Rai Storia HD, Rai Radio 2 Visual e Rai Scuola HD sono passati al nuovo standard europeo del digitale terrestre.
Il Dvb-T2
Il DVB-T2 significa Digital Video Broadcasting di seconda generazione. “Garantisce maggiore stabilità, meno interferenze e una qualità superiore” spiega Ezio Torasso, responsabile Rai Way per il Piemonte.
Istruzioni per l’uso
Necessaria la risintonizzazione. Le tv acquistate da fine dicembre 2018 sono già compatibili. Diversamente, occorre attrezzarsi con un decoder di nuova generazione. Sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è possibile trovare lista di ricevitori idonei alla ricezione DVB T2 e i dettagli dell’iniziativa Bonus Decoder a casa.
Passaggio progressivo
E’ un passaggio progressivo quello al DVB T2. Rai 1, Rai 2 e Rai 3, Rainews 24, Rai Premium e Rai 4 restano visibili sia agli standard attuali che con il nuovo sistema. Per l’informazione regionale, il canale da scegliere è quello consueto, 802 per la Tgr Piemonte. Invece, sul 503, gli appuntamenti regionali saranno trasmessi a rotazione settimanale: oltre al Tgr Piemonte, Tgr Lombardia, Lazio e Campania.
Dovevano restare in orbita 8 giorni, torneranno tra 8 mesi.
I due astronauti statunitensi Butch Wilmore e Suni Williams, arrivati lo scorso 5 giugno sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) a bordo della navetta Starliner di Boeing al suo primo volo di test con equipaggio, ma rimasti bloccati per problemi tecnici, “torneranno il prossimo febbraio con la Crew-9” della concorrente SpaceX, secondo quanto reso noto dalla Nasa stessa.
“Dopo un’ampia revisione da parte di esperti dell’agenzia, il Boeing Crew Flight Test della Nasa tornerà con uno Starliner senza equipaggio. Gli astronauti Butch Wilmore e Suni Williams dovrebbero tornare sulla Terra la prossima primavera a bordo della missione SpaceX Crew-9 della Nasa”. Questo l’annuncio dell’agenzia spaziale americana in un messaggio sui social network.
“La decisione di lasciare Butch Wilmore e Suni Williams sulla Stazione Spaziale Internazionale e riportare a casa Starliner senza equipaggio è il frutto del nostro impegno alla sicurezza”, ha detto il capo dell’agenzia spaziale americana Bill Nelson, precisando che Boeing ha “lavorato duramente con la Nasa per ottenere i dati necessari per prendere questa decisione. Vogliamo capire le cause alla radice e come migliorare il design in modo che Starliner possa giocare un ruolo importante nell’assicurare l’accesso all’Iss”. La decisione della Nasa – spiega ancora Nelson – tiene conto degli errori del passato e mostra l’impegno a non ripeterli. “Abbiamo già perso due shuttle”, ricorda il capo dell’agenzia spaziale americana.
I problemi tecnici
La Starliner era stata lanciata il 5 giugno nonostante fosse già nota una perdita di elio nel sistema di propulsione, che aveva fatto saltare un tentativo di lancio a maggio. La perdita era stata poi isolata e ritenuta sufficientemente piccola da non preoccupare. Ma durante il rendez-vous di giugno con la Stazione Spaziale Internazionale si sono verificate altre quattro perdite e cinque propulsori hanno avuto un calo di spinta. È comunque riuscita ad attraccare alla Iss, ma dopo 2 mesi di test e analisi la Nasa ha deciso il rientro automatico sulla Terra già dal 6 settembre, lasciando però l’equipaggio nel laboratorio orbitante.
Cos’è la Starliner
Nel 2014 la Nasa ha assegnato a Boeing e SpaceX due contratti dal valore, rispettivamente, di 4,2 e 2,6 miliardi di dollari per la costruzione di veicoli capaci di assicurare l’avvicendamento di astronauti e merci sulla Stazione Spaziale Internazionale, dopo il ritiro del programma Space Shuttle.
Mentre Boeing con il suo progetto Starliner ha subito diverse battute d’arresto nel tempo, con problemi tecnici che hanno fatto slittare alcuni lanci e sforare il budget, SpaceX dal 2020 trasporta regolarmente gli astronauti sulla Iss. A giugno finalmente anche Boeing è riuscita a portare gli astronauti sulla stazione orbitante, ma i guasti riscontrati hanno impedito che la missione si concludesse con il previsto rientro di Wilmore e Williams.
La Nasa riporterà sulla Terra lo Starliner della Boeing senza gli astronauti Butch Wilmore e Suni Williams a bordo. I due astronauti bloccati dal 5 giugno sulla Stazione Spaziale Internazionale per problemi tecnici alla Starliner, la navicella costruita da Boeing, continueranno la loro missione come parte dell’equipaggio della Expedition 71/72 fino a febbraio 2025 e poi torneranno a casa a bordo di una navicella spaziale Dragon con altri due membri dell’equipaggio assegnati alla missione di SpaceX, Crew-9. Si prevede che Starliner potrà lasciare la stazione spaziale per effettuare rientro e atterraggio autonomi all’inizio di settembre.
“Il volo spaziale è rischioso – dichiara l’amministratore della Nasa Bill Nelson – Un volo di prova, per sua natura, non è né sicuro né di routine. La decisione di tenere Butch e Suni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e di riportare a casa lo Starliner della Boeing senza equipaggio è il risultato del nostro impegno per la sicurezza: il nostro valore fondamentale e la nostra Stella Polare”.
Butch Wilmore e Suni Williams, i due astronauti veterani americani che hanno raggiunto la ISS con il primo volo di test con equipaggio dello Starliner di Boeing, dovranno tornare sulla Terra a bordo di un velivolo SpaceX. Lo ha deciso la Nasa dopo le problematiche riscontrate sulla navetta Boeing.
Per entrambi è il terzo volo nello spazio.
In precedenza Wilmore ha partecipato nel 2009 alla missione di breve durata STS-129 come pilota dello Space Shuttle Atlantis e nel 2014 alla missione di lunga durata Sojuz TMA-14M (Expedition 41/42), a bordo della Stazione spaziale internazionale.
Williams ha partecipato a due missioni di lunga durata sulla Stazione spaziale internazionale per le Expedition 14/15 (2006) e Expedition 32/33 (2012).
Le fiamme che avvolgono il propulsore sulla rampa di lancio poi l’esplosione e una ,colonna di fumo nero che si leva dal Saxavord, il cosmodromo situato sull’isola di Unst nelle Shetland al largo della costa scozzese.
Così si è concluso il test effettuato dalla Rocket Factory Augsburg (RFA). In una nota la società tedesca ha dichiarato che nessuno è rimasto ferito nell’esplosione e che la rampa di lancio è stata “salvata e messa in sicurezza”.
La base era stata evacuata prima del countdown.
L’anno scorso, il SaxaVord è diventato il primo sito autorizzato per il lancio verticale di razzi in Gran Bretagna.
La RFA spera di lanciare in orbita il primo razzo verticale del Regno Unito e il test programmato con nove propulsori faceva parte della serie di prove da effettuare prima del lancio.
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