Il ritorno sulla Luna parte con un programma coraggioso e innovativo, la costruzione di una stazione attorno al nostro satellite, il modulo abitativo “Halo”.
Si tratta, come spiega Annamaria Piras, Halo Program Manager Thales Alenia Space, di una stazione autonoma, abitabile, dove naturalmente sarà possibile eseguire esperimenti sulle radiazioni, sulla lunga permanenza, ma soprattutto un punto di partenza per arrivare periodicamente alla Luna. Si parte nel 2027.
I ricercatori di Hong Kong hanno costruito un piccolo drone che può sfrecciare nell’aria a velocità superiori a 44 miglia orarie (70 km/h), tracciando il suo percorso, letteralmente, al volo. Il SUPER MAV (o Safety-Assured High-Speed Aerial Robot Micro Air Vehicle) può manovrare abilmente attraverso paesaggi intricati e inesplorati come i boschi, schivando gli ostacoli mentre vola.
Il cuore della tecnologia di SUPER risiede nel suo sensore LiDAR tridimensionale leggero, un dispositivo che utilizza la luce sotto forma di laser pulsato per misurare le distanze. Questo sensore consente a SUPER di rilevare ostacoli da una distanza considerevole, una caratteristica fondamentale per la navigazione in spazi disordinati o non familiari.
La ricerca è stata descritta di recente sulla rivista Science Robotics.
Da settimane è alta l’attenzione in tutto il mondo per un asteroide scoperto a dicembre e forse diretto verso la Terra nel 2032. Nuove osservazioni hanno permesso alle agenzie spaziali di calcolare con più precisione la sua orbita: secondo le ultime stime, quasi sicuramente non colpirà il nostro pianeta.
Dopo l’addio al fact checking, visto come un allineamento al governo Trump, Meta annuncia l’avvio del programma Community Notes per Facebook, Instagram e Threads negli Stati Uniti. Come accade su X, gli utenti potranno segnalare i post potenzialmente fuorvianti, con note e chiarificazioni sui punti secondo loro errati. Il sistema entrerà in piena funzione nei prossimi mesi negli Usa, mentre non è ancora chiaro se e quando verrà introdotto in altri Paesi, come nell’Unione europea.
“Le Note della comunità saranno scritte e valutate dai collaboratori, non da Meta. Ci sarà un limite di 500 caratteri e ogni nota dovrà includere un link” scrive l’azienda in un post sul blog ufficiale. Le iscrizioni alle note della comunità sono aperte per gli utenti dei social attivi da almeno sei mesi. Meta selezionerà i partecipanti, che verranno informati con una notifica sui social. Per garantire l’imparzialità delle segnalazioni, solo quando una nota riceve un certo numero di consensi da parte del resto della comunità, sarà resa pubblica a tutti. “Le note non verranno aggiunte al contenuto quando non c’è accordo o quando le persone affermano che non sia utile” precisa Meta.
Nelle ultime ore, il proprietario di X, Elon Musk, ha diffuso un post con cui afferma di voler cambiare il sistema di ‘community notes’ esistente. “Stiamo lavorando per correggerlo” sostiene “sfortunatamente è un crescendo di manipolazione da parte di governi e media”.
La comunità scientifica internazionale si sta mobilitando, con dichiarazioni ufficiali e articoli sulle riviste più autorevoli, per gli “attacchi del presidente Usa Donald Trump alla saluta americana e globale”. Queste parole sono state usate da The Lancet nell’ultimo numero, arrivate dopo quelle, altrettanto allarmate, pubblicate sulle riviste Nature e Science. Arriva ora anche la preoccupazione dell’Accademia Nazionale dei Lincei, che in Italia raccoglie alcuni degli scienziati più illustri ed è una delle istituzioni scientifiche più antiche d’Europa, una preoccupazione che investe i presupposti del lavoro di una comunità che non può che essere globale, per essere efficace: “Noi, nella comunità scientifica internazionale, riconosciamo il valore di diversi background scientifici ed esperienze di vita nella nostra forza lavoro e l’importanza della collaborazione all’interno e oltre i confini nazionali. Un obiettivo di questa collaborazione è accelerare la diffusione dei progressi scientifici alla popolazione globale, resa possibile da organizzazioni progettate a questo scopo”, scrivono gli accademici.
Il pericolo è una deriva anti-scientifica che potrebbe avere gravi ripercussioni sulla salute dell’umanità intera e sul futuro del Pianeta: “Pertanto, esprimiamo preoccupazione per il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici – dettagliano gli scienziati – l’effettiva chiusura dell’USAID, la nomina di uno scettico sui vaccini a capo del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti, il tentativo di congelamento e la proposta di limitazione dei finanziamenti della scienza statunitense da parte della National Science Foundation e dei National Institutes of Health e il soffocamento delle iniziative a sostegno della diversità, dell’equità e dell’inclusione nella forza lavoro scientifica. Più di una dozzina di attività di consulenza, convocazione e altre attività della National Academy of Sciences degli Stati Uniti sono state sospese o hanno ricevuto ordini di sospensione dei lavori”.
Per chiarire al mondo cosa il nuovo corso dell’amministrazione Usa pensi dei cambiamenti climatici basta cliccare sul link dedicato sul sito della Casa Bianca (o dare un’occhiata all’immagine qui sotto).
La pagina sui cambiamenti climatici sul sito della Casa Bianca (Casa Bianca)
L’Accademia ricorda che “la ricerca biomedica statunitense ha guidato il mondo con innovazioni terapeutiche, più recentemente illustrate dall’utilità dei vaccini a RNA nella pandemia di COVID-19 e ha salvato innumerevoli vite con la diffusione di trattamenti per l’HIV nei paesi a basso reddito. Esprimiamo solidarietà agli scienziati che lavorano negli Stati Uniti. Esortiamo l’amministrazione Trump a ripristinare i finanziamenti e la stabilità per questa preziosa e complessa impresa e a ristabilire l’impegno con la comunità globale”.
Futuro24: Antartide, la rompighiaccio Laura Bassi nel Mare di Ross
La nave dell’OGS è impegnata nella spedizione scientifica del PNRA. Abbiamo intervistato l’equipaggio. In questa puntata anche la scomparsa della neve, licheni antismog e l’etica nella ricerca
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