Blue Origin, missione compiuta: per 11 minuti Lady Bezos e 5 vip portano il glamour nello spazio

Blue Origin, missione compiuta: per 11 minuti Lady Bezos e 5 vip portano il glamour nello spazio

Missione compiuta. La capsula con Katy Perry e le altre cinque donne dell’equipaggio tutto al femminile del volo di Blue Origin nello spazio  Ha toccato terra. 

La popstar statunitense Katy Perry e Lauren Sánchez, fidanzata del fondatore di Amazon Jeff Bezos, sono rientrate dopo un volo ai confini dello Spazio a bordo della navicella spaziale New Shepard della Blue Origin, la compagnia spaziale di proprietà di Bezos. 

Dopo aver fluttuato e gioito per una manciata di minuti nello spazio, sono rientrate a terra le sei donne dell’equipaggio tutto al femminile del volo suborbitale ns-31 della compagnia Blue Origin di Jeff Bezos. La navetta New Shepard eè atterrata come da programma nel deserto texano con i suoi tre paracaduti dispiegati. In corso le operazioni per l’apertura del portellone e l’uscita delle sei passeggere.

Un viaggio tutto al femminile quello di Perry e Sánchez. Con loro, altre donne provenienti da ambiti diversi – la conduttrice tv Gayle King, la produttrice cinematografica Kerianne Flynn, l’attivista per i diritti civili Amanda Nguyen e l’ingegnera aerospaziale Aisha Bowe – formano il primo equipaggio al femminile dai tempi della cosmonauta sovietica Valentina Tereshkova nel 1963 – che può esplorare la gravità per ispirare le nuove generazioni a ridefinire il ruolo delle donne nello Spazio. “Porteremo il glam nello spazio“, hanno detto le protagoniste dell’impresa.

La navicella è partita dal sito Texas alle 8:30 (ora locale). Il razzo, completamente automatizzato, è decollato verticalmente e la capsula si è staccata dal razzo vettore, prima di ricadere sulla Terra, frenata da paracadute e da un retropropulsore.

Il volo suborbitale ha la durata di poco più di 10 minuti e raggiunge un’altitudine di 100 chilometri, portando le sei passeggere appena sopra la linea di Kármán, un confine invisibile tra l’atmosfera terrestre e lo Spazio. L’equipaggio di Blue Origin ha la possibilità di sganciarsi brevemente e fluttuare in assenza di gravità prima di tornare nel deserto del Texas con un atterraggio assistito da paracadute.

 

Nello Spazio ma con stile. A disegnare le tute dell’equipaggio è stata Lady Bezos con l’aiuto degli stilisti Fernando Garcia e Laura Kim, i direttori creativi di Oscar de la Renta. La coppia ha realizzato per Sánchez l’abito che ha indossato dell’edizione 2024 del Met Gala. Un capo senza spalline, con un corpetto in velluto nero e una morbida scollatura a cuore. Sulla gonna applicazioni di specchi in frantumi che formano delle rose.

Prima di imbarcarsi sul razzo Blue Origin, Katy Perry ha postato un messaggio ai suoi 105 milioni di fan su X. “VI Amo”, ha scritto la cantante tutto in maiuscolo. Il decollo della navicella New Shepard, della società di Jeff Bezos, è previsto per le 15:30 in Italia. Il sestetto arriva ai confini dell’orbita, a un’altitudine di circa 100 chilometri, per un volo di una decina di minuti. 
 

Lancio Blue Origin (AFP)

La navicella spaziale sviluppata da Blue Origin non viaggia abbastanza velocemente o con la giusta angolazione per entrare in orbita attorno alla Terra, spiega la Cnn. Tuttavia percorre senza pilota oltre 100 chilometri sopra la Terra, arrivando ampiamente al confine dello spazio, e raggiunge velocità superiori a circa 3.500 chilometri all’ora, circa tre volte la velocità del suono.

La capsula dell’equipaggio New Shepard viene lanciata a bordo di un piccolo razzo. Dopo che il motore avrà consumato la maggior parte del carburante, la capsula si separerà dal razzo, consentendo alla navicella di proseguire brevemente verso l’alto prima di fermarsi quasi al limite della sua traiettoria di volo, regalando ai passeggeri alcuni minuti di assenza di gravità.

Gli 11 minuti a bordo del veicolo suborbitale New Shepard
“Tu sei la nostra assicurazione”, hanno detto le compagne di viaggio a Lauren Sanchez dopo che la giornalista e pilota di origine messicana, che a fine luglio sposerà il fondatore di Amazon a Venezia, aveva rivelato una certa trepidazione per il volo di appena 11 minuti a bordo del veicolo suborbitale New Shepard. 

Lancio New Shepard di Blue Origin (Blue Origin)

Blue Origin lancia il primo volo del New Shepard dopo l’atterraggio (Reuters/BLUE ORIGIN)

Le tappe, il decollo, la quota, la microgravità
Una volta raggiunta la quota prevista – 100 chilometri sopra il livello del mare contro il doppio della Tereshkova oltre 60 anni fa – le sei “turiste spaziali” hanno slacciato le cinture, e galleggiato in condizioni di microgravità, ammirando la Terra dall’alto per circa quattro minuti prima dell’inizio della discesa.

Eccole, in questo video, gridare di stupore alla vista del mondo da lassù.

Prima della partenza

“Sarà la prima volta che qualcuno andrà nello spazio con capelli e trucco a posto”, ha commentato una reporter di Elle che ha intervistato le sei donne per la cover story della rivista di aprile: “Lo spazio sarà finalmente glamour… Chi mai salirebbe su un volo spaziale senza essersi sistemato per bene.

Magari potessi portarmi il team trucco”, ha risposto Perry mentre Sanchez ha scherzato sulle “ciglia finte che voleranno in assenza di peso”. Non le sue però: “Sono incollate molto bene”.
 

Solo l’11% del totale delle persone che hanno viaggiato nello spazio sono donne. Battute a parte, le sei del New Shepard (il veicolo prende il nome dal primo astronauta americano Alan Shepard) hanno dedicato parte dell’intervista con Elle all’importanza di avere più donne nelle discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e il valore di modelli famosi per le ragazzine di colore. Sanchez, che ha organizzato la missione complici i miliardi del futuro consorte, ha raccontato di aver scelto ciascuna delle compagne di avventura per la loro dimostrata capacità di ispirare. 
 

Lauren Sanchez e Jeff Bezos (Getty)

Bezos e la fidanzata su Vogue, l’ironia dei social (Instagram)

“Ognuna è una narratrice a suo modo”, ha detto: “Andranno nello spazio e riusciranno, ciascuna in modi diversi, a trasmettere ciò che hanno provato”. 

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Caldo record e alluvioni, 2024 anno nero in Europa

Caldo record e alluvioni, 2024 anno nero in Europa

Un caldo senza precedenti, opprimente in particolare nelle zone centrali e orientali del continente, compresa buona parte dell’Italia. Il resto del territorio colpito da precipitazioni abbondantissime e spesso concentrate in brevi periodi di tempo, con tutti i disastri che ne conseguono, dalla Romagna a Valencia. Il 2024 ha visto un’Europa divisa in due, ma comunque alle prese con gli effetti del riscaldamento globale. È quanto emerge dal nuovo rapporto sullo stato del clima europeo pubblicato dal Servizio per il Cambiamento Climatico C3S del programma di osservazione della Terra Copernicus dell’Unione Europea insieme all’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Lo studio

Lo studio, frutto del lavoro di un centinaio di scienziati, analizza su scala europea dodici mesi che sono stati da record in tutto il pianeta. L’anno più caldo a livello globale da quando si rilevano dati, il primo a superare la soglia di +1,5°C rispetto al periodo preindustriale, è stato altrettanto eccezionale anche in Europa. “La tendenza al riscaldamento del continente è chiarissima e il 2024 aggiunge un altro punto a questa serie di record – dice il direttore del C3S Carlo Buontempo – Il clima europeo si riscalda più rapidamente della media globale. Negli ultimi decenni l’Europa è andata a circa mezzo grado per decennio, che vuol dire quasi il doppio della media del pianeta”.

L’elenco delle conseguenze negative è lunghissimo. Nel 2024 sono stati rilevati livelli di stress da calore sopra la media nel 60% del continente. I ghiacciai sono stati in ritirata ovunque e in particolare in Scandinavia e nelle isole Svalbard. Vaste aree sono state colpite dagli incendi, con il Portogallo che a settembre in una sola settimana ha visto andare in fumo 1100 chilometri quadrati di territorio.  

Il 2024 è stato anche un anno segnato dalle alluvioni, le più vaste dal 2013. Sono oltre 400.000 le persone che hanno dovuto fare i conti con gli allagamenti. Le vittime sono state almeno 335. Entreranno negli annali gli eventi di Valencia e della Romagna, ma anche i disastri causati in buona parte dell’Europa Centro-orientale dalla tempesta Boris a settembre, quando la parte alta del Danubio ha ricevuto una quantità di pioggia senza precedenti gli ultimi 60 anni. 

Anomalie nella portata dei fiumi nel 2024 (Copernicus ECMWF)

Danni per miliardi di euro

Dal punto di vista economico, il conto è salatissimo. Si stima che i fenomeni meteorologici estremi abbiano causato danni per 18,2 miliardi, l’85% dei quali dovuti alle alluvioni. 

“Il cambiamento a cui assistiamo è talmente grande che penso che questo ci imponga di ripensare al modo in cui facciamo quasi tutto – continua Carlo Buontempo – Dal modo in cui coltiviamo al modo in cui costruiamo e gestiamo le emergenze in qualsiasi attività che ha una dipendenza diretta o indiretta dal clima e dalla meteo. Questo adattamento è già una necessità oggi, non in futuro lontano”. Non a caso, secondo il rapporto il 51% delle città europee ha predisposto un piano di adattamento climatico. Nel 2018 lo possedeva solo il 26% del totale. 

Un altro dei pochi elementi positivi è la crescita della percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili: nel 2024 è arrivata al 45% del totale. È il risultato degli sforzi europei per decarbonizzare il sistema energetico e limitare così le emissioni di gas serra che causano il riscaldamento globale. 

Energia da fonti rinnovabili in Europa nel 2024 (Copernicus ECMWF)

Cosa fare

“Ogni frazione di grado nella crescita delle temperature è importante perché accentua i rischi per le nostre vite, per l’economia e per il pianeta – dice il segretario generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale Celeste Saulo – Con i nostri partner stiamo intensificando gli sforzi per rafforzare i sistemi di allerta e i servizi sul clima per aiutare chi deve prendere le decisioni e per aiutare le società in generale ad essere più resilienti. Stiamo facendo progressi ma dobbiamo dobbiamo andare oltre e lo dobbiamo fare più velocemente e tutti insieme”.

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Decifrare il linguaggio dei delfini con l’AI: ecco DolphinGemma, il nuovo modello Google

Decifrare il linguaggio dei delfini con l’AI: ecco DolphinGemma, il nuovo modello Google

Google ha annunciato un nuovo modello aperto di intelligenza artificiale chiamato DolphinGemma, progettato per aiutare i ricercatori a comprendere meglio il modo in cui comunicano i delfini. 

È il risultato di una collaborazione tra Google e il Wild Dolphin Project (WDP). Google ha sviluppato il modello, che è stato specificamente addestrato con l’ampio database di suoni del WDP sui delfini maculati atlantici.

Si tratta di un passo avanti per i ricercatori, che potranno utilizzare questo “strumento” per sintetizzare i propri dati, individuare schemi ricorrenti e persino prevedere cosa potrebbe “dire” un delfino.

Come funziona

Il modello trae ispirazione da Gemma, la famiglia di modelli open source leggeri di Google, sviluppati a partire dalla stessa ricerca e tecnologia che alimenta i modelli Gemini.

Addestrato estesamente sul database acustico del WDP, DolphinGemma elabora sequenze di suoni naturali di delfini per identificare modelli, strutture e, in ultima analisi, prevedere i suoni che con maggiore probabilità seguiranno in una sequenza. Questo processo è molto simile a come i grandi modelli linguistici per il linguaggio umano anticipano la parola o il token successivo in una frase.

Il WDP sta iniziando a utilizzare DolphinGemma in questa stagione sul campo, con potenziali benefici immediati. 

Grazie all’identificazione di schemi sonori ricorrenti, cluster e sequenze affidabili, il modello può assistere i ricercatori nello svelare strutture nascoste e possibili significati all’interno della comunicazione naturale dei delfini. Un compito che finora richiedeva un incredibile sforzo umano. In prospettiva, questi schemi, arricchiti con suoni sintetici creati dai ricercatori per indicare oggetti con cui i delfini interagiscono volentieri, potrebbero gettare le basi per un vocabolario condiviso con i delfini ai fini di una comunicazione interattiva.

Disponibile tra pochi mesi

Google prevede di rendere disponibile DolphinGemma come modello open source nel corso di quest’estate. Pur essendo stato addestrato sui suoni delle stenelle maculate atlantiche – spiega l’azienda in una nota – potrà rivelarsi utile anche per i ricercatori che studiano altre specie di cetacei, come i tursiopi o gli stenelle dal lungo rostro. È possibile che per le vocalizzazioni di specie diverse si renda necessario un affinamento, e la natura aperta del modello ne agevola l’adattamento.

Mettendo a disposizione strumenti come DolphinGemma Google auspica di fornire ai ricercatori di tutto il mondo gli strumenti per analizzare i propri set di dati acustici, accelerare l’individuazione di schemi e approfondire collettivamente la comprensione di questi intelligenti mammiferi marini.

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Ricerca, al via domande per il rientro dei cervelli. Bernini: “Rendiamo attrattivo il nostro Paese”

Ricerca, al via domande per il rientro dei cervelli. Bernini: “Rendiamo attrattivo il nostro Paese”

Al via le domande per partecipare al bando destinato a ricercatori che operano in università o enti di ricerca esteri e interessati a tornare, o a trasferirsi, nel nostro Paese. In un momento in cui molti scienziati Usa dichiarano di volersi trasferire altrove per proseguire i loro progetti congelati dall’amministrazione Trump

Dalle 12.00 di oggi, infatti, è attiva la piattaforma online per inviare le proposte progettuali per partecipare all’avviso dedicato ai giovani ricercatori che hanno ottenuto uno Starting Grant o un Consolidator Grant Erc e che attualmente lavorano all’estero. L’iniziativa è rivolta a chi opera in università o centri di ricerca fuori dall’Italia e vuole trasferirsi, o rientrare, nel nostro Paese per sviluppare il proprio progetto. Il bando è finanziato con 50 milioni di euro.

Lo stanziamento rientra tra le prime misure previste dal Piano lanciato dal ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, per potenziare l’attrattività del sistema accademico e della ricerca italiano. 

“Abbiamo preso la strada che porterà a un’inversione di tendenza: sarà sempre più attrattivo fare ricerca in Italia – spiega Bernini -. Con questo Piano finanzieremo infatti il rientro o l’arrivo di tanti ricercatori, alcuni rientreranno nel nostro Paese ma dopo aver fatto importanti esperienze all’estero, altri vi arriveranno per la prima volta. In Italia troveranno un sistema di infrastrutture all’avanguardia e in continuo aggiornamento. È il modo più virtuoso per fare un salto di qualità, unire esperienza, talento e innovazione”.

Il fondo da 50 milioni prevede, per ogni proposta progettuale, un contributo massimo di un milione di euro e una durata non oltre i 36 mesi. Una quota pari al 40% dello stanziamento complessivo sarà destinata specificamente ai progetti nelle regioni del Mezzogiorno. Il fondo è finanziato tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Il bando è riservato a vincitori dei bandi Erc Starting Grants o Erc Consolidator Grants, i programmi finanziati dall’European Research Council, destinati a ricercatori di eccellenza di ogni età e nazionalità che intendono svolgere attività di ricerca di frontiera negli Stati membri dell’UE o nei Paesi associati.

I progetti devono essere presentati in lingua inglese tramite la piattaforma on line dedicata (https://www.gea.mur.gov.it). La finestra temporale per la ricezione delle domande a sportello resterà aperta fino ad esaurimento delle risorse messe a disposizione e comunque non oltre le 12.00 del 4 giugno 2025.

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