Settant’anni fa i biologi Watson e Crick, futuri premi Nobel per la Medicina, presentarono il primo modello accurato di Dna, il nostro codice genetico: un “compleanno” che Rai Cultura festeggia con “Storie della Scienza”, il programma condotto dal filosofo della scienza Telmo Pievani, con la partecipazione della giornalista scientifica Silvia Bencivelli, in onda oggi alle 16.30 su Rai Scuola.
La genetica racconta ogni giorno nuove affascinanti conquiste, ma le teorie sull’ereditarietà hanno una storia molto antica. Raccontarla significa scoprire come, col tempo, siamo riusciti a passare da una visione moralista della questione, secondo cui i problemi dei figli derivavano dai “vizi” dei genitori, ad un approccio scientifico che ci spiega sempre meglio perché siamo chi siamo. La puntata ripercorre il lavoro di Mendel, le conquiste sullo studio e il funzionamento del Dna, e spiega cosa vuol dire mappare intere popolazioni, fino ad arrivare alle più recenti teorie evoluzionistiche dei geni. Ne parlano Alessandro Volpone, storico della Scienza, Università di Bari; Isabella Saggio, biologa e biotecnologa; Università La Sapienza; Guido Barbujani, genetista, Università di Ferrara.
A seguire, nello spettacolo “Dna” al linguaggio chiaro e appassionante di un grande divulgatore e filosofo dell’evoluzione come Telmo Pievani si fonde quello coinvolgente della musica dei Deproducers: Gianni Maroccolo, Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Giovanni Maggiore e Simone Filippi.
“Racconti di Scienza” presenta una appassionante esperienza sensoriale immersiva messa in scena presso lo storico Teatro Girolamo Magnani di Fidenza e realizzata in collaborazione con la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.
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Partita la missione Crew-6 della NASA per il viaggio di oltre 24 ore verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove i suoi quattro membri dell’equipaggio rimarranno per circa sei mesi per eseguire esperimenti scientifici e compiti di manutenzione.
Un razzo Falcon 9 dell’azienda SpaceX con una capsula Dragon inserita nella punta, entrambi prodotti dall’azienda privata SpaceX, è decollato alle 00:34 ora locale (05:34 GMT), orario previsto, dalla piattaforma 39A del Centro Kennedy Space Center, Cape Canaveral, Florida.
Meno di dieci minuti dopo, la navicella Dragon Endeavour, che con questa missione sta completando il suo quarto viaggio nello spazio, si è staccata dal secondo stadio del razzo e ha proseguito il suo viaggio verso la ISS. Quasi contemporaneamente, il primo stadio del Falcon 9, che oggi ha completato il suo volo inaugurale, è atterrato con successo su una piattaforma sistemata nell’Oceano Atlantico.
All’interno della capsula ci sono gli astronauti americani Stephen Bowen e Warren Hoburg, della NASA, insieme a Sultan Alneyadi, dell’agenzia spaziale degli Emirati Arabi Uniti, e Andrey Fedyaev, della russa Roscosmos. Endeavor è programmato per attraccare in un porto della ISS alle 1:17 ora degli Stati Uniti orientali (6:17 GMT) venerdì 3 marzo, secondo la Nasa.
È uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno: il “bacio” tra Giove e Venere che, tra ieri sera e questa mattina, si sono trovati alla distanza minima nel cielo.
Le immagini vengono da Vigo in Spagna, quando i pianeti apparivano separati di circa mezzo grado nel cielo notturno, dal Kent e dal Texas.
Sarà possibile ammirare questa “congiunzione” anche la sera del 2 marzo quando i Venere e Giove si troveranno a una distanza ancora ravvicinata: 45 arcominuti (ogni grado è diviso in 60 arcominuti).
La navetta Crew Dragon della SpaceX ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale e i quattro astronauti della missione Crew-6 hanno oltrepassato il portello di ingresso accolti dai sette della Expedition 68 già a bordo: il comandante Prokopyev, i russi Petelin e Kikina, il giapponese Wakata e gli americani Rubio, Mann e Cassada.
Con gli americani Stephen Bowen e Warren Hoburg, l’astronauta degli Emirati Arabi Uniti Sultan Al Neyadi e il russo Andrey Fedyaev sale così a 11 il numero degli abitanti della Stazione Spaziale, una circostanza rara che però non comporterà difficoltà, poiché i sistemi per il supporto vitale sono abbastanza robusti per permettere di ospitare anche equipaggi numerosi.
A fine marzo Mann, Cassada, Wakata e Kikina faranno ritorno sulla Terra con la navetta Dragon del lancio Crew-5 con cui sono arrivati lo scorso ottobre. Gli altri tre, Prokopyev, Petelin e Rubio partiranno a settembre, a bordo della Soyuz MS-23 arrivata senza equipaggio a fine febbraio in sostituzione della MS-22 danneggiata da un micrometeorite.
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