Angola: operato alla prostata in telechirurgia, una prima assoluta in Africa

Angola: operato alla prostata in telechirurgia, una prima assoluta in Africa

Un malato di cancro è stato sottoposto con successo al primo intervento chirurgico robotico nel continente, eseguito a distanza da un medico che si trovava negli Stati Uniti, hanno annunciato gli ospedali coinvolti. La prostatectomia – l’asportazione parziale o totale della prostata – eseguita il 14 giugno è stata anche la prima al mondo eseguita a una distanza simile, hanno affermato le stesse fonti. L’operazione “è andata bene”, ha dichiarato Carlos Alberto Masseca, direttore del Complexo Hospitalar Cardeal Dom Alexandre do Nascimento (CHDC), l’ospedale di Luanda dove il paziente è stato operato. Tre giorni dopo l’intervento, il paziente, Fernando da Silva, 67 anni, è potuto tornare a casa. L’operazione è stata “eseguita con successo” da Vipul Patel, direttore medico del Global Robotics Institute, che fa parte dell’ospedale Advent Health Celebration, situato negli Stati Uniti, in Florida. L’intervento è stato eseguito a una distanza di quasi 11.000 km, rendendolo “la telechirurgia eseguita sulla distanza più lunga” al mondo, ha indicato l’ospedale Advent Health Celebration in un comunicato. Si sarebbe trattato del “primo intervento chirurgico teleassistito eseguito in Angola e nel continente africano”.  Il cancro alla prostata è la prima causa di morte per tumore negli uomini dell’Africa subsahariana, secondo l’Osservatorio mondiale sul cancro. In molti paesi del continente, tra cui l’Angola, mancano sufficienti risorse per la diagnosi precoce e la chirurgia specialistica. L’operazione eseguita è un “magnifico passo avanti, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche per promuovere l’equità sanitaria globale”, ha affermato il dottor Patel. “Segna una tappa fondamentale verso l’accesso a interventi chirurgici di alta qualità per le comunità isolate, rurali e svantaggiate. Si tratta di qualcosa di più di un’innovazione, è un balzo in avanti dal punto di vista umanitario”.

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Pint of Science 2025: la scienza torna nei pub, tra birre e grandi idee

Pint of Science 2025: la scienza torna nei pub, tra birre e grandi idee

Dal 19 al 21 maggio 2025 torna Pint of Science, il festival internazionale che porta la scienza nei pub. Nato nel 2012 da un’idea dei ricercatori Michael Motskin e Praveen Paul, l’evento è oggi presente in 27 Paesi, 400 città e conta più di 2000 relatori in tutto il mondo. In Italia, l’edizione 2025 segna un record: 26 città coinvolte, 80 pub e 234 speaker per festeggiare il decimo compleanno del festival nel nostro Paese.

Da Milano a Catania, passando per Napoli, Bologna, Roma e Trieste, ricercatrici e ricercatori parleranno in modo informale di temi scientifici attuali e affascinanti: dall’intelligenza artificiale alla medicina di precisione, dai vulcani alle onde gravitazionali, fino al quantum computing e alla sostenibilità ambientale. I talk saranno divisi in sei aree tematiche, che spaziano dalla fisica all’astronomia, dalle neuroscienze alla tecnologia, con interventi interattivi seguiti dalle domande del pubblico.

Ogni serata sarà un’occasione per ascoltare scienziati come Matteo Calvaresi (Università di Bologna), che parlerà di AI e farmaci del futuro, o Stefano Giagu (La Sapienza) che discuterà di ChatGPT a Roma. Tra gli ospiti anche Dante Cetrioli, recordman di apnea sotto i ghiacci, e Antonaldo Diaferio (Università di Torino e INFN), che guiderà il pubblico alla scoperta dell’universo.

Il festival è gratuito e organizzato da oltre 200 volontari. A sostenerlo, sponsor nazionali come INFN, INAF, NQSTI e il progetto MNESYS, oltre a numerosi partner locali. 

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SpaceX lancia altri 23 satelliti Starlink: il video del decollo da Cape Canaveral

SpaceX lancia altri 23 satelliti Starlink: il video del decollo da Cape Canaveral

Nuovo lancio da Cape Canaveral per il vettore spaziale Falcon 9 di SpaceX, che ha portato in orbita 23 nuovi satelliti della costellazione Starlink.

Tredici di questi sono equipaggiati con la tecnologia “Direct to Cell”, che consente a comuni telefoni cellulari LTE di connettersi direttamente ai satelliti senza necessità di hardware aggiuntivo o modifiche software, con l’obiettivo di fornire connettività mobile in aree remote o prive di copertura cellulare tradizionale.

Poco più di otto minuti dopo il decollo, il primo stadio del razzo è atterrato sulla piattaforma galleggiante SpaceX “Just Read the Instructions”, nell’Oceano Atlantico. È stato il 121° atterraggio avvenuto con successo su questa piattaforma e il 449° atterraggio di booster in totale.

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Le scimmie cappuccine “rapiscono” i piccoli di un’altra specie. Mistero per gli scienziati

Le scimmie cappuccine “rapiscono” i piccoli di un’altra specie. Mistero per gli scienziati

“Per quanto ne sappiamo, è una moda”, afferma Meg Crofoot, direttrice del Max Planck Institute of Animal Behavior. Il comportamento delle scimmie cappuccine sull’isola Jicarón, al largo di Panama, sconcerta gli scienziati.

Sull’isola vive una popolazione di primati selvatici, i cebi cappuccini, i cui maschi hanno iniziato a rapire cuccioli di scimmie urlatrici senza un motivo apparente.

A documentare questa singolare abitudine è uno studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, condotto dagli scienziati dell’Istituto Max Planck per il comportamento animale, dello Smithsonian Tropical Research Institute, dell’Universidad del Rosario e dell’Ithaca College.

Il team, guidato da Zoe Goldsborough, Brendan Barrett e Lisa Corewyn, ha osservato un curioso comportamento dei cebi cappuccini all’interno del Parco Nazionale di Coiba.

Questi animali, spiegano gli esperti, sono in grado di utilizzare utensili di pietra e sono monitorati dal 2017.

Nel 2022, il gruppo di ricerca ha osservato un individuo che portava sulla schiena un cucciolo di scimmia urlatrice. Dopo aver analizzato il materiale, sono emersi quattro casi di rapimenti, perpetrati principalmente dallo stesso esemplare, un maschio soprannominato Joker.

Sebbene esistano aneddoti di adozioni animali, nella maggior parte degli episodi noti si tratta di sequestri effettuati da femmine che, probabilmente, mettono alla prova la propria capacità di prendersi cura dei piccoli.

Nel corso di un anno di osservazioni, le telecamere hanno “incastrato” altri cinque cebi maschi che trasportavano undici diversi cuccioli di scimmia urlatrice per periodi di tempo differenti, che potevano arrivare fino a nove giorni.

Gli scienziati hanno quindi raccolto ulteriori prove da un sito web interattivo che documentava la diffusione di questo comportamento.

“Abbiamo ricostruito la storia affascinante di un individuo che ha diffuso un determinato comportamento, adottato da altri simili”, dice Barrett. Si tratta di un esempio di moda culturale. Sappiamo che, per gli stessi motivi, gli scimpanzé a volte ‘indossano’ fili d’erba come fossero accessori. È un sistema di propagazione di abitudini davvero bizzarro”.

Purtroppo, i filmati hanno mostrato che i cuccioli, che non avevano più di quattro settimane di vita, dopo essere stati rapiti, non sono sopravvissuti.

“I cebi non vogliono far del male ai cuccioli, ma non possono fornire loro il latte di cui hanno bisogno per sopravvivere. Il motivo per cui i cappuccini seguono questa abitudine è ancora un mistero. I maschi non mangiano i piccoli, non giocano con loro e non ricevono maggiori attenzioni se ne portano in grembo uno. Con i cuccioli in braccio, i cebi si comportavano normalmente, si muovevano e utilizzavano strumenti”.

Secondo lo studio, questa tradizione sociale o moda culturale senza una funzione precisa potrebbe “derivare dalla noia” noia in un ambiente privo di predatori.

Tale comportamento, però, potrebbe avere gravi ripercussioni sulla conservazione delle scimmie urlatrici del Parco nazionale di Coiba.

“Se la tradizione continuerà a diffondersi”, afferma Crofoot alla Reuters, “le conseguenze saranno probabilmente molto gravi per le scimmie urlatrici. Ma siamo ottimisti. Speriamo che, come molte mode, anche questa passi”.

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Il Nobel e padrino dell’AI: “Sviluppi meravigliosi ma reale pericolo che prenda il controllo”

Il Nobel e padrino dell’AI: “Sviluppi meravigliosi ma reale pericolo che prenda il controllo”

Il Premio Nobel e “padrino” dell’AI: “Sviluppi meravigliosi, ma il pericolo che prenda il controllo è reale”

Il Nobel per la Fisica 2024 Geoffrey Hinton, professore all’Università di Toronto e pioniere delle reti neurali artificiali, lancia l’allarme da GITEX Europe, il grande evento dedicato alla tecnologia in corso a Berlino: “Alcuni ricercatori pensano ancora che sia uno scenario da fantascienza, ma non è così”. Intervista di Andrea Bettini e Marco Aquili di RaiNews24.

 

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