C’è acqua sulla Luna? Un satellite lanciato dalla Nasa ce lo dirà

C’è acqua sulla Luna? Un satellite lanciato dalla Nasa ce lo dirà

Intuitive Machines ha lanciato dalla Florida la sua seconda missione di allunaggio, trasportando sul suo modulo Athena strumenti scientifici dell’agenzia spaziale statunitense NASA e altri carichi utili di aziende private. Il decollo della missione IM-2, a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9, è avvenuto alle 19.20 EST (00:20 GMT di giovedì) dal Kennedy Space Center. 

Il piano prevede di far atterrare il modulo Athena a Mons Mouton, nella regione polare meridionale della Luna, il 6 marzo. In caso di successo, sarebbe la seconda volta che un veicolo spaziale dell’azienda di Houston, Texas, atterra sulla Luna, dopo Odysseus, che ha ottenuto un atterraggio morbido il 22 febbraio 2024.

Athena sarà operativo per la durata di un giorno lunare (circa due settimane terrestri). Durante la sua permanenza, il lander tenterà anche di riprendere la Terra che eclissa il Sole.

La NASA ha spiegato in una conferenza stampa che la missione cercherà acqua e altre sostanze volatili che potrebbero essere disponibili sulla superficie lunare. Secondo la NASA, questa missione è una parte fondamentale del programma Artemis e del programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS), che mira a preparare le future missioni umane sulla Luna e su Marte.

Una delle tappe più importanti di IM-2 sarà la dimostrazione dell’estrazione e dell’utilizzo di risorse in situ sulla Luna. La missione dispiegherà un trapano e uno spettrometro di massa per analizzare l’eventuale presenza di gas e volatili nel suolo lunare nella regione di Mons Mouton, un altopiano al Polo Sud della Luna. Inoltre, sarà installato un riflettore laser passivo che servirà come punto di riferimento permanente per le missioni future. Altre tecnologie a bordo del modulo includeranno un sistema di comunicazione di superficie e un drone alimentato in grado di spostarsi sul terreno lunare con piccoli salti.   Insieme alla missione IM-2, la NASA lancerà anche una sonda che entrerà in orbita lunare per mappare la distribuzione dell’acqua sulla superficie del satellite e analizzarne le diverse forme.

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Le alternative europee a Starlink

Le alternative europee a Starlink

I satelliti del progetto europeo Iris 2 e la costellazione italiana allo studio sono al momento le uniche alternative ai satelliti Starlink della SpaceX utili ai fini della difesa, ma entrambe richiedono tempi lunghi. Inizialmente prevista nel 2027, Iris 2 è attesa non prima del 2030 e il progetto di fattibilità della costellazione italiana era stato annunciato per l’estate. Fra le alternative private ci sono invece la britannica Oneweb acquistata dalla francese Eutelsat, la lussemburghese Ses. 

Iris 2

Proposta dalla commissione europea nel 2022 con un investimento stimato in circa 2,4 miliardi di euro, Iris 2 (infrastructure for resilience, interconnectivity and security by satellite) è la costellazione nata per garantire all’Europa una sua rete di satellitari per le connessioni internet pensata per garantire connessioni sicure ai governi, in particolare per la difesa e per la gestione delle emergenze e, anche se in modo ridotto rispetto alle reti puramente commerciali, per offrire servizi per aziende e privati. 

Finanziata dal pubblico, con Unione Europea e Agenzia Spaziale Europea, e dal consorzio Spacerise, che riunisce un gruppo di aziende europee, la costellazione prevede che i satelliti siano posizionati sia nell’orbita bassa sia in quella media e interconnessi fra loro, in modo da consentire connessioni efficienti con un numero di satelliti decisamente inferiore rispetto a quello della costellazione Starlink. 

La costellazione italiana

Un’altra possibile alternativa è la costellazione italiana, il cui studio di fattibilità è stato affidato in gennaio all’Agenzia Spaziale Italiana dal comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio (Comint). Si sta lavorando quindi a una costellazione nazionale per servizi di connettività a banda larga per l’orbita bassa. Lo studio di fattibilità dovrebbe essere pronto per l’estate. 

Oneweb

Oneweb è la costellazione di satelliti per le comunicazioni nata in Gran Bretagna e acquistata dalla francese Eutelsat con l’obiettivo di dare vita a un importante concorrente europeo della Starlink. Al momento i numeri dei due progetti sono molto distanti, considerando che Oneweb ha circa 650 satelliti operativi nell’orbita bassa, contro i circa 8.000 della SpaceX. 

Ses

Non ha numeri confrontabili a quelli degli Starlink nemmeno la lussemburghese Ses, il cui obiettivo è specializzarsi in servizi per governi e aziende. C’è anche la britannica Avanti Communications, specializzata nelle comunicazioni finanziarie e molto attiva nei paesi africani. 

Fuori dall’Europa, la Cina punta sulla costellazione Gianfan da oltre 15.000 satelliti, i primi dei quali sono già attivi nell’orbita bassa. 

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Usa, Trump annuncia investimento Tmsc da 100 miliardi in impianti chip

Usa, Trump annuncia investimento Tmsc da 100 miliardi in impianti chip

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che il produttore mondiale di chip, Taiwan semiconductor manufacturing Company (Tsmc), investirà 100 miliardi di dollari nella costruzione di impianti di produzione “principalmente in Arizona”.
“Taiwan Semiconductor annuncia che investirà almeno 100 miliardi di dollari in nuovo capitale negli Stati Uniti nel  prossimo periodo di tempo per costruire impianti di produzione di semiconduttori all’avanguardia. Penso che saranno principalmente in Arizona”, ha detto Trump nel discorso tenuto alla Casa Bianca al fianco dell’amministratore delegato di Tsmc, C.C. Wei, del segretario al Commercio, Howard Lutnick, e del responsabile della Casa Bianca per l’intelligenza artificiale e le criptovalute, David Sacks.

Trump ha spiegato che l’investimento contribuirà a costruire cinque stabilimenti per la produzione di chip in Arizona, creando “migliaia” di posti di lavoro. “Questa è una straordinaria iniziativa da parte dell’azienda più potente al mondo. È una questione di sicurezza economica ed è anche una questione di sicurezza nazionale per noi”, ha rimarcato il presidente Usa.
L’annuncio odierno porta gli investimenti di Tsmc negli Stati Uniti a circa 165 miliardi di dollari.

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John McFall ottiene il via libera per lo Spazio: sarà il primo astronauta europeo disabile

John McFall ottiene il via libera per lo Spazio: sarà il primo astronauta europeo disabile

Sarà il primo astronauta europeo disabile. L’inglese John McFall, che indossa una protesi per la gamba destra dopo averla persa a 19 anni in seguito a un incidente in moto, fa parte della nuova classe di 12 astronauti selezionati dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2022, che comprende anche gli italiani Anthea Comellini e Andrea Patassa.

Da allora ha preso parte a un lungo studio di fattibilità per identificare gli eventuali problemi che avrebbero potuto ostacolare le sue attività nello spazio: adesso, un comitato medico internazionale ha ufficialmente certificato che l’astronauta britannico potrà partecipare a missioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

“John è oggi certificato come astronauta in grado di volare in una missione di lunga durata sulla Iss, e penso che questo sia un incredibile passo avanti nella nostra intenzione di ampliare l’accesso della società allo spazio”, ha detto Daniel Neuenschwander, direttore dell’esplorazione umana e robotica dell’Esa subito dopo l’annuncio. “In tutta onestà, mi aspettavo qualche ostacolo e sono davvero felice di vedere che ce l’abbiamo fatta. Ora è un astronauta come tutti gli altri – aggiunge Neuenschwander – in attesa che gli venga assegnata una missione”.

L’astronauta britannico John McFall in una foto d’archivio (Esa)

John McFall è attualmente un medico specialista in traumatologia e ortopedia e un atleta professionista: ha rappresentato il suo Paese alle Paralimpiadi come velocista, vincendo una medaglia di bronzo nei 100 metri ai Giochi del 2008 e diverse medaglie tra Mondiali ed Europei.

“Mi sento estremamente orgoglioso”, ha detto in merito alla sua abilitazione tra le riserve degli astronauti Esa. Una di queste, lo svedese Marcus Wandt, ha partecipato alla missione privata Axiom-3 del gennaio 2024, che ha visto come pilota il colonnello dell’Aeronautica Militare italiano Walter Villadei, e un’altra, il polacco Slawosz Uznanski-Wisniewski, potrebbe andare sulla Stazione Spaziale grazie alla missione Ax-4, il cui lancio è previsto non prima della primavera 2025.

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