Un “Fondo sovrano” italiano sulle filiere del made in Italy – previsto nella legge quadro che tra poche settimane dovrebbe approdare in Cdm – e il Piano nazionale sulla microelettronica, in pratica una sorta di “Chips Act italiano” che prende le mosse da quello Ue. Ad annunciare i due provvedimenti il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, alla tavola rotonda di “Tutela, sviluppo e sicurezza del tessuto produttivo” organizzato dalla Fondazione Sapienza.
Assist all’Italia digitale
Obiettivo del Chips Act tricolore è, come spiegato da Urso, “rendere l’Italia attrattiva per gli investimenti nel digitale: un Piano nazionale sulla microelettronica serve a narrare le opportunità nel nostro paese”.
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Manifatturiero/Produzione
Nella stessa direzione vanno anche i provvedimenti legislativi su “Impresa futuro” sulle nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale alla quantistica fino allo smart working: “tutte le nuove tecnologie per le imprese del futuro per mettere a sistema aziende e fondazioni” ma anche per sviluppare un “rapporto fecondo con centri di ricerca e università”, ha affermato il ministro.
Tutelare le eccellenze del made in Italy
Il Fondo sovrano avrà invece il compito di promuovere il made in Italy. “Dall’alimentare all’arredo e alla moda ma anche lo Spazio e la chimica – ha ricordato Urso – sono tutte filiere importanti nel nostro sistema produttivo e vengono “apprezzate ovunque nel mondo”. Al primo posto tra le cose in agenda, quindi, un Fondo sovrano sulle filiere del made in Italy che “rafforzi il sistema fin dall’approvvigionamento di materie prime”. Centrale anche lo sviluppo delle competenze necessarie a valorizzare i settori produttivi, per cui le università giocano un ruolo essenziale: “In Italia mancano un milione di competenze, mancano ingegneri ma anche artigiani”, ha ricordato Urso. “La finanza francese ha acquisito molti brand italiani di moda che però continua a far produrre in Italia”, perché “quel prodotto riescono a farlo solo nel nostro ecosistema produttivo”.
Chips Act europeo, Bruxelles accelera
La legge italiana sui semiconduttori, annunciata oggi da Urso, seguirà dunque le linea tracciata la Chips Act europeo su cui il trilogo ha trovato l’accordo lo scorso 18 aprile. Il pacchetto punta a raddoppiare la quota di mercato nei semiconduttori del Vecchio Continente dal 10% al 20% entro il 2030 e tagliare la dipendenza dalla Cina e dagli altri Paesi asiatici. L’importanza di questo provvedimento è stata ribadita dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in occasione della cerimonia della cerimonia per la prima posa della pietra dello stabilimento di Infineon, a Dresda.
“Dal 2026 l’Europa sarà in grado di produrre chip su larga scala”, ha annunciato von der Leyen ricordando che stabilimenti come quello di infineon ma anche come quello di StMicroelectronibs a Catania “sono un segno del fatto che l’Europa può competere nel settore dei semiconduttori, se modelliamo il quadro di riferimento in modo saggio”.
Catania “capitale “ italiana dei chip
A ottobre scosro al Ue ha dato il via libera alla misura da 292,5 milioni di euro per sostenere il produttore di chip Stmicroelectronics nella costruzione di un impianto in Sicilia….

