Urso “Inizio del percorso. Entro la fine dell’anno un disegno di legge di riforma”
È stato oggi attivato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo di lavoro che dovrà contribuire alle linee di indirizzo programmatiche sullo Spazio, alla presenza del ministro con delega alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, del capo ufficio per le politiche spaziali e aerospaziali della Presidenza del Consiglio dei ministri, Elena Grifoni Winters, e del consigliere militare del Presidente del Consiglio, Franco Federici.
Al tavolo “Verso i nuovi indirizzi di Governo sullo spazio” hanno partecipato oltre cinquanta esperti e rappresentanti delle istituzioni, dell’università e delle imprese delineando i primi orientamenti utili alla stesura del Documento strategico di politica spaziale nazionale (DSPSN) e del Documento di visione strategica per lo spazio (DVSS) che si proiettano sul medio e lungo periodo, come previsto dalla legge del 2018.
Il ministro Urso, nel ringraziare i presenti per il contributo che daranno all’elaborazione delle linee di indirizzo ha anche ribadito la sua intenzione di lavorare ad un riassetto complessivo del settore spaziale, tanto più significativo a fronte della sfida globale messa in campo da altri attori.
“Il lavoro di riassetto delle politiche del settore – dichiara Urso nel suo intervento – porterà entro la fine dell’anno ad un disegno di legge di ampia portata, in linea con le norme già in vigore a livello europeo e multilaterale e a tutela degli interessi nazionali nel settore spaziale, così da colmare un vuoto legislativo che si protrae da troppi anni. In Europa, infatti, nel frattempo, undici Paesi hanno predisposto una legislazione nazionale di riferimento, importante soprattutto per regolare l’azione e gli investimenti dei privati”.
Urso: “Italia in campo per rendere le politiche industriali europee più pragmatiche, neutrali e attuali”
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha partecipato oggi a Bruxelles al Consiglio Competitività durante il quale ha avuto anche riunioni bilaterali con i ministri di Austria, Repubblica Ceca, Romania e Irlanda ed ha incontrato i commissari europei Vestager e Breton. Alle riunioni era presente anche il viceministro Valentino Valentini.
“L’Italia è in campo – ha commentato Urso – per la nuova politica industriale europea che deve essere assertiva, solidale e competitiva in risposta alle misure messe in campo dagli Stati Uniti con l’IRA e alla sfida globale della Cina”. Con i commissari europei Vestager e Breton – continua – ho ribadito che la revisione delle norme sugli aiuti di stato deve essere temporanea e selettiva in una logica di pacchetto con la piena flessibilità sull’uso delle risorse europee già stanziate con PNRR, RepowerUE e fondi di coesione al fine di mantenere l’integrità del mercato interno”.
Negli incontri bilaterali il Ministro Urso ha espresso la necessità di politiche industriali comuni secondo “una visione pragmatica, responsabile e solidale”.
“Il mercato unico europeo si trova oggi ad affrontare la duplice transizione green e digitale in un contesto molto diverso del passato: prima la pandemia, poi la guerra della Russia in Ucraina, quindi le misure della amministrazione Biden realizzate per rispondere alla sfida della Cina hanno sconvolto gli assetti della globalizzazione e ci impongono di prendere atto della realtà, per esempio per quanto riguarda l’autonomia strategica europea sulle materie prime critiche, sulle tecnologie green e digitali – commenta Urso. “La Commissione europea deve adeguare le politiche comuni alle nuove realtà economiche e sociali. Nel settore automotive abbiamo dato un segnale di allarme nella convinzione che occorra procedere con una visione pragmatica e non ideologica e nei colloqui che abbiano avuto ci siano resi conto che le nostre riflessioni trovano sempre maggiore consenso. Speriamo che la ragione prevalga nei prossimi dossier, dal regolamento CO2 sui mezzi pesanti a quello sull’EURO 7, sui quali chiediamo un approccio di neutralità tecnologica, così come sugli altri provvedimenti che hanno conseguenze sulla competitività del sistema industriale, come quelli sul packaging, sull’ecodesign, sulle acque reflue. Chiediamo in sostanza che prevalga la ragione”.
Dichiarazione congiunta dei ministri Urso e Le Maire su politica industriale europea verso la transizione green e digitale
Si è svolta oggi, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la prima riunione del Forum di Consultazione ministeriale tra Italia e Francia previsto dal Trattato del Quirinale, co-presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dal ministro dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità industriale e digitale della Francia, Bruno Le Maire.
Al termine della riunione è stata adottata la dichiarazione congiunta dei ministri “Una visione condivisa per una strategia industriale dell’UE verso la transizione verde e digitale” che, sulla base dello stesso Trattato, e consolidandone le ambizioni, riafferma la volontà di approfondire la cooperazione bilaterale dei due Paesi a favore di una visione strategica industriale aggiornata dell’Unione, che contemperi le sfide di breve e medio periodo e le aspettative di lungo termine. La dichiarazione, strutturata in 17 punti, rappresenta la comune visione di Italia e Francia per un’Europa sempre più competitiva e attrattiva per gli investitori, a fronte del potenziale della transizione green e digitale.
I due Paesi dichiarano di accogliere con favore le conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 9-10 febbraio scorso, sulla maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi europei e nella prospettiva che venga istituito un fondo sovrano a sostegno della capacità produttiva nei settori strategici. A questo scopo, Italia e Francia hanno sottolineato la loro determinazione nel voler contribuire ai lavori dell’Unione con una proposta congiunta da presentare alla Commissione, al fine di delineare un’agenda ambiziosa.
Il documento si basa sulle conclusioni dei gruppi di lavoro tra le due amministrazioni, istituiti ai sensi del Trattato del Quirinale dopo il precedente incontro a Parigi fra Urso e Le Maire, con l’obiettivo di identificare soluzioni da proporre a livello europeo in ambiti di comune interesse, mediante un dialogo produttivo e inclusivo, aperto agli stakeholder dei due Paesi.
“La prima riunione del Forum di Consultazione ministeriale tra Italia e Francia rappresenta un momento decisivo nell’elaborazione di una rinnovata politica industriale europea, pragmatica e non ideologica. La dichiarazione approvata oggi ne è la dimostrazione, affermando chiaramente che i due Paesi condividono l’ambizione di consolidare, a livello comunitario, un’autonomia strategica sulle transizioni green e digitale. Tale percorso potrà realizzarsi con una maggiore flessibilità nell’utilizzo di fondi europei e con l’adeguamento delle norme sugli aiuti di Stato fondato sul principio di solidarietà, per garantire un equo sostegno ai settori strategici attraverso un’effettiva ed efficace semplificazione e velocizzazione delle procedure. Questa la strada per fornire una risposta concreta da parte dell’Unione Europea alle sfide di natura globale per il nostro comparto industriale” ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nel corso del suo intervento.
‘’Ringrazio Adolfo Urso e i suoi collaboratori per il loro caloroso benvenuto a Roma. Quella di oggi è la prima riunione ufficiale del Forum di Consultazione al nostro livello dall’entrata in vigore del Trattato del Quirinale nel febbraio 2023. Questa riunione è tanto più necessaria in quanto si svolge in un contesto globale radicalmente nuovo in cui dobbiamo proiettarci insieme. Per affrontare queste nuove sfide, Francia e Italia devono rafforzare la loro cooperazione, in particolare nei settori industriali, definendo una chiara tabella di marcia. È su questo che abbiamo potuto lavorare oggi e la dichiarazione che firmiamo rappresenta una nuova tappa decisiva nelle relazioni franco-italiane. Condividiamo le stesse ambizioni: definire una nuova politica industriale europea, più verde, e più competitiva e indipendente” ha dichiarato Bruno Le Maire.
Documenti
IT Dichiarazione congiunta (pdf) – Una visione condivisa per una strategia industriale dell’UE verso la transizione verde e digitale
EN Joint Declaration (pdf) – A Shared Vision of the New EU Industrial Policy towards the Green and Digital Transition
Urso: “Una narrazione della storia e dell’identità italiana’’
Sono stati emessi oggi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy i sei francobolli dedicati ai Carnevali più antichi d’Italia appartenenti alla serie tematica “Il Patrimonio artistico e culturale italiano” che rappresentano i Carnevali di Acireale, di Cento, di Fano, di Putignano, di Venezia e di Viareggio.
I francobolli, creati e stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e diffusi da Poste Italiane, sono stati presentati nel corso di una cerimonia che si è svolta presso la Sala degli Arazzi di Palazzo Piacentini a Roma, a cui hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il sottosegretraio Fausta Bergamotto, l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Francesca Reich, la presidente di Poste Italiane Maria Bianca Farina, il capo di Gabinetto Federico Eichberg.
“Ho voluto celebrare i carnevali storici d’Italia, insieme, nella nostro programma filatelico di quest’anno perché sono esempi della storia del nostro Paese, del folklore ma anche della creatività. Il Made in Italy rappresenta uno stile e lo dimostra anche la storia del Carnevale italiano inteso come un atto di gioia e di cultura, la cui narrazione riguarda il nostro Paese nel passato, nel presente e nel futuro” ha dichiarato il ministro Urso nel suo intervento.
Alla cerimonia, a cui è seguito l’annullo filatelico, erano anche presenti i rappresentanti delle amministrazioni locali coinvolte, tra cui il sindaco di Acireale Stefano Alì, il sindaco di Cento Edoardo Accorsi, il sindaco di Fano Massimo Seri, l’assessore al Patrimonio e alla Promozione del Territorio di Venezia Paola Mar e l’assessore al Turismo e alle Attività Produttive di Viareggio Alessandro Meciani.
Urso:” Strutture indispensabili per sostenere le imprese italiane”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha firmato il decreto ministeriale che finanzia con 350 milioni i centri di trasferimento tecnologico nel nostro Paese. La misura, prevista dal PNRR alla missione 4, serve al potenziamento e all’estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria così da incoraggiare l’erogazione alle imprese, nonché alle pubbliche amministrazioni, di servizi tecnologici avanzati e innovativi focalizzati su tecnologie e specializzazioni produttive di eccellenza.
“Con questa misura, in linea con gli impegni del PNRR, diamo forza ai Centri di Trasferimento Tecnologico strutture indispensabili per sostenere i processi di innovazione delle imprese italiane, ancora più importanti per la duplice transizione green e digitale”.
I Centri sono una rete diffusa in tutta la Penisola con 50 poli che rendono le tecnologie avanzate strumenti fruibili per le aziende a cui offrono anche percorsi di riqualificazione delle competenze.
Il provvedimento stanzia la somma complessiva di 350 milioni di euro. In particolare, 113,4 milioni di euro sono destinati al rifinanziamento degli 8 centri di competenza ad alta specializzazione; 33,6 milioni di euro sono per il cofinanziamento dei 13 Poli europei di innovazione digitale (EDIH) selezionati a valle della gara europea Digital Europe; infine una quota pari a circa 114,5 milioni di euro è destinata a finanziare i 24 Poli europei di innovazione digitale che hanno ricevuto il “Seal of Excellence” dalla Commissione Europea.
Con l’obiettivo di avviare un processo di riorganizzazione e razionalizzazione del sistema del trasferimento tecnologico italiano, il decreto istituisce anche una Cabina di regia che avrà il compito di promuovere il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.
È stato attivato oggi il “Tavolo nazionale per le materie critiche” promosso nel nuovo format dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con tutti gli attori pubblici e privati, “proprio per compenetrare le esigenze del sistema produttivo con gli obiettivi del rispetto ambientale, in una strategia Paese che determini anche le scelte europee e occidentali per l’autonomia strategica rispetto al predominio della Cina” ha sostenuto il ministro Urso nel suo intervento.
Al tavolo anche le altre amministrazioni nazionali, la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Affari Esteri, l’Istat, ma anche rappresentanti della Commissione europea e di agenzie europee, le associazioni di impresa e i maggiori esperti del settore.
“Il tavolo è anche funzionale a definire il fabbisogno del Paese – continua Urso – nella duplice transizione green e digitale e fornire utili elementi in vista del “Critical Raw Materials Act” che sarà presentato dalla Commissione europea in primavera. Siamo assolutamente convinti che occorra soprattutto in questo campo una politica europea assertiva che utilizzi risorse comuni anche attraverso il Fondo sovrano europeo. Il tavolo inoltre – conclude Urso- potrà aiutarci nella definizione di una nuova normativa nazionale sulla estrazione mineraria”.
Il ministro Pichetto Fratin, dal canto suo, ha evidenziato come “dinanzi a una realtà che vede l’Europa fortemente dipendente da paesi stranieri per queste materie prime, strategiche per la decarbonizzazione, sia necessario adottare misure che promuovano sempre più l’economia circolare. Dovremo – ha aggiunto – investire di più per una migliore gestione degli scarti, puntando alla raccolta, alla selezione, e al recupero delle materie prime contenute nei rifiuti; abbandonare la visione del “rifiuto come problema” e sfruttare appieno il “rifiuto come risorsa”, da usare in modo intelligente, creativa e rigenerativa”.
Il ministro Pichetto Fratin ha concluso ricordando che è intenzione del Governo “promuovere tale approccio con iniziative di sistema, meccanismi incentivanti, comunicazione e semplificazioni normative in attuazione e revisione dei piani strategici e programmi come: la Strategia Nazionale Economia Circolare, il Piano Nazionale Gestione dei Rifiuti, l’aggiornamento che faremo del Piano Nazionale per la Prevenzione dei Rifiuti, e quello per il Consumo Sostenibile. Si tratta – ha concluso – di politiche molto legate anche alle disposizioni europee a cui parteciperemo con forza per difendere la via italiana all’economia circolare che ci ha portato in posizione di leadership europea in questi anni”.
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