“Da 60 anni l’Italia e la Difesa sono protagoniste al livello mondiale nello Spazio – il cosiddetto Quinto Dominio – con capacità, inventiva e visione” ha ricordato la sottosegretaria alla Difesa, la senatrice Isabella Rauti, in occasione delle celebrazioni della quarta Giornata nazionale dello Spazio, istituita dalla presidenza del Consiglio dei ministri nel 2021, per ricordare il lancio del primo satellite italiano.
Il ritorno al volo dopo quasi due anni del razzo Vega-C chiude la crisi europea dei lanciatori spaziali. Facciamo il punto visitando lo spazioporto di Kourou in Guyana Francese
Antartide, avaria per la rompighiaccio italiana Laura Bassi
Guasto a un motore un giorno dopo la partenza dalla Nuova Zelanda. La nave impegnata nella spedizione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide ha dovuto invertire la rotta
Due astronauti cinesi della missione Shenzhou-19 hanno stabilito un nuovo record per la più lunga attività extraveicolare nello spazio.
Cai Xuzhe e Song Lingdong hanno completato una ‘spacewalk’ di 9 ore e 6 minuti all’esterno della stazione orbitante cinese Tiangong battendo il precedente record di 8 ore e 56 minuti, stabilito nel marzo 2001 dagli astronauti americani James Voss e Susan Helms sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Ad aiutare gli astronauti le tute “Feitian” di seconda generazione, in grado di sostenere più a lungo la permanenza all’esterno, riferisce l’Agenzia spaziale cinese (CMSA).
Durante l’attività extraveicolare, Cai Xuzhe e Song Lingdong, con l’aiuto di un braccio robotico, hanno installato alcuni dispositivi di protezione dai detriti spaziali e ispezionato le strutture esterne.
Le operazioni sono state effettuate con l’assistenza dall’astronauta Wang Haoze dall’interno della stazione e il supporto del centro di controllo sulla Terra.
La missione Shenzhou-19 è partita il 30 ottobre con tre astronauti a bordo – tra cui la terza donna astronauta cinese e la prima donna ingegnere ad andare nello spazio.
I tre rimarranno sulla Tiangong per la durata prevista della missione che è di sei mesi.
Questa settimana partiamo dai risultati dei Game Awards 2024, gli Oscar del videogiochi. A stravincere è stato Astrobot, piccolo capolavoro di casa Playstation che con i suoi riferimenti alla vecchia scuola di Super Mario ha unito passato e futuro, sorpassando titoli dai budget ben più consistenti. Non solo statuette però: durante la kermesse ci sono stati annunci e trailer, purtroppo ancora una volta causa di polemiche stantie sulle protagonisti femminili di alcuni titoli. Ne parliamo con Fabrizia Malgieri, ricercatrice alla IULM di Milano e giornalista, presente all’evento in quanto giurata. Con Lorenzo Fantoni facciamo invece un tuffo nel passato, con la riedizione dello ZX Spectrum, macchina casalinga che consentiva di divertirsi ma anche di imparare, grazie alla programmazione in Basic. In chiusura, con Mattia Pianezzi, le immagini evocative di Monument Valley 3, puzzle game “escheriano” arrivano al terzo capitolo.
Altri Mondi è la rubrica a cura di Dario Marchetti che ogni settimana su RaiNews24, rainews.it e RaiPlay esplora il multiverso videoludico (e non solo).
Il telescopio spaziale James Webb ci regala un’altra immagine stupefacente che racchiude al suo interno una nuova intrigante scoperta: una giovane galassia risalente agli albori dell’Universo e che gli astronomi hanno chiamato Firefly Sparkle perché i suoi scintillanti ammassi di stelle assomigliano a insetti bioluminescenti.
L’importanza di Firefly Sparkle, scrivono i ricercatori in uno studio pubblicato su Nature il 12 dicembre, sta nel fatto che ha una massa simile a quella che avrebbe potuto avere la nostra Via Lattea nel momento in cui si stava formando.
Il telescopio Webb di NASA/ESA/CSA ha individuato e “pesato” la galassia che risale a quando l’universo aveva intorno al 5% della sua età attuale, circa 600 milioni di anni dopo il Big Bang.
Firefly Sparkle ha una massa pari a circa 10 milioni di stelle delle dimensioni del nostro Sole e ha come vicine altre due galassie relativamente piccole, soprannominate Firefly-Best Friend e Firefly-New Best Friend.
Le altre galassie che Webb ha individuato in questo periodo così precoce della storia dell’Universo sono decisamente più “grosse”. Firefly Sparkle brilla di 10 ammassi stellari, ognuno dei quali è stato esaminato dai ricercatori in modo molto dettagliato.
“Non pensavo che sarebbe stato possibile osservare una galassia che esisteva così presto nell’Universo in così tante componenti distinte”, ha detto Lamiya Mowla del Wellesley College in Massachusetts, una delle firme dello studio, “All’interno di questa minuscola galassia stanno accadendo tantissime cose, tra cui molte fasi diverse di formazione stellare”.
“Adoro questa galassia scintillante con le sue luci natalizie che brillano quando l’Universo aveva appena 600 milioni di anni”, ha dichiarato a BBC l’astronoma Catherine Heymans.
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