Blue Origin, l’azienda del fondatore di Amazon Jeff Bezos, ha annullato il lancio di debutto del suo nuovo enorme razzo a causa di problemi tecnici. Il razzo New Glenn, alto 98 metri, sarebbe dovuto partire prima dell’alba di oggi, ora locale, con un prototipo di satellite dalla stazione spaziale di Cape Canaveral, in Florida. Ma i controllori al lancio hanno dovuto affrontare un problema non specificato del razzo negli ultimi minuti del conto alla rovescia e hanno esaurito il tempo a disposizione. Una volta fermato il conto alla rovescia, hanno immediatamente iniziato a scaricare tutto il carburante dal razzo. Blue Origin non ha fissato per ora una nuova data di lancio, affermando che il team aveva bisogno di più tempo per risolvere il problema.
Il volo di prova era già stato ritardato dal mare mosso che aveva messo a rischio il piano dell’azienda di far atterrare il booster del primo stadio su una piattaforma galleggiante nell’Atlantico. Il New Glenn prende il nome dal primo americano ad aver orbitato intorno alla Terra, John Glenn. È cinque volte più alto del razzo New Shepard di Blue Origin, che trasporta clienti paganti dal Texa ai confini dello spazio. Bezos ha fondato l’azienda 25 anni fa. Ha partecipato al conto alla rovescia di oggi dal Controllo Missione, situato nella fabbrica di razzi appena fuori dai cancelli del Kennedy Space Center della Nasa, a circa 80 chilometri a est di Orlando, in Florida.
Superata per la prima volta a livello globale la soglia prevista dall’Accordo di Parigi sul clima. Facciamo il punto sulle conseguenze dei cambiamenti climatici. In questa puntata anche il laboratorio di Plateau Rosa e dei nuovi telescopi al Polo Sud
A Las Vegas ha chiuso le porte l’edizione 2025 del Ces (Consumer electronics show) che anche quest’anno si è confermato l’evento dedicato alla tecnologia di consumo più rilevante al mondo. Il bilancio finale registra 141.000 partecipanti, di cui il 40% internazionali provenienti da oltre 150 paesi, regioni e territori, 6.000 fra rappresentanti dei media, content creator e analisti, 4.500 espositori, con otre il 60% delle aziende Fortune 500, 1.400 startup, fra cui una importante presenza italiana.
In scena innovazioni e le tendenze tecnologiche del futuro che hanno l’ambizione di affrontare le sfide globali e di plasmare il modo in cui vivremo, ci cureremo, viaggeremo e consumeremo contenuti in futuro.
“Il Ces è il luogo in cui l’innovazione prende vita”, ha dichiarato Gary Shapiro, ceo e vicepresidente della Consumer Technology Association (CTA), proprietaria e organizzatrice del Ces. “Dalle più grandi aziende alle startup all’avanguardia, l’intero ecosistema tecnologico è presente alla fiera. Il CES è il palcoscenico per i lanci di prodotti rivoluzionari, per le collaborazioni trasformative e per i momenti d’affari che definiscono il futuro della tecnologia”.
“Dalle innovazioni rivoluzionarie che migliorano la vita alle idee trasformative che ridefiniscono le industrie, il Ces è una celebrazione dell’arte del possibile, che mostra come la tecnologia arricchisca il nostro mondo e ispiri un futuro più luminoso per tutti”, ha sottolineato Kinsey Fabrizio, presidente Cta. “L’evoluzione del Ces ha avuto un’impennata nella fiera di quest’anno, dove la creatività, la connettività e l’innovazione vengono ispirate con keynote visionari, sessioni di conferenze stimolanti e mostre sbalorditive”. “Il Ces riafferma il suo status di maggiore evento commerciale annuale sottoposto a revisione”, ha aggiunto Fabrizio, spiegando che la fiera aderisce ai rigorosi standard di revisione stabiliti dall’Ufi, l’associazione globale dell’industria fieristica. “Non vediamo l’ora di rilasciare la conferma in primavera, perché al Cta crediamo che l’audit non sia solo una cosa piacevole, ma il gold standard per gli eventi aziendali globali”.
Appuntamento all’anno prossimo, le date sono già state annunciate: dal 6 al 10 gennaio 2026 l’innovazione da tutto il mondo è pronta per ritrovarsi sul palcoscenico di Las Vegas.
Mike Johns è salito a bordo di una vettura senza conducente Waymo per andare all’aeroporto di Scottsdale, in Arizona, ma l’auto ha iniziato a girare in tondo in un parcheggio.
L’uomo ha filmato il momento in cui è rimasto intrappolato nel veicolo fuori controllo mentre dialogava con l’assistenza: “Mi sembra di essere in un film”. Il fatto è accaduto a dicembre.
La quarta campagna antartica del progetto Beyond EPICA – Oldest Ice, finanziato dalla Commissione Europea, ha raggiunto un risultato storico per le scienze del clima. Un team internazionale di scienziate e scienziati è riuscito nell’impresa di estrarre carote di ghiaccio fino alla profondità di 2.800 metri, toccando la roccia sottostante la calotta antartica.
Questi campioni di ghiaccio potrebbero rivelare, per la prima volta, dettagli fondamentali sulla storia del clima e dell’atmosfera terrestre, estendendo questa conoscenza oltre la soglia degli 800.000 anni e fornendo una registrazione continua del nostro clima tornando indietro nel tempo fino a 1,2 milioni di anni fa e probabilmente oltre.
Coordinato dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp), il progetto punta a risolvere uno dei misteri più complessi delle scienze del clima.
Già si parlava da tempo di usare i satelliti Starlink di Elon Musk per dotare l’Italia di un Internet superveloce a Internet su tutto il territorio nazionale. Ma adesso si prospetta un passo in più, molto impegnativo: l’Italia sarebbe pronta a firmare un contratto da 1 miliardo e mezzo con Musk perché la sua compagnia spaziale, la Space X, fornisca telecomunicazioni sicure all’Italia.
Lo ha scritto l’agenzia di notizie finanziarie Bloomberg, che ha diffuso la notizia mentre il presidente del consiglio Meloni era diretta a Mar a Lago per Donald Trump. “Un contratto che se fosse firmato impegnerebbe Musk a fornire – così scrive l’agenzia – una gamma completa di crittografia di alto livello per i servizi telefonici e Internet utilizzati dal governo”.
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