LignoSat, il primo satellite al mondo costruito in legno, è partito con successo dal Kennedy Space Center lo scorso 4 novembre. Lo scopo del progetto è testare l’utilizzo del legno come materiale sostenibile per l’esplorazione di Marte e Luna.
Il satellite, costruito dall’università di Kyoto in collaborazione con l’azienda Sumitomo Forestry, arriverà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e da lì sarà rilasciato in orbita a 400 chilometri di distanza dalla Terra.
Piccolo quanto il palmo di una mano, LignoSat prende il nome dalla traduzione in latino della parola legno. Resterà in orbita 6 mesi, durante i quali i suoi strumenti elettronici misureranno la risposta del legno a un ambiente estremo come quello spaziale, con temperature che oscillano tra i 100°C sottozero e i 100C° sopra lo zero ogni 45 minuti, mentre il satellite orbita tra l’oscurità e la luce.
Utilizzando i dati del James Webb Space Telescope della NASA e del Chandra X-ray Observatory, un team di astronomi del NOIRLab della National Science Foundation statunitense ha scoperto un buco nero supermassiccio al centro di una galassia appena 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang, che sta consumando materia a un ritmo fenomenale – oltre 40 volte il limite massimo teorico.
La “voracità” di questo buco nero potrebbe aiutare gli scienziati a spiegare come i buchi neri supermassicci si siano sviluppati così rapidamente agli albori dell’universo.
I buchi neri sono oggetti estremamente densi con una gravità tale che nemmeno la luce può sfuggire all’immensa forza di attrazione. La loro massa cresce risucchiando materiali come gas, polvere e stelle che si trovano nelle vicinanze.
“L’esistenza di buchi neri supermassicci nell’universo primordiale sfida i nostri attuali modelli di formazione e crescita dei buchi neri”, ha dichiarato Hyewon Suh dell’Osservatorio Internazionale Gemini alle Hawaii e del NOIRLab della National Science Foundation statunitense, prima firma dello studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy.
Del team di ricerca fanno parte anche Federica Loiacono, Giorgio Lanzuisi, Stefano Marchesi e Roberto Decarli dell’Istituto nazionale di astrofisica e Emanuele Farina, dell’International Gemini Observatory/NSF NOIRLab.
Le nuove osservazioni di Webb riguardano un buco nero supermassiccio, chiamato LID-568, che esisteva quando il cosmo aveva circa l’11% della sua età attuale – circa 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang che, 13,8 miliardi di anni fa, ha scoccato la prima scintilla dell’universo.
LID-568 ha una massa circa 10 milioni di volte superiore a quella del Sole, quindi 2-1/2 volte quella di Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio nel cuore della Via Lattea.
In base alle osservazioni effettuate grazie al telescopio spaziale Webb sembra che LID-568 “divori” materiale a una velocità estrema, più di 40 volte il massimo ipotizzato, chiamato limite di Eddington.
“Il limite di Eddington è una soglia teorica per la massima produzione di energia di un buco in fase di accrescimento. Questo limite teorico presuppone che la forza esterna della radiazione prodotta durante il processo di accrescimento bilanci la gravità del materiale infiltrato”, ha dichiarato l’astronoma e coautrice dello studio Julia Scharwächter dell’Osservatorio Gemini e del NOIRLab.
La particolare sensibilità all’infrarosso del telescopio Webb ha consentito di rilevare le deboli emissioni di un campione di galassie provenienti dalla survey COSMOS del Chandra X-ray Observatory.
“A causa della sua debolezza, l’individuazione di LID-568 sarebbe stata impossibile senza Webb. L’uso dello spettrografo a campo integrale è stato innovativo e necessario per ottenere la nostra osservazione ”, spiega l’astronomo Emanuele Farina, coautore dell’articolo.
Questa settimana partiamo dall’intervista a Charles Cecil, fondatore di Revolution Software e uno dei padri nobili del genere punta-e-clicca, in particolare di Broken Sword, tra le saghe più amate del genere e degli anni ’90. Con Lorenzo Fantoni esploriamo il mondo delle formiche con Empire of the Ants, una sorta di versione contemporanea di SimAnt, tra i titoli storici ideati da Will Wright, autore di Sim City e tanti altri. In chiusura, con Mattia Pianezzi, le folli ma geniali creazioni del game designer Lucas Pope.
Altri Mondi è la rubrica a cura di Dario Marchetti che ogni settimana su RaiNews24, rainews.it e RaiPlay esplora il multiverso videoludico (e non solo).
Dopo che 43 scimmie sono fuggite da un centro di ricerca in una piccola città della Carolina del Sud, giovedì (7 novembre) la polizia ha esortato i residenti a chiudere a chiave le loro case ed evitare di avvicinarsi agli animali in qualsiasi circostanza.
In una dichiarazione pubblicata sulla sua pagina Facebook, il dipartimento di polizia di Yemassee, Carolina del Sud, ha affermato che le giovani femmine di macaco rhesus sono fuggite mercoledì. La polizia della città di circa 2.000 abitanti stava aiutando i dipendenti del centro di ricerca, Alpha Genesis, a cercare le fuggitive.
La polizia non ha detto come le scimmie sono fuggite. Alpha Genesis non ha risposto a un’e-mail di Reuters né ha richiamato.
La polizia ha affermato di essere stata informata da Alpha Genesis che le scimmie non sono mai state utilizzate per i test e sono troppo giovani per essere portatrici di malattie.
Quarantatré scimmie sono fuggite da un complesso utilizzato per la ricerca medica nella Carolina del Sud. Il capo della polizia locale, Gregory Alexander, ha detto che non ci sono pericoli per la popolazione. I primati, dei macachi rhesus, sono scappati mercoledì quando un dipendente non ha chiuso completamente un recinto. “Non sono infette da alcuna malattia, sono innocue e un po’ timide”, ha spiegato Alexander invitando le persone a chiudere finestre e porte qualora ne vedessero una e chiamare il 911. Le operazioni di recupero delle scimmie da parte del personale specializzato sono in corso.
“Di solito riescono a riportarle indietro con della frutta o un piccolo premio”, ha spiegato ancora.
Scimmietta salvata dagli incendi in Brasile (ebu)
Un gruppo di scimmie ( GUERCHOM NDEBO/AFP via Getty Images)
Il laboratorio ed il viaggio nel tempo con Brad Pitt e Bruce Willis La fuga, riporta alla memoria il film di fantascienza blockbuster degli anni’90 “L‘esercito delle 12 scimmie“, dove Bruce Willis e Brad Pitt, si “inseguivano” in uno scenario pre-apocalittico, tra viaggi nel tempo e contagi di massa. Nella pellicola, i primati venivano appunto liberati da un laboratorio proprio da Pitt.
Brad Pitt (gettyimages)
Secondo quanto emerso, quello che si sà è che la “Alpha Genesis”, che fornisce primati per la ricerca in tutto il mondo, avrebbe “perso” le scimmie dal suo complesso a circa 80 chilometri a nord-est di Savannah (Georgia).
Laboratorio (Getty)
Laboratorio di ricerca (Getty)
Il precedente: la multa per la fuga avvenuta nel 2018 Nel 2018, i funzionari federali hanno multato Alpha Genesis di 12.600 dollari dopo che decine di primati sono fuggiti e per il modo in cui le scimmie erano custodite nella struttura. I funzionari hanno affermato che 26 primati sono fuggiti dal centro di Yemassee nel 2014 e altri 19 nel 2016.
Anne Dreijer-Heemskerk, un membro del team del dipartimento dei casi irrisolti della polizia di Amsterdam, ha detto che l’ologramma è stato creato nella “speranza che le persone si ricordino di nuovo del caso quando lo vedranno”. E ha spiegato che gli sforzi della polizia per trovare un colpevole non ebbero successo perché poche persone furono disposte a collaborare con la polizia. “Ci sono sicuramente diverse persone che sanno chi ha commesso quel crimine”, ha aggiunto.
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