Futuro24: nuovi materiali high-tech
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Nei primi giorni di febbraio la Nasa ha rilevato quattro brillamenti solari di forte intensità, mettendo in allerta gli esperti di meteorologia spaziale.
I primi tre brillamenti – di cui uno classificato come X8.1, tra i più potenti degli ultimi anni – sono avvenuti tra il 1° e il 2 febbraio, seguiti da un quarto evento nelle prime ore del 3 febbraio, secondo i dati forniti dalla Nasa e dallo Space Weather Prediction Center del Noaa.
I quattro brillamenti solari di classe X (NASA/SDO)
Secondo il Noaa un brillamento di questa intensità potrebbe provocare nelle prossime ore interruzioni e degradazioni delle comunicazioni radio ad alta frequenza (HF) sul lato illuminato della Terra, con possibili blackout temporanei dalla durata da alcuni minuti fino a un paio d’ore.
Gli esperti precisano che eventi di questa intensità non sono insoliti durante il “massimo solare” e non rappresentano un pericolo diretto per la popolazione della Terra. Tuttavia, il monitoraggio dell’attività solare prosegue per valutare eventuali effetti aggiuntivi sulle infrastrutture tecnologiche.
I brillamenti solari possono anche precedere l’arrivo di espulsioni di massa coronale (CME), grandi nuvole di plasma che viaggiano nello spazio e che, se dirette verso il nostro pianeta, possono generare tempeste geomagnetiche e suggestive aurore polari visibili anche a latitudini relativamente basse.
Un robot a quattro zampe sull’Etna per raccogliere dati utili alla previsione delle eruzioni vulcaniche, riducendo i rischi per i ricercatori. È l’esperimento condotto da un team dell’ETH Zurich, il Politecnico federale di Zurigo, una delle principali università scientifiche europee.
Il robot, chiamato ANYmal, è stato inviato sui pendii del vulcano per analizzare i gas emessi dal sottosuolo, che possono segnalare cambiamenti nell’attività magmatica. “Vogliamo prevedere quando avverranno le eruzioni e per farlo abbiamo bisogno di dati”, ha spiegato Julia Richter del laboratorio di sistemi robotici dell’ETH.
ANYmal è dotato di uno spettrometro di massa sviluppato dall’azienda svizzera INFICON, in grado di identificare le sostanze chimiche mentre il robot si muove su terreni instabili, come sabbia vulcanica e bordi dei crateri.
Grazie a sistemi di intelligenza artificiale basati su algoritmi che permettono di apprendere dall’ambiente (reinforcement learning), il “cane robot” impara a orientarsi in autonomia. Durante i test ha rilevato le emissioni di anidride carbonica e diossido di zolfo, gas spia perché le loro variazioni possono anticipare un’eruzione.
La società russa di neurotecnologie Neiry, con sede a Mosca, sta sviluppando dei “bio-droni”, ovvero sta lavorando per trasformare piccioni viventi in dispositivi telecomandati tramite chip impiantati nel cervello. Lo racconta un articolo del quotidiano britannico Times.
Dallo scorso novembre, l’azienda sta testando questi “bio-droni”, guidandoli a distanza tramite stimolazione elettrica. “A differenza dei droni tradizionali, i vettori biologici non richiedono sostituzioni di batterie e il loro comportamento naturale è adatto a rotte di lunga durata”, ha dichiarato la Neiry. Sebbene il focus attuale sia sui piccioni, l’azienda prevede di utilizzare i corvi per trasportare carichi più pesanti.
Connessioni con l’élite russa
Il progetto è sostenuto dal fondo National Technology Initiative (voluto da Putin) e dal fondo Voskhod di Vladimir Potanin. Esiste inoltre una partnership con l’istituto di IA guidato da Katerina Tikhonova, figlia di Putin. Tikhonova ha parlato pubblicamente del potenziale dei dispositivi neurotecnologici, sottolineando come possano espandere le capacità umane.
Visioni inquietanti
Il fondatore di Neiry, Alexander Panov, ha scritto sui social media riguardo alla possibilità di “riprogrammare” le persone, inclusi gli ucraini dopo la guerra, sostenendo che sarebbe “più economico che crescere una persona della nostra cultura”. Panov ha dichiarato che il suo obiettivo è creare una nuova fase dell’umanità che descrive come Homo superior. “Anche se solo 5–7 milioni di quelli utili rimangono [in Ucraina dopo la guerra], possono essere riprogrammati, proprio come la maggior parte delle persone, ed è molto più economico che creare e crescere una persona della nostra cultura”, ha scritto.
L’articolo del Times ricorda come tentativi simili siano stati fatti dalla CIA negli anni ’60 con cani e gatti (dotati di microfoni), ma furono tutti dichiarati fallimentari dopo che, ad esempio, un “gatto spia” morì investito da un’auto durante la sua prima missione. Al momento, non esiste una verifica scientifica indipendente sui successi vantati da Neiry.
È morto a 96 anni Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico specializzato nel campo della fisica delle particelle a cui ha dato preziosi contributi. Lo si apprende da fonti della comunità scientifica e lo riporta l’Ansa.
“Autore di numerose ricerche, contributi e realizzazioni in vari campi della fisica nucleare e subnucleare – come scrive Treccani – fra l’altro si ricordano la scoperta dell’antideutone, la determinazione accurata della costante di accoppiamento delle interazioni deboli e del momento magnetico anomalo del muone, studî sulla struttura elettromagnetica del protone”.
È stata una figura controversa all’interno della comunità scientifica – scrive l’Ansa – per il suo credo cattolico, per la sua critica alla teoria darwiniana dell’evoluzionismo, che ha sempre considerato priva di sufficienti prove scientifiche e di una solida base matematica, e per una posizione apertamente negazionista nei confronti della relazione tra attività umane e cambiamento climatico, sostenendo l’inaffidabilità dei modelli matematici utilizzati negli studi sul tema.
Zichichi ha lavorato presso il Fermilab di Chicago, laboratorio americano di fisica che deve il nome ad Enrico Fermi, e presso il Cern di Ginevra, dove nel 1965 ha diretto il gruppo di ricerca che osservò per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria formata da un antiprotone e un antineutrone. Ha anche guidato il gruppo dell’Università di Bologna, dove era professore emerito, durante i primi esperimenti sulle collisioni tra materia e antimateria presso i Laboratori Nazionali di Frascati.
Dal 1977 al 1982 Zichichi è stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e nel 1978 è stato anche eletto presidente della Società Europea di Fisica. È stato uno dei principali promotori e ideatori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, la cui costruzione è iniziata nel 1980, e dal 1986 è stato a capo del World Lab, un’associazione che sostiene i progetti scientifici in paesi del terzo mondo, fondata da Zichichi stesso insieme al fisico statunitense Isidor Isaac Rabi.
Si deve a lui anche la fondazione, a Erice in Sicilia, del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. Nel 1979 è stato al centro di un incidente diplomatico, al momento dell’elezione del nuovo direttore del Cern: le pressioni dell’Italia in suo favore causarono una netta spaccatura tra il nostro Paese e tutti gli altri e alla fine, per 12 voti contrari, la candidatura di Zichichi venne respinta e fu eletto il tedesco Herwig Schopper.
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