Si chiama 3I/Atlas e si trova a 510 milioni di chilometri dalla Terra. È la nuova cometa interstellare scoperta all’alba del 1 luglio 2025. Si sta rapidamente avvicinando al Sole e la notte scorsa è stata osservata dal telescopio di Loiano dell’Inaf, in provincia di Bologna. Si tratta della seconda cometa dopo la 2I/Borisov. La scoperta non era facilissima perché, anche se luminosa, la cometa è nei fitti campi stellari della costellazione del Sagittario, in piena Via Lattea.
Il passaggio al perielio (il punto di minima distanza di un corpo del Sistema solare dal Sole) avverrà il prossimo 29 ottobre, mentre la minima distanza con la Terra verrà raggiunta il 19 dicembre.
Inizialmente la cometa era considerata un asteroide, infatti è stata inserita nella Neo Confirmation Page del Minor Planet Center con la designazione A11pl3Z, immediatamente confermata da decine di altri osservatori. Le osservazioni hanno però indicato la presenza di una piccolissima coda lunga solo tre secondi d’arco che identifica il nuovo oggetto interstellare come una cometa.
Negli Stati Uniti dei ricercatori studiano la grandine per capire ciò che accade durante i temporali. In questa puntata anche la sicurezza delle linee ferroviarie, un laboratorio per lo studio delle piante e un progetto per tutelare i beni culturali
Le comunità energetiche rinnovabili sono un modello alternativo di produzione e di consumo dell’energia, amico dell’ambiente e che può consentire anche di risparmiare. Un progetto dell’ENEA sta cercando di renderle sempre più smart
L’Italia ha una nuova costellazione satellitare. Lancio riuscito dalla California per sette satelliti HEO di IRIDE, il programma per l’osservazione della Terra finanziato con oltre un miliardo di euro provenienti principalmente dal PNRR. Un razzo Falcon 9 della SpaceX di Elon Musk li ha portati fuori dall’atmosfera, dove si sono uniti a un altro satellite, in orbita da qualche mese. Tutti sono stati costruiti dalla Argotec di Torino.
E’ un programma coordinato dall’ESA con la partecipazione dell’ASI e continuerà a crescere con nuovi lanci fino a metà del prossimo anno Insieme ai satelliti di Iride è partita anche un’altra missione attesa dall’Europa. Il primo test della capsula di The Exploration Company, un’azienda privata operante anche in Italia che sta sviluppando una navetta cargo riutilizzabile europea per rifornire le stazioni spaziali
Quest’estate sarà possibile ammirare uno spettacolo astronomico che si verifica solo ogni 15 anni, e che dunque non ricapiterà fino al 2040: la faccia di Saturno sarà ‘macchiata’ dall’ombra proiettata della sua luna più grande, Titano, mentre gli orbita intorno ogni 16 giorni. Questo perché, ogni 15 anni, la Terra e Saturno si allineano perfettamente, tanto che gli anelli scompaiono alla vista come è successo nel marzo scorso, mentre nel 2032 sarà possibile vedere l’intero disco in un cerchio perfetto attorno al pianeta.
Tre di questi passaggi sono già avvenuti, ma ci saranno altre 7 occasioni per osservarli: 2 e 18 luglio, 3 e 19 agosto, 4 e 20 settembre e, infine, il 6 ottobre.
La durata dei transiti, tuttavia, diminuirà di volta in volta: a ottobre l’ombra sarà visibile per un solo minuto.
Lo stesso fenomeno interesserà anche altri tra i satelliti principali di Saturno, come Mimas e Rea, ma le loro ombre piccole e chiare saranno molto più difficili da osservare.
Titano è infatti la seconda luna più grande del Sistema Solare dopo Ganimede, il gigantesco satellite di Giove: il suo diametro di oltre 5mila chilometri lo rende anche leggermente più grande di Mercurio e il 50% più largo della nostra Luna.
Titano è anche l’unica luna del Sistema Solare, oltre a quella della Terra, ad essere stata visitata da una sonda spaziale costruita dall’uomo. La sonda Huygens dell’Agenzia Spaziale Europea è infatti atterrata su Titano nel 2005. Era progettata per ottenere dati riguardanti l’atmosfera nel corso della sua discesa durata più di 2 ore, ma continuò a inviare dati anche dopo l’atterraggio per oltre 3 ore, funzionando alla temperatura di meno 180 gradi.
Sabato scorso, a Pechino, si è giocata la prima edizione della ROBO League di calcio a 3, un torneo che ha visto confrontarsi quattro squadre composte da robot umanoidi frutto della ricerca di altrettante università cinesi. Le strategie e le tattiche messe in campo dai robot si basavano sull’intelligenza artificiale. L’evento è stato il primo test match in vista dei prossimi World Humanoid Robot Games, che si svolgeranno a Pechino nel mese di agosto.
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