Ginevra e Maastricht, ha ridefinito il ruolo stesso della città di Trieste, non più città di frontiera ma cuore di questa nuova Europa ridisegnata dai fatti dell’attualità geopolitica. Trieste, con Venezia e Verona, ricoprirà poi un ruolo cruciale nella piattaforma logistica e portuale da e verso l’Ucraina: il sistema-Italia ha vinto questa sfida”.
“Big Science Business Forum” a Trieste – ha commentato il Ministro – è la vittoria di un sistema pubblico/privato, che ha visto assieme la Città, la Regione, le Amministrazioni locali e lo Stato. Lo stesso sistema si dovrà replicare per le grandi sfide che il nostro Paese dovrà affrontare”.
La Big Science opera attraverso programmi pluriennali definiti in vario modo dalla comunità scientifica. Il Forum si svolge ogni 2 anni e quella di Trieste sarà la terza edizione dopo quello di Copenaghen del 2018 e Granada del 2022.
Urso: “Vogliamo rafforzare e sostenere le imprese del comparto della radiofonia”
Il ministro Adolfo Urso ha presieduto stamattina, a Palazzo Piacentini, il primo Tavolo permanente sulle comunicazioni elettroniche – settore radio. Erano presenti al tavolo il capo di Gabinetto, Federico Eichberg, le direzioni generali competenti del Dicastero, Agcom e le associazioni delle imprese del settore radiofonico per analizzare le esigenze industriali della filiera e studiare le possibili azioni a tutela degli investimenti e delle imprese.
Tra i principali temi del confronto, la trasmissione radiofonica analogica FM, la trasmissione radiofonica con tecnologia DAB Plus e le interlocuzioni sulle interferenze radio con i paesi esteri limitrofi.
“La radio – ha dichiarato Urso durante il suo intervento – è tra i mezzi di comunicazione più amati dagli italiani e ha dimostrato nel tempo la sua capacità di resilienza grazie alla sua prevalente attività d’informazione e agli investimenti operati dagli editori radiofonici. Alla radio e alle imprese di questo settore – ha proseguito – vogliamo dedicare questo primo tavolo con l’obiettivo di creare un lungo e proficuo percorso di dialogo e di confronto su quello che sarà il futuro del comparto della radiofonia”.
Il settore radiofonico, in particolare quello legato all’informazione, grazie al suo elevato numero di ascoltatori (34 milioni nel secondo semestre 2022, secondo l’ultima indagine del Tavolo Editori Radio) resta uno dei servizi essenziali di grande interesse generale.
“Non è intenzione di questo Ministero – ha evidenziato Urso – avviare un piano di dismissione della radiodiffusione in tecnica analogica FM, concetto che ho già avuto modo di ribadire durante l’audizione alla Camera e al Senato sulle linee programmatiche per le telecomunicazioni. Questo Ministero è la casa delle Imprese e per tale motivo vogliamo rafforzare e sostenere le imprese del settore radio e ovviamente anche gli investimenti fatti”.
Il ministro ha anche affrontato il tema della tecnologia digitale DAB Plus affermando che “ora parte una fase di transizione e il Ministero è pronto a fare la sua parte in questa sfida anche facendosi promotore di opportune semplificazioni dal punto di vista amministrativo, in grado di accelerare lo sviluppo tecnologico ed imprenditoriale”.
Urso ha infine sottolineato l’intenzione di continuare con questi incontri periodici al fine di creare un posto di confronto e condivisione sul futuro della radio analogica e digitale e sul tema delle interferenze con i Paesi esteri radio elettricamente confinanti ha dichiarato che “il Ministero intende capire se vi è la volontà, da parte degli stakeholder presenti, ad essere coinvolti direttamente a livello tecnico nelle interlocuzioni con la Commissione europea e con gli Stati esteri e le relative imprese per valutare la reale entità dei problemi rilevati”.
I rappresentanti del settore, esprimendo soddisfazione per la convocazione del tavolo e per le dichiarazioni espresse dal Ministro, hanno convenuto sull’importanza di iniziare a pianificare un discorso industriale per il comparto, di continuare a garantire le frequenze radio FM e, al contempo, di offrire servizi migliori e rendere più inclusiva la tecnologia DAB Plus con un processo di accompagnamento che non lasci imprese e cittadini in difficoltà.
Al centro dell’incontro le prospettive industriali ed occupazionali nella regione
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha incontrato oggi, a Palazzo Piacentini, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ed il sindaco di Genova Marco Bucci. Al centro dell’incontro le prospettive industriali ed occupazionali in Liguria con particolare riferimento al piano di rilancio presentato da Acciaierie d’Italia per gli stabilimenti ex Ilva, e anche alla centralità del porto di Genova per la logistica nazionale ed europea.
“Il porto di Genova vanta una secolare tradizione di centralità nel Mediterraneo: l’infrastruttura portuale del capoluogo ligure, con Rotterdam ed Anversa, rappresenta un gate di prioritaria importanza per la logistica europea” ha affermato il ministro Urso. “Tornerà presto necessario e conveniente produrre in Europa per l’Europa: ed in questo quadro Genova col suo porto potrà certamente ricoprire un ruolo centrale”.
Nel corso dell’incontro è stata anche sottolineata la strategicità per l’economia genovese e ligure di Ansaldo Energia, sia nel settore energetico tradizionale che in quello nucleare e delle tecnologie di generazione più avanzata. A tal riguardo il Ministro ha annunciato che si recherà presto in missione in Azerbaigian, dove Ansaldo Energia ha in corso importanti interlocuzioni industriali e commerciali.
Agevolazioni per i comuni che non rientrano nelle zone di coordinamento radioelettrico internazionale
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministero dell’Economia, ha stanziato 2,5 milioni di euro per l’adeguamento degli impianti di trasmissione al nuovo standard trasmissivo DVB-T2, necessario a garantire la continuità della fruizione dei programmi televisivi ai cittadini, per i territori che non rientrano nelle zone di coordinamento radioelettrico internazionale.
In queste zone sono compresi tutti i comuni delle province di L’Aquila, Potenza, Vibo Valentia, Avellino, Benevento, Salerno, Parma, Reggio Emilia, Frosinone, Rieti, Brescia, Isernia, Asti, Nuoro, Ogliastra, Messina, Palermo, Arezzo, Pistoia, Trento, Perugia, Belluno e alcuni comuni della provincia di Bolzano.
Potranno altresì accedere alle agevolazioni, oltre ai territori menzionati, anche le aree nelle quali gli interventi infrastrutturali per la ricezione del segnale televisivo non risultano sostenibili economicamente.
Le domande di ammissione al contributo, che sarà erogato agli aventi titolo a compensazione dell’80% delle spese documentate ritenute ammissibili e, comunque, per un importo non superiore a 10.000 euro, dovranno essere inviate al Ministero delle Imprese e del Made in Italy entro il 3 marzo 2023.
Una politica industriale europea assertiva, competitiva e solidale è delineata nelle proposte che oggi il Ministero delle imprese e del Made in Italy presenterà durante una serie di incontri con i Ministri di Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Romania e Grecia. Nei prossimi giorni sono previsti altri incontri con i Ministri di Svezia, Portogallo, Croazia, Spagna, Austria e Cipro e con il Commissario europeo Thierry Breton.
Secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Comunicazione della Commissione europea è infatti una base di partenza che può e deve essere migliorata, per diventare davvero efficace. Offre una prospettiva parziale del dibattito in corso sulla nuova politica industriale europea, come risposta alla sfida della competitività, sullo sfondo del duplice obiettivo della transizione verde e digitale. Il negoziato vero e proprio inizia adesso e proseguirà per due mesi sino al Consiglio europeo del 23-24 marzo.
Occorre elevare il livello di ambizione, in particolare sul piano delle risorse. Il documento di base si incentra infatti solo sulle modalità che agevolino l’accesso delle imprese ai benefici fiscali, sulla semplificazione delle regole sugli aiuti di Stato e sui nuovi indirizzi dei fondi esistenti verso le industrie clean-tech, fattori necessari ma non sufficienti per garantire l’efficacia dell’azione europea. Non si menzionano risorse “nuove”, ma solo quelle del NextGenerationEu, del Programma Horizon su ricerca e innovazione, della politica di coesione e infine quelle dei programmi REPowerEU e InvestEU.
Il documento si limita a prendere nota dell’intenzione della Commissione di creare a medio termine un Fondo sovrano europeo strumentale al perseguimento della doppia transizione verde e digitale. Troppo poco anche rispetto a quanto preannunciato dai vertici delle istituzioni europee e allo stesso titolo della Comunicazione della Commissione.
Occorre maggior ambizione, oggi più che mai è necessaria una politica europea, assertiva, competitiva e solidale.
Quattro sono i principali punti su cui si basa la posizione italiana per rendere davvero efficace la proposta europea:
agire in una logica di “pacchetto sull’industria”, in linea peraltro con la posizione espressa dal Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. La discussione sugli aiuti di Stato (Temporary Crisis and Transition Framework) deve aver luogo contestualmente a quella sulla revisione della governance economica e sulla necessità di costruire una capacità fiscale centrale, sulla scorta dell’esperienza positiva di NextGenerationEU e/o SURE. La decisione deve essere complessiva per essere davvero unitaria e quindi efficace;
migliorare la proposta di revisione delle regole europee sugli aiuti di Stato per garantire un’effettiva ed efficace semplificazione e velocizzazione delle procedure, premessa necessaria per una reale competitività delle imprese europee. Questo è tanto più importante per i settori strategici, sui quali si misura la competitività globale (es: semiconduttori, materie prime, energia, difesa e aerospazio, strumenti bio e ad alta tecnologia). In tale contesto occorre garantire che non vi siano differenti potenzialità nell’utilizzo degli strumenti che di fatto favoriscano i paesi con maggior capacità fiscale, con il rischio di frammentare il Mercato Interno e di aumentare il divario socio economico tra paesi e aree dell’Unione;
affermare con chiarezza il principio di solidarietà, che è a fondamento della casa comune europea, sulla base dell’esperienza di successo del Programma SURE, al fine di consentire agli Stati membri l’accesso al credito a condizioni paritetiche, da utilizzare a beneficio delle imprese e quindi dell’occupazione nei settori chiave dell’economia, delle due transizioni (verde e digitale) e ai fini del perseguimento dell’autonomia strategica dell’UE;
definire con chiarezza i settori da supportare e le modalità di finanziamento, funzionamento e le tempistiche di attivazione del Fondo sovrano europeo, assolutamente necessario per sostenere il sistema delle imprese in una logica di coesione e competitività.
Decreto MIMIT MASE per bilanciare produttività e ambiente
Su proposta del Ministero delle Imprese e del Made in italy, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è stato firmato dal Presidente del Consiglio dei ministri il dpcm che dichiara il complesso degli stabilimenti di proprietà della società ISAB S.r.l. (Impianto IGCC codice AIA 30 e complesso raffinerie codice AIA 86) di interesse strategico nazionale, ai sensi del decreto-legge 207, tenuto conto del settore in cui opera, del numero degli occupati e del rilievo che la produzione assume per l’autonomia energetica della Nazione.
Nel dpcm sono altresì riconosciuti essere beni strumentali allo stabilimento industriale gli impianti di depurazione di Priolo Gargallo e Melilli, perché infrastrutture necessarie ad assicurare la continuità produttiva dello stabilimento.
Nel decreto si stabilisce inoltre che per il contenimento dei rischi dei danni ambientali e per assicurare la continuità produttiva, il MIMIT dovrà entro 30 giorni adottare un decreto di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sentiti il Ministro della Salute, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) per bilanciare le esigenze di continuità dell’attività produttiva e di salvaguardia dell’occupazione, della salute e dell’ambiente. Le misure di coordinamento sono altresì disposte, d’intesa con la Regione Siciliana, per gli interventi eventualmente necessari per dare soluzione alle questioni ambientali inerenti gli impianti di depurazione.
Il decreto è stato ora inviato agli organi competenti e sarà operativo dopo la registrazione della Corte dei Conti.
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