Russia, interrotto a 20 secondi dalla partenza il lancio della Soyuz con 3 astronauti a bordo

Russia, interrotto a 20 secondi dalla partenza il lancio della Soyuz con 3 astronauti a bordo

L’Agenzia spaziale russa Roscosmos ha interrotto il lancio della navicella spaziale Soyuz diretta verso la Stazione spaziale internazionale con tre astronauti a bordo. 

Il lancio programmato dalla base di Baikonur, in Kazakistan, è stato fermato dal sistema di sicurezza automatico 20 secondi prima della partenza. 

Il razzo russo avrebbe dovuto trasportare l’astronauta della Nasa Tracy Dyson e i colleghi Oleg Novitsky di Roscosmos e Marina Vasilevskaya della Bielorussia verso la Stazione Spaziale Internazionale.

L’equipaggio non era in pericolo ed è stato estratto rapidamente dalla capsula.

L’agenzia spaziale russa ha spiegato che la decisione di annullare il lancio è stata determinata da un calo di tensione della fonte di energia chimica.

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Siamo ancora nell’Olocene: l’Antropocene non è ancora la nostra epoca geologica

Siamo ancora nell’Olocene: l’Antropocene non è ancora la nostra epoca geologica

L’Unione Internazionale delle Scienze Geologiche (Uicg), dopo decenni di dibattito, ha deciso di non riconoscere all’Antropocene, una fase caratterizzata dalle tracce della presenza umana sul pianeta, un posto speciale nella storia geologica del pianeta Terra. Anche se l’attività umana ha avuto degli impatti – aumento dei gas serra, diffusione delle microplastiche e di altri inquinanti, estinzione di massa delle specie – ciò non significa che abbiamo abbandonato l’Olocene, il periodo geologico iniziato circa 12mila anni fa alla fine del mondo. dell’ultima glaciazione, per entrare nell'”epoca umana”, ha osservato l’organizzazione. 

L’Uicg ha approvato la decisione “di respingere la proposta di un’epoca dell’Antropocene come unità formale di scala temporale geologica”, confermando una votazione terminata il 4 marzo. Alcuni membri del comitato elettorale hanno espresso dubbi sul modo in cui è stata presa la decisione e sull’equità della procedura, argomentazioni respinte dalla UiCG, la quale ha ritenuto che, sebbene una nuova epoca geologica non sia propriamente costituita, il termine Antropocene continuerà ad essere ampiamente utilizzato. “Rimarrà un indicatore inestimabile dell’impatto umano sul sistema Terra”, ha chiarito l’organizzazione, nota per la sua intransigenza nei confronti dei cambiamenti. 

IUGS

International Union of Geological Sciences

Nel 2009 è stato creato un gruppo di lavoro per determinare in che misura l’umanità ha cambiato o meno le epoche geologiche, da quando e quali sono i segni più emblematici. A luglio scorso, dopo quasi 15 anni di studi, i membri del gruppo hanno scelto il lago Crawford, vicino a Toronto, in Canada, come sito di riferimento per l’inizio dell’Antropocene. 

I sedimenti stratificati sul fondo di questo lago, carichi di microplastiche, ceneri della combustione di petrolio e carbone e ricadute radioattive delle esplosioni nucleari, sono la migliore prova che si è aperto un nuovo capitolo nella storia della Terra, hanno poi concluso gli scienziati. Non vi è alcun disaccordo sul fatto che “l’età dell’uomo” abbia causato profondi cambiamenti globali, ha riconosciuto Erle Ellis, uno scienziato ambientale critico nei confronti della proposta dell’Antropocene. 

Ma “la verità è che non ènecessario stabilire un limite rigido. Semplicemente non è la questione più importante”, ha affermato Ellis, professore di geografia e sistemi ambientali all’Università del Maryland. Per Martin Head, professore di scienze della Terra alla Brock University in Canada e sostenitore del riconoscimento dell’Antropocene, ci sono “una miriade di segni geologici” di questa nuova era.

Il rifiuto della IUCG è “un’occasione mancata per riconoscere e approvare una semplice realtà, vale a dire che il nostro pianeta ha abbandonato il suo stato naturale a metà del 20  secolo”, ha detto Head. 

 

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Enorme e bellissima, ecco la Luna del “lombrico” nel primo plenilunio di primavera

Enorme e bellissima, ecco la Luna del “lombrico” nel primo plenilunio di primavera

La notte appena trascorsa ha visto la prima Luna piena di primavera, detta anche “Luna del lombrico” secondo vari almanacchi contadini. 

Come ad esempio quello del Maine – spiega la Nasa – che attribuisce il nome ai lombrichi che emergono quando il terreno si riscalda in primavera. Ma ci sono anche altre interpretazioni. Nel 1760 il capitano Jonathan Carver, visitando alcune tribù di nativi americani, apprese che l’appellativo potrebbe riferirsi anche alla larva dello scarafaggio, che inizia a fuoriuscire dalle cortecce degli alberi usate come nascondigli invernali.

In alcune zone della Terra – tra cui Europa, Asia nord orientale, Australia, Africa, Nord America e Sud America – la Luna di stanotte è apparsa anche leggermente meno luminosa del solito, per effetto della “eclissi lunare di penombra”. Il nostro satellite naturale, infatti, ha visto i raggi del Sole parzialmente attenuati dalla zona esterna del cono d’ombra proiettato dalla Terra, in un allineamento quasi perfetto tra i tre corpi celesti.

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Neuralink, arriva il primo post sui social condiviso “con il pensiero”

Neuralink, arriva il primo post sui social condiviso “con il pensiero”

Veloci, velocissimi e (forse) anche troppo veloci. A qualche giorno dalla notizia del primo paziente che sta sperimentando l’impianto cerebrale di Neuralink, Elon Musk aggiunge un’ulteriore risultato al progetto dell’azienda che dirige. L’annuncio del primo impianto su un essere umano risale al 30 gennaio, poi il mouse pilotato “con il pensiero”, ora: si inizia a postare sui social, con poche righe pilotate da un ragazzo paraplegico con il pensiero su “X”.

Il post sui social “con la mente”
Nel fine settimana, Noland Arbaugh, il ragazzo 29enne tetraplegico per un incidente, è riuscito a condividere sul social X un post usando solo la sua mente.

In principio fu una partita di scacchi
L’impianto di Neuralink aveva permesso a Noland di giocare a scacchi, immortalato in un video poi diffuso online. “Twitter mi ha bannato perché pensava che fossi un bot, ma poi Elon Musk mi ha reintegrato, perché effettivamente lo sono” ha scherzato il giovane, scrivendo ogni messaggio con l’aiuto del chip che dal cervello invia segnali ad un computer collegato. 

Ansa

Musk

Il tweet e la “reazione” di Musk
Elon Musk ha reagito al tweet di Arbaugh, celebrandolo come il “primo post in assoluto realizzato semplicemente pensando, utilizzando il dispositivo Neuralink Telepathy”.

Si tratta del secondo aggiornamento su ciò che l’iniziativa mira a raggiungere, ossia una migliore condizione di vita per persone che, per vari motivi, non riescono a muovere una o diverse parti del corpo. 

Il video che aveva sconvolto il mondo (ed ora superato)
Il 21 marzo, Neuralink ha trasmesso in live streaming un video in cui Noland Arbaugh gioca a scacchi online, usando la mente e spostando il cursore su un computer senza utilizzare strumenti fisici. “Immagino semplicemente che il cursore si muova dove voglio, e l’azione viene eseguita”. 

@Neuralink

Neuralink

Per l’occasione, il paziente è rimasto online per diverse ore di fila, tornando a giocare dopo l’incidente subacqueo che lo aveva paralizzato otto anni fa. 

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Centoventi anni luce in uno scatto: Hubble fotografa l’ammasso globulare NGC1651

Centoventi anni luce in uno scatto: Hubble fotografa l’ammasso globulare NGC1651

Distante 162.000 anni luce dalla Terra, l’ammasso globulare (insieme sferoidale di stelle che orbita intorno al centro di una galassia) NGC 1651 fa parte della Grande Nube di Magellano, una “galassia nana” satellite della nostra Via Lattea.

Una caratteristica degna di nota di questo scatto, spiega la Nasa, è che l’ammasso NGC 1651, dal diametro di circa 120 anni luce, riempie quasi completamente l’immagine.

In altre foto di Hubble si vedono intere galassie, dal diametro di centinaia di milioni di anni luce, riempire lo stesso frame. 

Pensiero comune è che i grandi telescopi osservino oggetti di dimensioni molto diverse ingrandendoli, come si farebbe con l’obiettivo di una fotocamera qui sulla Terra. Ma, diversamente dai piccoli telescopi che possono effettuare ingrandimenti, i grandi telescopi hanno un “campo visivo” fisso.

Il motivo per cui Hubble può osservare oggetti di dimensioni così diverse è duplice: da una parte c’è la distanza dell’oggetto, che determina quanto grande apparirà dalla Terra. Quindi immense galassie lontane possono apparirci di dimensioni simili a un’oggetto relativamente piccolo, come NGC 1651, che però è più vicino. Dall’altra c’è la possibilità di comporre via software un mosaico di foto, per creare un’unica immagine di oggetti che sarebbero troppo grandi per il campo visivo di Hubble.

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