SpaceX diffonde un video con lo spettacolare decollo e lancio dei satelliti nello spazio.
Secondo l’azienda, questo è il 16° volo del booster del primo stadio a supporto della missione. Il primo stadio avrebbe dovuto atterrare sul drone spaziale “Of Course I Still Love You” di stanza nell’Oceano Pacifico.
In Sudafrica uno dei più grandi progetti internazionali nel campo dell’astronomia sta facendo crescere anche l’astroturismo e dà lavoro alla popolazione del posto. Merito anche di un cielo stellato con pochi eguali al mondo. Andrea Bettini ha partecipato a un’uscita serale con le guide locali.
Immagini Roberto Grifoni Foto Steve Kelly Astronomy Now e Cassandra Cavallaro SKAO
Le straordinarie immagini satellitari di Planet Labs documentano in sequenza ciò che è accaduto a Guangfu, nella contea di Hualien, prima e dopo il passaggio del super tifone Ragasa. Le riprese mostrano come, tra aprile e agosto, si sia formato un lago di sbarramento a causa di frane e detriti che avevano ostruito un corso d’acqua.
L’invaso è cresciuto fino a quando, il 24 settembre, la furia del ciclone ne ha provocato il crollo, liberando una massa di acqua e fango che ha travolto la valle, distrutto un ponte e causato almeno 14 vittime.
Il confronto tra le immagini satellitari, da aprile fino al giorno successivo alla tragedia, offre una testimonianza visiva rara dell’intero processo climatico e geologico che ha portato all’alluvione.
Dalla scienza dei neutrini a quella dei Pink Floyd o dei delitti cosmici della Signora in giallo: torna e festeggia i suoi 20 anni la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.
Centinaia di eventi in 80 città
E’ l’evento ideato per avvicinare i giovani al mondo della ricerca e che quest’anno prevede in Italia centinaia di eventi in 80 città, un numero record in Europa, da Reggio Calabria a Trieste passando anche dai piccoli centri.
“La Notte Europa dei Ricercatori non è uno spot, ma l’occasione per rendere visibili, trasparenti e accessibili le ragioni che muovono il progresso”, osserva il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Diffusa in oltre 25 Paesi europei, la Notte Europea dei Ricercatori è pensata per avvicinare il grande pubblico al mondo scientifico. La manifestazione è sostenuta dalla Commissione Europea dal 2005.
“Volevamo creare un evento che mostrasse il nostro lavoro e aprire i nostri laboratori di Frascati al pubblico, di notte, nacque così l’idea di quella che divenne la prima Notte Europea dei Ricercatori”, ha detto Giovanni Mazzitelli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e uno dei cofondatori di Frascati Scienza. Era il 2006 e a partecipare a quel primo evento furono circa 4 mila persone, impegnate in laboratori didattici e visite ai laboratori. Da allora i numeri sono cresciuti in modo enorme e oggi la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori coinvolge ogni anno in Italia qualche centinaio di migliaia di visitatori in centinaia di eventi in quasi tutte le regioni italiana. L’appuntamento negli anni ha rinnovato profondamente sia il modo di raccontare la scienza, sia il rapporto tra ricercatori e cittadini, tanto da aver ricevuto più volte una medaglia speciale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Laboratori didattici per ogni età, concerti, spettacoli o visite guidate all’interno dei laboratori che si articolano nei 9 progetti finanziati dalla Commissione Europea (Co.Science, Ern-ApuliaMed, Leaf, MedNight, Meet, Net, Sharper, Streets e SuperScienceMe) che a loro volta coinvolgono decine di centri di ricerca, università e associazioni. Si spazia dagli spettacoli come la Scienza dei Pink Floyd alla Città dell’Altra Economia di Roma, o L’astronoma in Giallo che nella piazza di Frascati invita il pubblico a risolvere alcuni delitti cosmici. A Milano ci sono anche gli incontri a tu per tu con i ricercatori, con veri e propri Speed date da 15 minuti per ascoltare le loro esperienze di ricerca.
Iniziative in tutta Italia sono organizzate anche dagli enti pubblici di ricerca. Fra queste, le osservazioni del cielo o le escape room con i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, la mostra a Napoli sul mondo dei quanti realizzata dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Università di Napoli Federico II, accanto alle attività per scoprire i segreti del nostro pianeta con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il fascino dell’esplorazione dello spazio con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia Spaziale Europea. Numerose anche le attività organizzate dai ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche in decine di città, da Bari a Torino. C’è un programma molto ricco di eventi anche per festeggiare i dieci anni della scoperta delle onde gravitazionali, con incontri pubblici, conferenze-spettacolo e installazioni immersive organizzati dall’Osservatorio Gravitazionale Europeo a Cascina (Pisa), Milano e Roma.
I giovani fisici italiani che hanno ideato la ricetta per la pasta cacio e pepe senza grumi sono tra i vincitori degli Ig Nobel 2025, i premi parodia dei Nobel che vengono assegnati ogni anno a studi scientifici stravaganti ‘che prima fanno ridere e poi fanno pensare’.
Durante la cerimonia alla Boston University, organizzata dalla rivista scientifica umoristica Annals of Improbable Research, sono stati premiati anche altri ricercatori italiani che hanno partecipato a studi internazionali su come l’alcol condiziona le capacità di volo dei pipistrelli e sulle pizze preferite dalle lucertole arcobaleno del Togo.
Tra i dieci Ig Nobel di questa 35esima edizione spiccano quello assegnato a un medico statunitense che ha monitorato per 35 anni la crescita dell’unghia del suo pollice, quello vinto da un gruppo di ricerca giapponese che ha dipinto le mucche a strisce come le zebre contro le punture degli insetti, e quello assegnato a un team indiano che ha studiato come le scarpe maleodoranti influenzano l’uso della scarpiera.
Strappano un sorriso anche i ricercatori statunitensi che hanno valutato come i neonati allattati al seno reagiscono al consumo materno di aglio, e lo studio di ricercatori tedeschi, olandesi e britannici che hanno dimostrato come bere alcol possa talvolta favorire la capacità di parlare lingue straniere.
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